Come riservarsi momenti felici a Natale

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Il tempo vola. 

Gli addobbi sono tutti ben posizionati, le luci sono accese e sotto l’albero cominciano a proliferare i regali.

C’è anche una cosa che a Natale non manca mai. Il film cinepanettone. Ogni anno un titolo diverso ma sempre uguale, ogni anno un “minestrone” di cose terribili che non fanno ridere. Praticamente è più irritante dei canditi nel panettone.

Pur cambiando la location, qualche attore, il risultato non cambia. Così come molte volte non cambiano i numeri degli incassi e chi si reca al cinema per vedere questi film.

Ma dico io, a Natale regalatevi momenti qualitativamente migliori, anche un giro tra mercatini caratteristici potrebbe fare la differenza e donarvi qualcosa di bello.

La foto di oggi, gentilmente concessa da Vincenzo Bisceglie (se volete scoprire chi sia cliccate qui). In realtà è uno scatto di qualche anno fa, ma a me piace tantissimo.

Ho voluto fortemente inserire questa foto nel mio calendario dell’Avvento perché per me racchiude un po’ l’essenza del Natale. Questo è quello che si potrebbe definire come il potere evocativo di un’immagine: un fotogramma, un attimo catturato da solo può talvolta comunicare più di mille parole. Ovviamente è tutto molto soggettivo, dipende dallo stato d’animo e dal sentire di ognuno.

Tra le tante bancarelle di Piazza Navona a Roma, tra la miriade di addobbi questa piccola casa di terracotta pendeva mossa da un leggero vento freddo, girava su se stessa cercando tra la gente occhi che l’ammirassero. Poi ha incontrato un ragazzo che con un occhio meccanico l’ha immortalata in quell’istante per sempre.

 

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Lindor per tutti i gusti e la mia battaglia dei biscotti

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San Nicola è arrivato! 

Un sacchetto di Lindor variegati, tra cui quelli al caramello e cocco che sono in assoluto i miei preferiti. Oltre a quelli classici e al cioccolato bianco. Ma vanno bene un po’ tutti, qui non facciamo molte formalità, eh.

C’è da dire che questo San Nicola mi conosce troppo bene. Anzi devo dire che col tempo migliora, affinando la scelta dei gusti da mettere insieme: quest’anno, ad esempio, ha evitato i Lindor al pistacchio che non mi fanno particolarmente impazzire. Bravo, ti sei superato!

Spero, però, abbia apprezzato il mio “piatto”: un vassoio di biscottini al burro fatti da me. E notate bene, biscottini non è un vezzeggiativo, è che i biscotti sono realmente piccoli. Praticamente sono mono boccone. Diciamo che nonostante gli imprevisti nella preparazione il risultato non è male. O per lo meno nessuno ha riscontrato problemi intestinali… per ora.

I biscotti al burro sono un po’ il mio tallone d’Achille, sembrano facili ma in realtà nascondono qualche insidia, in primis la cottura: mezzo secondo in più nel mio forno e sembrano biscotti al cacao. Peccato non lo siano.

Non è per discolparmi, ma il forno di casa non è proprio di primo pelo e a volte bisogna “interpretarlo”, ma tutto sommato va. Anche in questo caso per ora.

Io però non mollo, ci riproverò. Devo raggiungere il nirvana del biscotto perfetto.

Anzi, avete suggerimenti, segreti o ricette da darmi?

 

 

Mercatini di Natale e dilemmi di cioccolato

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Mancano 20 giorni a Natale. Qualcuno in più alla fine dell’anno.

Non voglio ancora pensare alla fine di quest’anno, non sono in vena di bilanci che so già risulteranno disastrosi. Voglio semplicemente godermi questi giorni, anche i giorni di studio; voglio continuare il mio calendario dell’Avvento che spero vi stia facendo piacere e che assicurò vi riserverà ancora tante sorprese.

In questi giorni qui a Molfetta ci sono i mercatini di san Nicola che si festeggia il 6 dicembre e che per noi è il giorno in cui si ricevono i doni, in particolare il fantomatico “piatto”. Praticamente un piatto (ma anche un cestino, un vassoio, una ciotola, qualsiasi cosa capace di contenere cose, ci siamo capiti) pieno di dolci, caramelle, cioccolata che bambini e adulti trovano la mattina del giorno X. In questi giorni si sta consumando quella che annualmente è una vera e propria corsa a riempire questo benedetto piatto. L’altro giorno mi è capitato di fare un giro ai mercatini: al costo di 5 euro puoi acquistare un piatto di plastica (quelli che sembrano dei sottopiatti scadenti per cene finte-eleganti) con al centro posate 3 o 4 barrette di cioccolato il tutto avvolto da abbondante pellicola trasparente, quella da cestini, a mo’ di uovo di Pasqua con tanto di nastro rosso malamente arricciato. Con 10 euro ti porti addirittura a casa un cestino che sembra traboccare di cioccolatini e dolciumi ma che inesorabilmente presenta sotto la sorpresa: circa tre quarti di paglietta increspata che fa solo volume. Una tristezza infinita, insomma. Ci sono poi i piatti componibili: due pezzi 2 euro, quattro pezzi 4 euro, un affarone praticamente. C’è il carbone di zucchero che i soliti burloni fanno trovare per scherzo a chi secondo san Nicola si è comportato male durante l’anno; dopo naturalmente tirano fuori il piatto vero pieno di ogni leccornia, alla faccia della “meritocrazia”.

Osservare la gente che compra dolciumi per il piatto è secondo me la parte più interessante. Ero, qualche giorno fa, al supermercato del centro commerciale che per l’occasione ha allestito una vasta area dedicata a dolci e giocattoli presso l’entrata. Lì vedi persone aggirarsi tra gli espositori, ferme immobili con aria perplessa davanti all’ardua scelta di un gianduiotto classico o uno fondente, devastate dal dilemma tra quantità a basso prezzo o qualità ad un prezzo leggermente più alto. Una delle sfide più ardue continua ad essere la scelta tra cioccolato al latte o fondente: ho visto un uomo con due confezioni in mano fissarle per molto tempo, titubante, con la fronte quasi imperlata di sudore fino a quando non è giunta la moglie a salvarlo afferrando le due confezione e scaraventandole del carrello, semplice, no?

Ci sono anche quelli che del cioccolato “non gliene può fregare di meno”, corrono dietro a confezioni sfavillanti, fiocchi grossi quanto la testa di Babbo Natale, scatole di latta pacchiane, involucri voluminosi e chi se ne frega se alla fine acquistano solo una misera manciata di cioccolatini, è l’occhio ad avere la meglio, è un ego frivolo ma grande quanto una casa ad essere soddisfatto. Gli indecisi sono una costante irrinunciabile: “un pezzo per parte” è la loro regola d’oro, un singolo cioccolatino per gusto, che se per caso assaggi uno che ti fa impazzire finisce lì, fatti passare la voglia perché tanto un altro uguale nel mucchio non lo troverai mai; rassegnati e vai avanti. Il reparto caramelle può riservare sempre qualche sorpresa: i colori sgargianti degli involucri possono avere effetti psichedelici, lo scricchiolio delle confezioni diventa un richiamo della foresta e dopo poco sembri quasi ipnotizzato dalla varietà dei gusti.

In queste occasioni particolari tra le corsie trovi sempre delle promoter, generalmente donne tra i 40 e i 50 anni con sorriso triste e un camice bianco di cui ignori l’utilità, che ti propongono di assaggiare prodotti che puoi trovare ogni giorno ma che ti spacciano per la novità del secolo. Naturalmente, come una costante matematica, lì dove c’è una degustazione gratis il simpaticone di turno è sempre presente, quello che pur di mangiarne maggiore quantità possibile affermerebbe di non aver mai assaggiato la Nutella; oppure quello che “un assaggino è per me, l’altro lo prendo per il bambino”, il quale quasi inevitabilmente si ritrova a bocca asciutta a osservare il genitore che s’ingozza (perché al figlio fa male, la madre e il padre dunque si sacrificano per lui).

Le ultime categorie sono quella dei precisini e di quelli che il fastidio di perdere tempo a comporre il piatto proprio non vogliono averlo. I primi vanno in pasticceria convinti di avere un cioccolato purissimo, un cioccolato artigianale di qualità superiore perché se proprio il peccato devono farlo, allora meglio farlo bene e con gusto. I secondi si recano sempre in pasticceria ma solo perché i piatti lì sono belli, pieni e soprattutto pronti da portar via, in pratica fantasia zero.

Insomma, ce ne sono per tutti i gusti, proprio come i cioccolatini.

L’arte della carta. Mettiti alla prova con gli origami e kikki.K!

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Credo tutti sappiano cosa sia un origami, quei piccoli capolavori che nascono piegando con minuzia e criterio dei fogli di carta, piccole sculture che nascondono tra le pieghe tanta pazienza ed entusiasmo.

Certo, qualche origami richiede più tempo e più passaggi di lavorazione, magari anche parecchi tentativi e fogli stropicciati buttati via, ma vi assicuro che alla fine, quando tra le mani ritrovate un oggetto così delicato e labile, la soddisfazione è tanta.

Di tanto in tanto anche io mi diletto nell’arte degli origami, talvolta come forma per canalizzare la concentrazione e quasi una catarsi per eliminare la tensione attraverso un semplice atto creativo.img_5477-moxsaasdu

Oggi per il nuovo appuntamento del Calendario dell’Avvento vorrei unire l’utile al dilettevole, proponendovi un origami a forma di fiocco che oltre ad appassionarvi potrà essere utile per decorare i vostri pacchi regalo, magari personalizzandoli con le carte e i colori che più vi piacciono, e perché no, creando voi stessi la carta con pattern da utilizzare, come ho fatto io con il fiocco più grande realizzando un semplice pattern a bolle colorate. Se vi piace il pattern potete scaricarlo cliccando qui.

Per realizzare i vostri fiocchetti non vi serve altro se non dei quadrati ti carta a vostro piacere (io ho utilizzato tanti foglietti colorati da un mega blocco preso tempo fa da Lidl), un paio di forbici e seguire passo passo questo chiaro video tutorial realizzato da kikki.K su YouTube.

 

Non conoscete kikki.K? Non conoscete i suoi prodotti e la storia bellissima di Kristina Karlsson? Allora dovete recuperare dando un’occhiata QUI! E sicuramente vi innamorerete come me a prima vista delle agende, dei planner e tutti gli articoli i cancelleria presenti sul sito. Purtroppo in Italia non è ancora presente un punto vendita e il più “vicino” è a Londra, ma la buona notizia è che si possono fare ordini online!

Naturalmente aspetto le foto dei vostri fiocchetti di carta!

Fiocchi di neve ovunque con Flying Tiger Copenhagen

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È arrivato il freddo, quello vero, almeno per noi al Sud. Quel freddo che ti punzecchia le guance e il naso, si insinua in qualsiasi piccolo spiraglio tra i tessuti carezzando anche il più nascosto lembo di pelle. Quel freddo che ti fa ricercare e apprezzare pienamente ogni singolo raggio di sole: così chiudi gli occhi e ti immergi in quella colonna di luce che sembra infondere tepore anche all’anima.

In fondo amo il freddo, amo l’inverno e la sua aria sospesa, quando tutto sembra cristallizzarsi come in una invisibile clessidra ad acqua.

Eppure il tempo passa, passa veloce e anche il secondo giorno di dicembre è già arrivato. Presumo che questo conto alla rovescia sarà più intenso di quello che pensavo.

Oggi vi propongo la foto di una composizione. Il foglio del countdown è decorato con fiocchi di neve di diverse forme e dimensioni, sui toni dell’azzurro e argento. Si tratta di un piccolo set di timbrini di Flying Tiger Copenhagen che mi è stato regalato un po’ di tempo fa e che avevo messo da parte proprio in previsione del nuovo Calendario dell’Avvento. Il set si presenta in una scatoletta in plastica trasparente: all’interno ci sono ben otto timbrini in legno e gomma con gli intagli di fiocchi di neve di diverse forme e principalmente in due dimensioni; in più ci sono due tamponi di colore con il loro coperchio per evitare pasticci di inchiostro in giro.

Il loro utilizzo, come si può immaginare, è semplicissimo ma soprattutto versatile: potete utilizzarli per personalizzare biglietti, abbellire i vostri diari e agende, creare dei segnalibri, e perché no, anche inventare la carta da regalo con cui confezionare i vostri pacchettini da mettere sotto l’albero. Insomma un set carino che qualsiasi appassionata di oggettistica, crafting e decorazioni dovrebbe avere. Inoltre potrebbe essere anche una simpatica idea regalo.

E poi, se proprio vogliamo dirla tutta, è un oggetto Flying Tiger Copenhagen (questo il nuovo nome del marchio danese più conosciuto nel mondo e se non lo conosci guarda qui), quindi non può che essere fantastico. Per caso non si era capito che adoro i loro prodotti? Ah no?4timbri

Ogni volta che riesco a fare un salto a Roma devo necessariamente andare da Tiger e naturalmente comprare qualcosa, anche la cosa più inutile. Perché in fondo i prodotti Flying Tiger Copenhagen con la loro semplicità (e anche con i prezzi ben contenuti) riescono a concentrare un pizzico di felicità in un oggetto senza essere mero materialismo. È questo il loro segreto. È questa la loro filosofia.

Potete, dunque, ben immaginare le reazioni che ha suscitato qualche giorno fa la notizia della prossima apertura di un punto vendita proprio a Bari! Il delirio generale si è scatenato on line, tutti a cercare di carpire qualche informazione in più o la data di apertura. Insomma uno di quegli eventi da segnare sul calendario.

Intanto mi godo tutti gli oggetti Flying Tiger Copenhagen già in mio possesso, tra cui la sempre più ampia collezione di post-it e fogliettini colorati che come mio solito spargo e attacco in giro nei miei deliri quotidiani.

 

Calendario dell’Avvento 2016! Let’s start!

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Rieccoci!

Torna quest’anno il super, fantastico, eccezionale ed entusiasmante Calendario dell’Avvento 2016, meglio noto come “contiamo insieme i giorni che mancano al grande delirio natalizio!” (applausi finti dalla regia, grazie). Nel senso che nei giorni precedenti non vedi l’ora che arrivi il 25 dicembre, appena arriva non vedi l’ora che passi. A voi è mai capitato? Dite la verità.

Per chi non se ne fosse accorto, l’anno scorso non ho potuto curare e pubblicare il calendario perché sono stata totalmente concentrata sull’ultimo esame e la scrittura della mia tesi di laurea, ma quest’anno torno più carica che mai! Quindi preparatevi a qualsiasi cosa (sembra una minaccia…).

Voglio iniziare con un disegno, se vogliamo anche tradizionale, ma a cui tengo particolarmente perché realizzato con la mia nuova tavoletta grafica Wacom che adoro alla follia (per chi volesse conoscere il modello cliccate qui).

Questo non significa che abbia abbandonato le classiche matite o i pennarelli; c’è solo la volontà di sperimentare, di ampliare le vedute e le possibilità. Ed è la stessa volontà che intendo riversare a tutto il blog possibilmente dall’inizio del prossimo anno. Come dice la Ventura nel sul programma (su cui possiamo stendere un velo pietoso), “le cose cambiano, eccome se cambiano”. E questo vale anche per me e per il blog. È passato il periodo di assestamento successivo al rendere pubblico il blog, ora è tempo di alzare l’asticella, fissare altri obiettivi e raggiungerli.

Inoltre i cambiamenti sono sempre dietro l’angolo e talvolta non sconvolgono poi gran che, anzi.

Accendiamo, dunque, lo spirito natalizio e che il conto alla rovescia abbia inizio!

 

 

Pensiero cazzeggio (ma mica tanto… ) – Impugniamo le matite!

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Natale sta arrivando ed io sono già all’opera. Come al solito con mille idee per la testa e poco tempo per realizzarle.

Anche quest’anno ci sarà il calendario dell’Avvento per aspettare Natale insieme (lo so, state tutti piangendo di gioia perché non vedevate l’ora! Perché sono lacrime di gioia quelle, vero??).

Come ogni anno dal primo al 25 dicembre, ogni giorno, ci sarà un post sul blog: deliri, ricette, consigli per regali e decorazioni, miei disegni (o per lo meno ci provo) e naturalmente tante chiacchiere. Tutto in questo grande contenitore.

Naturalmente si accettano consigli e idee!

Keep calm… Natale sta arrivando!

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Novembre sta per volar via e quando su Twitter l’hashtag #Bauli diventa di tendenza allora inevitabilmente sai che Natale è vicino.

Va bene che – come dice il jingle di una nota pubblicità televisiva di un’altrettanto nota marca di panettoni e pandori e merendine varie – “A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai e a Natale si può dare di più”, però Valerio Scanu e Melegatti hanno esagerato.

Veramente, ditemi perché mai dovrei comprarmi per i pranzi o cene di Natale o Capodanno un pandoro con la foto di Scanu schiaffata sulla confezione che mi ammicca falso, con quella mano scioltamente tesa come se avesse appena lanciato una manciata di polvere di stelle quando al massimo può lanciare un po’ di zucchero a velo, giusto per rimanere in tema

ScanuChe poi, dovete sapere, io odio lo zucchero a velo sui dolci! Ma lo odio terribilmente, sia chiaro. Tipo che non ha ragione di esistere se messo dopo sui dolci già completi. Se sono completi nel gusto, nella forma e nel colore – come direbbe Piero Pelù – perché mai si deve mettere sopra questa polverina bianca sottile che si volatizza al minimo respiro e appena tenti di tirare un morso ti si attacca alla bocca, sul viso e anche sul naso. Per non parlare di quando inevitabilmente ti cade sulla maglietta rigorosamente nera!

Ma torniamo al panettone di Scanu che, essendo sardo, voi capirete che l’analogia con dolci come panettone o pandoro viene praticamente naturale, giusto no?

Poi, però, viste le “paraculate” sul web, la Melegatti ha specificato che il prodotto in questione è un’edizione limitata (e per fortuna per noi!) non in commercio, realizzata per il raduno dei fan di Scanu, che a quanto ho capito ha fatto il botto vincendo l’edizione speciale del programma “Tale e quale show”, il programma di Carlo Conti in cui mentre lui imita un africano (riuscendoci benissimo), vecchie glorie o meteore dello spettacolo tentano le luci della ribalta cercando di imitare grandi nomi della musica con tre chili di cerone in faccia, che se alzano un po’ di più le luci e la temperatura della studio va su, l’effetto “museo delle cere” stile Dario Argento è assicurato.

Nonostante il pandoro di Scanu, la Melegatti non si è fatta sfuggire una di quelle figuracce da far paura con un post sui social che recitava “Ama il tuo prossimo come te stesso… basta che sia figo e dell’altro sesso”: praticamente alla stregua di quelle dediche idiote che ci si scambiava sul diario alle medie, come “con amore e simpatia lascio qui la firma mia”; la rima era sicuramente il punto vincente delle dediche, se facevi la rima eri qualcuno!

Nel caso di Melegatti, nessuno ha ritenuto la frase simpatica, nemmeno un po’, e vista la chiara vena omofoba l’azienda ha fatto subito marcia indietro scaricando la colpa su un ufficio di gestione del marketing esterno. Insomma un pasticciaccio che dovrebbe essersi risolto, ma la figura di merda è stata fatta.

Insomma come direbbe quella buon’anima di Jon Snow (sempre se è realmente morto – scusate lo spoiler) “l’inverno sta arrivando” e il Natale anche.

Ormai la tipica corsa ai regali è stata soppiantata dalla corsa all’addobbo e allestimento ossessivo compulsivo, tanto che le luci e le prime palle (non ancora rotte…) sono comparse da fine ottobre. Cioè, io posso capire i grandi magazzini e rivenditori di articoli stagionali che giustamente devono allestire il tutto prima per venderlo al dettaglio, ma tu signora che hai messo già le luci colorate al balcone, o forse non le hai mai tolte dall’anno scorso, dimmi, perché lo fai! Tu non puoi immaginare l’ansia che provoca in me l’intermittenza delle tue luci. Per non parlare delle agenzie di viaggi che subito dopo Ferragosto ti propongono i pacchetti per Natale e Capodanno, giusto per farti ricordare che anche quest’anno tu rimarrai nuovamente a casa a fare indigestione di panettone e giochi con le carte.

Dite che sono cinica? Forse. È che quest’anno lo spirito del Natale stenta ad accendersi. Sarà la stanchezza, sarà che devo ancora una volta studiare e forse saranno tante altre cose.

Meglio guardare avanti, stringere i pugni e avere ancora un po’ di pazienza.

 


Semplicemente Buon Natale!!!

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Buon Natale! Questo semplicemente l’augurio che rivolgo a tutti voi.

Buon Natale a chi passerà di qui e a chi no; a chi conosco, a chi conosco davvero, a chi conoscevo e a chi non conosco affatto. Semplicemente l’augurio di una giornata speciale, serena, piena di sorprese e regali non solo materiali. Solo per oggi lasciamo da parte tutti i brutti pensieri, le negatività, l’astio e i rancori. Regaliamo e regaliamoci un Natale migliore (va beh, sembra lo slogan di una campagna elettorale!). È quello che vorrei.

Colgo l’occasione e ci tengo a rivolgere un grazie a chi ogni giorno contribuisce anche silenziosamente a far crescere questo blog, questo angolo disordinato e delirante che spero tenga un po’ di compagnia.

Naturalmente vorrei sapere come state trascorrendo questo Natale, cosa state mangiando di buono, quanto vi siete abbuffati, quali regali avete fatto e ricevuto.

 

Intanto mi aspettano altre due giornate colme di cibo e condivisione. Non so bene se e come ne verrò fuori. Se sopravvivo a questi pranzi e cene pantagrueliche mi ritrovate di nuovo qui.

 

-1 giorno! Domani é arrivato!

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Il pranzo della Vigilia sta per iniziare!
Intanto si tirano fuori copricapi molto sobri!