Ora ci sono. Perchè Ulisse? (Voglia di mare e capire come danno i nomi alle nuove ondate di caldo!)

Eccomi qui! Torno nel mondo reale e in quello virtuale con la soddisfazione di un bel 30 e lode inaspettato ma tanto sudato.

E ora apatia, voglia di cazzeggio sfrenato, spensieratezza… almeno fino a lunedì. Lunedì inizio un corso di formazione per un lavoretto part time. Vedremo, è un mondo che non mi appartiene più di tanto, ma per una mini boccata di indipendenza si fa anche questo.

Sabato mare! Sperando in un tempo clemente che abbia pietà del mio pallore da studio. Se non sbaglio dovrebbe venire a trovarci Ulisse, una bella corrente di aria bollente direttamente dal cuore del Sahara. Ok voglio andare al mare, non è che voglio cuocermi alla piastra. Ma inesorabilmente l’effetto gamberone avrà la meglio su di me, ne sono sicura.

Che poi mi chiedo, ma come fanno a scegliere i nomi da attribuire a questi anticicloni? C’è un criterio che abbia un minimo barlume di logicità o è una scelta totalmente a caso? Tipo hanno una copia dell’Odissea o un bel manuale di mitologia greca sempre a portata di mano? Perché un anticiclone non può chiamarsi “Pinco pallino”, o “Pompino”, o “Caldodimerda”, o “Ambarabacciccicoccò”, oppure “Grande Puffo” e chi più ne ha più ne metta… Lo so, potrei completare una lista interminabile di nomi strani e improponibili. Forse il mio cervello deve ancora riprendersi o forse è stato irrimediabilmente compromesso da Corazzini, Gozzano, Tozzi, quel simpaticone di d’Annunzio (che a quanto sembra sta sulle palle a tutti i cari studenti di lettere che ho incontrato all’appello).

Da qui una piccola riflessione che aleggiava nel cervello in questi giorni di studio: Corazzini è morto a 21 anni di tubercolosi, Gozzano è morto a 32 anni di tubercolosi, altri crepuscolari hanno lasciato questo mondo in giovane e età. Ma vuoi vedere che essere crepuscolari porta sfiga? Quasi quasi mi stavo commuovendo mentre lo esponevo al professore durante l’esame.

Ma quel che è stato è stato. Per ora mi concentro sul mio dolce far nulla.

E ricordate sono tornataaaaa!

 

 

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A cosa serve?

 

 

Tratto da  http://www.giornalettismo.com/archives/382896/condividi-se-hai-capito-a-cosa-serve/ 

Sinceramente, guradando questa foto, quale comune mortale avrebbe pensato alle rughe?

Lo ammetto, io ho pensato alla fellatio, un aggeggio per aumentare il volume delle labbra e quindi il piacere.

Si vede che per i giapponesi combattere le rughe ha la priorità.