Lo stupore dopo l’angoscia

Dopo qualche giorno di assenza rieccomi.
Vi ho lasciati il giorno del mio compleanno, mentre facevo schizzi vari per decorare la mia torta – quella che mi sono regalata e dedicata e nella cui realizzazione e cura dei dettagli ho messo tutta me stessa -, mentre in preda a chissà quale ispirazione o raptus disegnavo farfalle partorite direttamente dalla mia mente e dalla penna che assecondava ogni movimento della mano.
Ho organizzato una serata di “festeggiamenti” sabato 11 a casa del mio lui con il solito gruppo di amici e proprio per quella occasione ho realizzato la torta e un rinfresco salato. Oltre a patatine varie (quelle non possono mancare mai, fanno da stuzzicante riempimento per lo stomaco e per la tavola, diciamoci la verità, e poi a me piacciono assai assai quelle croccanti e salate schifezze!), ho preparato patate duchesse (lo ammetto, erano surgelate), wurstel in camicia e caramelle di formaggio in pasta sfoglia aromatizzate alla curcuma e paprika, entrambi preparati da me. Ed ancora quadrotti di focaccia morbida con abbondante pomodoro e funghi trifolati e formaggio spalmabile (questa con l’aiutino di mia madre se no avrei finito di preparare tutto per il compleanno del 2015). Infine composta di ananas fresco e finalmente la mia torta! Pan di spagna bianco a tre strati con crema chantilly e crema al cioccolato aromatizzato con rum al miele. E poi decori di panna viola e fucsia e una pioggia di mandorle a lamelle. Forse la miglior torta che abbia mai preparato. Dalla A alla Z. Curata manco fosse mia figlia! Una torta davvero buona, ricca di sapore, non troppo dolce come piace a me e che ha riscosso grande successo tra gli invitati. Merito anche della ricetta base che ho preso dal libro “Le ricette di Maghetta Streghetta” di Iaia Guardo del blog “La Cucina Psicola(va)bile”: lei una persona eccezionale, una fonte di ispirazione e divertimento, insomma bella buona e brava!
Naturalmente non posso non postarvi una foto prima e dopo di quello che è ormai il mio orgoglio e forse il mio cavallo di battaglia. Appena mi sarà possibile (e avrò la pazienza di trascrivere tutti i passaggi) vi posterò la ricetta completa e dettagliata, promesso. Così altro che pasticceria, farete anche voi un figurone. Ci metto la firma.
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La serata è andata più che bene e proprio allora ho ricevuto i miei regali di compleanno. Primo tra tutti, sicuramente il più bello perché da molto tempo era diventato l’oggetto dei miei desideri (e possiamo anche dire ma mia ossessione) è il fantastico Samsung Galaxy Tab 3 10.1!
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Il mio lui stavolta ha superato se stesso anche se mi ha fatto penare e angosciare per tutta una storia complicata di regali che praticamente parte dagli inizi del dicembre scorso e che ha raggiunto il culmine a Natale. In sintesi a Natale mi ha regalato un set di formine ad omini, quelli per i biscotti pan di zenzero, e una scatola di biscotti allo zenzero dell’ikea. Allora, il regalo in sé era carino, pur considerando il fatto che ogni biscotto sarebbe praticamente “grande quanto la mia testa”, e che i biscotti dell’ikea sono troppo dolci per i miei gusti, ma non avevano riscosso in me una reazione di palese entusiasmo o gioia; nonostante questo il regalo è stato comunque gradito, infatti difficilmente non apprezzo i regali che mi vengono fatti (belli o brutti che siano). Ciò a lui non è bastato e praticamente ha continuato a torturarmi dicendo che sapeva bene che il regalo di Natale non mi era piaciuto, che proprio non aveva idea di cosa poteva regalarmi perché “non era ispirato”. Questa pressione mi aveva fatta già sbottare qualche giorno fa in cui in esasperata gli dissi che quel regalo non mi aveva fatta impazzire e che forse lui minfaceva regali che piacevano solo a lui. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata quando per messaggio, la notte prima del mio compleanno, mi ha praticamente detto che sapeva già che il regalo di compleanno non mi sarebbe piaciuto e nuovamnete che non  era affatto ispirato dunque non sapeva propio consa regalarmi. A quel punto la mia angoscia era ai massimi livelli tanto da preferire che non mi facesse nessun regalo; anche perché non ne ho mai pretesi, e ammetto altresì di non essere abituata a riceverli: non so perché ricevere regali mi crea un forte imbarazzo, uno stupore che assume le sfumature di quella strana sensazione di non meritare quel regalo, un miscuglio di stati d’animo che non riesco a spiegare ma che non annullano il piacere di ricevere. Naturalmente immaginate la mia reazione quando invece ho scartato il suo regalo davanti a tutti i miei amici: in realtà mi sono ammutolita per la sorpresa. Uno dei regali più belli e sentiti che potesse farmi, e per questo non smetto di ringraziarlo. E come avrete intuito tutta la storia della mancanza di ispirazione e le pressioni per il regalo di Natale erano solo una farsa, uno dei suoi giochini psicologici per aumentare la sorpresa finale (però tesoro per favore, la prossima volta un pochino meno angoscianti, grazie).
Insomma è stato un compleanno strano, sorprendente, divertente, dolce.
Insomma unico.