E dunque è estate

summer cat

 

L’estate, quella vera, è arrivata.

Lo dice il calendario, lo dice la colonnina di mercurio del termometro, lo dicono le previsioni meteo. Lo dicono anche le gocce di sudore dei passanti. Lo dice l’asfalto che da lontano crea l’illusione ottica di una grande pozzanghera nera di pece. Lo dicono le spiagge affollate e pure le ragazzine scosciate senza ritegno alcuno. Lo dicono le gelaterie prese d’assalto come ci centri commerciali con l’aria condizionata. Lo dicono i titoli dei giornali, quando compare “il Paese boccheggia”, allora è fatta. Lo dice il ronzio dell’aria condizionata accesa e il fruscio del ventilatore. Lo dice il crepitio del ghiaccio nel bicchiere del cocktail ordinato sulla spiaggia.

È estate anche per il mio gattino, quello che disegno sempre: rifugge il sole e spavaldo conquista l’ombra. Dalla sua spiaggia di sabbia, carta e colori augura a tutti una felice estate.

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Vento e sole

Vento di primavera e sole.

È un vento che spazza le strade, s’insinua negli angoli più in ombra, entra prepotente tra le fessure delle finestre. Impossibile non udirlo, impossibile non sentirlo tra i capelli e i vestiti.

Vento di primavera spazza via i pensieri pesanti dalla mia testa, o se puoi portami via con te. Come un petalo di mandorlo ti seguirò.

 

Io odio…

Oggi ho odiato. Probabilmente per davvero. Non ho mai disprezzato così, con quella intensità una persona. Ma oggi quello che ho sentito, tutto quello che mi hanno detto, alcuni punti in ombra che sono diventati chiari, hanno rotto qualcosa in me. Mi sono sentita prima terribilmente ferita. Una pedina su una scacchiera governata da ipocriti giocatori, io ed altre persone messe uno contro l’altro per motivi latenti e forse inesistenti. Poi un fremito dentro, violento, intenso e costante. Rabbia, forse tale che se in quel momento fosse stata davanti ai miei occhi l’avrei presa a schiaffi. Infine disprezzo, odio per chi una volta è stata un’amica. Non ci sono lacrime, non c’è dispiacere né pietà. Solo disprezzo per chi per tutto questo tempo ha gettato fango su di me, ha fatto sì che potenziali amici mi allontanassero ed escludessero. E tutto questo per cosa? Credo che la definizione giusta sia solo una, invidia.

E così scopro un’altra me, capace di provare emozioni così forti e laceranti, un’onda anomala che ti travolge lasciandoti poi sfibrato. Ma quel sentimento così intenso ha messo radici dentro, non può essere cancellato. E poi c’è quella piccola voce dentro che sussurra impercettibilmente vendetta.

Mercoledì scorso ho incontrato Noncelapossofare, finalmente ha trovato un briciolo di coraggio per confrontarsi faccia a faccia con me. Il risultato? Nulla, nessun punto d’incontro ma in compenso un mare di cazzate e cattiverie gratuite. Da lì alcune cose si sono mosse e oggi forse sapremo la verità. Ma il disprezzo per quello che ha detto e fatto è forte e rimane.

Come si fa ad essere così ipocriti? Che razza di amicizia è stata mai questa? Un’attrice da quattro soldi, piena d’insicurezze e che per questo ha bisogno di attirare l’attenzione su di sé.

Voglio chiarire con gli altri, salvare il salvabile, ma con lei ho chiuso. Mi fa schifo, questa è la realtà.