Assalto ai saldi. Capitolo 1 ( e forse l’ultimo?)

 

 

Saldi. Lo so, ogni anno la stessa storia. Entusiasmo alle stelle che viene miseramente spento come si spegne una candela alla fine di una processione a Pasqua. Che bella immagine, vero? D’altronde tra poco è Pasqua e a Molfetta è risaputo che lo è ancor di più.

Ma lasciamo stare figure retoriche al retrogusto crepuscolare (cosa che manco Corazzini nei giorni migliori…) e torniamo alla realtà, alla mia amara realtà. Ammetto che quest’anno per cause di forza maggiore non mi son dedicata a cercare offerte, a scovare l’affare del secolo. Ma è pur vero che un paio di giri al centro commerciale li ho fatti. Risultato? Il mio portafoglio di sicuro è contento, il mio umore e il mio armadio un po’ meno.

Però c’è un momento esatto che mi ha fatto rendere conto che i saldi non fanno per me. E no, non è quello in cui vedi tutti attorno a te carichi di buste di acquisti, soddisfatti manco avessero conquistato il Nuovo Mondo. È il momento in cui varchi la soglia di Zara. Lì cambia tutto.

Avete presente quando in “Stranger Things” improvvisamente Will si ritrova nel sottosopra e si vede la città o la scuola in come se fossero in una bolla d’acqua, tutti che si muovono a rallentatore, suoni ovattati… ecco questa è la scena a grandi linee.

Io entro a Zara e mi sembra in essere in una bolla, i suoni giungono confusi, vedo solo persone che si tuffano in cumuli si abiti informi, uomini che attendono annoiati, donne cariche di roba in fila per un posto in camerino; altre in agguato attendono che la rivale lasci perdere la camicetta che aveva adocchiato. Sguardi in cagnesco, spinte per aggiudicarsi un posto tra le grucce, l’aria di superiorità di chi è già in fila alla cassa e sta per scappare con il bottino.

Ma quelli, anzi quelle, che mi fanno più tenerezza, quelle a cui davvero farei una carezza sussurrando “Tranquilla va tutto bene, non è che devi per forza comprare qualcosa, non sei diversa”, sono le ragazze che comprano un capo – che in verità assomiglia più a uno straccio – visibilmente datato, appartenente a non si sa quale vecchia collezione, roba che il “vintage” a confronto è cosa nuova. Bella de zia, va bene che è scontato del 70%, va bene che costa solo 9,99 euro, ma sappi che il buon gusto non è in saldo.

Morale della favola non ho ancora comprato nulla, pure i saldi di Zalando e Amazon mi hanno delusa ma non è ancora detta l’ultima parola.

Seguiranno aggiornamenti.

P.S. Un giorno vi farò vedere e sentire la mia interpretazione/imitazione di Winona Ryder che dice “Wiiiiiillll, dove sei Wiiiiilll!!!”. Solo per quella mi merito un Golden Globe!

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