Compra, lavora e vinci (di lavorare)!

 

Tutta la vicenda in sostanza è riassumibile in tre passaggi: compri una borsa, elabori un piano di comunicazione, vinci uno stage (forse). Non è certo un mistero di chi si parla, naturalmente del marchio di borse Carpisa che ha lanciato questa “fantastica” campagna marketing.

Se l’intenzione era quella di entrare nei trend e attirare l’attenzione di nuovi acquirenti e magari anche di quelli vecchi e affezionati – assuefatti ai soliti modelli morbidi o rigidi riproposti ad anni alterni con colori illusoriamente diversi e materiali che si sbriciolano solo col semplice passare del tempo –, allora “you win!”, ci siete riusciti.

Se al contrario l’intento era quello ci proporre una campagna marketing accattivante e geniale, allora o le esalazioni di vernice per la pelle finta vi hanno dato alla testa o dovreste riconsiderare il vostro concetto di “genialità”.

Certo, a onor del vero, non è la prima volta che un’azienda propone una campagna di comunicazione in cui mette in palio un premio in denaro, o gift card e roba simile, per un concorso in cui chi partecipa presenta un’idea, un progetto grafico o una strategia che faccia comodo all’azienda stessa. Ma imporre l’acquisto di un proprio prodotto per acquisire il “diritto” di partecipare ad un concorso in cui bisogna profondere impegno, competenze e professionalità, forse questo non si era ancora visto.

È quel “vinci uno stage in azienda” che stride terribilmente, che infastidisce come il rumore delle unghie che graffiano sulla lavagna. E la situazione diventa al limite del grottesco se si leggono i requisiti che il piano comunicativo deve avere per essere ammesso al concorso: Definizione dei punti di forza e il messaggio del prodotto; Analisi del posizionamento del brand; Evidenza degli obiettivi del lancio; Definizione del target di riferimento; Definizione del budget; Dettaglio delle tattiche ed elenco delle azioni di comunicazione. Cioè mica robetta da dilettanti.

Va precisato, però, che il mese di stage presso gli uffici dell’azienda ubicati a Nola, “prevederà una retribuzione/rimborso spese del valore di 500,00 €. Il contratto prevederà inoltre: l’alloggio per il vincitore nella Foresteria disponibile per i dipendenti della società promotrice nella prossimità della sede aziendale; pranzo presso la mensa aziendale dal lunedì al venerdì; alloggi Kuvera per la cena (compreso sabato e domenica)”. Ma come si dice, il gioco non vale proprio la candela!

Intanto il concorso scade esattamente domani. Chissà in quanti avranno abboccato/partecipato.

 

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Ma che te ridi! – Sfigati senza biglietto per i Coldplay uniamoci!

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Dicono che oggi sia la giornata mondiale del sorriso.

A vedere me non si direbbe manco per niente.

Perché se come me ti alzi per l’ennesimo giorno di fila completamente col collo bloccato, vedi che fuori diluvia, con l’andatura di uno zombie ti metti al computer e inizi a fare qualsiasi rito scaramantico e propiziatorio per cercare di accaparrarti un paio di biglietti del concerto dei Coldplay, dopo che TicketOne ti ha messo per 30 interminabili secondi (moltiplicati per le infinite volte in cui ho aggiornato la pagina web) in sala d’attesa e poi ti dà l’illusione di avercela fatta, ma in realtà qualsiasi tentativo è stato vano, beh, allora ditemi voi che cosa ci sarà mai oggi da ridere!

E anche quando è stata annunciata la seconda data e messi subito in vendita i biglietti, anche in quel caso nulla. Solo un biglietto disponibile che alla fine non è nemmeno riuscito a entrare nel mio carrello. Come se un lillipuziano avesse voluto mettere nel suo taschino un fazzoletto di Gulliver; o come quando un bambino cerca di inserire la formina di una stella nella sagoma di un triangolo e non riuscendoci li sbatte uno contro l’altro; ecco, non so se ha reso l’immagine.

Sorridere? Ma anche no.

Oggi per molti è la giornata dell’incazzatura, con se stessi, con il mondo, ma soprattutto con TicketOne che è diventato il destinatario delle bestemmie di tutti coloro che sono stati messi gentilmente in sala d’attesa mentre più di 160.000 biglietti volavano via e a te non rimaneva altro che sperare che o gli altri non avessero soldi a sufficienza nelle loro carte o che un dio ignoto e oscuro del web facesse saltare i collegamenti di tutti, tranne il tuo.

Ma se proprio dobbiamo dirla tutta a togliermi il sorriso e a farmi tremendamente incazzare è vedere alle 10.05 rivendere gli stessi biglietti a cifre pazzesche fino a 2000 euro, attraverso siti di bagarinaggio spudorato. A voi rivolgo solo una parola: bastardi!

Ma io non mi arrendo!

Finora ho continuato a lanciare un disperato refresh del sito di TicketOne – con il solo risultato di aumentare il mio disprezzo; ho chiesto a tutti se per caso avanzasse loro un biglietto del concerto, pure a mio padre – che mi ha risposto “Chi? Quelli che senti tu? Certo stanno arrivando”, della serie ironia portami via –; ho chiesto anche a Siri se potesse darmi due biglietti ma prima mi ha dato ragione, poi ha fatto orecchie da mercante. Ho anche pensato di andare a vedere i Coldplay a Gothenburg; dov’è Gothenburg? Dietro l’angolo, solo in Svezia.

 

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Insomma oggi altro che sorriso.

Vi odio tutti.

Soprattutto TicketOne.

 

 

 

Pensiero cazzeggio – Blue Monday, la festa dei depressi

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Dicono che oggi  sia il “BLUE MONDAY”, ovvero il giorno più triste dell’anno.

Addirittura il tutto sarebbe riconducibile ad una equazione matematica, messa a punto una decina d’anni fa da uno psicologo inglese, Cliff Arnall, che individua nel terzo lunedì di gennaio il giorno con un particolare picco di tristezza e depressione. A determinare questo “fenomeno” ci sono una serie di congiunture come condizioni meteorologiche sfavorevoli, le giornate corte, i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per aver speso troppi soldi durante le vacanze o mangiato troppo e infine, il lavoro, che è ricominciato freneticamente.

Praticamente oggi sarebbe la giustificazione perfetta per i depressi cronici.

Siete contenti? Ah no, è vero, siete tristi e depressi.

 

Sappiate, comunque, che sto tornando.

 

 

Happy Halloween!

Anche quest’anno un post halloweenereccio ci sta.

Purtroppo quest’anno, a differenza dell’anno scorso, impegni e casini vari mi hanno impedito di creare un piccolo progetto fatto di decorazioni, ricette, curiosità e cazzeggio a volontà. Insomma ci siamo capiti.

Se vi va, e soprattutto se ve le siete perse, ecco i link dei post dell’anno scorso.

Halloween 2014

Non vi lascio a bocca asciutta, però. Per voi (per sfortuna vostra, lo so), un mio scarabocchio, un disegno fatto di getto, senza pensarci troppo.

Il mio augurio è che questa sia una serata orrendamente divertente, qualsiasi cosa decidiate di fare.

Blue Monday: oggi Leopardi festeggerebbe!

tristezzaOggi è il “Blue Monday”, dicono, il giorno più triste dell’anno. Addirittura il tutto sarebbe riconducibile ad una equazione matematica, messa a punto una decina d’anni fa da uno psicologo inglese, Cliff Arnall, che individua nel terzo lunedì di gennaio il giorno con un particolare picco di tristezza e depressione.

A determinare questo “fenomeno” ci sarebbero una serie di congiunture come condizioni meteorologiche avverse, giornate ancora troppo corte, le ferie e i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per essersi abbuffati come se non ci fosse un domani durante le feste, il portafoglio che piange vuoto, e il lavoro e la routine ricominciata inesorabilmente.

Quindi io, che ho un rapporto profondamente conflittuale con la matematica in qualsiasi sua declinazione, dovrei credere che per una strana equazione dovrei trascinarmi inerme durante questa giornata e forse per tutta la settimana in preda a una tristezza profonda. Tipo che oggi Leopardi per risposta sarebbe la persona più felice del mondo, mandando a quel paese tutto il pessimismo cosmico.

Il problema non è tanto che qualcuno un giorno per sue strane elucubrazioni abbia deciso che ogni terzo lunedì di gennaio tutti dovremmo essere terribilmente infelici, quanto le persone succubi di tale diceria. Su facebook (che ormai agli istituti di ricerca e statistica potrebbe fare un baffo) oggi proliferano stati tristi e sul depressivo andante; molti hanno smesso di dare la colpa del proprio malessere a stelle e oroscopi per concentrare le proprie bestemmie su questo giorno X e la sua tristezza: come se un’armata aliena proveniente dal pianeta Infelicità avesse invaso la Terra colpendo tutti col proprio raggiogammacosmicotristezza. E quando vedi scritto “Ah ecco perché oggi mi sentivo particolarmente giù…” allora vorresti urlare e andare ad ubriacarti con Leopardi alla faccia di tutti.

Ho voluto andare a fondo alla questione e la fregatura si è subito palesata. Tutta questa manfrina del giorno più triste dell’anno è legata alla “furba campagna pubblicitaria lanciata alcuni anni fa dal canale di viaggi britannico Sky Travel della tv BSkyB”. Della serie: se siete tristi per tutte le motivazioni sopra fornite, allora ritrovate il buonumore con i nostri servizi, fatevi un viaggetto, guardate i nostri fantastici canali a pagamento e pace.

Suggestione, questa la parola d’ordine di oggi. Niente di più che una trovata pubblicitaria per influenza le scelte di acquisto e consumo; un po’ come la festa di san Valentino, quella della mamma e del papà, la new entry della festa dei nonni, e mettiamoci pure Natale e tutte le feste comandate.

In sostanza, cari depressi cronici, oggi non c’è nessun capro espiatorio per voi, niente commiserazione, nessuna giustificazione.

 

Speciale Halloween – Bicchierini buoni da morire!

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Finalmente eccoci giunti al giorno X, la giornata in cui fervono gli ultimi preparativi per la notte delle streghe, dei travestimenti, di fantasmi e vampiri, la notte in cui la paura si esorcizza col divertimento e anche alla morte si riesce a fare un sorriso. Halloween è giunto. C’è chi festeggerà, chi no, chi indosserà una maschera, chi invece la maschera

ce l’ha già e forse la toglierà. Punti di vista, prospettive differenti. Purtroppo la festa di Halloween è entrata nella cerchia ristretta ma concreta delle festività che condividono una particolare atteggiamento che si concretizza nella frase “Che si fa a (nome della festività)?”. Così dopo Natale, Capodanno e Pasqua ecco che anche Halloween diventa generatore di interrogativi e domande esistenziali tra la gente, tra i gruppi di amici, dubbi che attanagliano le menti, dilemmi che fanno insorgere fazioni, malcontenti e litigi. Meglio questa festa o quella? Meglio vestirsi da zombie o da vampiro? E se mi vesto da pirata sono demodè? E se mi travestissi da Legge di Stabilità dell’ultimo Governo, allora sì che farei paura! Insomma, ora anche festeggiare o divertirsi è diventato un atto che necessita la fiducia dei partecipanti. Ed io che farò questa sera? Non ne ho idea. Quello che verrà si farà, senza pretese, senza troppe preoccupazioni.

Quello che sicuramente farò è gustarmi il dolce a tema Halloween, ultima ricetta di questo piccolo progetto culinario-fotografico. Bicchierini buoni da morire: vi piace come titolo per questa ricetta? (Sì lo so, è abbastanza idiota, ma la verità è che so proprio boni!)

Un dolce al cucchiaio gustoso e naturalmente facile e veloce; un’ottima idea da preparare al volo anche quando avete ospiti inaspettati, o semplicemente avete bisogno di coccolarvi senza troppo dispendio di energie. Si tratta di un bicchiere composto da tre strati, ognuna con una consistenza differente ma che insieme creano un giusto equilibrio. Alla base un pan di spagna bagnato con qualche goccia di rum, poi un generoso strato di crema e infine la croccantezza dei biscotti sbriciolati.

Ingredienti:bic6

  • Pan di spagna (qualche fetta)
  • Un bicchierino di rum
  • 200 ml di panna fresca da montare
  • Un cucchiaio di zucchero
  • 150 g di nutella
  • 100 g di wafer alla nocciola
  • 100 g di nocciole tritate
  • 80 g di cioccolato fondente tritato
  • Qualche biscotto al cacao sbriciolato

Preparazione:

Disponete sul fondo del bicchiere da voi scelto uno strato di pan di spagna (in alternativa potete usare dei savoiardi) e bagnatelo con qualche goccia di rum.

In una ciotola montate la panna fresca aggiungendo dello zucchero (meglio se a velo) a vostro piacimento e fino a raggiungere il giusto punto di dolcezza. Aggiungete alla panna montata la nutella, amalgamando con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto. Aggiungete alla crema le nocciole, i wafer e il cioccolato tutto tritato non molto finemente. Con l’aiuto di una sac a poche, distribuite la crema ottenuta sullo strato di pan di spagna del vostro bicchierino. Ultimate con i biscotti al cacao sbriciolati.

Per la decorazione potete usare dei semplici biscotti secchi su cui scrivere R.I.P o disegnare croci, teschi e bare.

Il vostro dessert di Halloween è pronto.

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Con il dolce si chiude questo breve capitolo di ricette a modo mio dedicate ad Halloween, ma non temete perché ho in mente di proporvi ancora periodicamente altre ricette, assecondando il gusto del momento, il periodo di riferimento e la mia voglia di fare disastri e pasticciare in cucina (per favore non prendetela come una minaccia).

 

Per concludere voglio ringraziare sentitamente mia sorella Dany per la collaborazione, per aver voluto condividere con me idee, sapori, entusiasmo: la dimostrazione di un legame speciale. Non posso non ringraziare anche Lui che mi supporta (ma soprattutto mi sopporta) nel mio percorso nel mondo ancora ignoto della fotografia.

 

 

 

 

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Speciale Halloween – Flan cremoso e teschi sorridenti

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Fine settimana, dunque seconda ricetta e idea di Halloween. Dopo l’arancio della zucca nei muffin, passiamo al verde delle zucchine nei flan. Un flan morbido, gustoso e facile da fare, da servire con crostini o ritagli di pasta sfoglia a forma di ragno, pipistrello. Un verde brillante che ricorda Frankenstein, grovigli di vermi, paludi radioattive, intrugli magici e rivoltanti che ribollono nei pentoloni di streghe dai nasi aguzzi, dalla pelle rugosa e il ghigno malefico.flan

Una cocotte da servire calda, ancora un po’ fumante, un piatto ideale nelle sere fredde e tempestose, accoccolati sul divano sotto una montagna di maglioni.

Ingredienti per 6 stampini:flan4444444

  • 200 g di zucchine
  • 100 ml di latte
  • 4 cucchiai di panna fresca
  • 50 g di pecorino (o per un gusto più dolce grana)
  • 3 foglie di basilico
  • 3 uova
  • sale e pepe
  • un pizzico di curry
  • burro e farina per gli stampini.

Preparazione:

Tagliate le zucchine a rondelle e lessatele in acqua leggermente salata con qualche foglia di basilico. Una volta cotte (devono essere morbide) mettetele in un recipiente assieme al latte, panna, formaggio, basilico, uova, curry e aggiustate di sale e pepe. Frullate il tutto con un frullatore a immersione fino a ottenere un composto omogeneo.

Imburrate e infarinate degli stampini o cocotte e distribuitevi il composto: riempite gli stampi poco più della metà. Sistemate gli stampi in una pentola a bagnomaria e fate cuocere il tutto in forno già caldo a 180° per 40/45 minuti circa.

Potete servire i flan nelle stesse cocotte di cottura.

flan55758699Per la decorazione questa volta ho riesumato dall’armadio dei vecchi ricordi, due teschi che sembrano sorridere in polistirolo. Li avevo utilizzati anni e anni fa per una festa di Halloween, probabilmente risalgono al primo o secondo anno di liceo. Per quell’Halloween con i miei amici decidemmo di andare ad una festa in maschera a tema fantasy ed io decisi di travestirmi da Raistlin, uno dei personaggi principali della collana di libri Dragonlance: quel periodo divoravo quei libri e quel personaggio in particolare, è il caso di dire, mi aveva “incantata”. Si trattava di un mago, prima appartenente all’ordine delle vesti rosse, poi dopo un percorso costellato di ostacoli, un percorso personale difficile tra salute cagionevole, un fratello ingombrante e un lato oscuro che sfocia talvolta in gesti di follia, passa all’ordine delle vesti nere; diventa il cattivo della storia, eppure alla fine decide di sacrificarsi per salvare chi ama. Era lui il mio personaggio. Vestita completamente di nero, con un lungo mantello nero e una cintura con appesi i due teschi, delle piume e un sacchetto dove tenere le polveri magiche, intrugli utili per i miei incantesimi. Oggi quei piccoli teschi sono diventati spaventosi segnaposti: basta arrotolare un filo di ferro, inserirlo nel polistirolo. Ritagliate dei cartoncini colorati, scrivete i nomi dei vostri ospiti e fermateli con il filo di ferro, come fareste con una graffetta. E il gioco è fatto!

 

 

 

Speciale Halloween – Muffin da paura!

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Immaginate una vecchia soffitta. Con travi e pavimento di legno usurato dal tempo, vecchi mobili accatastati, teli bianchi che celano oggetti e forme indefinite; bauli in pelle che custodiscono chissà quali segreti. Sparse per la soffitta angusta ampie ragnatele si intravedono risplendendo ad ogni minimo spiffero d’aria. Scricchiolii, vibrazioni, l’ululato del vento che si insinua tra le travi. Uno strato di polvere ricopre tutto, come un velo posato per fermare il tempo, i ricordi. Si vedono solo delle tracce nella polvere sul pavimento: impronte di zampe, forse piccoli roditori, ed una traccia più marcata, quasi quella di un sacco trascinato. Forse un corpo.
Poi un tonfo e il buio pesto.candele

 Tensione, un inspiegabile brivido lungo la schiena e una sensazione di paura crescente. Questa l’ambientazione scelta per la nuova ricetta di Halloween: muffin con zucca, zenzero e cannella.

Un set fotografico inquietante, alquanto macabro, magari da ricreare per un tè o una festa di Halloween in cui poter offrire ai vostri ospiti degli ottimi dolcetti, tè profumato e caldo e sensazioni da film horror.

Devo dire che questo progetto fotografico ha avuto il prezioso apporto di Lui, che nella vita vera è un professionale regista, montaggista, videomaker e fotografo: se volete potete vedere i suoi lavori qui e qui e scoprire i progetti in cantiere. (Ho fatto una marchetta? Sì, ma se la merita tutta! Vedete e crederete)

Ma veniamo alla ricetta, a questi muffin alla zucca ormai collaudati e squisiti, tanto da conquistare tutti, compresa la nonna di Lui che quando li ha assaggiati ha fatto il bis e mi ha chiesto di farne altri: vi assicuro che è una persona “molto particolare” e conquistarla non è facile, quindi è stata una grande vittoria.

Questi muffin, proprio per la presenza della zucca, si presentano internamente più umidi del solito, hanno un sapore delicato che può essere modulato secondo i propri gusti dosando zenzero e cannella: io, ad esempio, ho preferito aggiungere più zenzero rispetto alla cannella ma ciò non toglie che gli amanti della cannella possano fare il contrario. Inoltre, si mantengono belli morbidi anche dopo qualche giorno (sempre se riuscirete a resistere). Insomma, sono da provare!

Vi lascio alla ricetta, partendo dalle dosi con cui potete realizzare dai 6 ai 12 muffin, dipende dalla grandezza dei pirottini utilizzati: io generalmente con queste dosi riesco a fare 12 muffin.

muffin Ingredienti:

  • 140 g di burro
  • 200 g di farina
  • 180 g zucchero di canna
  • 2 uova
  • 80 ml di latte
  • 150 g di purea di zucca (cotta in forno o bollita)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • ½ cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione:

Fondete il burro in un pentolino a fuoco dolce. In una ciotola ampia ponete tutti gli ingredienti solidi: setacciate la farina assieme al lievito, unite lo zucchero di canna, lo zenzero e la cannella. In un’altra ciotola amalgamate gli ingredienti liquidi: il latte, le uova, il burro tiepido, la purea di zucca. Versate poco per volta i liquidi nella ciotola degli ingredienti solidi, amalgamando con una spatola fino ad ottenere un composto omogeneo. Sistemate i pirottini su una placca da forno e riempite ognuno poco più della metà; potete aiutarvi con l’utensile per fare le palline di gelato (ma quel coso ha un nome? Pallinatore? Vi prego se lo sapete ditemelo!), sarà più facile senza sporcare.

Infornate i muffin in forno preriscaldato e cuoceteli per circa 20 minuti a 180°.

Per la decorazione sciogliete del cioccolato fondente con qualche cucchiaio di panna e disegnate della ragnatele sulla superficie dei vostri muffin.

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Speciale Halloween – Zuppa di pomodoro con ossa croccanti? Si può fare!

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Eccoci giunti al secondo post “halloweeneccio”! Su, dite che non vedevate l’ora che arrivasse questo momento (o per lo meno fate finta).

Oggi vi propongo una zuppa di pomodoro, una ricetta semplice (quante volte avrò scritto “semplice” nell’ultimo post? Troppe!), un po’ slow, che richiede una cottura prolungata a fuoco dolce, una di quelle ricette che sembrano scaldare il cuore e l’animo: la classica immagine del freddo, inverno, divano, camino, un piatto caldo, pane croccante. La questione principale, però, rimane una sola: dov’è l’inverno, dov’è il freddo? Dove sono quei venticelli freschi che ti fanno mettere una bella giacca, dove sono i colori dell’autunno. Qui in Puglia sembra ancora estate, di inverno nemmeno l’ombra e se continua così Natale lo festeggeremo in costume in riva al mare a stappare bottiglie di spumante e mangiando panettone con gelato.

Bando alle ciance, torniamo alla ricetta. Una zuppa di pomodoro saporita, col suo colore rossastro da poter richiamare il sangue, è un piatto d’effetto per Halloween. Soprattutto se presentata con dei crostini a forma di ossa belli croccanti, o a forma di pipistrello, di zucca, di fantasma, insomma avete capito. Questa zuppa di pomodoro è qualcosa di squisito e non può non piacere. Quando io e mia sorella l’abbiamo preparata e mia madre l’ha assaggiata, è letteralmente impazzita, non riusciva a smettere di mangiarla; e se mia madre che non adora le zuppe (le consistenze cremose o vellutate proprio non le piacciono) ha gradito così tanto, allora la prova può ritenersi superata! Vi dirò di più, se eliminate le fette di pane, la sola zuppa si può usare per fare degli spaghetti al pomodoro fantastici. Insomma, una zuppa versatile.

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 g di pomodori maturi e sodi_MG_6998
  • 4 cipolle bianche grosse
  • 1 costa di sedano
  • ½ litro di brodo vegetale
  • 8 fette di pane raffermo
  • Olio extravergine di oliva
  • Un pizzico di noce moscata
  • Sale e pepe
  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 1 uovo.

Procedimento:

Pulite le cipolle e affettatele finemente, tagliate a dadini il sedano. Ponete il tutto in un tegame con abbondante olio e lasciate rosolare a fuoco dolce con tegame coperto per circa 30 minuti o finché la cipolla non sarà appassita. Pelate i pomodori precedentemente sbollentati in acqua qualche minuto e tagliateli a cubetti; aggiungeteli al soffritto. Quando i pomodori saranno morbidi e avranno perso parte della loro acqua, aggiungete il brodo, regolate di sale e pepe, aggiungete il pizzico di noce moscata e coprite il tegame lasciando cuocere a fiamma non molto viva per circa un’ora. Se volete potete aggiungere un pizzico di peperoncino per renderla un po’ più piccante.

Stendete il rotolo di pasta sfoglia già pronta e ritagliate delle sagome a forma di osso o pipistrello. Ponetele su una placca rivestita di carta da forno, bucherellate leggermente e spennellate con l’uovo sbattuto. Infornate in forno preriscaldato e cuocete fino a quando non saranno gonfie e dorate al punto giusto.

A parte grigliate le fette di pane o tostatele in forno.

Una volta terminata la cottura passate velocemente la zuppa con un frullatore a immersione. Disponete 2 fette di pane in ogni piatto fondo, versatevi sopra la zuppa ben calda e completate ogni porzione con un filo di olio.

Lasciate riposare la zuppa per qualche minuto e servitela accompagnandola con le decorazioni di pasta sfoglia.

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Anche questa volta non poteva mancare la decorazione per creare un’ambientazione mostruosa. Candela Frankenstein! Detto, fatto. Io avevo a casa una candela profumata verde, nello specifica una candela Ikea alla mela verde che non avevo ancora utilizzato. Ho ritagliato a zigzag un lato di una striscia di cartoncino nero, per fare i capelli del mostro, e l’ho posizionata al di sotto del bordo superiore della candela, fermandola con nastro biadesivo. Ho poi disegnato occhi e bocca da un cartoncino giallo e uno bianco e posizionati al di sotto dei capelli per creare la faccia. E stop. La candela di Frankenstein è pronta per la vostra tavola di Halloween.

Speciale Halloween – Aperitivo simpaticamente spaventoso

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Come anticipato diamo ufficialmente inizio ai post di preparazione ad Halloween! (Parte la registrazione della folla in delirio)

Da oggi e fino al 31 ottobre pubblicherò due volte a settimana (probabilmente non a giorni definiti ma cercherò di tenere come punto di riferimento l’inizio e il fine settimana – della serie “figuratevi se riesco a essere puntuale una volta nella mia vita”! Lo so, sono un caso disperato e senza speranza ma dovete tenermi così) alcuni post dedicati ad Halloween e in cui vi proporrò delle idee per organizzare una festa, una serata divertente tra amici, o magari per i più piccoli, insomma potete farne qualsiasi uso vogliate. Semplici trucchetti per decorare, ricette in stile Halloween, suggerimenti per costumi, deliri di ogni tipo.

Alcuni potranno obiettare che Halloween non è una festa “propriamente nostra”, che ce ne siamo appropriati per puro spirito di emulazione e consumismo, che ormai è diventata una moda; come dare torto a tali affermazioni, tutto vero. Ammetto che un tempo ero critica su tale argomento, poi ho iniziato a vederla diversamente in un’ottica di totale libertà, seguendo la massima “ognuno è libero di fare e pensare ciò che vuole e ritiene opportuno”. Dunque se si vuole festeggiare Halloween che lo si faccia pure; se diventa un’occasione utile per indossare una maschera e diventare qualcun altro per una notte sola o si vuole dismettere la propria maschera quotidiana per mostrare la propria vera essenza, accomodatevi ma sempre nei limiti del lecito e della decenza.  Al di là del puro divertimento per bambini, Halloween si propone come un secondo Carnevale, una seconda volta in cui uscire fuori dall’ordinario, fare baldoria, magari prendersi una sbronza, allentare giusto un po’ i freni inibitori e dopo una notte tornare alla normalità. E forse questi momenti un po’ catartici non fanno poi male.

Quest’anno personalmente mi sento ispirata, ho voglia di creare, di giocare con gli ingredienti, di disegnare, di sporcarmi le mani, di tirare fuori idee dalla testa, condividerle con chi passerà di qui e soprattutto con mia sorella Dany. È con lei che un po’ per gioco è nato e si è sviluppato questo piccolo progetto, è lei che mi aiuta a realizzare le ricette, mi fornisce la sua opinione per me preziosa: l’apoteosi della complicità tra sorelle, condividere qualcosa, ridere insieme, collaborare fianco a fianco, imparare l’una dall’altra, un legame speciale che solo noi abbiamo.

Per questo primo appuntamento vi propongo un aperitivo in stile Halloween di sicuro effetto ma soprattutto facile e veloce e per questo da preparare in grandi quantità per una festa a tema. Un trittico composto da wurstel mummia, arancine a zucchetta e cremosi topolini.

 

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Non c’è nulla di più semplice e classico di questo. Gli ingredienti sono essenzialmente wurstel piccoli (io preferisco quelli di pollo), pasta sfoglia, latte, senape.

Stendete il rotolo di pasta sfoglia e tagliate delle strisce sottili, circa un centimetro di larghezza; arrotolate le strisce attorno ad un wurstel, come se lo steste bendando avendo cura di lasciare una piccola finestrella al una estremità del wurstel. Disponete i wurstel bendati su una placca con carta forno, spennellate la superficie con il latte (o se volete in alternativa potete usare un uovo sbattuto) e infornate in forno preriscaldato. I tempi di cottura sono sempre relativi al proprio forno, ma in media i wurstel cuociono circa 15/20 minuti. Un consiglio: tenete il forno non molto alto, 150/180 gradi circa in modo da permettere alla pasta sfoglia di gonfiarsi lentamente e dorarsi al punto giusto. Una volta sfornati lasciate intiepidire e applicate due puntini di senape sulla parte del wurstel priva di pasta, a mo’ di occhietti. E il gioco è fatto.

Arancine a zucchetta

Possiamo definirle delle piccole arancine spoglie, senza cioè panatura che volendo si può sempre realizzare con pan grattato e una rapida _MG_6949frittura.

Per prepararle occorre: riso (io ne ho usato 300 grammi), 2 o 3 mestoli di salsa di pomodoro (con un soffritto semplice di cipolla, carota, sedano tagliati molto finemente), parmigiano, un pizzico di noce moscata, una mozzarella, sale, pepe.

Lessate il riso, una volta raffreddato unite in una ciotola il sugo (dosatelo un po’ per volta), il parmigiano, la mozzarella tagliata a cubetti piccoli, un pizzico di noce moscata e salate e pepate a vostro gusto. Una volta preparato il composto con le mani fate delle palline, più o meno grandi come quelle da ping pong, ponetele nella pellicola chiudendola a sacchettino e lasciate riposare qualche minuto in frigo per rassodare il tutto. Successivamente apponete sulle zucchette occhi e bocca, che avrete creato con le olive nere, e il picciolo fatto con un pezzetto di peperone verde. Et voilà!

 

_MG_6947Topolini cremosi

Questa è sicuramente un’idea semplice e simpatica ma di grande effetto.

Vi occorrono dei crackers o del pane in cassetta (io ho usato un pane in cassetta integrale), formaggini, wurstel piccoli, olive nere, carote, semi di sesamo nero.

Se usate il pane in cassetta vi consiglio di tagliarlo a forma tonda e tostarlo per evitare che assorba troppo l’umidità del formaggino. Adagiate il formaggio sul pane e praticate due piccole incisioni sui lati più lunghi un corrispondenza del vertice superiore e inserite una rondelle di wurstel per fare le orecchie del topolino. Tagliate un triangolino di oliva nera e ponetelo al vertice superiore per fare il naso mentre con due semini di sesamo nero (oppure sempre con due pezzettini di oliva) create gli occhi. Infine con un filo di carota sottile create la coda e il topolino è completato.

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Come potete vedere nelle foto sono presenti dei simpatici fantasmini decorativi, ribattezzati da me e Dany con i nomi di Fan, Tas, Mino, tre tipetti particolari.

Realizzarli è molto semplice, servono delle palline da ping pong o in alternativa dei fogli di carta appallottolati da porre al centro di fazzolettini_MG_6960 bianchi di carta aperti. Create una sorta di sacchettino con i lembi liberi del fazzoletto e fermate il tutto alla base della pallina con un pezzo di cotone bianco. Applicate degli occhietti matti o disegnateli con un pennarello dando le espressioni che più vi piacciono. I fantasmini possono essere appesi, o posizionati sulla tavola, magari utilizzati come segna posto.

Direi che per oggi è tutto. Spero questo post sia stato di vostro gradimento e che vi abbia ispirati.