Trenino diretto a Natale in transito. Ci siamo quasi.

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In ritardissimo, lo so, ma non per colpa mia questa volta. Mattinata frenetica, stressante, piena di attesa e nervosismo, in cui avrei mandato a quel paese volentieri chiunque mi avesse provocata o messo i bastoni tra le ruote. e forse potrei farlo anche ora.

Sarò dunque breve. -2, solo due giorni a Natale. Due giorni che voleranno via a bordo di un trenino colorato carico di doni. Ho la testa piena di pensieri, piena di cose da fare mentre il tempo mi sfugge dalle mani. Ma ci siamo quasi, tiriamo dritto fino a Natale, il giorno in cui  tutti i pensieri più pesanti e ingombranti si spera svaniscano, si eclissino lasciando solo spensieratezza, un pizzico di serenità e una buona dose di armonia. Con noi stessi, con gli altri, con tutto ciò che ci circonda.

 

 

-4 a Natale… per favore manteniamo la calma!

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Giornata frenetica quella di oggi. L’organizzazione dell’inaugurazione mi ha presa più del dovuto; il problema maggiore è chi invece di agevolare il lavoro, non fa altro che cerare confusione. Intanto manteniamo la calma e teniamo a freno ogni istinto omicida.

Nonostante tutto continuo a disegnare (sì, oggi dovete sorbirvi un altro mio simpaticissimo disegno) e continuo a postare il mio strampalato conto alla rovescia verso il Natale; lo faccio per me, per portare a termine un impegno, lo faccio per chi segue quest blog e anche per chi in modo del tutto casuale capita qui, magari digitando le parole chiave “zozzerie” o “pompino” sui vari motori di ricerca. Lo so, sembra assurdo, lo è stato anche per me, ma c’è chi arriva qui con queste chiavi di ricerca e con tante altre assurde. Ma non temete, vi stilerò una bella lista in un prossimo post, magari a fine anno e dedicato proprio ai termini di ricerca più utilizzati e più improbabili di questo 2013. E vi assicuro che rimarrete anche voi basiti.

I programmi per Natale si stanno definendo. La sera del 25 dicembre gran baldoria con gli amici e pranzi pantagruelici con i parenti. Non che le abbuffate siano una novità qui al sud. Ci si siede a tavola alle 13.30/14.00 circa e ci si alza che ormai fuori è già buio. Che poi sempre se ci si riesca ad alzare dalla sedia: alcuni crollano lì, entrano in simbiosi con la seduta.

Ma lo scopriremo solo tra qualche giorno.

 

Che l’impacchettamento compulsivo abbia inizio! -5!

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Oggi sono un po’ in ritardo, lo so (per me è normale amministrazione, purtroppo). Questa mattina ho dovuto comporre, fotografare ed editare la foto mentre mi destreggiavo tra telefonate, persone incompetenti, ecclesiastici assenti (fosse per me ne avrei fatto volentieri a meno) per l’inaugurazione della sede di domani. Spero vada tutto bene e che qualcuno non faccia una delle sue solite uscite (giuro che domani quella la strozzo!).

Torniamo a noi invece. Mancano solo 5 giorni a Natale e sale la febbre dei regali. Devo comprarne altri tre importanti, di cui due non ho la minima idea su cosa scegliere. E forse devo aggiungere un quarto regalo per mia madre, dato che i profumi che avevo ordinato da una azienda sono arrivati con corriere due giorni fa naturalmente quando lei era in casa. Dunque la sorpresa è andata a farsi benedire.

Per gli altri regali, invece, inizia la fase di impacchettamento compulsivo ossessivo. Sì, perché quando vado a comprare i regali il più delle volte non me li faccio incartare: sarà che odio aspettare mentre la commessa imbranata cerca di capire come posizionare la carta, o dove sia il punto di inizio del nastro adesivo con le unghie lunghe mezzo metro naturalmente laccate/ricostruite e nella maggior parte dei casi decorate con mancanza di buon gusto ( e pure di buon senso); sarà invece che le confezioni fatte direttamente nei negozi quasi sempre sono scialbe e deludenti; sarà anche che fare i pacchettini mi piace. In fondo cosa c’è di meglio che impacchettare un regalo pensando alla persona che lo riceverà, al momento in cui con perizia o con foga aprirà la confezione e sarà palese la sua reazione: è proprio quel secondo, quell’attimo in cui l’oggetto è libero dalla confezione che appare sul volto del destinatario quell’espressione fuggevole che è specchio di ciò che pensa davvero. Ciò che viene dopo è solo un susseguirsi di parole ed espressioni di circostanza. Scontato è parlare della soddisfazione tutta personale per aver centrato il bersaglio, il regalo giusto.

Come ormai succede da qualche anno, io e il mio lui qualche giorno prima di Natale presi dalla curiosità (in verità è più la mia che la sua), ci diamo reciprocamente degli indizi per cercare di comprendere il regalo fatto dall’altro. Questa cosa è nata due anni fa quando a Natale, davanti a tutta la famiglia riunita, successe questo. Quest’anno mi sta facendo credere che il regalo sia una planetaria, che mi farebbe pure comodo e piacere, ma conoscendolo mi sembra improbabile che mi abbia fatta arrivare alla soluzione così facilmente, lui che si ritiene lo specialista dei regali e delle sorprese. La questione però è tenere a freno la mia fervida curiosità, compito davvero arduo.

Quest’anno per Natale il suo regalo sarà… non te lo dico! Perché lo so che starai leggendo, con la speranza di raccogliere nuovi indizi. Anche qui propongo gli indizi che tu (al mio lui) conosci già:

  • Ti tiene sveglio, ma non è una sveglia
  • Puoi usarlo in casa, ma non serve alla casa
  • È rassicurante e avvolgente.

Se qualcuno passasse di qui e volesse provare ad indovinare il regalo, mi farebbe piacere se lasciasse un commento qui sotto.

 

P.S. Stamattina ho impastato il pane, ora sta lievitando. Vi terrò aggiornati.