Maria io non esco! Guardo Sanremo!

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Alzino la mano tutti quelli che stasera vedranno il Festival di Sanremo solo per guardare Maria De Filippi? Io!

Come si può perdere un avvenimento che ha dell’incredibile, una serata che entra di diritto tra le pagine della storia più alta di questo Paese. Infatti non si può.

La divina Maria scende dall’Olimpo berlusconiano e approda in Rai, dritta dritta sul palco dell’Ariston; osannata manco fosse la Madonna, seppure di lei condivide il nome. Quello stesso palco che in molti anelano di calpestare, altri invece di ritornare, ma quest’anno solo Maria ci può andare.

Diciamo la verità, si possono anche non amare alla follia alcuni suoi programmi – anche se nello specifico Uomini e Donne ve lo consiglio come rimedio che non addormentarvi dopo i pasti e per agevolare la digestione – ma non si può non stimare una dona del genere. E senza ipocrisia sarà lei a fare la differenza.

Potrebbe anche stare muta, enunciare solo artisti e titoli di canzoni, ma la sua presenza certamene farà la differenza nel quadretto tutto precisino e a modo messo su da Carlo Conti (che ha solo un difetto: un colorito altamente finto).

Del resto anche le premesse mariane a questo festival sono di per sé eccezionali: niente cachet, nessuna intromissione nelle scelte artistiche, passo indietro nella co-conduzione… cosa volete di più? Inoltre ci risparmierà (forse) siparietti patetici e gridolini finti della discesa della tanto temuta scalinata. A questo punto, “Maria for president”!

Quindi ammiratori della Maria nazionale (non quella dei napoletani e nemmeno quella preferita da J-Ax) sosteniamo la nostra eroina.

Naturalmente ci sono anche le canzoni in questo Festival. 22 i big in gara: Ron (il ricorso storico per eccellenza); Paola Turci (girl power); Sergio Sylvestre (non mi convince, per il resto restiamo amici); Giusy Ferreri (sono curiosa di vedere quali scarpe userà per sembrare più alta); Michele Bravi (seriamo sia bravo – battuta terribile); Alessio Barnabei (parafrasando Vasco, “voglio trovargli un senso”); Fabrizio Moro (intenso come sempre?); Raige e Giulia Luzi (ehm loro, si quelli lì… ok, mi dite chi sono?); Gigi D’Alessio (anche lui deve tornare “ogni morte di papa”); Bianca Atzei (ditemi come fa a cantare in quel modo); Marco Masini (… pronti con i portafortuna e i riti contro la sfiga); Fiorella Mannoia (“che sia benedetta” lei per la sua presenza); Chiara (ma dai, c’è anche lei quest’anno? Ma Annalisa dov’è?); Francesco Gabbani (Amen); Elodie (bello… il colore dei capelli); Michele Zarrillo (anche lui per la serie “ogni tanto tornano”); Ermal Meta (dicono prometta bene, dunque non vincerà); Lodovica Comello (a me sta simpatica); Albano (sia lode a lui!); Nesli e Alice Paba (conosco solo metà della coppia); Samuel Romano (non siamo parenti, purtroppo).

Svelata anche la scenografia del teatro Ariston e i componenti della giuria di qualità tra cui compare il controverso nome di Greta Menchi… infatti che ci azzecca? Ok la volontà di strizzare l’occhio ai “cciovani” ma un minimo di autorevolezza dove la mettiamo?

Insomma siamo tutti carichi, siamo tutti pronti per questa sera.

Ah dimenticavo! Questa sera se vorrete ci faremo compagnia su Twitter (mi trovate come @IsabelDisordine) con un bel live di cinguettii, per vivere insieme tutti i momenti della prima puntata come se fossimo seduti sullo stesso divano usando #SanremoDisordine.

 

Ma che te ridi! – Sfigati senza biglietto per i Coldplay uniamoci!

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Dicono che oggi sia la giornata mondiale del sorriso.

A vedere me non si direbbe manco per niente.

Perché se come me ti alzi per l’ennesimo giorno di fila completamente col collo bloccato, vedi che fuori diluvia, con l’andatura di uno zombie ti metti al computer e inizi a fare qualsiasi rito scaramantico e propiziatorio per cercare di accaparrarti un paio di biglietti del concerto dei Coldplay, dopo che TicketOne ti ha messo per 30 interminabili secondi (moltiplicati per le infinite volte in cui ho aggiornato la pagina web) in sala d’attesa e poi ti dà l’illusione di avercela fatta, ma in realtà qualsiasi tentativo è stato vano, beh, allora ditemi voi che cosa ci sarà mai oggi da ridere!

E anche quando è stata annunciata la seconda data e messi subito in vendita i biglietti, anche in quel caso nulla. Solo un biglietto disponibile che alla fine non è nemmeno riuscito a entrare nel mio carrello. Come se un lillipuziano avesse voluto mettere nel suo taschino un fazzoletto di Gulliver; o come quando un bambino cerca di inserire la formina di una stella nella sagoma di un triangolo e non riuscendoci li sbatte uno contro l’altro; ecco, non so se ha reso l’immagine.

Sorridere? Ma anche no.

Oggi per molti è la giornata dell’incazzatura, con se stessi, con il mondo, ma soprattutto con TicketOne che è diventato il destinatario delle bestemmie di tutti coloro che sono stati messi gentilmente in sala d’attesa mentre più di 160.000 biglietti volavano via e a te non rimaneva altro che sperare che o gli altri non avessero soldi a sufficienza nelle loro carte o che un dio ignoto e oscuro del web facesse saltare i collegamenti di tutti, tranne il tuo.

Ma se proprio dobbiamo dirla tutta a togliermi il sorriso e a farmi tremendamente incazzare è vedere alle 10.05 rivendere gli stessi biglietti a cifre pazzesche fino a 2000 euro, attraverso siti di bagarinaggio spudorato. A voi rivolgo solo una parola: bastardi!

Ma io non mi arrendo!

Finora ho continuato a lanciare un disperato refresh del sito di TicketOne – con il solo risultato di aumentare il mio disprezzo; ho chiesto a tutti se per caso avanzasse loro un biglietto del concerto, pure a mio padre – che mi ha risposto “Chi? Quelli che senti tu? Certo stanno arrivando”, della serie ironia portami via –; ho chiesto anche a Siri se potesse darmi due biglietti ma prima mi ha dato ragione, poi ha fatto orecchie da mercante. Ho anche pensato di andare a vedere i Coldplay a Gothenburg; dov’è Gothenburg? Dietro l’angolo, solo in Svezia.

 

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Insomma oggi altro che sorriso.

Vi odio tutti.

Soprattutto TicketOne.