Dicembre è già qui!

Ebbene sì. Dicembre è già qui. Quindi Natale. Quindi tutta una serie di sbattimenti per preparare feste, pranzi e cene, per comprare regali, per capire cosa fare, per… evvivva!

Diciamoci la verità, ogni anno la stessa storia. Ma come ogni anno una strana euforia, un inspiegabile entusiasmo s’impossessa di noi e così scatta la modalità “volemose bene” – ma fino al 27 dicembre -, diamo il via ai preparativi e speriamo di evitare catastrofi. Tipo: “Tu dovevi portare il pandoro e io il panettone e ora ci ritroviamo con due panettoni che non mangerà nessuno”. Tipo: “Oh grazie! Che bella questa candela che mi hai regalato, sembra molto simile a quella che Gina ti ta regalato due Natali fa…”. Oppure: “Ragazzi se stasera dobbiamo stare tutti da me serve che portiate altre sedie perché non bastano”, e quindi tutti non hanno a casa propria sedie.

Insomma cose di questo tipo che mettono a dura prova la tua “santa” pazienza natalizia.

Ma orsù!  Scacciamo via le ombre – anche perché almeno a casa mia ci sono tante di quelle lucette che altro che “glowing in the dark”, qui il dark non c’è proprio -, liberiamo la mente e focalizziamoci su questo fantastico periodo. (No, non è ironia quella che leggi tra le righe! Dai sto cercando di essere seria… per una volta…)

E non poteva mancare un disegno per dare il benvenuto a questo dicembre. E sappiate che sto seriamente pensando di creare un calendario. Si salvi chi può.

Per ora cià!

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Pensiero cazzeggio – Blue Monday, la festa dei depressi

tristezza

 

Dicono che oggi  sia il “BLUE MONDAY”, ovvero il giorno più triste dell’anno.

Addirittura il tutto sarebbe riconducibile ad una equazione matematica, messa a punto una decina d’anni fa da uno psicologo inglese, Cliff Arnall, che individua nel terzo lunedì di gennaio il giorno con un particolare picco di tristezza e depressione. A determinare questo “fenomeno” ci sono una serie di congiunture come condizioni meteorologiche sfavorevoli, le giornate corte, i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per aver speso troppi soldi durante le vacanze o mangiato troppo e infine, il lavoro, che è ricominciato freneticamente.

Praticamente oggi sarebbe la giustificazione perfetta per i depressi cronici.

Siete contenti? Ah no, è vero, siete tristi e depressi.

 

Sappiate, comunque, che sto tornando.

 

 

Blue Monday: oggi Leopardi festeggerebbe!

tristezzaOggi è il “Blue Monday”, dicono, il giorno più triste dell’anno. Addirittura il tutto sarebbe riconducibile ad una equazione matematica, messa a punto una decina d’anni fa da uno psicologo inglese, Cliff Arnall, che individua nel terzo lunedì di gennaio il giorno con un particolare picco di tristezza e depressione.

A determinare questo “fenomeno” ci sarebbero una serie di congiunture come condizioni meteorologiche avverse, giornate ancora troppo corte, le ferie e i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per essersi abbuffati come se non ci fosse un domani durante le feste, il portafoglio che piange vuoto, e il lavoro e la routine ricominciata inesorabilmente.

Quindi io, che ho un rapporto profondamente conflittuale con la matematica in qualsiasi sua declinazione, dovrei credere che per una strana equazione dovrei trascinarmi inerme durante questa giornata e forse per tutta la settimana in preda a una tristezza profonda. Tipo che oggi Leopardi per risposta sarebbe la persona più felice del mondo, mandando a quel paese tutto il pessimismo cosmico.

Il problema non è tanto che qualcuno un giorno per sue strane elucubrazioni abbia deciso che ogni terzo lunedì di gennaio tutti dovremmo essere terribilmente infelici, quanto le persone succubi di tale diceria. Su facebook (che ormai agli istituti di ricerca e statistica potrebbe fare un baffo) oggi proliferano stati tristi e sul depressivo andante; molti hanno smesso di dare la colpa del proprio malessere a stelle e oroscopi per concentrare le proprie bestemmie su questo giorno X e la sua tristezza: come se un’armata aliena proveniente dal pianeta Infelicità avesse invaso la Terra colpendo tutti col proprio raggiogammacosmicotristezza. E quando vedi scritto “Ah ecco perché oggi mi sentivo particolarmente giù…” allora vorresti urlare e andare ad ubriacarti con Leopardi alla faccia di tutti.

Ho voluto andare a fondo alla questione e la fregatura si è subito palesata. Tutta questa manfrina del giorno più triste dell’anno è legata alla “furba campagna pubblicitaria lanciata alcuni anni fa dal canale di viaggi britannico Sky Travel della tv BSkyB”. Della serie: se siete tristi per tutte le motivazioni sopra fornite, allora ritrovate il buonumore con i nostri servizi, fatevi un viaggetto, guardate i nostri fantastici canali a pagamento e pace.

Suggestione, questa la parola d’ordine di oggi. Niente di più che una trovata pubblicitaria per influenza le scelte di acquisto e consumo; un po’ come la festa di san Valentino, quella della mamma e del papà, la new entry della festa dei nonni, e mettiamoci pure Natale e tutte le feste comandate.

In sostanza, cari depressi cronici, oggi non c’è nessun capro espiatorio per voi, niente commiserazione, nessuna giustificazione.

 

Preparativi natalizi e traumi dentali

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Se vi sto scrivendo vuol dire che sono sopravvissuta al dentista (sicuramente ci sarà qualcuno che avrebbe preferito non avere più mie notizie, ma pazienza, sarà per un’altra volta).
Sì, sono andata dal dentista. È senza dubbio una notizia sconvolgente perché ormai è risaputo il mio terrore, una fobia senza limiti, nei confronti dei dentisti. Che poi per carità, il mio dentista e la sua assistente sono due persone squisite, eccezionali davvero, tipo che assieme iniziano da entrambe le parti ad asciugarmi le lacrime nelle mie crisi isteriche di pianto. Sì, perché ogni volta che mi siedo su quella poltrona una mezz’oretta di pianto devo farmela per forza. Ormai è una tradizione. Altra notizia è che il mio caro dente del giudizio è sempre lì (perché in compenso era un altro il dente messo male): se ne sta più o meno nella stessa posizione, un po’ fuori, con un occhio aperto, tanto che ormai posso considerarlo il mio animale da compagnia; anzi, quasi quasi gli dò un nome. lo chiamerò “Inu”, semplice e conciso, il diminutivo di “inutile”. Perché questo è, un inutile dente che on età quasi adulta si ricorda di farci visite talbolta dolorose. Per ora continuo, dunque, a coccolare il mio Inu.
Intanto mancano 17 giorni a Natale e e iniziano i preparativi. E naturalmente rimbomba più che mai l’interrogativo “che facciamo a Natale?”, in riferimento alle serate del 24, 25 e 26 in cui dopo lunghe maratone gastronomiche con parenti e familiari, ci si ritrova tra amici per scambiarsi regalini, giocare a carte e qualsiasi gioco da tavola o di gruppo, continuando in realtà a mangiare con la scusa della frugale cena sociale in cui ognuno porta una  pietanza preparata a casa (o palsemente acquistata e spacciata per propria), con il risultato di ottenere un banchetto di minimo 10 portate tra tartine, pizze rustiche, polpette,panini imbottiti, verdure grigliate, pizza di patate o zucchine, focaccia, panettone gastronomico, ciambellone, crostata, tiramisù, biscottini e naturalmente panettone e pandoro. Il tutto annaffiato da bottiglie di spumante quasi sempre ricevute in regalo da colleghi e conoscenti. Stesso copione praticamente ogni anno e con qualche variazione anche a Capodanno.
Per ora però non ci sono ancora programmi definiti. C’è solo la lista dei regali da comprare che inizia ad essere spuntata.