Il mondo e la vita sono come il cielo

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La direzione in cui procedeva era giusta.

In realtà, rifletteva camminando, la volta notturna del cielo era solo un ammasso caotico e casuale di astri. Eppure era possibile trasformarla in un insieme ordinato di costellazioni. In America, gli aveva detto suo padre che ci era emigrato quarant’anni prima, il carro maggiore e quello minore cambiano nome, rappresentano per gli americani figure diverse che là chiamano Gran Cucchiaio e Piccolo Cucchiaio, ma che indicano egualmente il nord. Le costellazioni sono immagini arbitrarie, che ogni popolo identifica in segni diversi e che può chiamare come vuole: sono come i segni e i suoni delle parole che variano a seconda dei linguaggi, ma senza di loro per secoli gli uomini non avrebbero potuto orientarsi, scambiarsi informazioni, sviluppare la civiltà.

In sé il cielo non ha senso, ma gli uomini possono dargliene uno, un senso precario, relativo, ma utile per loro. Ecco, pensava, il mondo e la vita sono come il cielo.

 

La citazione è tratta dal romanzo “La rancura” di Romano Luperini, edito da Mondadori.

È il libro che sto leggendo attualmente, anche se ce l’ho con me da maggio, da quando ho avuto il piacere e l’onore di conoscere il professor Luperini, colui che considero il mio maestro e “compagno di banco” (lui sa il perché).

È uno di quei passi che leggi la prima volta, poi rileggi una seconda, e poi ancora quando ne hai voglia, quando vuoi trovate nelle parole altrui il senso profondo che in quel preciso momento diventa tuo. Quelle parole sono diventate “mie”.

Penso, allora, se il senso che sto cercando di dare al mio cielo sia quello giusto.

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Pensiero cazzeggio – Infinite sfumature di spoiler

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Ieri, lezione di letteratura italiana all’Università di Bari. Prendo appunti anche se la mano già stanca arranca sul foglio bianco con una penna diversa dal solito. Capita anche a voi di pensare che abbiate perso qualsiasi capacità scrittoria ogni volta che adoperate una penna diversa da quella usata solitamente (magari perché vi abbandona per bel mezzo della lezione o semplicemente si è persa nei meandri dell’astuccio che per quanto sia piccolo sembra avere la capienza della borsa di Mary Poppins)? A me capita sempre, sistematicamente. Nuova penna, reset della coordinazione mente-mano e corso accelerato di come impugnare la penna e scrivere.
Ma, come diceva la mia prof delle medie, “bando alle ciance, andiamo alle fesserie”. Durante una pausa dagli appunti, scosto il mio quaderno e noto una scritta sul banco. Sì, quella della foto. “Civil War: Capitan America muore”.
Ditemi ora, se questo non è il più originale tentativo di spoiler che abbiate mai visto. Per me lo è.
Io non so se lo spoiler del film sia corretto o meno (il finale del fumetto è un’altra storia), non so perché sia stato scritto, non so chi sia stato a scriverlo. So solo che chiunque sia stato è il nuovo genio del male, un infimo spifferatore di finali, un distruggi aspettative professionista e chissà se anche seriale.
Ma soprattutto so una cosa: mi ha fatto ridere tanto, facendomi svegliare dal torpore di una lezione soporifera.

Miracolo Di Caprio! – I vincitori degli Oscar 2016

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Sono stati svelati e premiati i vincitori degli Oscar 2016, i più famosi e prestigiosi premi del cinema americano e quindi internazionale. Una lunga cerimonia egregiamente condotta dal regista, attore, sceneggiatore e comico statunitense Chris Rock, che ha visto tante celebrità avvicendarsi su un palcoscenico d’eccezione, quest’anno dal design ispirato allo scintillante glamour della Hollywood degli anni settanta.

L’Oscar più importante della serata, quello per il miglior film, è stato vinto da “Il caso Spotlight, che ha ottenuto in totale due riconoscimenti.

Sbanca con  ben sei statuette (Miglior montaggio, miglior scenografia, migliori costumi, miglior trucco e acconciatura, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro) il film “Mad Max: Fury Road” con estrema gioia del co-sceneggiatore, co-produttore nonché regista George Miller che ha dovuto rimandare la produzione del quarto film della saga per quattro volte. Pare che la lunga attesa l’abbia premiato, per sei volte!

Finalmente l’Oscar tanto atteso (più dal pubblico che dall’attore stesso, come ha recentemente dichiarato in alcune interviste) è giunto per Leonardo Di Caprio il cui talento viene alfine riconosciuto; una soddisfazione e liberazione per tutto il web che si è lasciato andare a festeggiamenti di ogni tipo, facendo di Di Caprio un vero eroe moderno.

Trionfa l’Italia con Ennio Morricone che ritira il premio per la “miglior colonna sonora originale” con il nuovo film di Quentin Tarantino, “The Hateful Eight, mentre niente da fare per “Simple Song Number 3”, brano di “Youth” di Paolo Sorrentino fra i candidati alla migliore canzone.

Insomma una notte che di certo non ha risparmiato sorprese.

Di seguito tutte le categorie e i vincitori.

Miglior film

Il caso Spotlight – VINCITORE
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La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Room

Miglior regia

Alejandro González IñárrituRevenant – Redivivo – VINCITORE
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Adam McKay La grande scommessa
George MillerMad Max: Fury Road
Lenny AbrahamsonRoom
Tom McCarthyIl caso Spotlight

Miglior attore protagonista

Leonardo DiCaprioRevenant – Redivivo – VINCITORE
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Bryan CranstonTrumbo
Matt DamonSopravvissuto – The Martian
Michael Fassbender Steve Jobs
Eddie RedmayneThe Danish Girl

Miglior attrice protagonista

Brie LarsonRoom – VINCITRICE
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Cate BlanchettCarol
Jennifer LawrenceJoy
Charlotte Rampling45 anni
Saorsie Ronan Brooklyn

Miglior attore non protagonista

Mark RylanceIl ponte delle spie – VINCITORE
Mark Rylance
Christian BaleLa grande scommessa
Tom HardyRevenant – Redivivo
Mark RuffaloIl caso Spotlight
Sylvester StalloneCreed

Miglior attrice non protagonista 

Alicia VikanderThe Danish Girl – VINCITRICE

Alicia Vikander
Jennifer Jason LeighThe Hateful Eight
Rooney MaraCarol
Rachel McAdams – Il caso Spotlight
Kate Winslet Steve Jobs

Trucco e acconciatura

Mad Max: Fury Road – VINCITORE

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Revenant – Redivivo

Miglior sceneggiatura originale

Il caso Spotlight – VINCITORE
ilcasospotlight
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Straight Outta Compton

Miglior sceneggiatura non originale

La grande scommessa – VINCITORE
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Brooklyn
Carol
Sopravvissuto – The Martian

Room

Miglior film straniero

Il figlio di Saul (Ungheria) – VINCITORE
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El abrazo de la serpiente (Colombia)
Mustang (Francia)
Theeb (Giordania)
A War (Danimarca)

Miglior film d’animazione

Inside Out  – VINCITORE
insideout

Anomalisa
Boy and the World
Shaun – vita da pecora
Quando c’era Marnie

Miglior montaggio

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
La grande scommessa
Revenant – Redivivo
Il caso Spotlight
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior scenografia

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax

Il ponte delle spie
The Danish Girl
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo

Miglior fotografia

Revenant – Redivivo – VINCITORE
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Carol
The Hateful Eight
Mad Max: Fury Road
Sicario

Migliori costumi

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Carol
Cenerentola
The Danish Girl
Revenant – Redivivo

Miglior trucco e acconciature

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Revenant – Redivivo

Migliori effetti speciali

Ex Machina – VINCITORE
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Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior sonoro

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Il ponte delle spie
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior montaggio sonoro

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior colonna sonora originale

The Hateful Eight – VINCITORE
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Il ponte delle spie
Carol
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior canzone

Writing’s On the Wall Spectre VINCITORE

Earned It50 sfumature di grigio
Manta Ray Racing Extinction
Simple Song #3Youth
Til It Happens To YouThe Hunting Ground

Miglior documentario

Amy – ViNCITORE
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Cartel Land
The Look of Silence
What Happened, Miss Simone?
Winter of Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

Miglior corto documentario

A Girl in the River: The Price of Forgiveness – VINCITORE
agirlintheriver

Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah
Last Day of Freedom

Miglior cortometraggio

Stutterer – VINCITORE
Stutterer
Ave Maria
Day One
Everything Will Be OK
Shok

Miglior cortometraggio d’animazione

Bear Story – VINCITORE
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Prologue
Sanjay’s Super Team
We Can’t Live without Cosmos
World of Tomorrow

Pensiero cazzeggio – Blue Monday, la festa dei depressi

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Dicono che oggi  sia il “BLUE MONDAY”, ovvero il giorno più triste dell’anno.

Addirittura il tutto sarebbe riconducibile ad una equazione matematica, messa a punto una decina d’anni fa da uno psicologo inglese, Cliff Arnall, che individua nel terzo lunedì di gennaio il giorno con un particolare picco di tristezza e depressione. A determinare questo “fenomeno” ci sono una serie di congiunture come condizioni meteorologiche sfavorevoli, le giornate corte, i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per aver speso troppi soldi durante le vacanze o mangiato troppo e infine, il lavoro, che è ricominciato freneticamente.

Praticamente oggi sarebbe la giustificazione perfetta per i depressi cronici.

Siete contenti? Ah no, è vero, siete tristi e depressi.

 

Sappiate, comunque, che sto tornando.

 

 

Anteprima “Il Ponte delle Spie”. Una strana mattinata al cinema.

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La scorsa mattina io e Vin siamo andati all’UCI Cinema di Molfetta a vedere in anteprima nazionale “Il Ponte delle Spie”, il nuovo film diretto da Steven Spielberg, sceneggiatura di Matt Charman, Joel ed Ethan Coen, con Tom Hanks che interpreta il protagonista James B. Donovan.

Il film è ambientato degli anni della Guerra Fredda tra Stati Uniti d’America e Unione Sovietica durante la Guerra Fredda, e racconta le intricate vicende di catture di spie da entrambe le parti, scambi di prigionieri trattative portate ufficiosamente a termine dall’avvocato James B. Donovan che nonostante l’ardua impresa non è poi il classico “eroe” americano; è piuttosto una brava persona, un professionista con una rigida etica e morale che decide di fare la cosa giusta senza essere la marionetta nelle mani di una potenza.

Per la verità il film è abbastanza lungo (pure troppo), non aspettatevi azione, sparatorie, inseguimenti o cose del genere – tranne in una sola scena, e dico solo una –, preparatevi a lunghi dialoghi e alle solite quattro espressioni messe in croce di Tom Hanks che nonostante il la sua monotonia è promosso. In fondo tutto il film è promosso.

Diciamo che al posto del vecchio Tom ci avrei visto un altro attore un pochino più coinvolgente; tipo Vin ha pensato a Kevin Spacey, ma per me il buon Kevin è solo e soltanto Frank Underwood. Tutto il resto è nulla. Per caso state pensando che mi sto drogando di “House of Cards”? Ebbene sì!

Innegabile è la presenza del tocco di Spielberg: non so perché ma riposta alla mente l’eco di “Schindler’s list”; per non parlare del fatto che, ad un certo punto, ti chiedi: ma E.T. quando esce? Dai si fa per scherzare.

Insomma dal prossimo 16 dicembre, quando uscirà in tutte le sale, se siete indecisi su cosa vedere allora vi consiglio“Il Ponte delle Spie”. Ok sembrava un messaggio promozionale, ma non lo era affatto. Solo un consiglio.

La cosa che, però, mi ha più colpita è stato proprio andare al cinema di mattina. Non mi era mai capitato, ma come si dice c’è sempre una prima volta.

A parte un po’ di sonnolenza, è stato strano: i botteghini vuoti e illuminati dalla luce del sole, le sale praticamente deserte con pochissimo pubblico. Due o tre spettatori per fila, tanto silenzio, poco vocio, nessun “bimbo minchia”, nessun rumore molesto da ruminanti di porcherie, nessun occasionale cellulare. Praticamente la situazione ideale, così come ogni volta dovrebbe essere godersi un film al cinema. Una piacevole sorpresa. Da rifare sicuramente.

Blue Monday: oggi Leopardi festeggerebbe!

tristezzaOggi è il “Blue Monday”, dicono, il giorno più triste dell’anno. Addirittura il tutto sarebbe riconducibile ad una equazione matematica, messa a punto una decina d’anni fa da uno psicologo inglese, Cliff Arnall, che individua nel terzo lunedì di gennaio il giorno con un particolare picco di tristezza e depressione.

A determinare questo “fenomeno” ci sarebbero una serie di congiunture come condizioni meteorologiche avverse, giornate ancora troppo corte, le ferie e i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per essersi abbuffati come se non ci fosse un domani durante le feste, il portafoglio che piange vuoto, e il lavoro e la routine ricominciata inesorabilmente.

Quindi io, che ho un rapporto profondamente conflittuale con la matematica in qualsiasi sua declinazione, dovrei credere che per una strana equazione dovrei trascinarmi inerme durante questa giornata e forse per tutta la settimana in preda a una tristezza profonda. Tipo che oggi Leopardi per risposta sarebbe la persona più felice del mondo, mandando a quel paese tutto il pessimismo cosmico.

Il problema non è tanto che qualcuno un giorno per sue strane elucubrazioni abbia deciso che ogni terzo lunedì di gennaio tutti dovremmo essere terribilmente infelici, quanto le persone succubi di tale diceria. Su facebook (che ormai agli istituti di ricerca e statistica potrebbe fare un baffo) oggi proliferano stati tristi e sul depressivo andante; molti hanno smesso di dare la colpa del proprio malessere a stelle e oroscopi per concentrare le proprie bestemmie su questo giorno X e la sua tristezza: come se un’armata aliena proveniente dal pianeta Infelicità avesse invaso la Terra colpendo tutti col proprio raggiogammacosmicotristezza. E quando vedi scritto “Ah ecco perché oggi mi sentivo particolarmente giù…” allora vorresti urlare e andare ad ubriacarti con Leopardi alla faccia di tutti.

Ho voluto andare a fondo alla questione e la fregatura si è subito palesata. Tutta questa manfrina del giorno più triste dell’anno è legata alla “furba campagna pubblicitaria lanciata alcuni anni fa dal canale di viaggi britannico Sky Travel della tv BSkyB”. Della serie: se siete tristi per tutte le motivazioni sopra fornite, allora ritrovate il buonumore con i nostri servizi, fatevi un viaggetto, guardate i nostri fantastici canali a pagamento e pace.

Suggestione, questa la parola d’ordine di oggi. Niente di più che una trovata pubblicitaria per influenza le scelte di acquisto e consumo; un po’ come la festa di san Valentino, quella della mamma e del papà, la new entry della festa dei nonni, e mettiamoci pure Natale e tutte le feste comandate.

In sostanza, cari depressi cronici, oggi non c’è nessun capro espiatorio per voi, niente commiserazione, nessuna giustificazione.

 

Questa storia mi ha sfinita

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Questa storia mi ha uccisa, in parte.
Un silenzio prolungato, una clausura forzata, una scomparsa inaspettata e dopo un esame superato. Come al solito quando devo preparare un esame universitario, io sparisco dalla circolazione, mondo reale o virtuale non fa differenza. Ho bisogno di profonda concentrazione, di chiudermi in una stanza con i miei libri e divorare pagine su pagine. Nessun rumore, nessuna distrazione. Ogni piccola cosa esterna può rompere la concentrazione e ultimamente per farlo ci vuole davvero poco… dite che è la vecchiaia che incombe? Mi state dicendo che sono da troppo tempo all’università e che devo darmi una mossa? Sì,  è vero.
Quale cosa migliore, dunque, se non iniziare lo sprint finale con un bell’esamone di storia moderna? E proprio storia moderna è stata. L’esame che tutti amano e odiano, il mio primo esame di storia accompagnato da una fottuta ansia mista a terrore. Questa volta ammetto che mi ha preso veramente male. Ero convinta di non farcela, o per lo meno di farcela in modo disastroso.  Eppure a me la storia moderna piace molto, è il mio momento storico preferito, e adoro anche il professore, dunque ci tenevo particolarmente a dare il meglio. Io e le date, però, non andiamo molto d’accordo, e la Rivoluzione francese è un marasma di avvenimenti; i vari re Carlo II che non si sa bene perché nel Seicento sembrano avere tutti problemi a procreare, dunque via con guerre di successione francese, polacca, austriaca, spagnola. E quel Carlo V, che per una serie di circostanze mette su un regno immenso da una parte all’altra dell’Atlantico, nato il 24 febbraio 1500, lo stesso giorno e mese di mia madre… sarà forse il giorno prediletto dai rompiscatole per venire al mondo? E non dimentichiamo Riforma protestante e Controriforma cattolica con tanto di Concilio di Trento e guerre dei cento, trenta e sette anni. Una mole di fatti, date, avvenimenti, parentele che ho cercato di infilare con forza in meno di un mese nella mia testa, studiando fino alle 4 di notte, perdendo ore ed ore di sonno. Nulla di nuovo, tutto come mia consuetudine, tutto a parte un’ansia da prestazione mai provata prima. Tanto forte da voler scappare via il giorno dell’esame d’avanti all’ufficio del professore con il corridoio di disperati come me. Dopo attimi di travaglio la sentenza: divisione alfabetica quindi esame rimandato a lunedì 29. Due giorni per ripetere, colmare le lacune e soprattutto mandare via l’ansia e la paura. Alla fine l’esame è andato e nel modo meno sperato: 35 minuti di domande (sì, sono stata cronometrata a mia insaputa da una ragazza in attesa di fare l’esame) e un 30 e lode conquistato. Anche questa volta. Soddisfazione indescrivibile, un miscuglio di emozioni e la consapevolezza di essere un po’ più vicina al traguardo finale.
Ora si torna a vivere, a produrre, lavorare, creare e soprattutto a scrivere.

Una reflex per me può bastare

reflex canon eos 600d

 

È giunto il momento di fare le presentazioni ufficiali.

Con viva e vibrante soddisfazione (ditemi che avete capito il riferimento!) ho il piacere di presentarvi la nuova arrivata in casa mia. La mia bambina! La mia nuovissima reflex Canon EOS 600D. In realtà è quasi un mese che è entrata nella mia vita (e che il mio portafoglio si è svuotato – ma lasciamo stare queste faccende basse e venali). È successo tutto all’improvviso, tutto in quella giornata incredibile (il 6 giugno): giro in bici, sole, una strana e piacevole ondata di cordialità tra la gente, per strada, con gli impiegati del comune e della banca; energie positive tangibili, la chiamata per il lavoretto da inventarista e l’ingaggio al giornale. Poi, quasi a fine giornata, la reflex che arriva improvvisa. L’avevo notata sul volantino di una nota catena di elettrodomestici che avevo trovato tra la posta quella mattina. Era da tempo che tra i miei neuroni girava e rigirava l’idea di cambiare macchina fotografica, di liberarmi di quella insopportabile Nikon compatta, quel catorcio dalle foto perennemente mosse e prive di vita; una macchina fotografica realmente e sempre odiata, tanto che preferivo non usarla e fare le foto col cellulare o chiedere la macchina fotografica bellissima del mio Lui. Lo so, a questo punto vi starete chiedendo per quale motivo io abbia comprato quella Nikon maledetta; ma quella è un’altra storia, altri tempi. Ammetto che talvolta la scarsa qualità delle mie foto in parte dipende da me, dal fatto che le immagini e le foto non sono mai state il mio forte, ma il fatto di avere una fotocamera che nella resa non mi aiutava a provare e migliorarmi mi snervava e demotivava.

Dunque una nuova macchina. Ma quale? Una compatta? Una reflex? E che me ne faccio io di una reflex? Solo una certezza, una Canon. Semplicemente perché volevo cambiare (ho il trauma da Nikon io – suvvia scherzo), semplicemente perché Lui è ossessionato dalle fotocamere e videocamere Canon e un po’ di quella sana ossessione me la sta trasmettendo.

Quel giorno ci siamo visti nel tardo pomeriggio e gli ho accennato alla reflex del volantino che non sembrava male. Naturalmente Lui non ha perso tempo e si è diretto verso il centro commerciale e appena ha visto la Canon ha detto senza titubanze: “O la compri tu, o la compro io, o la compiamo insieme, o meglio ne compriamo due, puoi scegliere”. In aggiunta c’era anche il commesso che mi ripeteva che era un affarone, che rimanevano pochi pezzi e forse se avessi aspettato il giorno successivo non avrei trovato più quella macchina fotografica. Potete immaginare la mia confusione più totale. Ma come, io volevo solo una nuova fotocamera, una compatta, una caruccia (nel senso di graziosa, perché naturalmente si cerca di andare al risparmio), qualcosa di maneggevole e facile da usare e invece mi stavo accingendo ad acquistare una reflex. Mille domande e dubbi nella mia testa. Valeva davvero la pena spendere tutti quei soldi (dato che le entrate in questo periodo latitano), e se l’avessi comprata per poi non usarla, e se non avessi mai imparato ad usarla, però poteva essere un investimento per il mio percorso professionale, con una reflex avrei ampliato le mie possibilità, comprandola sarebbero terminate le mie lamentele sulla Nikon maledetta; e se non fosse stato quello il modello giusto per me, se dovevo optare per altri modelli. Di certo se l’avessi comprata e non usata non sarebbe mai rimasta a prender polvere in un angolo ma avrebbe trovato le mani esperte di Lui che l’avrebbero trattata da regina.

Improvvisamente in un attimo di lucidità, o forse di acuta follia, ho detto sì, la compro. In breve abbiamo chiamato il commesso, compilato la bolla, pagato e finalmente quella scatola era tra le mie mani. Giuro che in quel momento, con la scatola in mano, mi veniva da piangere mentre ero presa in preda ad una risata isterica, camminavo avanti e indietro per il negozio e Lui mi spingeva verso l’uscita (so che lo avete pensato… Una cretina? Giusto!). Per tutta la sera e il giorno dopo ho continuato a ripetermi “Ma io ho una reflex? Sì abbiamo una reflex, abbiamo veramente una reflex!”. Poi ne ho preso coscienza e sono tornata in me (per quello che si può). Conseguentemente si è attivata la modalità “scattiamo foto a qualsiasi cosa animata e non, anche a l’aria fritta”. Sto cercando di fare pratica anche grazie al mio libretto delle istruzioni vivente, cioè Lui, il mio guru della fotografia; anche perché per me ci vorrebbe un libretto per capire il libretto delle istruzioni.

La cosa che ormai mi sta scioccando da quando ho la reflex è una domanda ricorrente che mi è stata posta e continua a essermi posta da diverse persone: ma la stai usando? Secondo voi io spendo 400 euro per comprare una macchina fotografica per poi non usarla? Lo so che il mio amore per la fotografia è appena nato e che prima era difficile vedermi con una fotocamera in mano, ma meravigliarsi del fatto che stia usando la reflex mi lascia sbigottita. Forse non sono credibile come fotografa da strapazzo? (Va be’ che anche così non è che sia molto credibile, ma andiamo oltre)

Lui, invece, dice che ormai ha creato un mostro solo perché se in giro vedo persone con una reflex in mano inizio ad osservarle, a indagare che modello usano, a comparare la loro macchina con la mia, oppure guardo gli obiettivi senza criterio pensando che più è grande e meglio è (poi dicono che le dimensioni non contano) senza nessun criterio e rigore di logica. Una invasata, praticamente.

Intanto seguo il mio istinto, scatto foto con l’entusiasmo di una bambina con il suo nuovo e prezioso giocattolo, vivendomi quell’emozione racchiusa in un clic.

 

P.S. Voglio precisare che nonostante l’entusiasmo non darò mai un nome proprio alla reflex, né tanto meno al pc o al tablet o allo smartphone. La trovo una moda ridicola.

Farfalle che si posano su rose di panna viola e altre strane idee. Happy b-day to me!

farfalle

Ok ok manteniamo la calma. Lo dico tutto d’un fiato, così fa meno impressione.

Oggièilmiocompleannoecompio27anni!

Chiaro no?

Dalla mezzanotte ho già ricevuto un numero considerevole di auguri e altrettanti “ste a fa vecchij!”, tradotto dal pugliese “stai invecchiando”. Ringraziando per gli auguri, bacini e baciotti rispondo riproponendo anche quest’anno la frase “non sto invecchiando, sono nel fiore degli anni”, che ormai mi accompagna da qualche compleanno a questa parte (come potete leggere qui). Un chiaro escamotage per illudermi che c’è ancora tempo per tutte quelle convenzioni sociali che inevitabilmente e dolente o nolente ti travolgono sulla soglia dei 30 anni, così come tutte quelle responsabilità che soprattutto i tuoi non vedono l’ora che ti assuma: per la serie “quando ti sistemi?”. Suvvia tutti abbiamo i nostri tempi.

Che poi che significa “sistemarsi”. Inevitabilmente si pensa al pacchetto matrimonio, famiglia e figli, e solo allora tua madre sarà soddisfatta, solo allora per lei sarai davvero una donna adulta; in fondo qui nel profondo sud è quello il quadretto ideale. Ma non per me. Non dico che rifiuto tale idea (anche se quella del matrimonio con fronzoli e spese spropositate assolutamente la allontano da me), ma non credo sia concretizzabile in un futuro realmente prossimo e non per mancanza di “dolce metà”, semplicemente per mancanza di stabilità, in primis economica.

Ma lungi da me tali pensieri seriosi in questa giornata che di festa non sarà, perché come ogni anno ribadisco con Agne “è un giorno come tutti gli altri” (semplicemente ti senti dare in maniera scherzosa e malcelata delle vecchia ogni 10 minuti, ma per fortuna avviene solo una volta l’anno). In verità mi aspetta una riunione e finalmente sarà svelata la prima probabile fregatura di questo inizio anno (i particolari qui).

L’unico pensiero festoso è per la torta di compleanno che ormai progetto da giorni. Voglio regalarmi una torta d’effetto, bella, affascinante, viola e sicuramente buona da condividere con chi vorrà farlo, con amici e parenti. Semplicemente perché quest’anno (dopo compleanni insignificanti) mi va così, perché voglio questo, voglio esprimere me stessa con una torta, donarmi una piccola gioia che passi dal gusto, dalla vista, dall’olfatto e arrivi dritta all’anima. Ebbene sì, ho anche disegnato la torta ideale. Spero solo che la realtà si avvicini anche in piccola parte all’immaginazione.

Vi lascio dunque qualche schizzo e disegni liberi come le farfalle che la scorsa notte volavano tra i miei pensieri per poi posarsi sul mio foglio bianco.

Puff! Ricompaio in un nuovo anno

peanuts felice anno nuovo

 

E dopo qualche giorno di assenza rieccomi qui! Mi sono assentata per ricaricarmi dalle feste (perché festeggiare e soprattutto mangiare qui stanca).

Iniziamo con gli auguri doverosi.

Buon anno nuovo! Buon 2014 a tutti! Sperando che sia un anno ricco di sorprese (belle si spera), un anno di cambiamenti significativi, di vittorie (magari pure una bella vincita in denaro non guasterebbe), un anno di sogni realizzati. Dunque tranquilli, diamoci da fare, siamo positivi tanto la fine del mondo l’abbiamo scampata (ho sentito che ce ne sarà una nel 2060 ma direi che possiamo non pensarci).

Auguri passati anche per l’Epifania, quindi auguri a tutte le Befane, a chi si sente tale, a chi in fondo lo è, a chi non lo è affatto e a chi fa gli auguri (anche io li ho ricevuti, auguri anche a me).

Direi che con gli auguri posso fermarmi qui. I prossimi mi tocca riceverli, mentre per quelli di Pasqua c’è tempo.

Com’è iniziato questo nuovo anno? la risposta più efficace sarebbe: perché, è iniziato un nuovo anno? Praticamente per ora nulla è cambiato. Ma come ogni inizio anno che si rispetti ecco fioccare le solite proposte pseudo-lavorative che hanno già il leggero sentore di fregatura. Un tizio uscito dal nulla che mi contatta per un ruolo di direttore responsabile per una nuova rivista on line, che mi conosce a metà e secondo me è tutto fumo e niente arrosto. Però è giusto giudicare alla fine e far sì che il tradizionale inizio anno di fregature faccia il suo corso. Ormai ci tengo.

Per voi, invece, come è iniziato questo nuovo anno?

Naturalmente, da qualche anno a questa parte, non spendo molte parole in buoni nuovi propositi perché nel mio disordine c’è sempre un posto riservato all’incostanza che fa saltare qualsiasi piano. Quindi mi prometto solo di essere più positiva, carica di nuove energie e vivere alla giornata. Il resto verrà da sé.

Tranquilli, non vi lascio più soli, sarò il vostro tormento per tutto l’anno, e siamo solo all’inizio.

Nei prossimi giorni vi aspettano post a go go go gooooooooooooo! (lo so sono pazza…)