Liberazione e libertà

libertà

 

25 aprile, Festa della Liberazione.

Festa per la mia libertà. Libera da tutto e tutti oggi faccio ciò che voglio.

Mi riapproprio del mio tempo, dei miei spazi, delle mie passioni, dei miei pensieri, delle mie parole.

Finalmente la finestra è aperta e luce viva illumina le stanze della casa piacevolmente silenziosa. Oggi c’è il sole fuori e dentro me.

Finalmente sono ispirata, come non lo ero da un po’ di tempo. Così ne ho approfittato per creare, per sperimentare e giocare in cucina. Ho cucinato con passione, dosando gli ingredienti, ponderando i sapori, alla ricerca di un’armonia di gusto reale che rispecchiasse l’idea che avevo in mente da qualche giorno; ho realizzato la mia ricetta. Una ricetta ideata per un concorso (più in là sicuramente ve ne potrò parlare meglio), che unisce i sapori del mare e  quelli tipicamente mediterranei  con un pizzico di Oriente. Ultimamente uno degli ingredienti che sto utilizzando spesso e in ricette differenti, è lo zenzero, sia secco in polvere, sia fresco grattugiando direttamente la radice. Lo zenzero mi regala buone sensazioni in questo periodo (oddio questa affermazione suona un po’ da invasata, ma spero si capisca cosa intendo), mi fa pensare alla freschezza, ai limoni, al sole, alle belle giornate di primavera con il cielo terso.

Naturalmente per questa occasione “speciale” mi sono dedicata all’impiattamento curato nei minimi particolari ed ho utilizzato (lontano dagli occhi di mia madre) i piatti del “servizio buono”, quelli che sono custoditi da tempi immemori nella credenza del soggiorno per intenderci, e che forse per la prima volta hanno accolto nella loro cavità del cibo. (Che poi mi son sempre chiesta che senso ha avere un mobile dedicato a utensili messi lì solo in mostra, per la serie “io odio quella credenza inutile!”)

E poi via col servizio fotografico, cercando di contrastare gli attacchi a sorpresa di mia sorella che tentava di inforchettare gli spaghetti  colta dalla fame.

Quando anche mia sorella è andata via, la libertà è stata completa. Relax, caffè, cupcake fatti da me, pc, scrittura, cazzeggio. La pace dei sensi.

Buon 25 aprile a tutti, in qualsiasi modo l’abbiate trascorso.

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Addobbi fai da te e -19 a Natale

-19 a Natale

Oggi vi propongo una idea semplice semplice che mette insieme un po’ di riciclo e tante possibilità di sbizzarrirsi con la fantasia.

Qualche giorno fa mio padre ha acquistato da “santo” Lidl dei pannelli isolanti, o per non offendere gli esperti in materia dei “pannelli termoriflettenti”, per termosifoni che erano in offerta credo al costo di circa sei euro per sei metri di materiale: praticamente i pannelli sono formati da un foglio flessibile di polistirolo bianco e su un lato presentano una lamina alluminata, tipo carta alluminio per alimenti. In sostanza questi pannelli si fissano sulla parete dietro il termosifone e con la parte alluminata all’insù così da “riflettere verso l’interno l’energia emessa dal radiatore sotto forma di radiazione elettromagnetica (irraggiamento)” e isolare grazie al polistirolo. Devo dire che forse la differenza rispetto a prima si sente leggermente. Quel che più mi importa è che nell’installazione minuziosa, degna dei migliori lavori certosini di mio padre tutto fare, il caro papà ha dovuto scartare dei bei pezzi di pannello che stavano per finire dritti dritti nella pattumiera prime che mi si accendesse in testa una lampadina. La mia famiglia vede generalmente quella lampadina accesa come l’ennesima stramberia e eccesso di follia partorite dalla mia mente contorta. Ma a volte hanno ragione, poveretti.

L’idea era quella di creare dei porta candela, quelle candele piccine e basse nei contenitori di alluminio che non ho idea di come si chiamino nello specifico, utilizzando un bicchiere in veto trasparente e avvolto con una striscia di materiale isolante, alta circa 3 0 4 cm, in tutta la lunghezza della circonferenza. Dopo aver ritagliato della misura giusta la striscia, con tanta tanta pazienza e precisione incido delle stelline e dei semplici fori utilizzando un punteruolo e una macchinetta fora fogli con ordine casuale e formando una sorta di ricamo; naturalmente facendo molta attenzione dato che il materiale è molto delicato e friabile. Infine fisso la striscia traforata – con la parte alluminata all’esterno – a metà bicchiere o anche vicino al fondo, con qualche punto di colla a caldo e posiziono all’interno la candelina. E il gioco è fatto! Qualche consiglio: cercate di adoperare un bicchiere, ma va bene un semplice contenitore in vetro, possibilmente dalla perfetta forma cilindrica, evitate dunque bicchieri che tendono ad allargarsi al bordo superiore (cioè quelli che hanno una forma di cono tronco – suvvia la geometria era un pò mia amica, la matematica era invece la bestia orrenda!). il più presto possibile vi posterò le foto del risultato perché ho trovato un altro contenitore in vetro, nello specifico un barattolino da conserve, cha fa proprio al caso. Qualora, però, qualcuno passasse di qui e realizzasse questa idea piccina sarei contenta di vedere il risultato, quindi non esitate a inviarmi qualche foto (qui sibylbiscuit@hotmail.it) che poi pubblicherò con il nome di chi l’ha realizzato.

Nel frattempo vi lascio le foto della seconda idea realizzata sempre con i pannelli termo riflettenti. Ho semplicemente ritagliato delle forme a stella, alberello, angeli, omini pan di zenzero e palline (sopra vedete le stelline e gli alberelli) a mano libera o usando anche le formine dei biscotti giusto per essere un po’ più precisi. Una volta ritagliati (sempre con grande pazienza) avrete ottenuto degli addobbi se ci mettete dei gancetti, da appendere all’albero di Natale; oppure potete infilare le formine con un filo di nailon per ottenere delle ghirlande da appendere, come ho fatto io. Inoltre potete dipingere la parte bianca del polistirolo o anche foderarla, come ho fatto con alcune, con nastri adesivi colorati che ho acquistato sempre da Lidl.

Ed ecco fatto, un Natale fai da te è servito.