Pensiero cazzeggio – Basta così?

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Come potrei definire questa giornata? In realtà non lo so. Disastrosa sarebbe troppo da catastrofista, altalenante sarebbe addirittura troppo da ottimista. Facciamo strana e non se ne parla più.
Una cosa però l’ho capita: mai fidarsi degli autisti dei pullman. Per un autista esiste solo il proprio mezzo, solo la propria tratta, solo i propri orari. Gli altri sono solamente colleghi da salutare ad un incrocio con uno sguardo di sfida a chi ce l’ha più nuovo o più grosso. Maschi naturalmente.
Degli altri non sanno nulla e quando dicono di saperlo allora… mentono! Ok, sì, sono sempre maschi.
Per colpa di uno di loro oggi ho preso il pullman sbagliato che mi ha lasciata sul lungomare di Bari. Bello, se non fosse che per raggiungere la mia meta ho dovuto camminare per 45 minuti a ritmo sostenuto sotto il sole. Praticamente oggi il mio Google Fit ha fatto i salti gioia, ha stappato una bottiglia di champagne e brindato alla mia salute. Tanto a camminare ero io, mica lui…
In più durante questa lunga passeggiata ho incrociato nell’ordine fattorini molesti, una manciata di guardoni, vecchiette ignote che mi hanno salutata, un gatto stecchito, insetti vari e un odore penetrante che sembrava caffè tostato ma non lo era perché non c’erano bar nelle vicinanze.
E ancora. Durante la pausa di lezione, la macchinetta del caffè di è rifiutata di darmi la stecchetta di plastica che funge da cucchiaino, l’accendino ha smesso di funzionare, la mia cervicale ha iniziato a festeggiare e mentre aspettavo il pullman del ritorno ha iniziato a piovere.
Altro da dichiarare? Ah sì, stamattina non ho fatto colazione perché sono finiti i cornettini ai 5 cereali che ingurgito per far finta di mangiare qualcosa.

Ecco, direi che è tutto. Almeno credo. O spero.

E pensare che non mi sono nemmeno incazzata.

Andiamo bene…