Attesa.

Corridoio tranquillo. Solito via vai come ormai ogni giovedì e venerdì.

Solo il Re Lear a farmi compagnia.

Talvolta non tutti i matti e le tragedie vengono per nuocere.

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Il mondo e la vita sono come il cielo

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La direzione in cui procedeva era giusta.

In realtà, rifletteva camminando, la volta notturna del cielo era solo un ammasso caotico e casuale di astri. Eppure era possibile trasformarla in un insieme ordinato di costellazioni. In America, gli aveva detto suo padre che ci era emigrato quarant’anni prima, il carro maggiore e quello minore cambiano nome, rappresentano per gli americani figure diverse che là chiamano Gran Cucchiaio e Piccolo Cucchiaio, ma che indicano egualmente il nord. Le costellazioni sono immagini arbitrarie, che ogni popolo identifica in segni diversi e che può chiamare come vuole: sono come i segni e i suoni delle parole che variano a seconda dei linguaggi, ma senza di loro per secoli gli uomini non avrebbero potuto orientarsi, scambiarsi informazioni, sviluppare la civiltà.

In sé il cielo non ha senso, ma gli uomini possono dargliene uno, un senso precario, relativo, ma utile per loro. Ecco, pensava, il mondo e la vita sono come il cielo.

 

La citazione è tratta dal romanzo “La rancura” di Romano Luperini, edito da Mondadori.

È il libro che sto leggendo attualmente, anche se ce l’ho con me da maggio, da quando ho avuto il piacere e l’onore di conoscere il professor Luperini, colui che considero il mio maestro e “compagno di banco” (lui sa il perché).

È uno di quei passi che leggi la prima volta, poi rileggi una seconda, e poi ancora quando ne hai voglia, quando vuoi trovate nelle parole altrui il senso profondo che in quel preciso momento diventa tuo. Quelle parole sono diventate “mie”.

Penso, allora, se il senso che sto cercando di dare al mio cielo sia quello giusto.

Fermo immagine – Ispirazione e Pastiglie Leone

ispirazione

Scrivo, finalmente per me e per ciò che mi appassiona. E le cose che mi appassionano ora sono talmente tante, che mi ritrovo a scrivere due post contemporaneamente. Praticamente salto da un foglio bianco all’altro come Heidi saltava contenta e spensierata con le sue caprette sui prati. Che similitudine aulica.

E mentre cerco l’ispirazione, mentre rincorro e catturo parole, mangio Pastiglie Leone al gusto spritz; ed è subito aperitivo.

Ok, sono entrate ufficialmente tra le mie preferite. Ok, stanno diventando una droga.

Buon sabato sera a tutti.

 

Torno presto

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Sono viva, non temete. Anche se sommersa da libri, penne, foglietti, caramelle, bottigliette d’ acqua vuote, vocabolario, cartine geografiche, quaderni: sopravvivo.
Questa lunga assenza è dovuta allo studio ossessivo compulsivo che mi tiene incollata a questa scrivania, per chissà quanto altro tempo. Un esame che sembra un parto, una tortura che sembra non finire mai, perché mai finiscono questi benedetti quattro libroni che ormai sono gli unici compagni di giornate monotone e sempre uguali. Sopporto e tengo duro fino alla fine; mentre fuori la vita scorre, le giornate si allungano e la primavera sembra pronta a scoppiare. Sempre che non scoppi io prima.
Quale crudeltà!
Torno alle “sudate carte”, ma sono sempre qui con la mente e lo spirito.