Liebster Award

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Con grande piacere sono stata nominata per questo “Liebster Award”, un metodo carino per conoscere nuovi blog e soprattutto scoprire chi si nasconde dietro di loro. A nominarmi è stata Wonderbaba, che per me è Wonder Woman, la ragazza dalle mille e una idee.

Per partecipare bisogna seguire alcune semplici regole:

  • ringraziare il blog che ti ha nominato;
  • rispondere alle 10 domande;
  • nominare 10 blog con meno di 200 follower;
  • comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Bene, iniziamo!

 1. Perché hai aperto un blog?

Così di getto mi verrebbe da dire per darvi fastidio, per tediarvi con i miei deliri di parole, i miei “pensieri cazzeggio”, e ora anche con le mie ricette, poveri voi! In realtà (torno seria per un momento, ma chi voglio prendere in giro…) questo blog nasce dalla migrazione di un vecchio blog da una piattaforma chiusa. Ai tempi del vecchio blog la voglia di comunicare, di condividere, di scrivere come sempre mi ha portata ad aprire un blog che sembrava più un diario dove riversare esperienze, sensazioni, emozioni, pensieri; una valvola di sfogo di cui con il tempo non riesco più a fare a meno.

2. Ci parli un pò delle tue passioni?

Scrivere è la mia passione più grande, quella che ti sovrasta, ti riempie e ti contiene. Una passione così importante da essere il mio lavoro (ebbene vi svelo una cosa: sono una giornalista!). Della scrittura ho sempre parlato, tanto, così come della lettura. L’altra mia grande passione è la cucina, una parte di me imprescindibile: sono ossessionata dalle spezie, adoro le erbe aromatiche e scoprire nuovi sapori è la mia missione. Per me il cibo non è solo nutrimento per il corpo, lo è anche per l’anima, una festa per i sensi ed io vorrei festeggiare sempre. Un’altra piccola fiamma di passione sta nascendo, quella per la fotografia, un mondo a me oscuro, cui sto cercando di approcciarmi (con scarsi risultati direte voi, ed io vi do ragione) grazie alla guida del mio Lui, il mio maestro di fotografia.

3. Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

I commenti e le interazioni sono il nutrimento per un blog e di conseguenza per un blogger; sono la benzina che muove tutti gli ingranaggi, lo stimolo che incentiva a continuare a scrivere e postare. Diffidate, perciò, da coloro che affermano di avere un blog solo per se stessi ma che invece sono sempre lì a postare e cercare di ricevere il maggior numero di commenti; altrimenti avrebbero fatto prima a tenere un diario segreto. Chi possiede un blog è spinto dalla voglio di comunicare e interagire, di far arrivare le sue idee e le sue parole oltre la propria mente, oltre il proprio computer.

4. Di cosa parli nel blog?

Diciamo che parlo. Parlo a vanvera, di quello che al momento mi ispira, di quello che vivo, di quello che osservo e il mio cervello poi elabora. Non a caso si chiama “Il disordine nel mio cassetto”. E da poco vi parlo anche di cucina. Praticamente i miei cassetti cono perennemente pieni e in disordine, sta a voi vedere cosa c’è dentro.

5. Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciute personalmente?

Questa domanda si collega strettamente alla terza. Sì, penso di aver creato legami speciali e di amicizia con molti blogger. Non ho avuto modo di incontrare nessuno di persona, ma conto di farlo presto.

6. Come immagini il tuo blog fra 2 anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Certo, mi piacerebbe che il blog crescesse, si evolvesse sempre, non solo nella parte grafica e strettamente esteriore, ma altresì in quella contenutistica. È una sfida continua che intendo portare avanti per molto altro tempo. Come immagino il blog tra due anni non so dirlo, ho in mente molti cambiamenti in un continuo divenire e trasformarsi che è difficile immaginare una forma finale e compiuta.

7. La cosa che sai fare meglio?

Scrivere. Basta una parola.

8. Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Sempre troppo poco. Sono incostante, lo ammetto, non pubblico con cadenza precisa. Questo perché mi lascio trasportare nella maggior parte dei casi dall’ispirazione del momento, non pianifico la mia scrittura. È lei che decide quando rompere gli argini e uscire fuori.

9. Come nascono i tuoi post?

Per rispondere a questa domanda potrei usare una colta citazione latina, “a cazzum”. In realtà come ho detto prima è tutta una questione di ispirazione, di idee e pensieri che mi frullano per la testa e che repentinamente decidono che è arrivato il momento di essere trasformati in scrittura su un foglio bianco, reale o virtuale.

10. Un saluto a chi legge?

Certo che devi avere una vena un tantino masochista per essere arrivato a leggere il punto 10 di questo post. Comunque ciao e complimenti per il coraggio!

Ecco, ora è arrivato il momento di fare 10 nomination, dunque entro in crisi.

Ce l’ho fatta! Non mi sembra vero! Resta il fatto che chiunque voglia può fare suo questo piccolo premio e rispondere alle domande per farsi conoscere un pò di più.

 

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Pensieri dal mio letto – secondo te perchè non voglio sposarmi? (rispondi alla domanda)

Dopo due notti inzuppate di lacrime, finalmente una notte asciutta. È tornato il sereno con lui, le incomprensioni sono state chiarite sotto la luce della luna che come un tacito giudice ha assistito le nostre parole. E non poteva andare meglio di così, ammettendo i propri errori, le proprie colpe, chiedendo scusa, fissando nuovi obiettivi, guardandoci davvero reciprocamente nel profondo, dopo una crisi che sembrava sull’orlo di una rottura.
Il nostro amore è forte. Lo è davvero. Lui c’è e ci sarà sempre come io per lui.
La cosa che mi ha lasciata perplessa e senza parole è stata quando mi ha chiesto di avere un figlio. Non ora, s’intende. E poi ha aggiunto se volessi almeno sposarmi con rito civile, vista la mia popolare ritrosia al matrimonio. Ma stava parlando con me? Con me medesima Sibyl? (Presente!)
Cioè io al matrimonio (quasi mi fa inorridire pronunciare la sola parola…) non ho mai lontanamente pensato! Le ragazzine giocavano a civettare con i maschietti, a giocare alle sposine e io passavo il tempo a giocare alla lotta con i ragazzini! (Sì alle elementari e medie ero più un maschiaccio con le tette!) E successivamente crescendo, non ho mai immaginato la mia testa su un corpo che vestiva un abito da sposa; tantomeno ho mai pensato al come, dove, quando, perchè e soprattutto con chi del matrimonio. Per non parlare dell’eventualità di avere un figlio.
Io ho sempre affermato, e continuo a farlo, sicura e decisa “io non mi sposerò mai!”.
Che fossi strana è piuttosto appurato, ma che persista in me questo atteggiamento di rigetto vero il matrimonio non riesco proprio a capire da cosa possa dipendere.
Eppure provengo da una famiglia e un matrimonio solido, non c’è attorno a me nulla che possa comprometterne l’eventualità.
Davvero vorrei una spiegazione a questo mio rifiuto. Forse realmente lo vedo come una prigione, la limitazione di tutte le libertà, la perdita di me stessa. Altro che palla al piede, è un anello al dito… E se invece fosse paura di fallire, di venir meno a una sorta di contratto con l’altra persona.
Davvero non ho una spiegazione. Se qualche anima buona e caritatevole che passa di qui vuole darmi un suo parere le sarei infinitamente grata.