Pensieri dal mio letto – l’evoluzione della specie Sibyl e prove tecniche di trasmissione

Signore e signori udite udite… mi sono evoluta. Dopo dure resistenze, dopo varie titubanze, dopo valutazioni ponderate (anche di natura economica), dopo aver messo da parte l’attaccamento affettivo che per lungo tempo e avventure mi ha legata a lui, ebbene sí, ho messo da parte il mio caro e fedele Nokia per passare al lato oscuro della telefonia, nonché della nemica tecnologia. Ok in parole povere “mi son fatta” un bello smartphone con tanto di touch screan. E questo post non é altro che il primo tentativo di aggiornamento, naturalmente direttamente dal mio letto. Senza tralasciare l’ormai irrinunciabile borsa dell’acqua calda elettrica che mi riscalda a piccole porzioni (ma verrà il giorno in cui “mi faró” una di quelle belle coperte termiche, quelle che ti cuociono lentamente e se sei fortunato non ti fanno morire elettrizzato). Per ora il tentativo sembra procedere abbastanza bene, se escludiamo i due casi in cui il dito ha preso il volo e mi ha sbattuta fuori dall’applicazione e naturalmente tralasciando le boiate e parole incomprensibili varie che a cazzo escono fuori da questo frenetico digitare. Immancabile come accade ormai da un pò di sere la mia rilassante lampada per la cromo terapia che diffonde una rilassante luce blu in tutta la stanza (regalo graditissimo del mio fantastico ragazzo, forse con l’implicito invito a rilassarmi e darmi una calmata? Probabile, intanto la luce rossa l’abbiamo provata…).
Inutile dire che tra le tante applicazioni per android una delle prime che ho installato é niente popo di meno che Ruzzle! Finalmente (o per meglio dire sfortunatamente) anche io sono entrata questo tunnel, in questa spirale di dipendenza da punti e parole. Il problema maggiore é che per quanto io “viva” di parole, in questo dannato giochino sono una schiapppa. Sí, avete capito bene, io a Ruzzle sono una sega, una pippa! Insomma ci siam capiti. Ma io non mi arrendo, con un pò di duro allenamento posso farcela. Mah…
Dunque termino qui questa sessione di test, prima che mi addormenti con la faccia incollata al telefono, mentre la borsa dell’acqua calda continua a ribollire.
Passo e chiudo.

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