Elezioni o distruzioni 2013?

elezioni_2013

Ieri (domenica) ho votato. Per la prima volta mi hanno dato due schede, anche se gli scrutatori erano un po’ indecisi sul dovermela dare o meno la scheda del senato. Sarà stato forse per via dell’anno di nascita, dato che non sapevano che i nuovi ventiseienni partono dal 1987, o dal fatto che sembro una ragazzina, una pischelletta? (eh amare illusioni, però sinceramente son scoppiata a tridere da sola).

Ho aperto le schede con foga e con altrettanta ho tracciato le mie belle croci sui simboli. Le ho richiuse e mi son fermata un attimo a guardarle bene per rendermi conto che la gialla era la scheda del senato. Ammazza come passano gli anni.

 Oggi non riesco a spegnere la tv, “cielo” come canale fisso.

E poi sul pc con il dito ormai fisso su F5 (chissà quanti F5 verranno maltrattati oggi… grande rispetto e solidarietà).

L’ansia da risultato aumenta e mi fa venir fame. Ok mi butto sulle patate (patatine naturalmente, non siamo mica  ad Arcore). E aumentano il nervosismo, lo sconforto, la disperazione, la consapevolezza che gli italiani non capiscono una beneamata mazza!

 

Le percentuali vanno su e giù.

Non c’è governabilità.

La Cancellieri ha detto che la notte è giovane quindi aspettiamo e speriamo nei risultati.

Concordo con Scalfari.

Il PD ha preso una “botta”. Il bunga bunga colpisce ancora.

Grillo è il vero zio di Qui, Quo, Qua.

Le patatine stanno finendo.

Ogni rete ormai dà i propri numeri.

Casini ha detto che “sono stati dei donatori di sangue per Monti”. È stata una emorragia inutile.

Bersani non sa se gioire o disperarsi.

Berlusconi risorge dalle ceneri come una fenice. Spegnetelo!

Un uomo corre lontano. È Molti che scappa fa Fini e Casini.

Fini forse rimarrà senza poltrona.

Ingroia si arrampica sugli specchi.

Mi sta venendo sete. Maledetta patatine salate.

Prende il via la campagna “ridate almeno un neurone a chi ha votato Grillo”.

Le proiezioni dicono che la Puglia è blu. Prospettivadimerda!

Non posso tornare davanti alla tv e trovare dei tizi che restaurano vecchie cianfrusaglie. “Cielo” non si interrompe così la diretta!

Io ho mal di testa.

Mi prendo una pausa.

Cià.

Pensieri dal mio letto – Tranquilli, è “vero” realismo (sì, esiste…).

È così difficile distinguere il comune pessimismo da un atteggiamento che ha tutti i buoni propositi per essere uno realista? Possibile che distinguere i due fronti sia così difficile?

È vero, talvolta i due atteggiamenti non hanno contorni netti, altre volte le rispettive sfumature possono confluire. Eppure sono scissi, reclusi in angoli opposti e identificativi.

Io credo di riuscirci, cerco di attuare un atteggiamento realista, anche perché francamente disperarsi può servire a ben poco. Mi lascio trasportare dalla mia logica, scevra da coinvolgimenti soggettivi e tinte personali. Con lente d’ingrandimento seleziono dati, elementi neutri, lucidi, li unisco con un filo rosso, tesso una ragnatela di pensieri e considerazioni che possa essere una visione reale. E quando si tratta di me, di situazioni che mi riguardano in prima persona, ci metto in mezzo anche la mia conformazione caratteriale, come sono fatta, le mie capacità e ancor di più i miei limiti (perché io li conosco). E se le circostanze, se le contingenze che mi si propongono davanti possono semplicemente sembrare vertere verso il pessimismo le mie considerazioni, questo non significa che essenzialmente lo siano.

Sembrerebbe tutto un discorso artefatto, di chi pensa di sapere, di conoscere, ma in realtà è accecato da una distorsione percettiva. Però io ne sono convinta, sono certa di questa visione recettiva realista. Ed effettivamente non sarebbe semplice pensare ciò guardandosi attorno, mentre si osservano individui intimamente pessimisti, insicuri, talvolta terrorizzati dalla propria ombra, costantemente in conflitto con la voglia di agire e riuscire e l’insana paura di fallire, di non essere all’altezza. Ogni cosa va presa così come viene: detto popolare? Può essere, ma mai parole ormai così logore sono state più sagge.

Ogni avvenimento è un’esperienza, nel bene o nel male, un tassello in più che crea il mosaico di un “Io” che non smette mai ci accrescere, di formarsi. Ed è così che io sto vivendo, nonostante a volte chi mi sta attorno possa fraintendere i miei pensieri: inutile convincerli che non sia così, che ciò che loro vedono è differente da quello che io realmente sto seguendo- sentendo. Procedo dunque, ascoltando e captando ciò che è fuori, ma i criteri di valutazione sono i miei; procedo anche in un accenno di incomprensione. Genio incompreso? Non credo di essere mai stata un genio, incompresa a volta, anzi molte. Ma anche così si tira avanti, con la curiosità di chi vuole scoprire ogni attimo cosa c’è dietro l’angolo. Con la curiosità di chi vuole semplicemente vivere. Come crede, possibilmente.