Il panettone della discordia

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Inutile dirlo. Natale senza panettone non è lo stesso. Che sia al Nord, o al Sud, Centro e isole comprese sulla tavola delle feste non può mancare. Che si mangi oppure no, che piaccia o meno, con i canditi o senza (per me naturalmente senza – credo sia risaputa la mia lotta ai canditi inutili) lui deve esserci.

Naturalmente per agevolarci nella scelta tra le marche in questo periodo veniamo bombardati da pubblicità di panettoni e altresì pandori, anche un po’ simili tra loro. Attenzione puntata sulla morbidezza, ingredienti freschissimi e di qualità, bambini che passano fette di panettoni a neonati, cori angelici, il solito “piano piano, buono buono”… insomma ci siamo capiti.

Ma c’è una pubblicità che quest’anno si è distinta dalla massa: quella del panettone della Motta. Ai suoi ideatori va il premio ironia in assoluto! Perché a mio avviso è proprio ironia, nelle parole e nel tono della voce fuori campo, ad attraversare tutto lo spot.

In breve, se non vi sovviene, il testo sarebbe questo:

«Per il nostro panettone noi di Motta avremmo potuto usare tofu tritato, papaya, seitan, alga essiccata, e cuocerlo per trenta secondi nel microonde. Invece no! Lo abbiamo preparato seguendo la nostra ricetta, originale dal 1919. Panettone Motta, da sempre, quello di sempre. E da oggi anche con bacche di goji! Scherzo…».

Ecco, queste parole hanno fatto infuriare il mondo vegano che a quanto sembra dalla propria alimentazione oltre ad eliminare prodotti animali e derivati, ha eliminato anche una bella fetta di ironia, un pizzico di autoironia e una manciata di tolleranza e rispetto.

Potete ben immaginare la rabbia e il putiferio che si è scatenato soprattutto sui social.

Il punto della questione, infatti, è quello: avere l’intelligenza di comprendere che lo spirito della pubblicità non è accusatorio e nemmeno canzonatorio confronti dei vegani in sé. Non è puntare il dito verso chi ha intrapreso una scelta alimentare differente. In fondo non sono solo i vegani a mangiare seitan o bacche di goji o papaya, ecc.

Quando si afferma che il mondo è bello perché è vario, non lo si dice tanto per modo di dire. O per lo meno così dovrebbe essere. Le scelte personali, sempre nel limite del lecito, non devono invadere e cozzare con quelle altrui. E poi se uno decide di mangiare tofu o carne sono un po’ cavoli propri.

Quindi cari vegani e onnivori almeno a Natale siate più buoni, non fatevi la guerra; spezzate un gambo di sedano in segno di amicizia e fratellanza.

 

 

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Ansia da regalo di Natale? Niente paura, non siete soli

bolla di neve

Mancano 14 giorni a Natale.

Nella foto di oggi una palla di vetro con neve e una simpatica renna, acquistata da Maison du Monde. A chi non piace quel negozio? E non solo a Natale. Io lo adoro tutti i singoli giorni dell’anno. Anzi credo proprio che è arrivato il momento di farci un salto. Magari per prendere qualche regalo e darvi qualche idea.

In realtà sono tanti i negozi da cui poter prendere ispirazione per i vostri acquisti. Anche quelli dell’ultimo momento. Perché ci sarà sempre qualcuno che il giorno della Vigilia starà impazzendo in giro a rincorrere gli ultimi regali. Dall’altra parte invece ci cono quelli che i regali li hanno presi da molto tempo, magari on line e l’unico sforzo fisico loro richiesto è stato quello del dito indice che ha cliccato per confermare l’acquisto. A loro dico sono una cosa: bravi!

Nei prossimi gironi troverete una lista di consigli e luoghi dove poter acquistare i vostri regali.

Nel frattempo vi auguro buona domenica!

 

 

 

-15 giorni a Natale, manteniamo la calma!

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Oggi conto alla rovescia veloce, rapido e indolore.

P.S. Oggi abbiamo un Babbo Natale più simpatico.

A grande richiesta Babbo Natale Assassino!

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E anche quest’anno Babbo Natale Assassino non poteva mancare!

Sì, perché questo simpaticissimo (si fa per dire) pupazzo di Babbo Natale è stata sempre una figura un po’ inquietante tra gli addobbi presenti in casa. In qualunque posizione si trovasse (sotto l’albero, sulla libreria, sul mobile del televisore…) sentivi i suoi occhi fissi e artefatti su di te.

Insomma solo sensazioni, sia chiaro. Ma se vuoi saperne di più leggi QUI!

Da oggi vale! (di più)

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8 dicembre, festa dell’Immacolata. Particolarmente sentita nella mia città, Molfetta.

Oggi tutto deve essere pronto. Non ci sono deroghe, chi c’è c’è.

Albero al suo posto, presepe pronto ma rigorosamente senza Gesù Bambino e calzone o frittelle sulla tavola. Questo vuole la tradizione. Questo pretendono i palati intransigenti dei molfettesi.

Da oggi parte il vero conto alla rovescia, con annesso affanno per il troppo cibo e quello per arrivare sani e salvi a Natale.

Insomma, buon inizio di stress natalizio a tutti!

 

 

 

Come riservarsi momenti felici a Natale

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Il tempo vola. 

Gli addobbi sono tutti ben posizionati, le luci sono accese e sotto l’albero cominciano a proliferare i regali.

C’è anche una cosa che a Natale non manca mai. Il film cinepanettone. Ogni anno un titolo diverso ma sempre uguale, ogni anno un “minestrone” di cose terribili che non fanno ridere. Praticamente è più irritante dei canditi nel panettone.

Pur cambiando la location, qualche attore, il risultato non cambia. Così come molte volte non cambiano i numeri degli incassi e chi si reca al cinema per vedere questi film.

Ma dico io, a Natale regalatevi momenti qualitativamente migliori, anche un giro tra mercatini caratteristici potrebbe fare la differenza e donarvi qualcosa di bello.

La foto di oggi, gentilmente concessa da Vincenzo Bisceglie (se volete scoprire chi sia cliccate qui). In realtà è uno scatto di qualche anno fa, ma a me piace tantissimo.

Ho voluto fortemente inserire questa foto nel mio calendario dell’Avvento perché per me racchiude un po’ l’essenza del Natale. Questo è quello che si potrebbe definire come il potere evocativo di un’immagine: un fotogramma, un attimo catturato da solo può talvolta comunicare più di mille parole. Ovviamente è tutto molto soggettivo, dipende dallo stato d’animo e dal sentire di ognuno.

Tra le tante bancarelle di Piazza Navona a Roma, tra la miriade di addobbi questa piccola casa di terracotta pendeva mossa da un leggero vento freddo, girava su se stessa cercando tra la gente occhi che l’ammirassero. Poi ha incontrato un ragazzo che con un occhio meccanico l’ha immortalata in quell’istante per sempre.

 

Lindor per tutti i gusti e la mia battaglia dei biscotti

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San Nicola è arrivato! 

Un sacchetto di Lindor variegati, tra cui quelli al caramello e cocco che sono in assoluto i miei preferiti. Oltre a quelli classici e al cioccolato bianco. Ma vanno bene un po’ tutti, qui non facciamo molte formalità, eh.

C’è da dire che questo San Nicola mi conosce troppo bene. Anzi devo dire che col tempo migliora, affinando la scelta dei gusti da mettere insieme: quest’anno, ad esempio, ha evitato i Lindor al pistacchio che non mi fanno particolarmente impazzire. Bravo, ti sei superato!

Spero, però, abbia apprezzato il mio “piatto”: un vassoio di biscottini al burro fatti da me. E notate bene, biscottini non è un vezzeggiativo, è che i biscotti sono realmente piccoli. Praticamente sono mono boccone. Diciamo che nonostante gli imprevisti nella preparazione il risultato non è male. O per lo meno nessuno ha riscontrato problemi intestinali… per ora.

I biscotti al burro sono un po’ il mio tallone d’Achille, sembrano facili ma in realtà nascondono qualche insidia, in primis la cottura: mezzo secondo in più nel mio forno e sembrano biscotti al cacao. Peccato non lo siano.

Non è per discolparmi, ma il forno di casa non è proprio di primo pelo e a volte bisogna “interpretarlo”, ma tutto sommato va. Anche in questo caso per ora.

Io però non mollo, ci riproverò. Devo raggiungere il nirvana del biscotto perfetto.

Anzi, avete suggerimenti, segreti o ricette da darmi?

 

 

Pensiero cazzeggio (ma mica tanto… ) – Impugniamo le matite!

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Natale sta arrivando ed io sono già all’opera. Come al solito con mille idee per la testa e poco tempo per realizzarle.

Anche quest’anno ci sarà il calendario dell’Avvento per aspettare Natale insieme (lo so, state tutti piangendo di gioia perché non vedevate l’ora! Perché sono lacrime di gioia quelle, vero??).

Come ogni anno dal primo al 25 dicembre, ogni giorno, ci sarà un post sul blog: deliri, ricette, consigli per regali e decorazioni, miei disegni (o per lo meno ci provo) e naturalmente tante chiacchiere. Tutto in questo grande contenitore.

Naturalmente si accettano consigli e idee!

Keep calm… Natale sta arrivando!

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Novembre sta per volar via e quando su Twitter l’hashtag #Bauli diventa di tendenza allora inevitabilmente sai che Natale è vicino.

Va bene che – come dice il jingle di una nota pubblicità televisiva di un’altrettanto nota marca di panettoni e pandori e merendine varie – “A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai e a Natale si può dare di più”, però Valerio Scanu e Melegatti hanno esagerato.

Veramente, ditemi perché mai dovrei comprarmi per i pranzi o cene di Natale o Capodanno un pandoro con la foto di Scanu schiaffata sulla confezione che mi ammicca falso, con quella mano scioltamente tesa come se avesse appena lanciato una manciata di polvere di stelle quando al massimo può lanciare un po’ di zucchero a velo, giusto per rimanere in tema

ScanuChe poi, dovete sapere, io odio lo zucchero a velo sui dolci! Ma lo odio terribilmente, sia chiaro. Tipo che non ha ragione di esistere se messo dopo sui dolci già completi. Se sono completi nel gusto, nella forma e nel colore – come direbbe Piero Pelù – perché mai si deve mettere sopra questa polverina bianca sottile che si volatizza al minimo respiro e appena tenti di tirare un morso ti si attacca alla bocca, sul viso e anche sul naso. Per non parlare di quando inevitabilmente ti cade sulla maglietta rigorosamente nera!

Ma torniamo al panettone di Scanu che, essendo sardo, voi capirete che l’analogia con dolci come panettone o pandoro viene praticamente naturale, giusto no?

Poi, però, viste le “paraculate” sul web, la Melegatti ha specificato che il prodotto in questione è un’edizione limitata (e per fortuna per noi!) non in commercio, realizzata per il raduno dei fan di Scanu, che a quanto ho capito ha fatto il botto vincendo l’edizione speciale del programma “Tale e quale show”, il programma di Carlo Conti in cui mentre lui imita un africano (riuscendoci benissimo), vecchie glorie o meteore dello spettacolo tentano le luci della ribalta cercando di imitare grandi nomi della musica con tre chili di cerone in faccia, che se alzano un po’ di più le luci e la temperatura della studio va su, l’effetto “museo delle cere” stile Dario Argento è assicurato.

Nonostante il pandoro di Scanu, la Melegatti non si è fatta sfuggire una di quelle figuracce da far paura con un post sui social che recitava “Ama il tuo prossimo come te stesso… basta che sia figo e dell’altro sesso”: praticamente alla stregua di quelle dediche idiote che ci si scambiava sul diario alle medie, come “con amore e simpatia lascio qui la firma mia”; la rima era sicuramente il punto vincente delle dediche, se facevi la rima eri qualcuno!

Nel caso di Melegatti, nessuno ha ritenuto la frase simpatica, nemmeno un po’, e vista la chiara vena omofoba l’azienda ha fatto subito marcia indietro scaricando la colpa su un ufficio di gestione del marketing esterno. Insomma un pasticciaccio che dovrebbe essersi risolto, ma la figura di merda è stata fatta.

Insomma come direbbe quella buon’anima di Jon Snow (sempre se è realmente morto – scusate lo spoiler) “l’inverno sta arrivando” e il Natale anche.

Ormai la tipica corsa ai regali è stata soppiantata dalla corsa all’addobbo e allestimento ossessivo compulsivo, tanto che le luci e le prime palle (non ancora rotte…) sono comparse da fine ottobre. Cioè, io posso capire i grandi magazzini e rivenditori di articoli stagionali che giustamente devono allestire il tutto prima per venderlo al dettaglio, ma tu signora che hai messo già le luci colorate al balcone, o forse non le hai mai tolte dall’anno scorso, dimmi, perché lo fai! Tu non puoi immaginare l’ansia che provoca in me l’intermittenza delle tue luci. Per non parlare delle agenzie di viaggi che subito dopo Ferragosto ti propongono i pacchetti per Natale e Capodanno, giusto per farti ricordare che anche quest’anno tu rimarrai nuovamente a casa a fare indigestione di panettone e giochi con le carte.

Dite che sono cinica? Forse. È che quest’anno lo spirito del Natale stenta ad accendersi. Sarà la stanchezza, sarà che devo ancora una volta studiare e forse saranno tante altre cose.

Meglio guardare avanti, stringere i pugni e avere ancora un po’ di pazienza.

 


Semplicemente Buon Natale!!!

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Buon Natale! Questo semplicemente l’augurio che rivolgo a tutti voi.

Buon Natale a chi passerà di qui e a chi no; a chi conosco, a chi conosco davvero, a chi conoscevo e a chi non conosco affatto. Semplicemente l’augurio di una giornata speciale, serena, piena di sorprese e regali non solo materiali. Solo per oggi lasciamo da parte tutti i brutti pensieri, le negatività, l’astio e i rancori. Regaliamo e regaliamoci un Natale migliore (va beh, sembra lo slogan di una campagna elettorale!). È quello che vorrei.

Colgo l’occasione e ci tengo a rivolgere un grazie a chi ogni giorno contribuisce anche silenziosamente a far crescere questo blog, questo angolo disordinato e delirante che spero tenga un po’ di compagnia.

Naturalmente vorrei sapere come state trascorrendo questo Natale, cosa state mangiando di buono, quanto vi siete abbuffati, quali regali avete fatto e ricevuto.

 

Intanto mi aspettano altre due giornate colme di cibo e condivisione. Non so bene se e come ne verrò fuori. Se sopravvivo a questi pranzi e cene pantagrueliche mi ritrovate di nuovo qui.