Pensiero cazzeggio – Accipicchia non ci vedo più dalla fame!

Sarà che fare discorsi seri mi fa bruciare troppe energie, sarà che s’è fatta na certa e il mio stomaco reclama nutrimento, sarà che lo studio della letteratura latina logora la tempra (oltre che la soglia attenzione e sopportazione), ma io c’ho na fame pazzesca!

Dolce o salato? Il dubbio è presto risolto, vista l’ora salato (che ovvietà eh!).

Mi aggiro per la cucina in cerca di qualcosa, perché ma mia non è solo voglia di qualcosa di buono, no no, è proprio fame! Dunque apro il primo stipetto: mi butto sulle cialde di riso e mais biologiche che hanno la consistenza del polistirolo indurito (ma esiste?), o sui cracker secchi e insignificanti? Passo altre, apro il frigorifero dove tra le varie cose c’è una mela che mi guarda solitaria e triste accanto a una confezione di fiocchi di latte: decido che non è il momento più propizio per gli esperimenti. L’alternativa del ripiano inferiore sarebbe una “scofanata” di pasta al forno domenicale che si sa il giorno successivo è anche più buona – e queste non sono leggende – ma non mi sembra il caso. Apro anche i congelatori (sì, a casa ne abbiamo ben due siori e siore!) e la vista di calamari rigidi e patate e spinaci crudi fa scomparire qualsiasi buon proposito culinario. Ormai le speranze si stanno assopendo mentre la fame si sta totalmente impadronendo di me. Non mi rimane che aprire con aria rassegnata anche l’ultimo stipetto, quello dove solitamente teniamo pasta, riso e legumi, giusto perché è rimasto per ultimo e non vorrei essere scortese offendendolo. Apro e ho un’illuminazione! Mais! Dunque pop corn! Come ho fatto a non pensarci prima, i tempi sono anche maturi e propizi per diffondere in tutta casa il profumo fragrante di pop corna caldi e invitanti.

In questo momento un fitto bombardamento è in corso nel forno a microonde. Che poi io avrei anche la macchina per fare i pop corn senza olio o burro, senza trucco e niente inganno, ma proprio non mi piace il risultato, rimangono un po’ duretti all’interno.

Bombardamento finito, la fame può essere sconfitta!

pop corn

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Un sogno col colore giusto

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Ecco l’oggetto dei miei desideri! L’go visto e sono rimasta estasiata: anche il colore è quello giusto. Perfetto! Il mio sogno più che “proibito” direi non raggiungibile con l’attuale stipendio/elemosina che mensilmente mi dà di che campà. Massiccio, robusto, lucente, veloce, potente: no, non è un elogio del Marinetti al il Futurismo; è il mio personale e frivolo elogio di una macchina. Ferro, acciaio, meccanismi e robetta di quel genere che impasta, monta, sbatte, amalgama… E sicuramente farà altre cose “cucinecce” con l’ausilio degli inifiniti accessori coordinati. Tutti naturalmente acquistabili con un comodo finanziamento in rate da venti euro al mese a vita. Ah cosa direbbero le massaie di una volta di fronte a cotanta poco economica tecnologia! Storcerebbero il naso pensando che le vere macchine siano le loro braccia tornite con l’aggiunta di un’abbondante quantità di olio di gomito. Ma io sono una moderna cuoca-massaia-pasticciona e quel gioiellino mi tenta troppo! (Mi tenta solo l’idea, l’azione unita alla pratica è molto molto lontana). Chissà un giorno, forse in una cucina tutta mia, il kitchen aid farà la sua ricca figura…
Per ora io mio frustino elettrico è il mio miglior amico.