Pensiero cazzeggio – Formazione distruttiva

Ogni anno, secondo il mio ordine professionale, dovrei (anzi, ormai devo) seguire dei corsi di formazione.
Questo è uno di quei momenti, sono nel bel mezzo di una conferenza e… mi annoio. E mi sto innervosendo perché il tizio parla, parla, parla e sembra la fiera delle ovvietà sulla famiglia.

Sta facendo un minestrone di cose e argomenti. Ora parla pure di psicofarmaci. Prima invece di regali e buste di soldi e la scomparsa di bigliettini d’auguri personalizzati che accompagnano i regali.
In più l’amplificazione è pessima. Gli altoparlanti gracchiano, friggono, ronzano. Sembra la fiera del fritto o l’invasione di cavallette carnivore (esistono?) che spero possano divorare tutto e tutti, purché finisca questo supplizio.

Invece no.
Resisto.
Spero.

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Pensiero cazzeggio – In lotta

Pomeriggio di lotta. La mia resistenza è messa a dura prova.
Forse le mie difese sono troppo deboli e cederanno, infine.
Chiusa nella mia stanza, mentre la contesa è in corso.
Lotto, fino allo stremo delle forze, con soltanto un filo di voce, aggrappata ad un raggio di luce. Lotto contro la sonnolenza da Actigrip!
Non so chi vincerà, so solo che sono in netto svantaggio.
Dopo tre giorni tremendi col torcicollo, ora anche raffreddore, mal di gola e la voce che è data per dispersa. Chiamate “Chi l’ha visto?”, grazie.
Naturalmente per la serie “non facciamoci mancare nulla” (n’zia mai, si dice dalle mie parti – espressione arcaica ma affascinante) c’è anche il mio simpaticissimo dente del giudizio che, puntualmente come ogni anno in questo perido, sta tentando di perforarmi la guancia.
Sono un rottame, lo so. Amen.

Intanto fuori c’è il sole e questa è già una conquista.