Pensieri dal mio letto – l’incerta certezza di una maschera nuda

E poi ci sono quelle situazioni nuove che proprio non sembrano convincerti, quelle che ti lasciano in testa perplessità di ogni tipo che spacci per “una visione reale e oggettiva” del tutto. Sono quelle situazioni che ti fanno dire “ci provo, mi metto in gioco ma non garantisco sul risultato”, con una sicurezza che rasenta il nulla.
È così che mi sento alla vigilia di questa nuova esperienza, di un corso di formazione per un lavoro che non mi appartiene ma che potrebbe garantirmi una bella entrata mensile. Sono in bilico tra la necessità e il rifiuto di qualcosa che mi sembra distante perchè altro da me. Mi sembra talvolta di vivere una vita non mia, tra compromessi e adattamento difficili da mandar giù. E quella sensazione di perdita dei propri sogni, di vederli svanire lentamente come fumo davanti agli occhi.
È così che cadono le illusioni? È così che una situazione diventa una epifania, una rivelazione di un disegno più grande? È così che inizia quello stacco con la “forma/vita” che aliena la tua anima facendoti sentire un tassello fuori posto in un mosaico che sembra ignorare ogni logica? È così che ti trasformi in una “maschera nuda” mossa dall’ironia?
Quanto bene mi ha fatto Pirandello in questo periodo, lasciandomi una consapevolezza amara ma consolatrice per non essere ancora stata risucchiata da quel sistema massificante. E intanto tengo accesa una speranza, una strampalata idea pseudoromantica di un’autorealizzazione che mi completi, l’idea che le parole siano la mia totalità.
Eppure questa situazioni, questi stessi pensieri sono già così altamente massificati e condivisi. Non c’è dunque via di scampo? Io non ci credo…

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Italia-Spagna, che lo scontro finale abbia inizio

Ok ci siamo quasi. La finale è davvero vicina. È solo questione di poche ore e due tra le più titolate nazionali del mondo, due delle “Cenerentole” dell’eurozona si sfideranno sul campo verde di Kiev.

Chissà se dopo la partita contro la Germania, che ha portato l’Italia dritta dritta in finale, la nazionale spagnola si sia pentita di non aver buttato fuori l’Italia nella fase a gironi. Ormai cara Spagna ti tocca…

In molti hanno detto che ora il mondo del calcio spagnolo vede quello italiano con un po’ di rispetto in più, o forse anche un po’ di timore, o meglio “miedo”. Il che potrebbe significare che il rispetto spagnolo ha subito un incremento del 10%, partendo da una base (azzardiamo) del 20%?

In fondo se Super Mario Balotelli nella una “pacata” esultanza diventasse davvero verde anche il fattore timore sarebbe a posto. Quanto a ringhiare e mostrare i denti Tonino Cassano non è secondo a nessuno.

Cosa manca ancora? Motivazioni per vincere ce ne sono a “go go” (quanto mi piace questa espressione, e non so perché è seguita da un movimento delle braccia in stile twist…); inoltre c’è una mega insalata di riso pronta per sfamare un reggimento, i preparativi alla villa in campagna sono quasi ultimati, le scommesse sono state chiuse, il caro MediaWorld inizia seriamente a preoccuparsi (speriamo non porti sfiga), le piazze stanno per gremirsi di gente, i primi litri di birra hanno intrapreso il viaggio verso lo stomaco e tutti i riti scaramantici stanno emanando i propri flussi positivi verso il trionfo tra cornetti, dita incrociate ed eleganti “grattate di palle”.

La tensione sale. Siamo pronti, siamo carichi (nemmeno dovessimo scendere noi in campo…)

Allora che vinca il migliore (naturalmente noi!)

 

 

 

 

 

Io odio…

Oggi ho odiato. Probabilmente per davvero. Non ho mai disprezzato così, con quella intensità una persona. Ma oggi quello che ho sentito, tutto quello che mi hanno detto, alcuni punti in ombra che sono diventati chiari, hanno rotto qualcosa in me. Mi sono sentita prima terribilmente ferita. Una pedina su una scacchiera governata da ipocriti giocatori, io ed altre persone messe uno contro l’altro per motivi latenti e forse inesistenti. Poi un fremito dentro, violento, intenso e costante. Rabbia, forse tale che se in quel momento fosse stata davanti ai miei occhi l’avrei presa a schiaffi. Infine disprezzo, odio per chi una volta è stata un’amica. Non ci sono lacrime, non c’è dispiacere né pietà. Solo disprezzo per chi per tutto questo tempo ha gettato fango su di me, ha fatto sì che potenziali amici mi allontanassero ed escludessero. E tutto questo per cosa? Credo che la definizione giusta sia solo una, invidia.

E così scopro un’altra me, capace di provare emozioni così forti e laceranti, un’onda anomala che ti travolge lasciandoti poi sfibrato. Ma quel sentimento così intenso ha messo radici dentro, non può essere cancellato. E poi c’è quella piccola voce dentro che sussurra impercettibilmente vendetta.

Mercoledì scorso ho incontrato Noncelapossofare, finalmente ha trovato un briciolo di coraggio per confrontarsi faccia a faccia con me. Il risultato? Nulla, nessun punto d’incontro ma in compenso un mare di cazzate e cattiverie gratuite. Da lì alcune cose si sono mosse e oggi forse sapremo la verità. Ma il disprezzo per quello che ha detto e fatto è forte e rimane.

Come si fa ad essere così ipocriti? Che razza di amicizia è stata mai questa? Un’attrice da quattro soldi, piena d’insicurezze e che per questo ha bisogno di attirare l’attenzione su di sé.

Voglio chiarire con gli altri, salvare il salvabile, ma con lei ho chiuso. Mi fa schifo, questa è la realtà.

Come incazzarsi, magnare e diventare indovini in un solo giorno

Oggi giornata di incazzature epiche! Però devo dire che mi sono sfogata un bel po’, anche se ora mi sento esausta…

Oggi giornata di inaugurazioni, il che signitica buffet gratis! (Buonissimi i cornettini salati farciti, devo assolutamente farli!)

Oggi giornata di presentimenti, brutti purtroppo. “Ragazzi, non so perchè ma stasera ho un brutto presentimento…” ho detto appena ci siamo seduti al tavolo del pub. Aspettavo che lui ci raggiungesse. Dopo un’ora prendo il cellulare e trovo il seguente messaggio:

“Amore… Non ho buonissime notizie. Sto tornando a casa dal pronto soccorso. Niente di grave ma domani mattina devo tornare in ospedale per fare la radiografia e la visita ortopedica. Sono caduto su un fianco e mi sono fatto male al ginocchio. Per favore non rimproverarmi che m’incazzo.”

Secondo voi come ho reagito? Un “Te lo avevo detto di non andare stasera a giocare a calcetto perchè il campo è scivoloso dopo la pioggia” ci stava benissimo, ma ho evitato.

Stupido orgoglio maschile. Se cerchi di esprimere un tuo semplice parere su un argomento che nella loro piccola testa bacata gravita migliaia di anni luce lontano dall’universo femminile, o sembri posseduta dallo spirito della loro tanto amata quanto odiata genitrice, o sei la solita ragazza rompipalle che vorrebbe privarli di quei momenti in cui il campo da gioco è il terreno di un duello per la difesa dell’onore e per misurare la propria virilità (che secondo me potrebbe traspirare solo dal puzzo di sudore e dal tanfo delle loro scarpe).

In fondo sono uomini… E ho detto tutto.