Il tempo stringe… -9 giorni a Natale!

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Oggi per vostra grande gioia un mio disegno! (E partono le risate registrare dalla regia)

Un disegno per ricordare che manca poco più di una settimana a Natale.

Da oggi il conto alla rovescia si fa serrato, le cifre diventano singole e più piccole mentre l’attesa aumenta.

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-10 scintillante e luminoso. Manca poco!

albero

 

 

Ormai ci siamo davvero.

Le luci sono tutte accese su un Natale che è davvero alle porte!

 

Un bastoncino di zucchero e un fiocco rosso

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Natale è… un bastoncino di zucchero e un fiocco rosso

I numeri iniziano a farsi sempre più piccoli. Il countdown sta per entrare nel vivo.

Siete pronti? Avete preso tutti i regali? Avete fatto programmi per la Vigilia e i giorni successivi?

Intanto vi auguro una serena domenica. Per me oggi colazione speciale.

Un -12 dolce e speziato

gingerbread

 

Fuori fa freddo. Dentro i biscotti sono in forno, il calore si sprigiona e un odore di buono inizia a pervadere prima la cucina poi tutta la casa.

In un attimo ti crogioli in una piacevole sensazione, sicurezza e serenità.

Fuori è inverno.

Dentro è quasi Natale.

-13 da Babbo Natale simpaticamente detto “assassino”!

babbo assassino

 

Ci sono anche gli addobbi di Natale very vintage!

Anche quest’anno Babbo Natale Assassino (come lo chiamiamo io e mia sorella – la storia del nome la trovate qui!) non poteva mancare in questo folle countdown!

Buona giornata a tutti!

Una piccola bolla di neve e un -14 magico

bolla di neve

 

Questa foto mi piace particolarmente. È così. Non perché l’abbia fatta io (anche perché come fotografa devo imparare ancora tantissimo, ma mi ci sto cimentando come posso). È l’atmosfera di calore e tenerezza a conquistarmi particolarmente; la dolcezza del bastoncino di zucchero e la bolla di neve che adoro.

È una foto avvolta da un’atmosfera magica, un gusto speziato in più che migliorano la giornata.

Babbo Natale dice che mancano 15 giorni! Solo?

babbo natale

Pensavate o speravate me ne fossi dimenticata. Invece no!

Oggi il countdown del calendario dell’Avvento ci è gentilmente offerto da Babbo Natale in persona. Fine comunicazione di servizio. Plin plon.

-16 giorni a Natale… Siete pronti?

addobbi albero

Il tempo sta passando velocemente. Natale si avvicina. E anche l’esame… Aiuto!

Da oggi vi proporrò una carrellata sparsa di addobbi di Natale e perché no, potremmo anche crearne insieme. Che ne dite?

Frittelle a volontà! Intanto -17

frittelle

 

Nella casella del calendario dell’Avvento di oggi ho pensato di inserire uno dei piatti più tipici di questa giornata dell’Immacolata qui in Puglia, o per lo meno nella città di Molfetta: le frittelle. Al solo pensiero mi si scatena la fame, la gola si risveglia e parte l’acquolina in bocca. Spero di aver reso l’idea. Naturalmente “frittelle” è il nome con cui le chiamiamo nella mia città, ma sono anche conosciute con il nome di panzerotti o calzoni più a nord. In pratica diversi nomi per indicare un’unica straordinaria bontà.

Con l’8 dicembre si varca ufficialmente la soglia delle feste natalizie e di fine anno, ma si varca anche il punto di non ritorno delle grandi mangiate, di pranzi e cene pantagrueliche che ti siedi a tavola col sole e riesci ad alzarti quando il sole è sparito all’orizzonte da un po’. Il tutto naturalmente con tempi lunghi, pause tra una portata e l’altra, quello che si potrebbe perfettamente chiamare “slow food”. Un cibo da assaporare, da scoprire, ma soprattutto da condividere. E in questo noi in Puglia siamo degli specialisti indiscussi. Sedere alla tavola di un pugliese in questo periodo è quasi un’esperienza mistica.

Tra la festa dell’Immacolata, la vigilia, Natale, santo Stefano e Capodanno le famiglie sono messe davanti ad un’ardua scelta: preparare le frittelle o il calzone (per intenderci una focaccia ripiena di merluzzo o tonno con cipolla, olive, pomodoro… praticamente una bomba di gusto!).

Naturalmente la prima scelta condiziona le altre: de all’Immacolata si fanno le frittelle allora inevitabilmente a Natale sarà la volta del calzone o viceversa.

Ma torniamo alle frittelle. Prepararle è semplicissimo! L’impasto è semplicemente quello della pizza o della focaccia: farina, acqua, lievito, olio, sale e un pizzico di zucchero; impastare tutto insieme, una bella lievitazione e il gioco è fatto. Il ripieno, rigorosamente salato, varia da quelli più tradizionali come mozzarella, pomodoro e a piacere capperi, oppure cipolla, pomdoro e tonno, o ancora ricotta e prosciutto cotto, a quelli più creativi: spinaci, formaggi misti, verdure, e qualcuno ci mette anche la Nutella. Senza dimenticare le frittelle vuote che hanno comunque il loro fascino.

Basta semplicemente stendere l’impasto in dischetti di media grandezza, inserire nel centro un po’ di ripieno scelto, chiudere la frittella (facendo attenzione a far fuoriuscire l’aria così non si rischia che si possano rompere in cottura) e sigillare le mezze lune eliminando la pasta in eccesso con una rotella tagliapasta. Adagiare infine le frittelle nell’olio di semi ben caldo e cuocere fino a quando non avranno assunto un colore bello dorato.

C’è però da fare un appunto sulla grandezza delle frittelle che varia da famiglia a famiglia: piccole, medie, grandi il formato diventa un vero marchio di riconoscimento, un po’ come lo stemma di una casata. Così come il sistema di chiusura: c’è chi le sigilla con la rotella. Chi con le dita e poi ricama attorno al bordo un cordoncino, chi invece utilizza i rebbi della forchetta. C’è anche chi all’interno della stessa famiglia utilizza metodi di chiusura differenti per distinguere le frittelle dai ripieni differenti.

Insomma il mondo delle ricette natalizie è qualcosa di magico e tutto da scoprire. E se volete seguitemi perché continuerò a parlarvene!

Istantanea di un ricordo. Intanto -18 a Natale!

casetta

 

Come accennato ieri, oggi un -18 con una foto speciale e, ci tengo a precisarlo, non mia. È una foto di Vincenzo Bisceglie e i suoi fantastici lavori, soprattutto video, potete vederli qui!

Ho voluto fortemente inserire questa foto nel mio calendario dell’Avvento perché per me racchiude un po’ l’essenza del Natale. Questo è quello che si potrebbe definire come il potere evocativo di un’immagine: un fotogramma, un attimo catturato da solo può talvolta comunicare più di mille parole. Ovviamente è tutto molto soggettivo, dipende dallo stato d’animo e dal sentire di ognuno.

Nel mio caso questa foto è inevitabilmente legata ai ricordi, al luogo in cui è stata scattata. Forse è proprio questo ad attribuirle quel qualcosa in più, un alone magico che al solo guardarla mi fa respirare il profumo del Natale a pieni polmoni.

La foto è stata scattata qualche anno fa presso i mercatini natalizi di piazza Navona a Roma. Era una gita di quelle organizzate per poter ammirare la bellezza della capitale illuminata da mille luci scintillanti, con quel freddo pungente ma secco, le vetrine addobbate e le rovine che sembravano raccontare con più fervore i loro segreti. Se non è questa pura magia.

È stata una giornata fantastica e intensa, ricordo che in quell’occasione abbiamo anche scalato di corsa la cupola di san Pietro. Gli occhi e la mente sono stati rapiti dall’atmosfera dei mercatini, dall’odore di dolci e castagne arrosto, dai colori degli addobbi, dal ghigno buono delle befane e dal sorriso di Babbo Natale.

Tra le tante bancarelle, tra la miriade di addobbi questa piccola casa di terracotta pendeva mossa da un leggero vento freddo, girava su se stessa cercando tra la gente occhi che l’ammirassero. Poi ha incontrato un ragazzo che con un occhio meccanico l’ha immortalata in quell’istante per sempre.