-21 giorni e una scelta importante, la nostra!

Buona domenica! 

Prima domenica di dicembre, una domenica particolare: oltre a uscire per continuare i vostri acquisti natalizi ricordatevi di fare il vostro dovere, andare a votare per il referendum costituzionale.

Fate la scelta giusta e farete un regalo a tutta l’Italia. 

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Pensieri dal mio letto – esecuzione pubblica del romanticismo

C’è chi ancora fa le serenate. Ebbene sì, lo fanno lo fanno, come direbbe il buon vecchio Sil.
Questa sera, poco lontano da casa sembrava avessero aperto una balera, una di quelle tipicamente romagnole in cui arzille vecchiette e vedovelle agghindate si fanno trascinare da partner anche occasionali nel vortice del “lissio” (il liscio, secondo la cadenza romagnola). E invece veniamo a sapere da Simo che, davanti al suo palazzo, un tizio per più di 2 ore va avanti a cantare canzoni improponibili alla sua amata, completando il tutto con balletti improvvisati, fiori e probabilmente una bella quantità di alcol.
E poi si chiedono perché il romanticismo vero sia morto. In questo caso seppellito assieme alla dignità del tizio. Non è che sono contraria a certe forme di insensato esibizionismo, ma se fosse capitato a me il futuro sposo sarebbe rimasto piantato all’altare, per la serie “ora cantatela e ballatela da solo”. Ma tale problema non sussiste dato che io non mi sposerò (storia lunga questa, ma forse un giorno la racconto).
Queste manifestazioni, come molte altre, sono contrarie al mio modo di pensare semplicemente perché in fondo non sono fatte per compiacere la persona amata, quanto per una forma di egocentrismo misto a esibizionismo che dovrebbe suscitare negli astanti ammirazione se non invidia. Questo nel momento in cui non si suscita pietà, s’intende…
Il mio non è cinismo irregolare, ma un atteggiamento di rifiuto di tutte quelle apparenze e ostentazioni vuote che non portano beneficio a nessuno, nemmeno a chi le attua.
Sarà il mio appurato antiromanticismo a parlare o le nebbie del sonno?
Nell’incertezza, buonanotte a tutti.

Sentimentalismi – capitolo 1 – (Anche io ne sono provvista…)

Ebbene sì, io ho visto Via col vento. Lo so fa “strano”, o forse fa anche un po’ senso. Ma sì, un po’ di sentimentalismo me lo concedo anch’io a volte. Quel film mi piace, anche se non ho ancora ben capito perché. Forse perché il personaggio di Rhett Butler a me alla fine piace, forse per i colori, per le immagini che odorano di vecchie pellicole, così indefinite ma ipnotiche. O sarà forse per la colonna sonora (e dimenticare l’associazione a “Porta a porta” direi che non è poi una magra consolazione), i vestiti ampi e che sembrano fluttuare sfidando la legge di gravità. E poi la storica frase:

dopotutto, domani è un altro giorno…

Così semplice e così vera. Andare avanti sempre. Domani potrà essere un giorno simile a oggi, ma mai uguale. E quella disuguaglianza mi fa sperare in qualcosa sempre di nuovo e possibilmente bello. In questo periodo “domani” ha occhi diversi: alcune cose sono cambiate, fiducie spezzate, il non riuscire a credere ad alcune persone, scoprirne altre. E poi essere consapevoli che gli opportunisti sono dietro l’angolo, che tra qualche giorno anche una bella esperienza finirà e ciò che ne verrà fuori lo ignoro ancora. Domani è un giorno nuovo, un mese nuovo.

Una nuova primavera sta per arrivare. Anche per me.

Se una sorpresa fa piacere, tre sono anche meglio

Avrei tanto da scrivere, forse troppo, ma pochissimo tempo per farlo soprattutto in questo periodo in cui molte cose stanno accadendo, progetti vari si stanno realizzando e le mie povere membra sono terribilmente doloranti (soprattutto oggi dopo due ore di palestra e la maratona intensiva a Roma con inclusa sessione speciale di step sulla cupola di S. Pietro, naturalmente di corsa).
Ma in questo post voglio parlare di qualcosa di speciale, qualcosa che la me di un po’ di anni fa avrebbe guardato con disgusto facendosi poi una risata e ribadendo al mondo il suo stato di single incallita e felice. Voglio ricordare qui quella notte tra 9 e 10 dicembre di un anno fa in cui molte cose sono cambiate col silenzio, con un bigliettino di carta, lo shock, un pianto e un bacio. La notte in cui ho deciso di legarmi a lui, a Vin.
È passato un anno da quella notte, da quando ho scoperto che anche io potevo amare ed essere amata, una anno di amore che prima sembrava una cosa impossibile, per me che non volevo legami, per me che credevo che la solitudine fosse la condizione migliore, se non essenziale, per realizzare i miei progetti e i miei sogni. E invece ho scoperto che la vita di coppia non è poi malaccio, che la mia libertà è inviolata, che tutto sommato i sogni si realizzano anche in due e che al mondo nell’equazione uomo=esserementalmenteinferiore ce n’è qualcuno meno inferiore.
Lui mi ha conquistata e lo ha fatto ancora venerdì scorso, 9 dicembre. Mi ha portata a cena fuori, un locale in cui si esibiva una cover band dei Coldplay (mio gruppo preferito): doveva essere una sorpresa, sfortunatamente per lui il giorno prima eravamo passati da quel locale ed io avevo visto la locandina del concerto ma non avevo detto nulla per non rovinargli la sorpresa; però, in virtù del fatto che lui è meno inferiore rispetto agli altri uomini, aveva capito che io avevo capito… L’effetto a sorpresa era praticamente andato a farsi benedire, ma la serata era davvero fantastica, buona musica e io e lui piccioncini innamorati e affamati che si son spazzolati via in men che non si dica un piatto di frittura mista e olive all’ascolana, alèèè! Dopo è stato un crescendo di sorprese! Ben 3!
Prima sorpresa – Durante il concerto iniziano a suonare le prime note di Fix you e un musicista dice “questa canzone è per Vin e Sibyl e tutti gli innamorati”… Credo che in un nanosecondo il mio viso sia passato da un colorito normale a un rosso-bordeaux con un imbarazzo indescrivibile mentre tutti gli occhi del locale erano puntati su di me e lui mi guardava soddisfatto. Qual è stata la prima cosa che ho detto a lui dopo essermi ripresa? “Scemo!”, mia tipica reazione a questi gesti da film che non pensi possano mai capitare a te. Però nonostante tutto mi ha fatto molto piacere ed è riuscito davvero a sorprendermi.

Seconda sorpresa – Dopo essere usciti dal locale e saliti in macchina lui mi dà un foglio piegato a mo’ di bustina, era la soluzione degli indovinelli/indizi che mi aveva dato giorni prima e che messi insieme formavano dei versi scritti da lui. Naturalmente belli e dolcissimi.

Terza sorpresa – Ci avviamo in macchina, stiamo percorrendo il lungomare e improvvisamente lui si ferma, scende dalla macchina e va al bagagliaio. Torna dopo poco con una rosa rossa dallo stelo lunghissimo e confezionata a regola d’arte. Ed io di nuovo senza parole. Anzi forse gli ho detto di nuovo “Scemo!”…
Lui è l’incarnazione del romanticismo più vero e puro; io l’antiromanticismo per eccellenza.
Non amo tantissimo certi gesti sdolcinati e talvolta solo teatralmente costruiti a beneficio di terzi che in teoria dovrebbero stare a guardare e rosicare. E forse li tollero poco anche perché non riuscirei proprio a farli.
Ma i suoi gesti sono solo per me, nessuna ostentazione, i suoi occhi mostrano tutta la veridicità e la sincerità dei suoi sentimenti.

Lui è unico ed è mio!