To Rome with love

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Sono appena arrivata a Roma. Con Lui.
Per vacanza, per staccare un po’, per necessità. Perché a volte mi manca.
In programma ci sono mostre, tour gastronomici (leggi abbuffate), divertimento e relax.
Naturalmente vi terrò aggiornati. Mica pensate di liberarvi così facilmente di me.
Cià.

-15 a Natale e +3 a noi

elfoOggi disegno speciale per una giornata speciale.

Un elfo aiutante di Babbo Natale ci ricorda che mancano solo 15 giorni a Natale, ma io non ho bisogno di nessuno che mi ricordi di quanto sia importante questa giornata.

Tre anni fa proprio oggi è iniziato tutto, il nostro cammino assieme, la nostra avventura tra alti e bassi. Il lungomare, noi chiusi in macchina infreddoliti sotto la luce di un lampione; e poi silenzio, lunghi sguardi, un bigliettino, esitazione e infine la consapevolezza di appartenerci già.

Da quel momento io sono cambiata, rinata, la mia vita è cambiata e non riuscirei a immaginarla senza lui al mio fianco.

Da quel momento ho scoperto l’amore. Vero.

Il dolore più grande

Non pensavo potesse fare così male.

Credo di aver percepito il preciso momento in cui il mio cuore si è spezzato, tutto il mondo attorno è crollato. Gli occhi si sono velati di lacrime, non vedevo più nulla, solo i suoi occhi così freddi e lontani. Non li avevo mai visti così, un brivido di paura. Sentivo solo la parola “basta” nella testa e d’un colpo il buio totale. Il mio corpo era lì, la mia anima in frantumi. Volevo morire, volevo sparire, volevo buttarmi giù da quel balcone forse con la remota speranza di poter aprire le ali e volare lontano, forse con la più grande speranza che lui mi avrebbe presa e salvata.

Lui è la mia felicità, io la causa del suo malessere.

È una sofferenza atroce, mai provata, forse più intensa di qualsiasi altra che abbia conosciuto in passato (e di sofferenze io ne ho collezionate parecchie). Sembra che qualcuno da quel momento mi abbia conficcato una lama rovente nelle viscere e con estremo sadismo si diverta a rigirarla a suo piacimento nella ferita. Una ferita che non smette di sanguinare, così come le lacrime che copiose continuano a scorrere sul mio viso. Non c’è argine che tenga, e continuano a scorrere anche mentre scrivo, in ogni momento del giorno, mentre di notte bagnano il cuscino che non dona nessun riposo. Ed è un pensiero fisso, martellante, un silenzio che mi logora dentro e fuori, un’assenza che distrugge. Le mie labbra non riescono a toccare cibo, gli occhi non riescono a riposare, la mente continua a macinare pensieri e il cuore… non sento più il suo battito. L’idea di perderlo, o di averlo già perso, mi toglie il fiato e mi sento morire. Non riesco a immaginare una vita senza lui. Come posso rinunciare al suo sorriso, alle sue labbra carnose che adoro mordicchiare, alle sue guance che tante volte avrei voluto staccare per tenerle sempre con me; come posso rinunciare ad accarezzare la sua barba, i capelli sulla nuca, rinunciare a quegli occhi indagatori eppure profondi e rivelatori. Come posso rinunciare a quelle spalle così protettive, così forti da farmi sentire protetta e a casa: un suo abbraccio calma le tempeste, è una coperta che riscalda, è il mio porto sicuro. Come posso rinunciare alle sue mani che conoscono ogni centimetro del mio corpo; come posso rinunciare alla sua voce capace di trasformarsi, dalle mille sfumature, che si fa profonda per poi esplodere in quel suo modo unico di ridere. Quella risata che ultimamente aveva perso, a causa mia. Come posso passare le giornate a non colpevolizzarmi per la mia stupidità, per aver rovinato l’unica cosa bella che potesse capitarmi in questa vita piena di incertezze. Maledico il mio orgoglio, il mio egoismo, la mia inerzia, la mia insicurezza, la mia apatia, la mia testardaggine, la mia perseveranza in atteggiamenti involontariamente irrispettosi, la mia incapacità ad aprirmi e condividere i pensieri e le fantasie più profonde che albergano in me. Maledico i sogni taciuti, il desiderio ardente di andare a Londra e vivere insieme una delle esperienze più emozionanti della mia vita, perché solo con lui avrei potuto farlo; maledico il mio anti-romanticismo; maledico l’aver messo molte volte in primo piano le mie esigenze, l’aver voluto capire lui attraverso il filtro delle mie ansie e mie prospettive per poi sbagliare disastrosamente.

Mi manca terribilmente. Vorrei parlargli guardando nei suoi occhi, vorrei sapere se c’è ancora un po’ di amore per me, vorrei sapere se i sogni di un futuro insieme, di una casa e una famiglia tutte nostre potranno mai vedere la luce del sole.

Sembrano pochi tre giorni eppure io ho capito. Ho preso coscienza dei miei errori. Qualcosa dentro di me si è rotto, e non è solo il mio cuore. È come se qualcuno mi avesse preso a schiaffi in pieno viso destandomi da quell’intorpidimento in cui ero caduta, da quell’avidità di prendere e dare solo a metà nei confronti di tutti. Mi hanno detto che sono fredda, chiusa, che rimango sulle mie, che non mi lascio andare ed io non ci ho mai creduto; io vedevo solo una pseudo super-donna che non poteva fermarsi davanti a nulla, che nulla e nessuno potevano intaccare nell’animo, fino a due anni fa, fino a quando lui non ha cercato di rendermi una persona migliore. Eppure ho fallito tante volte, l’ho deluso, a volte mi sono comportata come una ragazzina e non come una donna nella nostra relazione; e adesso ho capito cosa lui voleva dirmi, la sua esigenza di una storia matura e stabile. Ora ne sono pienamente consapevole. Ora tutto può cambiare. Se solo avessi la possibilità di riscattarmi a lui, la possibilità di continuare a renderlo felice perché del bello e del buono ci sono stati e non possono essere ignorati. Purtroppo è vero, capisci che qualcosa è ormai così importante e speciale per te quando rischi di averla persa. Perderlo, il solo pensiero mi uccide. Cosa ne sarà di tutto questo amore, cosa ne sarà di questo sentimento così grande che non avrei mai pensato di provare per nessuno. Io lo amo, continuerò ad amarlo anche quando non ci sarà più speranza di stare con lui. Voglio aggrapparmi a quella speranza, voglio lottare per dimostrargli che posso cambiare, che un futuro insieme c’è, voglio essere la sua isola serena, voglio essere la sua donna, amante, amore e moglie. Continuerò a stargli vicina, anche nel silenzio, invisibile e correrò in suo soccorso.

Anche se il dolore è troppo forte non rinuncerò a lui. Mai.

Giuro che non ti trascuro più!

Povero il mio blog! Abbandonato a se stesso per così tanto tempo, però il tempo per fermarsi ultimamente è davvero poco, escludendo le connessioni internet ballerine.

Allora da dove iniziare? L’esame è andato abbastanza bene (26), considerata la caterva di bocciati, di tragedie, lacrime, minacce di abbandonare gli studi da parte di altri colleghi. E poi l’assistente della prof acidissima che continuava a toccarsi i capelli e che non si è accorta che avevo sbagliato una trascrizione fonetica fino a quando non gliel’ho fatto notare io (… dite che sono stata scema? Probabilmente…). Ma ormai l’esame è superato ed è storia.

Noncelapossofare ce l’ha con me, è ufficiale. E per cosa? Naturalmente per l’associazione che ho fondato con altri soci e senza coinvolgerla. Rosica? Noooo, lei dice che avrei dovuto dirglielo in anteprima per “gioia di condivisione con un’amica”, amica che con me non condivide ormai nulla e preferisce altri rapporti di amicizia al nostro. Come si dice? Paracula?

Alla casa editrice tutto bene, non per vantarmi ma sono proprio fatta per il lavoro di redazione. Peccato non ci sia un posto libero…

Nota dolente: alla fine il mio bellissimo sistema immunitario ha ceduto, sono raffreddata e sono quasi senza voce. Uffa, potrei anche starnutire a comando.

Lui per San Valentino mi ha fatto una sorpresa. Domani andremo a cena e poi passeremo la notte insieme in un b&b vicino al mare. Ma quanto è romantico quell’uomo! Lo adoro!

Qualche sera fa ho fatto un nuovo esperimento culinario. Tortini al cioccolato con cuore morbido. Dire che ero scettica è poco, ma assieme a lui ci ho voluto provare. E tadan! Un successone! Buonissimi e perfetti, solo che penso creino dipendenza dato che ogni volta che mi vede suo fratello mi chiede di dargli dei tortini. Effettivamente se ci penso mi vien voglia di tortino…

E in queste sere fredde fredde mi vedo il festival di Sanremo… dato che non posso uscire a incontrare i pinguini… Chi vince per me? Noemi! Tra i giovani ha vinto il ragazzino alla Justin Bieber (che io conosco sono di nome e sinceramente non so chi sia e cosa faccia, oltre ad avere dei capelli orribili), che delusione. E intanto le farfalle di Belen volano, il cavallo-Canalis non c’è più e Ivanca che sopra il palco non canta ma ride come una cerebrolesa, rubano la scena alla musica. E che vogliamo fare, perchè Sanremo è Sanremo, ma quando è troppo è troppo!

Ora passo e chiudo. A presto promesso! (vado a soffiarmi il naso… XD)

Natale con i tuoi… e sorprese più che puoi!

Dopo una pausa tutta natalizia eccomi di nuovo qui.

Prima di tutto Buon Natale! Lo so, arrivo un po’ in ritardo come mio solito, però valgono lo stesso. Allora come avete trascorso questo Natale 2011? Lo ammetto, sembra la solita domanda retorica volta a far in modo che l’interlocutore di turno faccia a me quella stessa domanda (strano generalmente non faccio questo semi-giochino psicologico…). Dato che non c’è nessuno che me lo chiede, io lo dico lo stesso!

È stato un Natale insolito, diverso da tutti gli altri per spirito, compagnia, luoghi, sentimenti. È stato il secondo Natale con lui ma con l’aggiunta della sua famiglia. Praticamente una banda di mezzi matti casinisti e divertenti che mi hanno subito accolta e fatta sentire a casa, una di famiglia. Adoro la sua madre, è una persona che stimo profondamente, con cui mi piace dialogare, e a cui ho subito sentito di essere legata da un affetto sincero. Inspiegabilmente mi sono accorta di ricercare quasi involontariamente il suo consenso, di entrare nelle sue “grazie”, non perché sia sua madre (e teoricamente la mia cosiddetta “suocera”), ma semplicemente perché è lei come persona. Ma adoro anche sua zia, suo nonno, suo cugino e… Praticamente tutti. Passare il Natale con loro, oltre che con la mia famiglia, è stato decisamente meglio che stare in compagnia di “amici” da cui ormai credi di doverti guardare le spalle. In seguito aprirò un bel capitolo dedicato a tali amici.

Ma torniamo al Natale che ormai è sinonimo anche di regali, preferibilmente fatti col cuore, e soprattutto il suo regalo. Su questo c’è da fare una piccola premessa. Io sono talmente curiosa e se so che sto per ricevere un regalo faccio di tutto per sapere che regalo è e per scoprire dove è nascosto. Sin da piccola sono una cacciatrice di regali, indago e cerco in ogni dove a costo di rovinarmi la sorpresa. Ma l’attesa, così come la curiosità e quella capacità di vedere quanto il mio intuito possa essere preciso mi danno quasi un’eccitazione particolare. Qualche sera prima di Natale, quando la corsa al regalo era ormai conclusa, ero con lui e abbiamo iniziato a parlare dei nostri rispettivi regali, dandoci qualche indizio. Lui, che conosce bene la mia curiosità e un po’ gode a vedermi patire, si è sbilanciato con gli indizi:

  • È qualcosa che non mi aspetterei mai di ricevere
  • Si accende
  • Emette dei suoni (anche se non ne era sicuro)
  • In qualche modo parla
  • Va a batterie

Lì ho iniziato a fare un elenco lunghissimo di cose, anche improbabili che avevano più o meno queste caratteristiche; ma in realtà la mia speranza era una sola, ricevere una borsa! Ho nominato telefoni, lettori mp3, registratori, radioline, giradischi, palmari, e poi un oggetto: un auricolare bluetooth! Lui ha confermato, ho scoperto il regalo e non potevo crederci… Che delusione! L’ho implorato affinché mi dicesse che era uno scherzo, invece era tutto vero, facendomi pesare il fatto che avessi rovinato la sua sorpresa. Mi ritrovavo senza il regalo sperato e con un auricolare senza fili impersonale… Che poi, fossi sempre al telefono avrebbe avuto più senso! Ormai era fatta per me, mentre lui si sarebbe goduto il suo regalo/sorpresa. Con un misto di rassegnazione e delusione (per il suo gusto in fatto di regali) arrivo alla sera della vigilia. Allo scoccare della mezzanotte andiamo tutti vicino all’albero dove erano sistemati i regali e inizia la distribuzione. Dopo un paio di regali lui si avvicina con il suo, mi porge il pacchetto dicendomi che ormai già sapevo cosa fosse, mentre tutti ci osservavano quasi aspettandosi qualcosa che io non sapevo. Lo apro e compare una scatola nera schiacciata, un po’ strana considerando il fatto che sopra aveva il marchio di una nota marca di jeans. Apro la scatola e dentro c’è un biglietto che dice “Auricolare blutùt della nokia”, con una bella risata sul retro, e un paio di comuni auricolari con filo da pc! Credo di essere diventata rossa come le palle dell’albero di Natale, tutti ridevano e lui si prendeva la sua rivincita per avergli detto di non saper fare sorprese e farsi scoprire subito. Potete comprendere il mio imbarazzo… Poi torna con una grande busta argentata, il vero regalo. La apro e ci trovo una borsa nera… Mi serviva e inizialmente penso che sia anche bella (in seguito ho realizzato che era orribile, tanto da dover tornare al negozio per cambiarla con la commessa che rimproverava lui per aver scelto dal suo negozio una borsa così brutta!). Ma la borsa era troppo pesante, così mi invitano ad aprirla e cosa ci trovo? Una pocket video camera della Kodak HD! Scherzo e sorpresa più che riusciti e io che mi son dovuta rimangiare tutto mentre gli altri, che sapevano tutto, si son divertiti alle mie spalle!

Mai trascorso un Natale così, tra risate sincere, cibo buonissimo e naturalmente abbondante, persone che sono ormai una nuova famiglia, giochi, calore e tanto amore.

Con le mani in pasta!

Oggi la cucina è il mio regno, come le brave casalinghe! (In realtà come le brave casalinghe a metà dato che a me piace tantissimo cucinare ma molto meno pulire e rimettere tutto in ordine… Ve lo avevo detto che sono una pasticciona!)

Come molte volte accade, il pranzo del sabato è una mia responsabilità; e come accade ormai un po’ raramente, il primo piatto del sabato è il risotto. Il mio risotto! Ho una passione indomabile per il riso cucinato in qualsiasi modo, e il risotto è tra i piatti che preferisco in assoluto. Oggi ho preparato un risotto con zucchine e gamberetti che era talmente buono da piacere anche a mia sorella! E questa è la prova del nove più dura da superare dato che mia sorella al contrario mio odia il riso. Ai miei esigenti commensali ho altresì proposto, seguendo la mia vena creativa del momento, un rotolo di pasta di pizza ripieno di funghi trifolati, salame e formaggio fuso. Inutile dire che è terminato in un attimo: ora c’è, ora non c’è più! Magie della maga Sibyl! E son soddisfazioni!

Questa sera, dato che lui è infortunato (ginocchio azzoppato e legamenti che sono andati a farsi benedire) rimaniamo a casa sua e tanto per cambiare cuciniamo! Il menù prevede:

  • Quiche ai funghi
  • Biscottini di Natale.

La quiche è uno dei miei piatti forti, soprattutto quella agli spinaci; i biscottini sono una cosa carina da fare insieme dato che anche a lui piace cucinare e pasticciare (poiché in realtà lui pasticcia davvero…).

Si prevede una seratina tranquilla, forse romantica, ma soprattutto con le mani in pasta!

Se una sorpresa fa piacere, tre sono anche meglio

Avrei tanto da scrivere, forse troppo, ma pochissimo tempo per farlo soprattutto in questo periodo in cui molte cose stanno accadendo, progetti vari si stanno realizzando e le mie povere membra sono terribilmente doloranti (soprattutto oggi dopo due ore di palestra e la maratona intensiva a Roma con inclusa sessione speciale di step sulla cupola di S. Pietro, naturalmente di corsa).
Ma in questo post voglio parlare di qualcosa di speciale, qualcosa che la me di un po’ di anni fa avrebbe guardato con disgusto facendosi poi una risata e ribadendo al mondo il suo stato di single incallita e felice. Voglio ricordare qui quella notte tra 9 e 10 dicembre di un anno fa in cui molte cose sono cambiate col silenzio, con un bigliettino di carta, lo shock, un pianto e un bacio. La notte in cui ho deciso di legarmi a lui, a Vin.
È passato un anno da quella notte, da quando ho scoperto che anche io potevo amare ed essere amata, una anno di amore che prima sembrava una cosa impossibile, per me che non volevo legami, per me che credevo che la solitudine fosse la condizione migliore, se non essenziale, per realizzare i miei progetti e i miei sogni. E invece ho scoperto che la vita di coppia non è poi malaccio, che la mia libertà è inviolata, che tutto sommato i sogni si realizzano anche in due e che al mondo nell’equazione uomo=esserementalmenteinferiore ce n’è qualcuno meno inferiore.
Lui mi ha conquistata e lo ha fatto ancora venerdì scorso, 9 dicembre. Mi ha portata a cena fuori, un locale in cui si esibiva una cover band dei Coldplay (mio gruppo preferito): doveva essere una sorpresa, sfortunatamente per lui il giorno prima eravamo passati da quel locale ed io avevo visto la locandina del concerto ma non avevo detto nulla per non rovinargli la sorpresa; però, in virtù del fatto che lui è meno inferiore rispetto agli altri uomini, aveva capito che io avevo capito… L’effetto a sorpresa era praticamente andato a farsi benedire, ma la serata era davvero fantastica, buona musica e io e lui piccioncini innamorati e affamati che si son spazzolati via in men che non si dica un piatto di frittura mista e olive all’ascolana, alèèè! Dopo è stato un crescendo di sorprese! Ben 3!
Prima sorpresa – Durante il concerto iniziano a suonare le prime note di Fix you e un musicista dice “questa canzone è per Vin e Sibyl e tutti gli innamorati”… Credo che in un nanosecondo il mio viso sia passato da un colorito normale a un rosso-bordeaux con un imbarazzo indescrivibile mentre tutti gli occhi del locale erano puntati su di me e lui mi guardava soddisfatto. Qual è stata la prima cosa che ho detto a lui dopo essermi ripresa? “Scemo!”, mia tipica reazione a questi gesti da film che non pensi possano mai capitare a te. Però nonostante tutto mi ha fatto molto piacere ed è riuscito davvero a sorprendermi.

Seconda sorpresa – Dopo essere usciti dal locale e saliti in macchina lui mi dà un foglio piegato a mo’ di bustina, era la soluzione degli indovinelli/indizi che mi aveva dato giorni prima e che messi insieme formavano dei versi scritti da lui. Naturalmente belli e dolcissimi.

Terza sorpresa – Ci avviamo in macchina, stiamo percorrendo il lungomare e improvvisamente lui si ferma, scende dalla macchina e va al bagagliaio. Torna dopo poco con una rosa rossa dallo stelo lunghissimo e confezionata a regola d’arte. Ed io di nuovo senza parole. Anzi forse gli ho detto di nuovo “Scemo!”…
Lui è l’incarnazione del romanticismo più vero e puro; io l’antiromanticismo per eccellenza.
Non amo tantissimo certi gesti sdolcinati e talvolta solo teatralmente costruiti a beneficio di terzi che in teoria dovrebbero stare a guardare e rosicare. E forse li tollero poco anche perché non riuscirei proprio a farli.
Ma i suoi gesti sono solo per me, nessuna ostentazione, i suoi occhi mostrano tutta la veridicità e la sincerità dei suoi sentimenti.

Lui è unico ed è mio!