Happy Halloween!

Anche quest’anno un post halloweenereccio ci sta.

Purtroppo quest’anno, a differenza dell’anno scorso, impegni e casini vari mi hanno impedito di creare un piccolo progetto fatto di decorazioni, ricette, curiosità e cazzeggio a volontà. Insomma ci siamo capiti.

Se vi va, e soprattutto se ve le siete perse, ecco i link dei post dell’anno scorso.

Halloween 2014

Non vi lascio a bocca asciutta, però. Per voi (per sfortuna vostra, lo so), un mio scarabocchio, un disegno fatto di getto, senza pensarci troppo.

Il mio augurio è che questa sia una serata orrendamente divertente, qualsiasi cosa decidiate di fare.

Torta salata riso, radicchio e porro… si può fare! – Se magna a modo mio

torta

 

Settimana piena, anzi pienissima d’impegni ma alla ricetta settimanale non rinuncio (mi dispiace per voi, speravate avessi desistito, invece no!).

Quindi perché non preparare una ricetta abbastanza veloce, economica, gustosa, anche un po’ vegetariana, leggera così da poter affrontare come me corse folli verso la stazione dopo pranzo, cercando di non perdere l’unico treno disponibile a non farmi arrivare in ritardo all’appuntamento. Addirittura si potrebbe definire una “ricetta svuota frigo” anche perché è nata una sera per caso, mettendo insieme alcuni avanzi del pranzo di quel giorno e attingendo qualcosa dal frigorifero. Io la chiamo “torta di riso, radicchio e porro”, forse ispirata dal bordo dentellato dato dalla teglia che ho usato, tanto da somigliare vagamente a una crostata.

Realizzare questa torta salata è semplicissimo, ma anche pratico perché potendo essere assaporata tiepida o fredda si può prepararla in anticipo e poi servirla, magari accompagnandola con una bella insalata croccante di iceberg, cetrioli e finocchi tagliati sottili e conditi con un filo di olio e gocce di aceto balsamico. E proprio per questo penso possa essere un piatto ideale anche per un picnic, per una gita fuori porta come quella di Pasquetta che sta per arrivare (e per cui naturalmente non abbiamo ancora fatto programmi).

Ingredientitorta4

½ radicchio rosso

½ porro

Spezie ed erbe aromatiche: semi di finocchio tritati, cumino, curry, salvia, pepe

½ bicchiere di vino bianco secco

300 gr di riso bollito

4 uova grandi

4-5 cucchiai colmi di pecorino romano grattugiato

1 cucchiaio di farina

noce moscata

½ bicchiere di latte

fette di scamorza affumicata

olio evo

sale.

Preparazione

Affettate a rondelle il porro e fatelo rosolare con un leggero filo d’olio. Nel frattempo tagliate a listarelle il radicchio e aggiungetelo al porro assieme ad un pizzico di semi di finocchio tritati, cumino, curry, salvia secca in foglie e una macinata di pepe e sale. Fate rosolare il tutto per qualche minuto e poi sfumate con il vino bianco. Fate evaporare il vino e portate a cottura: attenzione a fare asciugare il porro e il radicchio affinché non contengano molta acqua. Versate il composto in un’ampia ciotola e lasciate raffreddare qualche minuto.

Quando si sarà raffreddato, nello stesso recipiente aggiungete al composto il riso precedentemente bollito, poi le uova sbattute, il pecorino romano grattugiato, un pizzico di noce moscata e amalgamate il tutto. Aggiungete poi la farina e se il composto risulta troppo duro e compatto ammorbiditelo con un goccio di latte. Aggiustate di sale. Trasferite il composto dalla consistenza morbida ma non acquosa in una teglia e spezzettateci sopra alcune fette di scamorza affumicata: io ho usato una teglia in silicone del diametro di 24 cm, ma in alternativa potete usare qualsiasi altra teglia avendo l’accortezza di ungerla con un po’ di olio o burro, oppure potete stendervi un foglio di carta forno.

Infornate a forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti, naturalmente la cottura varia a seconda del forno ma sarà giunta al termine quando la torta sarà colorita e compatta. Consiglio inoltre di passarla qualche minuto sotto il grill così da permettere alla scamorza di sciogliersi e formare una deliziosa e invitante crosticina.

Sfornate e servite la torta tiepida o fredda.

Buon appetito.torta2

 

Si mangia a modo mio! Ricette in arrivo, ecco la prima.

spaghetto quadrato 2 copia

È giunto il momento.

Ho deciso di prendere in mano padelle e mestoli e proporvi alcune ricette. Anzi, ho deciso che ogni settimana ci sarà una ricetta sul blog (se ce la faccio eh…). Tranquilli non voglio trasformare questo spazio nel solito “food blog”, di quelli fritti e rifritti; credo che ormai sia palese il mio amore per il cibo, la cucina, le spezie soprattutto, la ricerca di sapori e odori e la scelta di proporre qualche ricetta sul blog era ponderata da tempo. È solo un cassettino in più che si aggiunge al mio disordine, un cassetto che da tempo fa parte di me e che ho deciso di condividere con chi ne ha voglia.

Naturalmente non vi è nessuna pretesa da grande chef, lungi da me ergermi a intenditrice gastronomica (per carità!). Sono semplicemente una “pinca pallina” che sperimenta nuove ricette, mescola ingredienti, segue i suoi gusti e il suo estro, le voglie del momento, la sua gola (praticamente una “fancazzista ai fornelli”, direi che è la definizione più appropriata). Una cosa ci tengo a precisare: tutte le ricette sono realizzate e talvolta reinventate da me (non c’è trucco e non c’è inganno siori e siore!), e se la mia famiglia e i miei amici dopo averle mangiate sono ancora vivi, allora potete stare sicuri!

pasta1 Come prima ricetta voglio proporvi un primo piatto dal nome “Sapore di mare e un pizzico di Oriente”, una ricetta che tempo fa ho presentato ad un contest organizzato dal pastificio “La Molisana” (non solo un’azienda ma “dal 1912 sartoria della pasta”, come recita il loro motto) e incentrato su uno dei loro formati di pasta più famosi, lo spaghetto quadrato. Con mia grande sorpresa la ricetta è stata selezionata tra le vincitrici della categoria “Amarcord” ed è entrata a far parte di un ebook collettivo interamente dedicato a questo fantastico formato che devo ammettere preferisco nettamente ai bucatini. Inutile descrivere la soddisfazione per questo piccolo riconoscimento che per me significa tanto.

Ecco, dunque, lamia interpretazione dello spaghetto quadrato con razza e zenzero: un piatto semplice e anche economico, con un pesce povero, talvolta sottovalutato, una radice che ormai è diventata la mia passione (assieme al curry che rimane l’amore indiscusso della mia vita), per un sapore delicato ma deciso. Spero questa ricetta possa interessarvi e fatemi sapere se la realizzerete!

Ingredienti per 4 personeamarcord

Mezza cipolla;

Uno spicchio di aglio;

Olio extravergine di oliva;

500 gr di polpa di razza (priva di cartilagini);

4 pomodori costoluti;

Farina q.b.;

Un bicchiere di vino bianco secco;

350 gr Spaghetto quadrato “La Molisana”;

Zenzero in polvere;

Origano;

Sale e pepe;

Prezzemolo fresco.

Procedimento

Tagliate molto finemente la cipolla bianca e fatela soffriggere in un’ampia padella (che vi servirà infine per saltare e amalgamare la pasta) con un filo di olio extravergine di oliva e lo spicchio di aglio sbucciato e leggermente schiacciato.

Tagliate la razza in bocconcini, privandola eventualmente di cartilagini o pelle residua; infarinate leggermente la polpa.

Quando la cipolla sarà appassita, rimuovete lo spicchio di aglio e aggiungete la razza rimuovendo la farina in eccesso. Fate cuocere per qualche minuto e sfumate con un bicchiere di vino bianco secco.

Aggiungete i 4 pomodori costoluti (di media grandezza) che avrete precedentemente tagliato a cubetti.

Aggiustate con sale e del pepe macinato fresco; aggiungete un pizzico di origano secco ed un pizzico di zenzero in polvere.

Lasciate cuocere per 10-15 minuti a fuoco moderato evitando che la polpa di razza si sfaldi troppo.

In una pentola cuocete gli spaghetti quadrati in abbondante acqua salata. Durante la cottura mettete da parte dell’acqua di cottura. Scolate la pasta al dente e unitela nella padella con il preparato di razza. Fate saltare la pasta con il condimento, amalgamando con poca acqua di cottura e un veloce filo d’olio.

Servite dunque lo Spaghetto quadrato “La Molisana” con qualche foglia di prezzemolo fresco e a piacere una spruzzata di pepe e zenzero.

Speciale Halloween – Bicchierini buoni da morire!

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Finalmente eccoci giunti al giorno X, la giornata in cui fervono gli ultimi preparativi per la notte delle streghe, dei travestimenti, di fantasmi e vampiri, la notte in cui la paura si esorcizza col divertimento e anche alla morte si riesce a fare un sorriso. Halloween è giunto. C’è chi festeggerà, chi no, chi indosserà una maschera, chi invece la maschera

ce l’ha già e forse la toglierà. Punti di vista, prospettive differenti. Purtroppo la festa di Halloween è entrata nella cerchia ristretta ma concreta delle festività che condividono una particolare atteggiamento che si concretizza nella frase “Che si fa a (nome della festività)?”. Così dopo Natale, Capodanno e Pasqua ecco che anche Halloween diventa generatore di interrogativi e domande esistenziali tra la gente, tra i gruppi di amici, dubbi che attanagliano le menti, dilemmi che fanno insorgere fazioni, malcontenti e litigi. Meglio questa festa o quella? Meglio vestirsi da zombie o da vampiro? E se mi vesto da pirata sono demodè? E se mi travestissi da Legge di Stabilità dell’ultimo Governo, allora sì che farei paura! Insomma, ora anche festeggiare o divertirsi è diventato un atto che necessita la fiducia dei partecipanti. Ed io che farò questa sera? Non ne ho idea. Quello che verrà si farà, senza pretese, senza troppe preoccupazioni.

Quello che sicuramente farò è gustarmi il dolce a tema Halloween, ultima ricetta di questo piccolo progetto culinario-fotografico. Bicchierini buoni da morire: vi piace come titolo per questa ricetta? (Sì lo so, è abbastanza idiota, ma la verità è che so proprio boni!)

Un dolce al cucchiaio gustoso e naturalmente facile e veloce; un’ottima idea da preparare al volo anche quando avete ospiti inaspettati, o semplicemente avete bisogno di coccolarvi senza troppo dispendio di energie. Si tratta di un bicchiere composto da tre strati, ognuna con una consistenza differente ma che insieme creano un giusto equilibrio. Alla base un pan di spagna bagnato con qualche goccia di rum, poi un generoso strato di crema e infine la croccantezza dei biscotti sbriciolati.

Ingredienti:bic6

  • Pan di spagna (qualche fetta)
  • Un bicchierino di rum
  • 200 ml di panna fresca da montare
  • Un cucchiaio di zucchero
  • 150 g di nutella
  • 100 g di wafer alla nocciola
  • 100 g di nocciole tritate
  • 80 g di cioccolato fondente tritato
  • Qualche biscotto al cacao sbriciolato

Preparazione:

Disponete sul fondo del bicchiere da voi scelto uno strato di pan di spagna (in alternativa potete usare dei savoiardi) e bagnatelo con qualche goccia di rum.

In una ciotola montate la panna fresca aggiungendo dello zucchero (meglio se a velo) a vostro piacimento e fino a raggiungere il giusto punto di dolcezza. Aggiungete alla panna montata la nutella, amalgamando con una spatola con movimenti dal basso verso l’alto. Aggiungete alla crema le nocciole, i wafer e il cioccolato tutto tritato non molto finemente. Con l’aiuto di una sac a poche, distribuite la crema ottenuta sullo strato di pan di spagna del vostro bicchierino. Ultimate con i biscotti al cacao sbriciolati.

Per la decorazione potete usare dei semplici biscotti secchi su cui scrivere R.I.P o disegnare croci, teschi e bare.

Il vostro dessert di Halloween è pronto.

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Con il dolce si chiude questo breve capitolo di ricette a modo mio dedicate ad Halloween, ma non temete perché ho in mente di proporvi ancora periodicamente altre ricette, assecondando il gusto del momento, il periodo di riferimento e la mia voglia di fare disastri e pasticciare in cucina (per favore non prendetela come una minaccia).

 

Per concludere voglio ringraziare sentitamente mia sorella Dany per la collaborazione, per aver voluto condividere con me idee, sapori, entusiasmo: la dimostrazione di un legame speciale. Non posso non ringraziare anche Lui che mi supporta (ma soprattutto mi sopporta) nel mio percorso nel mondo ancora ignoto della fotografia.

 

 

 

 

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Speciale Halloween – Flan cremoso e teschi sorridenti

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Fine settimana, dunque seconda ricetta e idea di Halloween. Dopo l’arancio della zucca nei muffin, passiamo al verde delle zucchine nei flan. Un flan morbido, gustoso e facile da fare, da servire con crostini o ritagli di pasta sfoglia a forma di ragno, pipistrello. Un verde brillante che ricorda Frankenstein, grovigli di vermi, paludi radioattive, intrugli magici e rivoltanti che ribollono nei pentoloni di streghe dai nasi aguzzi, dalla pelle rugosa e il ghigno malefico.flan

Una cocotte da servire calda, ancora un po’ fumante, un piatto ideale nelle sere fredde e tempestose, accoccolati sul divano sotto una montagna di maglioni.

Ingredienti per 6 stampini:flan4444444

  • 200 g di zucchine
  • 100 ml di latte
  • 4 cucchiai di panna fresca
  • 50 g di pecorino (o per un gusto più dolce grana)
  • 3 foglie di basilico
  • 3 uova
  • sale e pepe
  • un pizzico di curry
  • burro e farina per gli stampini.

Preparazione:

Tagliate le zucchine a rondelle e lessatele in acqua leggermente salata con qualche foglia di basilico. Una volta cotte (devono essere morbide) mettetele in un recipiente assieme al latte, panna, formaggio, basilico, uova, curry e aggiustate di sale e pepe. Frullate il tutto con un frullatore a immersione fino a ottenere un composto omogeneo.

Imburrate e infarinate degli stampini o cocotte e distribuitevi il composto: riempite gli stampi poco più della metà. Sistemate gli stampi in una pentola a bagnomaria e fate cuocere il tutto in forno già caldo a 180° per 40/45 minuti circa.

Potete servire i flan nelle stesse cocotte di cottura.

flan55758699Per la decorazione questa volta ho riesumato dall’armadio dei vecchi ricordi, due teschi che sembrano sorridere in polistirolo. Li avevo utilizzati anni e anni fa per una festa di Halloween, probabilmente risalgono al primo o secondo anno di liceo. Per quell’Halloween con i miei amici decidemmo di andare ad una festa in maschera a tema fantasy ed io decisi di travestirmi da Raistlin, uno dei personaggi principali della collana di libri Dragonlance: quel periodo divoravo quei libri e quel personaggio in particolare, è il caso di dire, mi aveva “incantata”. Si trattava di un mago, prima appartenente all’ordine delle vesti rosse, poi dopo un percorso costellato di ostacoli, un percorso personale difficile tra salute cagionevole, un fratello ingombrante e un lato oscuro che sfocia talvolta in gesti di follia, passa all’ordine delle vesti nere; diventa il cattivo della storia, eppure alla fine decide di sacrificarsi per salvare chi ama. Era lui il mio personaggio. Vestita completamente di nero, con un lungo mantello nero e una cintura con appesi i due teschi, delle piume e un sacchetto dove tenere le polveri magiche, intrugli utili per i miei incantesimi. Oggi quei piccoli teschi sono diventati spaventosi segnaposti: basta arrotolare un filo di ferro, inserirlo nel polistirolo. Ritagliate dei cartoncini colorati, scrivete i nomi dei vostri ospiti e fermateli con il filo di ferro, come fareste con una graffetta. E il gioco è fatto!

 

 

 

Speciale Halloween – Muffin da paura!

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Immaginate una vecchia soffitta. Con travi e pavimento di legno usurato dal tempo, vecchi mobili accatastati, teli bianchi che celano oggetti e forme indefinite; bauli in pelle che custodiscono chissà quali segreti. Sparse per la soffitta angusta ampie ragnatele si intravedono risplendendo ad ogni minimo spiffero d’aria. Scricchiolii, vibrazioni, l’ululato del vento che si insinua tra le travi. Uno strato di polvere ricopre tutto, come un velo posato per fermare il tempo, i ricordi. Si vedono solo delle tracce nella polvere sul pavimento: impronte di zampe, forse piccoli roditori, ed una traccia più marcata, quasi quella di un sacco trascinato. Forse un corpo.
Poi un tonfo e il buio pesto.candele

 Tensione, un inspiegabile brivido lungo la schiena e una sensazione di paura crescente. Questa l’ambientazione scelta per la nuova ricetta di Halloween: muffin con zucca, zenzero e cannella.

Un set fotografico inquietante, alquanto macabro, magari da ricreare per un tè o una festa di Halloween in cui poter offrire ai vostri ospiti degli ottimi dolcetti, tè profumato e caldo e sensazioni da film horror.

Devo dire che questo progetto fotografico ha avuto il prezioso apporto di Lui, che nella vita vera è un professionale regista, montaggista, videomaker e fotografo: se volete potete vedere i suoi lavori qui e qui e scoprire i progetti in cantiere. (Ho fatto una marchetta? Sì, ma se la merita tutta! Vedete e crederete)

Ma veniamo alla ricetta, a questi muffin alla zucca ormai collaudati e squisiti, tanto da conquistare tutti, compresa la nonna di Lui che quando li ha assaggiati ha fatto il bis e mi ha chiesto di farne altri: vi assicuro che è una persona “molto particolare” e conquistarla non è facile, quindi è stata una grande vittoria.

Questi muffin, proprio per la presenza della zucca, si presentano internamente più umidi del solito, hanno un sapore delicato che può essere modulato secondo i propri gusti dosando zenzero e cannella: io, ad esempio, ho preferito aggiungere più zenzero rispetto alla cannella ma ciò non toglie che gli amanti della cannella possano fare il contrario. Inoltre, si mantengono belli morbidi anche dopo qualche giorno (sempre se riuscirete a resistere). Insomma, sono da provare!

Vi lascio alla ricetta, partendo dalle dosi con cui potete realizzare dai 6 ai 12 muffin, dipende dalla grandezza dei pirottini utilizzati: io generalmente con queste dosi riesco a fare 12 muffin.

muffin Ingredienti:

  • 140 g di burro
  • 200 g di farina
  • 180 g zucchero di canna
  • 2 uova
  • 80 ml di latte
  • 150 g di purea di zucca (cotta in forno o bollita)
  • 1 bustina di lievito per dolci
  • 1 cucchiaino di zenzero in polvere
  • ½ cucchiaino di cannella in polvere

Preparazione:

Fondete il burro in un pentolino a fuoco dolce. In una ciotola ampia ponete tutti gli ingredienti solidi: setacciate la farina assieme al lievito, unite lo zucchero di canna, lo zenzero e la cannella. In un’altra ciotola amalgamate gli ingredienti liquidi: il latte, le uova, il burro tiepido, la purea di zucca. Versate poco per volta i liquidi nella ciotola degli ingredienti solidi, amalgamando con una spatola fino ad ottenere un composto omogeneo. Sistemate i pirottini su una placca da forno e riempite ognuno poco più della metà; potete aiutarvi con l’utensile per fare le palline di gelato (ma quel coso ha un nome? Pallinatore? Vi prego se lo sapete ditemelo!), sarà più facile senza sporcare.

Infornate i muffin in forno preriscaldato e cuoceteli per circa 20 minuti a 180°.

Per la decorazione sciogliete del cioccolato fondente con qualche cucchiaio di panna e disegnate della ragnatele sulla superficie dei vostri muffin.

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Speciale Halloween – Zuppa di pomodoro con ossa croccanti? Si può fare!

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Eccoci giunti al secondo post “halloweeneccio”! Su, dite che non vedevate l’ora che arrivasse questo momento (o per lo meno fate finta).

Oggi vi propongo una zuppa di pomodoro, una ricetta semplice (quante volte avrò scritto “semplice” nell’ultimo post? Troppe!), un po’ slow, che richiede una cottura prolungata a fuoco dolce, una di quelle ricette che sembrano scaldare il cuore e l’animo: la classica immagine del freddo, inverno, divano, camino, un piatto caldo, pane croccante. La questione principale, però, rimane una sola: dov’è l’inverno, dov’è il freddo? Dove sono quei venticelli freschi che ti fanno mettere una bella giacca, dove sono i colori dell’autunno. Qui in Puglia sembra ancora estate, di inverno nemmeno l’ombra e se continua così Natale lo festeggeremo in costume in riva al mare a stappare bottiglie di spumante e mangiando panettone con gelato.

Bando alle ciance, torniamo alla ricetta. Una zuppa di pomodoro saporita, col suo colore rossastro da poter richiamare il sangue, è un piatto d’effetto per Halloween. Soprattutto se presentata con dei crostini a forma di ossa belli croccanti, o a forma di pipistrello, di zucca, di fantasma, insomma avete capito. Questa zuppa di pomodoro è qualcosa di squisito e non può non piacere. Quando io e mia sorella l’abbiamo preparata e mia madre l’ha assaggiata, è letteralmente impazzita, non riusciva a smettere di mangiarla; e se mia madre che non adora le zuppe (le consistenze cremose o vellutate proprio non le piacciono) ha gradito così tanto, allora la prova può ritenersi superata! Vi dirò di più, se eliminate le fette di pane, la sola zuppa si può usare per fare degli spaghetti al pomodoro fantastici. Insomma, una zuppa versatile.

Ingredienti per 4 persone:

  • 500 g di pomodori maturi e sodi_MG_6998
  • 4 cipolle bianche grosse
  • 1 costa di sedano
  • ½ litro di brodo vegetale
  • 8 fette di pane raffermo
  • Olio extravergine di oliva
  • Un pizzico di noce moscata
  • Sale e pepe
  • 1 rotolo di pasta sfoglia
  • 1 uovo.

Procedimento:

Pulite le cipolle e affettatele finemente, tagliate a dadini il sedano. Ponete il tutto in un tegame con abbondante olio e lasciate rosolare a fuoco dolce con tegame coperto per circa 30 minuti o finché la cipolla non sarà appassita. Pelate i pomodori precedentemente sbollentati in acqua qualche minuto e tagliateli a cubetti; aggiungeteli al soffritto. Quando i pomodori saranno morbidi e avranno perso parte della loro acqua, aggiungete il brodo, regolate di sale e pepe, aggiungete il pizzico di noce moscata e coprite il tegame lasciando cuocere a fiamma non molto viva per circa un’ora. Se volete potete aggiungere un pizzico di peperoncino per renderla un po’ più piccante.

Stendete il rotolo di pasta sfoglia già pronta e ritagliate delle sagome a forma di osso o pipistrello. Ponetele su una placca rivestita di carta da forno, bucherellate leggermente e spennellate con l’uovo sbattuto. Infornate in forno preriscaldato e cuocete fino a quando non saranno gonfie e dorate al punto giusto.

A parte grigliate le fette di pane o tostatele in forno.

Una volta terminata la cottura passate velocemente la zuppa con un frullatore a immersione. Disponete 2 fette di pane in ogni piatto fondo, versatevi sopra la zuppa ben calda e completate ogni porzione con un filo di olio.

Lasciate riposare la zuppa per qualche minuto e servitela accompagnandola con le decorazioni di pasta sfoglia.

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Anche questa volta non poteva mancare la decorazione per creare un’ambientazione mostruosa. Candela Frankenstein! Detto, fatto. Io avevo a casa una candela profumata verde, nello specifica una candela Ikea alla mela verde che non avevo ancora utilizzato. Ho ritagliato a zigzag un lato di una striscia di cartoncino nero, per fare i capelli del mostro, e l’ho posizionata al di sotto del bordo superiore della candela, fermandola con nastro biadesivo. Ho poi disegnato occhi e bocca da un cartoncino giallo e uno bianco e posizionati al di sotto dei capelli per creare la faccia. E stop. La candela di Frankenstein è pronta per la vostra tavola di Halloween.

I love La Molisana!

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La mia passione per la cucina non è una novità. Ormai credo si sappia quanto mi piaccia cucinare, sperimentare sapori, dare forma e gusti nuovi ai cibi. Dolce o salato non fa molta differenza. L’importante è sporcarsi le mani, sentire col tatto le consistenze, stimolare le mie papille gustative, conquistare la vista con la forza del colore, essere rapita dai profumi che si alzano dalle pietanze. E poi condividere, offrire un piatto buono e bello a chi mi sta accanto, conquistarlo e ogni volta con curiosità osservare la sua reazione al primo boccone: in quel frangente impercettibile capisci se è una vittoria o una sconfitta (e naturalmente imparare sia dalle une, sia dalle altre). Forse cucinare è un po’ come scrivere: esprimo me stessa senza vincoli, assecondo i miei pensieri, ritrovo la tranquillità, in poche parole sto bene.

Un po’ di tempo fa ho partecipato ad un contest di cucina indetto da “La Molisana”, prima che un’azienda un pastificio; anzi, come recita il loro motto “dal 1912 sartoria della pasta” (se per caso non la conoscete – il che sarebbe un male soprattutto per le vostre papille gustative – allora date un’occhiata qui). Il contest aveva come protagonista un dei loro nuovi prodotti, lo spaghetto quadrato. Cioè avete presente un bucatino? Ecco, con il diametro quadrato e senza buco al centro (che poi a me il buco al centro non piace, perché quando arriva il momento fatidico in cui il bucatino lo succhi – e lo so che lo fate tutti, suvvia non facciamo i perbenisti – quel buchetto fa passare solo aria; ma d’altra parte se si chiamano bucatini e hanno il buco al centro un chiaro motivo ci sarà. Ok esco da questo trip mentale). Per partecipare al contest era necessario inventare e realizzare una ricetta, scegliendo una delle quattro categorie proposte a cui facevano riferimento altrettanti grandi chef: Amarcord, Le Grand Crù, Veggie, Pop Art. devo ammettere che ci ho pensato molto, ho cercato l’ispirazione per la ricetta giusta e alla fine ho scelto la categoria Amarcord presentando la ricetta dello spaghetto quadrato con razza e zenzero: un piatto semplice, con un pesce povero, talvolta sottovalutato, una radice che ormai è diventata la mia passione (assieme al curry che rimane l’amore indiscusso della mia vita), per un sapore delicato ma deciso. Allora ho cucinato, ho fotografato, ho inviato e ho atteso il responso. Dunque ho vinto, sono tra i vincitori della categoria le cui ricette, assieme a quelle degli altri vincitori nelle altre categorie, andranno a comporre un e-book di ricette interamente dedicato allo spaghetto quadrato. Una notizia inaspettata e fantastica, giunta tra l’altro in una giornata che non scorderò mai perché ricca di belle sorprese.

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Come se non bastasse lo staff de La Molisana ha voluto inviarmi questo omaggio davvero gradito per cui non smetterò mai di ringraziarli. Uno scrigno pieno di oro giallo, forme stuzzicanti e meravigliose.pasta2

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A prescindere da tutto, dalla vincita, dall’omaggio voglio esprimere la mia piena soddisfazione per i prodotti di questa azienda. Chimi conosce sa bene che non è mia intenzione fare marchette o pubblicità ad un prodotto. Semplicemente esprimo la mia opinione, il mio gusto cercando di essere anche obiettiva. I prodotti de La Molisana sono ottimi, mi hanno davvero conquistata: la pasta ha il profumo e il sapore del grano, mantiene molto bene la cottura e la varietà di formati si presta a qualsiasi ricetta, al tatto la pasta ha quella giusta porosità che permette di avere una grande resa quando la si va ad amalgamare con il condimento; il colore è sublime; inoltre, da un punto di vista del marketing, il packaging è curato, sobrio ed essenziale (per la serie anche l’occhio vuole la sua parte). In poche parole sono innamorata di questa pasta e a casa mia, da mangiatori pantagruelici di pasta, siamo degli intenditori e buone forchette.

Naturalmente non vedo l’ora di sperimentare e proporvi nuove ricette di pasta.

Una grazie a La Molisana consentitemelo.

Liberazione e libertà

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25 aprile, Festa della Liberazione.

Festa per la mia libertà. Libera da tutto e tutti oggi faccio ciò che voglio.

Mi riapproprio del mio tempo, dei miei spazi, delle mie passioni, dei miei pensieri, delle mie parole.

Finalmente la finestra è aperta e luce viva illumina le stanze della casa piacevolmente silenziosa. Oggi c’è il sole fuori e dentro me.

Finalmente sono ispirata, come non lo ero da un po’ di tempo. Così ne ho approfittato per creare, per sperimentare e giocare in cucina. Ho cucinato con passione, dosando gli ingredienti, ponderando i sapori, alla ricerca di un’armonia di gusto reale che rispecchiasse l’idea che avevo in mente da qualche giorno; ho realizzato la mia ricetta. Una ricetta ideata per un concorso (più in là sicuramente ve ne potrò parlare meglio), che unisce i sapori del mare e  quelli tipicamente mediterranei  con un pizzico di Oriente. Ultimamente uno degli ingredienti che sto utilizzando spesso e in ricette differenti, è lo zenzero, sia secco in polvere, sia fresco grattugiando direttamente la radice. Lo zenzero mi regala buone sensazioni in questo periodo (oddio questa affermazione suona un po’ da invasata, ma spero si capisca cosa intendo), mi fa pensare alla freschezza, ai limoni, al sole, alle belle giornate di primavera con il cielo terso.

Naturalmente per questa occasione “speciale” mi sono dedicata all’impiattamento curato nei minimi particolari ed ho utilizzato (lontano dagli occhi di mia madre) i piatti del “servizio buono”, quelli che sono custoditi da tempi immemori nella credenza del soggiorno per intenderci, e che forse per la prima volta hanno accolto nella loro cavità del cibo. (Che poi mi son sempre chiesta che senso ha avere un mobile dedicato a utensili messi lì solo in mostra, per la serie “io odio quella credenza inutile!”)

E poi via col servizio fotografico, cercando di contrastare gli attacchi a sorpresa di mia sorella che tentava di inforchettare gli spaghetti  colta dalla fame.

Quando anche mia sorella è andata via, la libertà è stata completa. Relax, caffè, cupcake fatti da me, pc, scrittura, cazzeggio. La pace dei sensi.

Buon 25 aprile a tutti, in qualsiasi modo l’abbiate trascorso.

Curry mon amour!

Riso, pollo, curry

Vi ho mai parlato del mio amore viscerale (e qui il termine ci sta davvero bene), la mia ossessione, la mia mania, la mia follia… Insomma ci siamo capiti… Per il curry? Io lo adoro e venero con tutta me stessa, con tutto il mio palato, con ogni singola papilla gustativa della mia bocca. Praticamente metto il curry dappertutto, in ogni pietanza possibile. È diventato una droga speziata che mi esalta. Ormai io e il curry siamo una cosa sola. Questa cena l’ho degustato in una delle mie ricette preferite: riso basmati e pollo al curry. Adoro cucinare questo piatto, la casa si riempie della fragranza del curry e soprattutto dell’odore delicato e allo stesso tempo persistente del riso basmati. Che soddisfazione! E curry a volontà! Vi confesso un mio piccolo sogno (o forse sarebbe il caso di chiamarlo col termine appropriato… Follia!): vorrei assaggiare, o anche creare, un dolce in cui ci sia il curry. Lo so, sono strana… Anzi la prossima volta vi posto la ricettina.