Assalto ai saldi. Capitolo 1

 

Sono iniziati i saldi. Non so se dire per fortuna o rimanere in un tacito atteggiamento di indifferenza. Ammetto che alla notizia dei saldi anche io inizio un po’ a gasarmi, mi preparo facendo una lista di ciò che mi serve, dei negozi da visitare in cerca dell’affare del secolo e mi immagino tornare a casa come una paladina vittoriosa che mostra i cimeli di battaglia, tante buste piene di capi e oggetti vari (a volte privi di senso e inutili), conquistati sgomitando tra i suoi nemici più agguerriti, orde di donne in preda alla febbre dello shopping.

Tutto avviene nella mia fantasia, nella realtà nulla di ciò. Nella realtà più crudele torno a casa stanca e a mani vuote, o quasi.

5 gennaio, ore 10.00 inizia la mia corsa ai saldi con lui che è stato tanto carino da accompagnarmi, anche perché voleva comprarsi un cappotto nuovo. Abbiamo girato mercati, centri commerciali, outlet, siamo entrati e usciti da negozi piccoli e grandi; abbiamo pranzato anche fuori per non perdere tempo e ritmo, abbiamo fatto lunghe code per cosa? Un paio di coulotte, due collane e un paio di orecchini! Questo il mio misero bottino. Lui alla fine il suo bel cappotto costoso lo ha trovato, fortunatamente, magra consolazione per me.

Il bello è che quando entro in un negozio e rovisto tra la merce in saldo, non trovando nulla mi fiondo generalmente tra gli scaffali delle nuove collezioni e così addio spirito dei saldi e risparmio!

Però è solo l’inizio! Tornerò, scenderò ancora sul campo di battaglia! Voglio il mio prezioso cimelio, voglio il mio affare da saldi. Lo pretendo!

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