-8 a Natale!

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Un anno fa sul blog. 

 

Per il conto alla rovescia di oggi niente miei disegni ma una mia fotografia (e non so tra i due qual è peggio…). Sempre per la serie dei pezzi forte degli addobbi natalizi di casa mia, oggi vi propongo questa fantastica composizione, del peso di mezzo chilo, con alberello e pupazzetti di neve fatti di ceramica (o forse è gesso, o argilla, o plastica dura… non lo so, so solo che se cadesse per terra si romperebbe in mille pezzi). Ciò che è più importante e che costituisce il suo punto di forza è che l’oggetto qui presente si illumina e suona! Ci sono, infatti, dei piccoli led colorati sull’alberello che si illuminano a intermittenza seguendo le note di We wish you a Merry Christmas: una volta posizionata la levetta di accensione su “on”parte una voce simil-femminile un po’ metallica che annuncia per due volte “Merry Christmas” per poi continuare con la melodia. Detto così sembra anche carino ma il problema fondamentale è che una volta esaurita la canzoncina il soprammobile natalizio tace ma si aziona da solo ogni volta lo si smuove un po’.

Tenendo conto, sempre ritornando all’argomento delle allocazioni, che questo raffinato frutto dell’arte e della tecnologia cinese trova ogni Natale posto o sulla televisione della cucina, o sul mobile su cui è posta la tv, ma macchinetta del caffè e la radio e dove generalmente appoggiamo di tutto, potete ben capire che a ogni minima vibrazione parte inaspettato il “Merry Christmas” con tutto l’ambaradan di lucette. Peggio se la cosa avviene di notte mentre rientro a casa cercando di non fare rumore perché tutti gli altri dormono già. Per questo cerchiamo di tenerlo quasi sempre spento, tranne quando mia madre spinta da spirito natalizio burlone lo accende per rallegrarsene un po’, naturalmente lasciandolo poi acceso. In fondo, però, a lei piace questa composizione simpaticamente donataci da mia zia, la sorella di mia madre (che talvolta in fatto di gusto lascia un po’ a desiderare) e ora come ora l’armamentario natalizio non potrebbe fare a meno di lui.

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Il tempo stringe… -9 giorni a Natale!

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Oggi per vostra grande gioia un mio disegno! (E partono le risate registrare dalla regia)

Un disegno per ricordare che manca poco più di una settimana a Natale.

Da oggi il conto alla rovescia si fa serrato, le cifre diventano singole e più piccole mentre l’attesa aumenta.

-10 scintillante e luminoso. Manca poco!

albero

 

 

Ormai ci siamo davvero.

Le luci sono tutte accese su un Natale che è davvero alle porte!

 

Un bastoncino di zucchero e un fiocco rosso

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Natale è… un bastoncino di zucchero e un fiocco rosso

I numeri iniziano a farsi sempre più piccoli. Il countdown sta per entrare nel vivo.

Siete pronti? Avete preso tutti i regali? Avete fatto programmi per la Vigilia e i giorni successivi?

Intanto vi auguro una serena domenica. Per me oggi colazione speciale.

Un -12 dolce e speziato

gingerbread

 

Fuori fa freddo. Dentro i biscotti sono in forno, il calore si sprigiona e un odore di buono inizia a pervadere prima la cucina poi tutta la casa.

In un attimo ti crogioli in una piacevole sensazione, sicurezza e serenità.

Fuori è inverno.

Dentro è quasi Natale.

-13 da Babbo Natale simpaticamente detto “assassino”!

babbo assassino

 

Ci sono anche gli addobbi di Natale very vintage!

Anche quest’anno Babbo Natale Assassino (come lo chiamiamo io e mia sorella – la storia del nome la trovate qui!) non poteva mancare in questo folle countdown!

Buona giornata a tutti!

Una piccola bolla di neve e un -14 magico

bolla di neve

 

Questa foto mi piace particolarmente. È così. Non perché l’abbia fatta io (anche perché come fotografa devo imparare ancora tantissimo, ma mi ci sto cimentando come posso). È l’atmosfera di calore e tenerezza a conquistarmi particolarmente; la dolcezza del bastoncino di zucchero e la bolla di neve che adoro.

È una foto avvolta da un’atmosfera magica, un gusto speziato in più che migliorano la giornata.

Babbo Natale dice che mancano 15 giorni! Solo?

babbo natale

Pensavate o speravate me ne fossi dimenticata. Invece no!

Oggi il countdown del calendario dell’Avvento ci è gentilmente offerto da Babbo Natale in persona. Fine comunicazione di servizio. Plin plon.

-16 giorni a Natale… Siete pronti?

addobbi albero

Il tempo sta passando velocemente. Natale si avvicina. E anche l’esame… Aiuto!

Da oggi vi proporrò una carrellata sparsa di addobbi di Natale e perché no, potremmo anche crearne insieme. Che ne dite?

Frittelle a volontà! Intanto -17

frittelle

 

Nella casella del calendario dell’Avvento di oggi ho pensato di inserire uno dei piatti più tipici di questa giornata dell’Immacolata qui in Puglia, o per lo meno nella città di Molfetta: le frittelle. Al solo pensiero mi si scatena la fame, la gola si risveglia e parte l’acquolina in bocca. Spero di aver reso l’idea. Naturalmente “frittelle” è il nome con cui le chiamiamo nella mia città, ma sono anche conosciute con il nome di panzerotti o calzoni più a nord. In pratica diversi nomi per indicare un’unica straordinaria bontà.

Con l’8 dicembre si varca ufficialmente la soglia delle feste natalizie e di fine anno, ma si varca anche il punto di non ritorno delle grandi mangiate, di pranzi e cene pantagrueliche che ti siedi a tavola col sole e riesci ad alzarti quando il sole è sparito all’orizzonte da un po’. Il tutto naturalmente con tempi lunghi, pause tra una portata e l’altra, quello che si potrebbe perfettamente chiamare “slow food”. Un cibo da assaporare, da scoprire, ma soprattutto da condividere. E in questo noi in Puglia siamo degli specialisti indiscussi. Sedere alla tavola di un pugliese in questo periodo è quasi un’esperienza mistica.

Tra la festa dell’Immacolata, la vigilia, Natale, santo Stefano e Capodanno le famiglie sono messe davanti ad un’ardua scelta: preparare le frittelle o il calzone (per intenderci una focaccia ripiena di merluzzo o tonno con cipolla, olive, pomodoro… praticamente una bomba di gusto!).

Naturalmente la prima scelta condiziona le altre: de all’Immacolata si fanno le frittelle allora inevitabilmente a Natale sarà la volta del calzone o viceversa.

Ma torniamo alle frittelle. Prepararle è semplicissimo! L’impasto è semplicemente quello della pizza o della focaccia: farina, acqua, lievito, olio, sale e un pizzico di zucchero; impastare tutto insieme, una bella lievitazione e il gioco è fatto. Il ripieno, rigorosamente salato, varia da quelli più tradizionali come mozzarella, pomodoro e a piacere capperi, oppure cipolla, pomdoro e tonno, o ancora ricotta e prosciutto cotto, a quelli più creativi: spinaci, formaggi misti, verdure, e qualcuno ci mette anche la Nutella. Senza dimenticare le frittelle vuote che hanno comunque il loro fascino.

Basta semplicemente stendere l’impasto in dischetti di media grandezza, inserire nel centro un po’ di ripieno scelto, chiudere la frittella (facendo attenzione a far fuoriuscire l’aria così non si rischia che si possano rompere in cottura) e sigillare le mezze lune eliminando la pasta in eccesso con una rotella tagliapasta. Adagiare infine le frittelle nell’olio di semi ben caldo e cuocere fino a quando non avranno assunto un colore bello dorato.

C’è però da fare un appunto sulla grandezza delle frittelle che varia da famiglia a famiglia: piccole, medie, grandi il formato diventa un vero marchio di riconoscimento, un po’ come lo stemma di una casata. Così come il sistema di chiusura: c’è chi le sigilla con la rotella. Chi con le dita e poi ricama attorno al bordo un cordoncino, chi invece utilizza i rebbi della forchetta. C’è anche chi all’interno della stessa famiglia utilizza metodi di chiusura differenti per distinguere le frittelle dai ripieni differenti.

Insomma il mondo delle ricette natalizie è qualcosa di magico e tutto da scoprire. E se volete seguitemi perché continuerò a parlarvene!