Pensiero cazzeggio – Nuove posizioni

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Tra poco si va a nanna. Ultimamente ho assunto una nuova e strana posizione per dormire, soprattutto quando il sonno mi assale nell’ora della “siesta”, nell’ora che che qui viene definita ” dell’abbiocco”. Sì, il momento dopo il pranzo in cui la digestione rallenta qualsiasi movimento corporeo, le rotelline del cervello si bloccano, la vista si annebbia e si sviluppa una sorta di inspiegabile magnetismo con il letto. Così ti adagi dolcemente sul candido giaciglio ripromettendoti che ci resterai “solo” 10 minuti, che si trasformano in una diplomatica “mezz’oretta” (illusione! Sai bene non sarà così). Ed ecco che scatta la posizione. Stesa sul lato sinistro, prendi un altro cuscino e praticamente lo abbracci, stringendo un angolo inferiore tra le gambe, un angolo superiore posizionato sotto il mento. Il braccio destro circonda il cuscino finendo con la mano a penzoloni fuori dal letto, mentre il braccio sinistro spunta a metà dalla parte superiore del cuscino e termina con la mano semichiusa appoggiata sulla fronte. Tendenzialmente col sopraggiungere del sonno si “addormenta” anche il braccio sinistro con quel caratteristico formicolio; ma poco importa perchè in quel momento sembra la posizione più comoda in assoluto. Naturalmente durante il sonno capita di girarsi sul lato destro mantenendo sempre le stesse posizioni solo con lati inversi. La posizione supina è raramente contemplata.
Come sia arrivata a questa posizione inusuale per me non saprei dire. Così come non saprei spiegare come la stessa non venga adoperata di notte.
L’inutilità di questo post è al confine tra il disarmante e la più spicciola frivolezza. Ma d’altronde concedetemelo, il “pensiero cazzeggio” si alza leggero quando la mente si rifiuta di pensare, quando le questioni che ogni giorno ci opprimono si trasformano in palline di carta piccine piccine da lanciare lontano con un colpo d’indice, quando i pensieri più spiccioli ci conducono in un universo tutto nostro. Prima o poi scriverò un’ode dedicata al “pensiero cazzeggio” (quale grande prodotto letterario sarà!).
Ora non mi resta che scivolare tra le braccia di Morfeo.
Buonanotte.

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Ebbrezza… di primavera

Giunta è la primavera! Finalmente qualche raggio di sole riscalda il mio viso. È un periodo un po’ in bilico, fuori e dentro di me.

In questo periodo vorrei fare lunghe passeggiate, tra i viali inondati di luce e gli alberi, fino a ieri scheletri d’inverno, conquistati dai germogli verdi pieni di vita. Sfortunatamente in questi giorni non posso: ho un piede un po’ azzoppato a causa di una simpaticissima vescichetta/verruchetta che mi fa in male allucinante. Ed io che mi vedevo già in bici con degli amici per le campagne in fiore… uffa!

Alcune amicizia stanno fiorendo con la primavera. A Dana e Simy ho voluto dare fiducia, ho voluto lasciare la porta aperta per costruire tassello dopo tassello un’amicizia sincera e senza filtri fatti da persone false. I falsi sono stati eliminati, anche se qualche volta sono presenti implicitamente. So bene che anche se non vedo né sento più Noncelapossofare la partita con lei non è chiusa. Per ora, per quel che mi riguarda, lei e il consorte Senzapalle possono continuare a rosicare in un angolino. Però lo ammetto, odio Senzapalle, odio come si sta compostando col mio lui e quanto lo fa soffrire.

Tornando alle cose positive e belle c’è la mostra, che nonostante una prima fase di sfiducia sta andando abbastanza bene; e poi c’è stata la laurea di Andrè. Auguri dottò! Abbiamo preparato in pochi giorni un video scherzoso che gli ha fatto davvero piacere  e che abbiamo proiettato durante la festa. La festa in cui ho bevuto tanto, anzi tantissimo. Insomma ero totalmente ubriaca. Un mix di alcol micidiale che a fine festa, appena sotto casa, ho depositato ripetutamente il un sacchetto di plastica gentilmente porto da lui che mi reggeva la fronte. Scherzando ha sempre detto di volermi vedere ubriaca… Ecco accontentato! Però mi son divertita, mi son lasciata andare e se non mi fossi sentita male mi sarei chiusa volentieri in bagno, o imboscata in qualsiasi altro posto, a fare zozzerie con lui. Questa cosa mi intriga non poco… Poi lui è un fuoco facile da accendere…

La primavera risveglia gli animi, stimola i sensi ed anch’io voglio rifiorire.