“Sold out”? Allora vi siete persi un grande concerto

Tanta energia, tanta grinta e una voce eccezionale. Il trinomio perfetto per descrivere Fabrizio Moro e il suo concerto a Molfetta, presso l’Anfiteatro di Ponente. Un concerto da subito “sold out”, una tappa del tour che sta portando in giro per l’Italia il suo ultimo lavoro discografico “Pace” e per fortuna lo ha portato anche da noi, a infiammare la nostra città.

Perché vedere un Anfiteatro che vibra e canta e balla e si emoziona in quel modo non accade spesso. Una serata bella, distesa, rigenerante, con ospite la conterranea Bianca Guaccero e coronata anche da una fantastica stella cadente che ha attraversato il cielo sul pubblico.

Ecco un piccolo assaggio della serata nei video che ho postato su Instagram. Ma se volete vedere delle foto bellissime della serata allora non potete perdervi la galleria di VinBis.com.

 

 

 

 

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I Medici sulla Rai: piace sì o no?


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Ok, alzi la mano chi ha visto la prima puntata de I Medici, la serie tv prodotta dalla Rai (e non solo) che narra, diciamo in maniera molto romanzata e rimaneggiata, l’ascesa della famiglia alla signoria che avrebbe retto per molto tempo la città di Firenze. Un appuntamento che ormai da tempo aveva creato grande aspettativa. Annunciata addirittura in prima visione mondiale!

Sono riuscita a vederla tutta in prima serata, dall’inizio alla fine. Ok sì, non proprio tutta tutta, mi saranno mancati quei pochi minuti in cui durante la pubblicità cambi canale, in questo caso per vedere le Iene su Italia Uno, e dopo un po’ ti ricordi che in realtà non stavi vedendo quello; quindi ricambi subito canale e arrivi sempre qualche secondo dopo la ripresa del film. Anche se dobbiamo dire la verità: ieri sera più che un palinsesto televisivo sembrava un conflitto di fazioni opposte, tipo Guelfi e Ghibellini – tanto per rimanere in tema –: da una parte le Iene, dall’altra I Medici… quindi grazie davvero Mediaset e Rai. Naturalmente escludendo la partita della Juventus su Canale 5 che in tutti i casi avrebbe portato via buona fetta degli ascolti di chi pure il martedì ha bisogno di vedere 22 omini sudati che sputacchiano qua e là in un campo correndo dietro un pallone. Ma son gusti.

Quindi, Isabel, che ne pensi? Ti è piaciuta la prima puntata de I Medici?

Non lo so.preziosi

È questa la verità. Ci sto ancora pensando per capire se mi sia piaciuta o meno. Partiamo dal presupposto che in generale i film storici in costume a me piaccio davvero tanto, se aggiungiamo che il tutto è ambientato in epoca medievale a Firenze, culla del Rinascimento… allora bingo! È come se la Rai avesse voluto soddisfare i miei gusti.

Mi è piaciuta l’ambientazione, la regia, la colonna sonora, i costumi, la fotografia, gli attori, la grafica, la sigla iniziale, un po’ meno il doppiaggio e soprattutto i dialoghi abbastanza inadeguati e grezzi, tanto che se l’avessi visto senza il logo del canale tv, avrei dimenticato fosse una produzione Rai, anzi scoprendolo ne sarei stata meravigliata. Insomma per una volta sembrerebbe che i soldi del canone siano stati investiti in modo decente.

Allora cosa si può volere di più?

Una sceneggiatura decente che non faccia come un pendolo impazzito avanti e indietro di 20 anni in cui prima Giovanni de’ Medici (il personaggio di Dustin Hoffman) è vivo, poi morto; poi ancora vivo e di nuovo morto; vivo, morto, vivo, morto, vivo, morto. Ci siamo capiti insomma. Vivo, morto, vivo, morto, vivo, morto, vivo, morto! Scherzetto!

In realtà il problema non sarebbe tanto il salto temporale se questo fosse stato marcato maggiormente a livello della fisicità dei personaggi. Per spiegarmi, senza la scritta che compare di tanto in tanto “venti anni prima”, l’unica cosa che fa comprendere che si tratti di due decenni di differenza, a parte le luci della fotografia, è il taglio di capelli di Cosimo e Lorenzo. Oltre a Dustin Hoffman vivo/morto. Per il resto si va avanti e indietro nel tempo cercando di capire come facciano i Medici ad ascendere al potere.

Una precisazione è però doverosa per alcune persone: scordatevi Lorenzo de’ Medici “il Magnifico”! Non c’è, non è il Lorenzo fratello di Cosimo che compare qui e non credo lo vedremo in questa serie, almeno per ora. Praticamente mettetevi l’animo in pace e smettete di fingere reminiscenze di storia delle scuole ormai andate. Così come l’animo in pace se lo devono mettere tutti coloro che contestano gravi incongruenze storiche della trama: gli autori (tra cui Frank Spotnitz) hanno già da tempo messo le cose in chiaro (e le mani avanti) a tal proposito. Si tratta di una libera, anzi molto libera, interpretazione dei fatti storici. Quindi chi vuole la storia, quella vera, è pregato di vedersi un programma di Piero o Alberto Angela.

cosimo-e-contessinaAltra questione importante. Robb.

Diciamoci la verità, quando guardi Cosimo non puoi non pensare a Robb Stark di Trono di Spade. Per carità, bravo Richard Madden nell’interpretazione, ma ti aspetti che da un momento all’altro dica “l’inverno sta arrivando” e così tanti saluti ai Medici.

Cosimo/Richard sarà pure bello, ma tutta questa mandria di fan sfegatate con gli occhi a cuoricino che da sole hanno mantenuto su gli ascolti della serie, mi sembrano un tantino esagerate. Per non parlare di quelle che già “credono” nella grande storia d’amore tra Cosimo e la Contessina: a belle, Bianca (Miriam Leone) è stata allontanata, mica è morta, e in serie come questa il ritorno di un personaggio è sempre assicurato.

Nota di merito va alla sigla iniziale: la canzone “Renaissance” di Paolo Buonvino cantata da Skin è bellissima e la grafica ricolta molto lo stile di True Detective, senza dimenticare di strizzare l’occhio proprio a Trono di Spade.

Insomma, anche se il ritmo della prima puntata è stato alquanto lento, mi sembra azzardato dare un giudizio definitivo.

È giusto riconoscere alla Rai la volontà di uscire fuori dagli schemi, di mettere da parte storie trite e ritrite di poliziotti, mafiosi, criminali, omicidi, per dar spazio all’arte e alla bellezza di un tempo lontano che imprescindibilmente è alla base della nostra civiltà.

Non resta che vedere tutta la prima stagione (ce ne saranno altre due poi) e sperare che sia in crescendo per poterne decretare il successo.

 

 

 

Maximilian Tour, che spettacolo!

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Il “Maximilian Tour 2016” fa tappa a Molfetta per la sessione estiva. Domenica 7 agosto Max Gazzè si è esibito sulla Banchina San Domenico per il suo concerto pugliese e anche io ero presente a cantare a squaciagola e a ballare sulle note delle sue canzoni.

In effetti è stato un concerto un po’ “sofferto”: le condizioni meteo avverse hanno rischiato più volte di far saltare tutto, ma alla fine il cielo è stato clemente, il concerto si è svolto e una volta finito ha iniziato a piovere. Tempismo perfetto!

Ad aprire il concerto la canzone La Favola di Adamo ed Eva, una scelta che personalmente non mi aspettavo, ma in fondo si tratta di uno dei grandi classici di Gazzè.

In circa due ore di concerto Gazzè è stato a dir poco eccezionale, un artista che dalle doti vocali e musicali come pochi, capace di tenere il palco in maniera splendida e coinvolgente. E poi le sue canzoni parlano da sole, una poesia in musica che arriva lieve e diretta, ti culla e poi ti scuote facendo in modo che il tuo corpo non possa fare a meno di partecipare, di cantare, saltare, ballare.

Naturalmente eravamo in tanti, tantissimi e se volete averne un’idea andate sul mio profilo Instagram @isy_el e vi renderete conto della magia di quella sera.

Ci tengo a precisare che questi grandi concerti a Molfetta sono organizzati dalla Fondazione musicale “Valente” con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali.

I prossimi eventi in programma sono venerdì 12 agosto con Gianna Nannini e venerdì 19 agosto con Daniele Silvestri, entrambi su Banchina San Domenico.

Cioè, che ve lo dico a fare! Due concerti imperdibili. Se siete interessati affrettatevi, i biglietti sono ancora in vendita!

Benvenuto agosto!

Buon inizio di settimana con il mood giusto. Ma anche buon inizio di agosto.

Il mese più caldo dell’anno è arrivato, il mese delle vacanze per molti, il mese delle ferie in cui le città si svuotano, il caldo si mescola ad un insolito silenzio che si insinua per le strade, tra gli uffici, le attività commerciali.

Per chi, però, come me non andrà in vacanza, per chi nonostante tutto lavorerà o studierà anche questo mese un suggerimento per dare il benvenuto ad agosto con lo spirito giusto. Per me – e se vorrete anche per voi – la colonna sonora di questo mese sarà la voce e il ritmo di Gregory Porter.

Lo ammetto, era un artista che non conoscevo. Non sapevo nulla su di lui, il suo nome mi era ignoto. Ho avuto, però, la fortuna di assistere al suo unico concerto in Italia per questa estate nella mia Molfetta e… me ne sono innamorata perdutamente!

Se volete saperne di più, ecco il mio articolo per MolfettaViva e CLICCANDO QUI, troverete delle foto eccezionali del concerto che certamente accenderanno la vostra curiosità.

Naturalmente fatemi sapere cosa ne pensate di questo grandissimo artista e se lo conoscevate o meno.

 

Terzo grande appuntamento per la rassegna “Luci e Suoni a Levante”, promossa dalla Fondazione Valente, con la musica di Gregory Porter con la sua unica data italiana di questa estate 2016.

Una voce incredibile, considerata da grandi critici tra le più belle in circolazione, che ha saputo avvolgere l’Anfiteatro di Ponente quasi in una nuvola magica, un incantesimo fluttuante sul pubblico presente. O semplicemente un “feeling” immediato, come lo ha definito quel gigante dallo sguardo buono, vestito di tutto punto in giacca e cravatta e con l’inseparabile cappello-passamontagna (forse una sorta di coperta di Linus?) che lo rendono un personaggio curioso alla vista.

Appena lo senti cantare, però, non esiste più nulla attorno, l’attenzione si concentra su quella musica e quella voce capace di salire e scendere di tonalità e toccare tutti i virtuosismi possibili, che dalle orecchie arriva dritta all’animo.

Dal vivo Porter dà il meglio di sé, rielaborando alcuni classici ed eseguendo i suoi brani originali con l’aiuto di musicisti di altissimo livello, interpretando un repertorio capace di spaziare dal jazz al soul, al rhythm and blues.

Take me to the alley, Hey Laura, The “In” Crowd, Musical Genocide, Don’t lose your steam, In fashion, Liquid Spirit sono solo alcuni dei brani eseguiti, fino ad un’emozionante Mona Lisa con solo l’accompagnamento del pianoforte.

Gregory Porter è stato sicuramente una perla rara in una stagione estiva concertistica tra le più interessanti di questa città.

Degna di nota l’esibizione in apertura della giovanissima cantante molfettese emergente Nestia, che con la sua voce ha introdotto il pubblico su morbide note jazz.

Let the skyfall


Stanotte questa canzone passerà a ripetizione.

Probabilmente con Adele ho trovato la colonna sonora del momenti bui, quelli pieni di una stana malinconia per qualcosa che non riesci a definire; forse qualcosa che hai perso, o semplicemente non hai mai posseduto.

Lontano.

Tutti e tutto sono lontani da me.

Si è inceppato qualcosa, un meccanismo mal oleato che stride dentro e proietta eco fuori.

Let the skyfall. Evrything crumbles, evry little piece of my life. Let it fall down.

 

 

Sentimentalismi – capitolo 1 – (Anche io ne sono provvista…)

Ebbene sì, io ho visto Via col vento. Lo so fa “strano”, o forse fa anche un po’ senso. Ma sì, un po’ di sentimentalismo me lo concedo anch’io a volte. Quel film mi piace, anche se non ho ancora ben capito perché. Forse perché il personaggio di Rhett Butler a me alla fine piace, forse per i colori, per le immagini che odorano di vecchie pellicole, così indefinite ma ipnotiche. O sarà forse per la colonna sonora (e dimenticare l’associazione a “Porta a porta” direi che non è poi una magra consolazione), i vestiti ampi e che sembrano fluttuare sfidando la legge di gravità. E poi la storica frase:

dopotutto, domani è un altro giorno…

Così semplice e così vera. Andare avanti sempre. Domani potrà essere un giorno simile a oggi, ma mai uguale. E quella disuguaglianza mi fa sperare in qualcosa sempre di nuovo e possibilmente bello. In questo periodo “domani” ha occhi diversi: alcune cose sono cambiate, fiducie spezzate, il non riuscire a credere ad alcune persone, scoprirne altre. E poi essere consapevoli che gli opportunisti sono dietro l’angolo, che tra qualche giorno anche una bella esperienza finirà e ciò che ne verrà fuori lo ignoro ancora. Domani è un giorno nuovo, un mese nuovo.

Una nuova primavera sta per arrivare. Anche per me.