È tornato il sole

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Rieccomi.

Il sole sembra essere tornato dopo giorni di pioggia. Solo qualche timido raggio, ma fa calore.

Torna la quiete, torna la serenità interiore dopo un periodo buio, tormentato, che mi ha sfibrata e prosciugato le energie.

Una mancanza sempre presente, lei non c’è più. E poi paure, tensioni, affanni, una lotta contro il tempo e le insicurezze.

Infine decidi di fermarti. Devi fermarti. Lo sai. Decidi di respirare, profondamente. Decidi di riprenderti la vita, di rallentare e ritrovarti.

Così ritorno, riafferro saldamente le redini della mia vita. Saluto un nuovo mese e un nuovo giorno di sole con una tazza di tè verde con zenzero, limone e miele.

 

Je suis Charlie

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Primo post di un nuovo anno. Un anno che sembrava essere iniziato bene, con un pizzico di fortuna che davvero non guasta, ma che invece si è rivelato traditore.

Avrei voluto iniziare il nuovo anno con un post diverso, un post leggero, anche un po’ frivolo, magari facendo un resoconto delle abbuffate di queste festività, parlando dei saldi iniziati già da qualche giorno, parlando di una insolita nevicata che ha coinvolto la mia Puglia e ha scombussolato i piani per Capodanno. Invece no.

Decido di esordire in questo nuovo anno e in questo giorno drammatico con una frase:

Je suis Charlie.

L’orrore dell’attentato di Parigi mi ha lasciata sgomenta, inorridita. Da giornalista, da persona, da donna.

Un colpo durissimo al giornalismo, ad un’informazione che si è sempre professata laica, forse anche atea, ma per lo meno libera. Libera di esprimersi con parole, con disegni, con vignette, con qualsiasi mezzo di comunicazione, attraverso la satira, l’ironia che spesso feriscono ma non hanno mai ucciso nessuno.

Si sa, la satira, soprattutto quella più spinta e spregiudicata, valica talvolta una linea che è limite solo per chi rimane fermo e immobile nelle proprie idee. Non è una questione di rispetto o meno, semplicemente punti di vista che vanno e devono essere rispettati. E oggi si è andati oltre il limite del rispetto della pluralità di pensiero e visione. Folli estremisti che rivendicavano l’offesa arrecata alla propria religione hanno rotto e macchiato di sangue quel rispetto. Nel modo più definitivo ed atroce, una censura al limite dell’immaginabile che fa apparire i roghi di libri proibiti dall’Inquisizione cinquecentesca solo falò per arrostire salsicce.

Anche noi siamo Charlie Hebdo oggi, indignati, inorriditi, ma con la bocca mai chiusa e la testa alta.

Anche noi oggi alziamo le nostre matite al cielo.