Pensiero cazzeggio – Suggestioni e digestioni notturne

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Notte un po’ inquietaquella trascorsa. Distesa sul letto, gli occhi vagano nell’oscurità della stanza mentre l’udito si affina cercando di percepire ogni suono, ogni respiro della casa ormai addormentata e forse sognante. Mi rigiro nel letto alla ricerca di una posizione che concili il sonno. Niente da fare.

Mi fermo. In posizione supina. E penso.

Perché mi sono ostinata a vedere, alle 2 di notte, per l’ennesima volta il film “1408” (tratto dall’omonimo racconto di Stephen King) che mi lascia addosso un’angoscia mista a suggestione, come pochissimi film sanno fare; che mi fa attendere incendi, allagamenti e congelamenti della stanza, che mi fa aprire le porte con fare sospettoso.

Perché ho messo quel piccolo e innocente spicchio d’aglio per saltare le melanzane a cubetti da inserire nello sformato con le patate – per la serie nuova invenzione culinaria , esperimento riuscito con successo, aglio a parte -, ma colpevole di rallentare come in una moviola la mia digestione. Però intanto posso scacciare i vampiri, eh.

Perché il digestivo non sortisce nessun effetto, a parte quello di farmi venire il singhiozzo mentre lo bevo.

Resto in attesa mentre cerco risposte a queste e altre domande.

Puff! Ricompaio in un nuovo anno

peanuts felice anno nuovo

 

E dopo qualche giorno di assenza rieccomi qui! Mi sono assentata per ricaricarmi dalle feste (perché festeggiare e soprattutto mangiare qui stanca).

Iniziamo con gli auguri doverosi.

Buon anno nuovo! Buon 2014 a tutti! Sperando che sia un anno ricco di sorprese (belle si spera), un anno di cambiamenti significativi, di vittorie (magari pure una bella vincita in denaro non guasterebbe), un anno di sogni realizzati. Dunque tranquilli, diamoci da fare, siamo positivi tanto la fine del mondo l’abbiamo scampata (ho sentito che ce ne sarà una nel 2060 ma direi che possiamo non pensarci).

Auguri passati anche per l’Epifania, quindi auguri a tutte le Befane, a chi si sente tale, a chi in fondo lo è, a chi non lo è affatto e a chi fa gli auguri (anche io li ho ricevuti, auguri anche a me).

Direi che con gli auguri posso fermarmi qui. I prossimi mi tocca riceverli, mentre per quelli di Pasqua c’è tempo.

Com’è iniziato questo nuovo anno? la risposta più efficace sarebbe: perché, è iniziato un nuovo anno? Praticamente per ora nulla è cambiato. Ma come ogni inizio anno che si rispetti ecco fioccare le solite proposte pseudo-lavorative che hanno già il leggero sentore di fregatura. Un tizio uscito dal nulla che mi contatta per un ruolo di direttore responsabile per una nuova rivista on line, che mi conosce a metà e secondo me è tutto fumo e niente arrosto. Però è giusto giudicare alla fine e far sì che il tradizionale inizio anno di fregature faccia il suo corso. Ormai ci tengo.

Per voi, invece, come è iniziato questo nuovo anno?

Naturalmente, da qualche anno a questa parte, non spendo molte parole in buoni nuovi propositi perché nel mio disordine c’è sempre un posto riservato all’incostanza che fa saltare qualsiasi piano. Quindi mi prometto solo di essere più positiva, carica di nuove energie e vivere alla giornata. Il resto verrà da sé.

Tranquilli, non vi lascio più soli, sarò il vostro tormento per tutto l’anno, e siamo solo all’inizio.

Nei prossimi giorni vi aspettano post a go go go gooooooooooooo! (lo so sono pazza…)

Specialità pugliesi per attendere la mezzanotte

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Anche oggi in grande ritardo. Ma non per colpa mia; purtroppo connessione assente e poi sono stara trattenuta dalla friggitoria che da stamattina si è insediata nella cucina di casa mia. E come ogni anno mia madre mi ha destinata alla cottura delle frittelle. Cosa sono le “frittelle”? Qui in Puglia sono anche conosciute come “panzerotti” ed equivalgono ai cosiddetti “calzoni”. I nostri oggi sono ripieni di mozzarella, pomodoro e prosciutto, ed ancora tonno, pomodoro e capperi. Insolitamente, però, c’è stato un ribaltamento dei ruoli quando l’ennesima frittella di mozzarella è “scoppiata”, ovvero si è aperta in cottura e mia madre si è innervosita (perché qui quando una frittella scoppia è in dramma, quindi ogni anno). Lì ho preso in mano la situazione e con un magistrale colpo di stato l’ho spodestata relegandola all’odiata frittura. Ho steso la pasta, messo il ripieno, ripiegato il lembo superiore e sigillato cpn la rotella taglia pasta. La prova decisiva è stata la cottura in olio: nessuna frittella è scoppiata! Il pubblico ha applaudito, la folla era in delirio invocando il mio nome. La setta della frittella perfetta mi ha incoronata regina. Ok ok basta, sto andando oltre, forse è stata l’overdose di frittura di oggi, o le tante portate che sembrava dovessimo sfamare un reggimento. Il Natale pugliese è così, pranzi pantagruelici, abbondanza, assaggini vari e certamente piatti complessi. Poi ci si chiede come mai non ci si riesca ad alzare dalla tavola in questi giorni.
Come annunciato qualche giorno fa, il meno uno di oggi prevede una foto di un bel “calzone”: in questo caso non si tratta di panzerotti o frittelle, ma di una focaccia ripiena di cipolle sponsali, pomodoro, tonno (oppure merluzzo, o baccalà, o in alcune varianti addirittura di seppie) e olive in acqua. E sul calzone mia madre non la batte nessuno.
Intanto ci avviciniamo alla mezzanotte.

Un -3 di sole. Vi state preparando psicologicamente?

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Aggiornamento.
Manca in regalo e mezzo.
Devo finire di impacchettare.
Oggi sole. Fortunatamente la domenica qui c’è quasi sempre il sole.
È il secondo giorno di inverno. Quello ufficiale, quello vero e si sente.
Oggi mi sento un pò pigra, sono di poche parole. Buon per voi, così non vi tedio molto.
Vi lascio al pranzo domenicale. Che paragonato a quelli propriamente natalizi che ci aspettano tra qualche giorno, sono praticamente l’antipasto.
A proposito di cose mangerecce natalizie, vi anticipo che ci sarà un “meno uno” speciale, con un piatto tipico pugliese buonissimo. Certo forse non sarà il massimo della leggerezza, ma si faccia avanti chiunque conosca una portata che a Natale possa considerarsi “leggera”. Attenzione, l’insalata non conta.