La morte di un libro

la morte di un libro

Anche i libri muoiono.

Quando anche l’ultima parola, in fondo a quell’ultima pagina, vola via dalle labbra della mente non rimane che il vuoto. Uno spazio bianco che non chiede di essere riempito, solo la fine, il limite ultimo di quel mondo racchiuso tra le pagine.

Il libro è morto.

Puoi sfogliarlo ancora, rileggerlo a tratti, ma quella sibillina consapevolezza della fine è l’unica certezza che rimane tra le mani.

Il libro è morto.

Come un caro scomparso ne rimane il ricordo; è nella mente che proietta fotogrammi di parole che tu hai messo in scena; è nell’animo commosso per il distacco e che riesce a gioire al pensiero del vissuto assieme.

Il libro è morto.

Eppure la sua essenza aleggia dentro e sopra te; è in attesa che la tua mano sfiori un altro libro, in un ciclo che solo da te provvidenzialmente dipende, per reincarnarsi, vivere ancora, per presentarti nuovi personaggi e mostrarti nuovi orizzonti.

Il libro è vivo e così respira tra le tue mani.