Sintesi.

Stanca? Stressata? Sì, anche oggi.

Hai trascorso una buona giornata? Ma anche no. Una giornata talmente irritante che il diluvio del pomeriggio mi metteva addirittura di buon umore.

Voglia di sfogarti? Sì, tanta. Possibilmente prendere simpaticamente a “violenti scappellotti” due oche e una vacca.

Voglia di dire “ve l’avevo detto”? Non si capisce, percentuale superiore alla soglia consentita.

Voglia che tutto questo finisca? Senza fine.

Voglia che ciò che mi aspetta non inizia mai? Vedi risposta precedente.

Sei confusa? Il mio mestiere è il disordine.

Voglia di mollare tutto? Direttamente proporzionale alla voglia di non fallire.

Sopportazione? Nella zona di pericolo esplosione.

Soddisfatta? Manco per niente!

Felice? E cosa sarebbe…?

Sintesi rapida e veramente poco indolore della giornata di oggi (pressapoco ciò che succede da qualche settimana).

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Sentimentalismi – capitolo 1 – (Anche io ne sono provvista…)

Ebbene sì, io ho visto Via col vento. Lo so fa “strano”, o forse fa anche un po’ senso. Ma sì, un po’ di sentimentalismo me lo concedo anch’io a volte. Quel film mi piace, anche se non ho ancora ben capito perché. Forse perché il personaggio di Rhett Butler a me alla fine piace, forse per i colori, per le immagini che odorano di vecchie pellicole, così indefinite ma ipnotiche. O sarà forse per la colonna sonora (e dimenticare l’associazione a “Porta a porta” direi che non è poi una magra consolazione), i vestiti ampi e che sembrano fluttuare sfidando la legge di gravità. E poi la storica frase:

dopotutto, domani è un altro giorno…

Così semplice e così vera. Andare avanti sempre. Domani potrà essere un giorno simile a oggi, ma mai uguale. E quella disuguaglianza mi fa sperare in qualcosa sempre di nuovo e possibilmente bello. In questo periodo “domani” ha occhi diversi: alcune cose sono cambiate, fiducie spezzate, il non riuscire a credere ad alcune persone, scoprirne altre. E poi essere consapevoli che gli opportunisti sono dietro l’angolo, che tra qualche giorno anche una bella esperienza finirà e ciò che ne verrà fuori lo ignoro ancora. Domani è un giorno nuovo, un mese nuovo.

Una nuova primavera sta per arrivare. Anche per me.

No, non sono i soliti propositi di inizio anno!

E per non smentirmi BUON ANNO NUOVO con quasi una settimana di ritardo! Però è il pensiero che conta…

Non è stato un inizio anno dei migliori: una nonnina in ospedale, una serata di capodanno organizzata all’ultimo momento con “amici” discutibili, e due giorni passati a sfornare circa un centinaio di muffin.

Note positive ci sono state, certo: le serate interminabili passate a casa di lui con la sua famiglia e le risate, i dolcetti troppo buoni, prendere coscienza di alcune cose, e poi gli stivaletti nuovi e alti molto fighi! In più la vaga impressione di non essere poi così tanto ingrassata in questi giorni di abbuffate in cui la gola gode di orgasmi multipli ad ogni boccone… E questa è una conquista per me…

Tutto sommato i primi giorni del 2012 si presentano alquanto tranquilli e mi offrono il tempo di riflettere, prendendo in considerazione un nuovo obiettivo da raggiungere: cercare di organizzare la mia vita e non essere così confusionaria ma soprattutto ritardataria cronica. Per l’organizzazione ci sto lavorando con qualche piccolo risultato d’incoraggiamento. Per il ritardo, non ci siamo proprio! A questo punto chiedo a chi passa di qui anche per caso un piccolo aiuto: come si fa a non essere ritardatari? In questo anno devo guarire da questa sindrome, aiuto!

Ho preso coscienza di alcune cose.

Quest’anno devo necessariamente, e senza deroghe, laurearmi! Nessuna scusa, dovessi anche studiare o lavorare di notte.

Ho visto più chiaramente il vero volto di alcune persone, di alcuni cosiddetti “amici”: simpatia di circostanza? Ci si vede solo quando ci si ricorda della reciproca esistenza o quando non si ha di meglio da fare? Ok ci sto anch’io. E questo non è diventare ipocrita e falsa uniformandomi a loro, ma solo riconoscere che alcuni rapporti considerati superficiali e di mera conoscenza, sono destinati a rimanere tali. Non importa più farmi conoscere se dall’altra parte non c’è la volontà di farlo.

Per quelli invece che mi conoscono meglio e che ultimamente hanno un atteggiamento distaccato e la cui risposta a questioni in sospeso, se non anche torti subiti e situazioni d’incomprensione che sussistono solo nel loro mondo limitato, è ignorare la mia persona (e mi riferisco ad un soggetto in particolare), proprio a loro rivolgo un sincero e spontaneo “chi se ne frega”. Ormai di voi non mi curo più, specie dopo aver ribadito più volte che in situazioni di incertezza e fraintendimenti preferisco le parole, e perché no anche le urla, al silenzio; semplicemente affrontare le questioni dialogando, esponendo dubbi, cercando di vederci chiaro come dovrebbero fare le persone che si ritengono mature e con almeno un briciolo di buon senso. Ma ahimè si preferisce tacere e ignorare: mi dispiace per te, cara la mia Noncelapossofare, questa volta puoi continuare a ribollire nel tuo brodo di stronzate, io continuo per la mia strada che sicuramente qualcosa più di te l’ho imparata e costruita.

Da lunedì inizia il mio nuovo stage alla casa editrice! Sono tranquilla perché conosco bene quell’ambiente, ma quel pizzico di emozione ed eccitamento che rende impaziente c’è sempre, e va benissimo. Poi ci sono i progetti dell’Associazione e i lavoretti freelance. Tante cose belle in programma. Ma stavo dimenticando un’altra cosa! Il mio compleanno tra qualche giorno e la scelta del dolce da preparare!

Intanto che ci penso, mi faccio un bel caffè.

Le buone notizie arrivano sempre con un raggio di sole

Quando pensavo di aver compreso il mio blog, questo mi ha abbandonata… Andiamo bene, ora non ci si può fidare nemmeno dei blog. Ed ora ricomincio da qui, da un nuovo blog, anche se sto considerando l’idea di portare qui parte o tutti i vecchi post semplicemente perchè non posso perderli, fanno parte di me.

A proposito di fine/inizio: stamattina è finito il mio stage in web marketing alla casa editrice. Stavo già pensando a quale ricordino riuscire a portare via con me (giusto per non sentire la mancanza di quell’ufficio…), quando la responsabile e la capo redattrice mi vogliono parlare. Ho pensato: “Sicuramente mi chiederanno come mi sono trovata, a cosa mi è servita questa esperienza, cosa ho imparato; naturalmente mi diranno che è un periodo difficile, che c’è la crisi, che il loro organico è al completo e bla bla bla”. In orazioni di questo tipo sono una vera esperta, il segreto è fissare lo sguardo, fingere attenzione, staccare il cervello e riattaccarlo solo quando tutto è concluso.

E invece no! Eccezzione! Alla fine di un discorsetto neanche tanto lungo mi hanno offerto uno stage di redazione per diventare collaboratrice esterna! (EEEEHHHH AAAAHHHH la folla è in delirio!) Si inizia lunedì 9 gennaio. (Della serie manco a godermi liberamente il compleanno, che è il 10, che pizza). Però è quello che volevo, ciò che ho sempre desiderato e forse un pezzetto di sogno che si avvera.

In quel momento è comparso in cielo un pallido sole, e ne sono sicura, mi ha fatto l’occhiolino. 😉