Sintesi.

Stanca? Stressata? Sì, anche oggi.

Hai trascorso una buona giornata? Ma anche no. Una giornata talmente irritante che il diluvio del pomeriggio mi metteva addirittura di buon umore.

Voglia di sfogarti? Sì, tanta. Possibilmente prendere simpaticamente a “violenti scappellotti” due oche e una vacca.

Voglia di dire “ve l’avevo detto”? Non si capisce, percentuale superiore alla soglia consentita.

Voglia che tutto questo finisca? Senza fine.

Voglia che ciò che mi aspetta non inizia mai? Vedi risposta precedente.

Sei confusa? Il mio mestiere è il disordine.

Voglia di mollare tutto? Direttamente proporzionale alla voglia di non fallire.

Sopportazione? Nella zona di pericolo esplosione.

Soddisfatta? Manco per niente!

Felice? E cosa sarebbe…?

Sintesi rapida e veramente poco indolore della giornata di oggi (pressapoco ciò che succede da qualche settimana).

Ebbrezza… di primavera

Giunta è la primavera! Finalmente qualche raggio di sole riscalda il mio viso. È un periodo un po’ in bilico, fuori e dentro di me.

In questo periodo vorrei fare lunghe passeggiate, tra i viali inondati di luce e gli alberi, fino a ieri scheletri d’inverno, conquistati dai germogli verdi pieni di vita. Sfortunatamente in questi giorni non posso: ho un piede un po’ azzoppato a causa di una simpaticissima vescichetta/verruchetta che mi fa in male allucinante. Ed io che mi vedevo già in bici con degli amici per le campagne in fiore… uffa!

Alcune amicizia stanno fiorendo con la primavera. A Dana e Simy ho voluto dare fiducia, ho voluto lasciare la porta aperta per costruire tassello dopo tassello un’amicizia sincera e senza filtri fatti da persone false. I falsi sono stati eliminati, anche se qualche volta sono presenti implicitamente. So bene che anche se non vedo né sento più Noncelapossofare la partita con lei non è chiusa. Per ora, per quel che mi riguarda, lei e il consorte Senzapalle possono continuare a rosicare in un angolino. Però lo ammetto, odio Senzapalle, odio come si sta compostando col mio lui e quanto lo fa soffrire.

Tornando alle cose positive e belle c’è la mostra, che nonostante una prima fase di sfiducia sta andando abbastanza bene; e poi c’è stata la laurea di Andrè. Auguri dottò! Abbiamo preparato in pochi giorni un video scherzoso che gli ha fatto davvero piacere  e che abbiamo proiettato durante la festa. La festa in cui ho bevuto tanto, anzi tantissimo. Insomma ero totalmente ubriaca. Un mix di alcol micidiale che a fine festa, appena sotto casa, ho depositato ripetutamente il un sacchetto di plastica gentilmente porto da lui che mi reggeva la fronte. Scherzando ha sempre detto di volermi vedere ubriaca… Ecco accontentato! Però mi son divertita, mi son lasciata andare e se non mi fossi sentita male mi sarei chiusa volentieri in bagno, o imboscata in qualsiasi altro posto, a fare zozzerie con lui. Questa cosa mi intriga non poco… Poi lui è un fuoco facile da accendere…

La primavera risveglia gli animi, stimola i sensi ed anch’io voglio rifiorire.

Io odio…

Oggi ho odiato. Probabilmente per davvero. Non ho mai disprezzato così, con quella intensità una persona. Ma oggi quello che ho sentito, tutto quello che mi hanno detto, alcuni punti in ombra che sono diventati chiari, hanno rotto qualcosa in me. Mi sono sentita prima terribilmente ferita. Una pedina su una scacchiera governata da ipocriti giocatori, io ed altre persone messe uno contro l’altro per motivi latenti e forse inesistenti. Poi un fremito dentro, violento, intenso e costante. Rabbia, forse tale che se in quel momento fosse stata davanti ai miei occhi l’avrei presa a schiaffi. Infine disprezzo, odio per chi una volta è stata un’amica. Non ci sono lacrime, non c’è dispiacere né pietà. Solo disprezzo per chi per tutto questo tempo ha gettato fango su di me, ha fatto sì che potenziali amici mi allontanassero ed escludessero. E tutto questo per cosa? Credo che la definizione giusta sia solo una, invidia.

E così scopro un’altra me, capace di provare emozioni così forti e laceranti, un’onda anomala che ti travolge lasciandoti poi sfibrato. Ma quel sentimento così intenso ha messo radici dentro, non può essere cancellato. E poi c’è quella piccola voce dentro che sussurra impercettibilmente vendetta.

Mercoledì scorso ho incontrato Noncelapossofare, finalmente ha trovato un briciolo di coraggio per confrontarsi faccia a faccia con me. Il risultato? Nulla, nessun punto d’incontro ma in compenso un mare di cazzate e cattiverie gratuite. Da lì alcune cose si sono mosse e oggi forse sapremo la verità. Ma il disprezzo per quello che ha detto e fatto è forte e rimane.

Come si fa ad essere così ipocriti? Che razza di amicizia è stata mai questa? Un’attrice da quattro soldi, piena d’insicurezze e che per questo ha bisogno di attirare l’attenzione su di sé.

Voglio chiarire con gli altri, salvare il salvabile, ma con lei ho chiuso. Mi fa schifo, questa è la realtà.

Come incazzarsi, magnare e diventare indovini in un solo giorno

Oggi giornata di incazzature epiche! Però devo dire che mi sono sfogata un bel po’, anche se ora mi sento esausta…

Oggi giornata di inaugurazioni, il che signitica buffet gratis! (Buonissimi i cornettini salati farciti, devo assolutamente farli!)

Oggi giornata di presentimenti, brutti purtroppo. “Ragazzi, non so perchè ma stasera ho un brutto presentimento…” ho detto appena ci siamo seduti al tavolo del pub. Aspettavo che lui ci raggiungesse. Dopo un’ora prendo il cellulare e trovo il seguente messaggio:

“Amore… Non ho buonissime notizie. Sto tornando a casa dal pronto soccorso. Niente di grave ma domani mattina devo tornare in ospedale per fare la radiografia e la visita ortopedica. Sono caduto su un fianco e mi sono fatto male al ginocchio. Per favore non rimproverarmi che m’incazzo.”

Secondo voi come ho reagito? Un “Te lo avevo detto di non andare stasera a giocare a calcetto perchè il campo è scivoloso dopo la pioggia” ci stava benissimo, ma ho evitato.

Stupido orgoglio maschile. Se cerchi di esprimere un tuo semplice parere su un argomento che nella loro piccola testa bacata gravita migliaia di anni luce lontano dall’universo femminile, o sembri posseduta dallo spirito della loro tanto amata quanto odiata genitrice, o sei la solita ragazza rompipalle che vorrebbe privarli di quei momenti in cui il campo da gioco è il terreno di un duello per la difesa dell’onore e per misurare la propria virilità (che secondo me potrebbe traspirare solo dal puzzo di sudore e dal tanfo delle loro scarpe).

In fondo sono uomini… E ho detto tutto.