E dunque è estate

summer cat

 

L’estate, quella vera, è arrivata.

Lo dice il calendario, lo dice la colonnina di mercurio del termometro, lo dicono le previsioni meteo. Lo dicono anche le gocce di sudore dei passanti. Lo dice l’asfalto che da lontano crea l’illusione ottica di una grande pozzanghera nera di pece. Lo dicono le spiagge affollate e pure le ragazzine scosciate senza ritegno alcuno. Lo dicono le gelaterie prese d’assalto come ci centri commerciali con l’aria condizionata. Lo dicono i titoli dei giornali, quando compare “il Paese boccheggia”, allora è fatta. Lo dice il ronzio dell’aria condizionata accesa e il fruscio del ventilatore. Lo dice il crepitio del ghiaccio nel bicchiere del cocktail ordinato sulla spiaggia.

È estate anche per il mio gattino, quello che disegno sempre: rifugge il sole e spavaldo conquista l’ombra. Dalla sua spiaggia di sabbia, carta e colori augura a tutti una felice estate.

Nella vecchia fattoria della tv

cane

 

Per oggi avevo in mente di scrivere un post diverso, che trattasse di argomenti differenti da quelli di cui vi parlerò, ma lo terrò al calduccio per altre occasioni (eh sì, perché ormai non vi libererete facilmente di me! *parte la risata malvagia registrata*).

L’illuminazione sulla via di Damasco , se così vogliamo definirla, per questo post è arrivata oggi all’ora di pranzo, mentre mi accingevo a divorare un succulento piatto di maccheroni saltati con piselli e mortadella e mantecati con stracchino (ricetta fast del mio lui che pasticcia cose buone davvero), il tutto guardando la tv e facendo un po’ di sano zapping giusto per tenere in esercizio i tendini del pollice destro. Una serie di pubblicità è passata in onda e in successione ho visto una foca, un cane e un animale indefinito che potrei ricondurre a una specie di puzzola. Mi sono fermata a guardare, con la forchetta e il boccone sospesi a mezz’aria. Praticamente un’invasione di animali.

Lo so, anche voi cari amici spettatori (lo so ora sembra una televendita…) lo avete notato, ne sono sicura, ogni giorno entra in casa dalla tv una mandria di animali dalle sembianze umane che sembra che un gruppo di pubblicitari et company ubriachi si sia dato appuntamento alla fiera dell’antropomorfismo e a ognuno sia stato assegnato un animale.

La più tartassante è sicuramente la pubblicità della nota compagnia telefonica (dai, inutile fare nomi, la compagnia sputtanata che abbiamo avuto quasi tutti almeno una volta nella vitae che ora minacciamo tutti di lasciare): dopo l’orso che, devo essere sincera, muoveva un po’ di simpatia, ci hanno fracassato le “balls” (perché se lo scrivo in inglese non sono volgare, giusto?) col pinguino rap e secondo loro “figo” giusto perché doppiato da Elio, distruggendo i nostri nervi e portandoci all’esasperazione con quei motivetti orrendi; per poi passare alla foca di nome Monica che l’allusione e l’assonanza è talmente idiota da farti domandare ma davvero con questa pubblicità vogliono accaparrarsi altri clienti? E poi, per quanta stima e simpatia e simpatia possa nutrire nei confronti di Luciana Littizzetto, diciamoci la verità, nun se  po’ sentì! La lista degli animali “adottati” nelle pubblicità è lunga e si perde forse tra le nebbie dei tempi.

animals

Nella vecchia fattoria (ia, ia oh!) della tv c’è il leone con la giacca ma con la parte di sotto del corpo nuda – che io mi son sempre chiesta ma perché non un pantalone? Senza pantaloni non avrebbe dovuto avere tutti gli zebedei di fuori? – che ti invita ai super fantastici saldi dei saldi dei saldi; poi c’è tutta la giungla che si sfida per pubblicizzare dei cereali entrando in concorrenza con quell’orribile coniglio della bevanda al cioccolato che ad un certo punto usa le orecchie come pale da elicottero; ed ancora, come dicevo prima, una sorta di puzzola (almeno così è parso a me quel peluche spelacchiato) per un portale che confronta i prezzi delle assicurazioni e qui qualcuno mi deve spiegare davvero perché! Come non dimenticare l’allegra famiglia di topi che pubblicizza il formaggio che si aggiudica il primo premio per l’ovvietà e il gorilla della bevanda analcolica che recita con la Cabello. Naturalmente parliamo di casi direi estremi che provengono da una lunga tradizione di cani morbidi come la carta igienica (attenzione a quando si va in bagno!), delfini curiosi e cavalli golosi, antesignani sì, ma almeno non dovevano subire l’umiliazione di un doppiaggio che ha dell’incredibile. Insomma non se ne può più! Lancio dunque un appello a tutti i pubblicitari di lasciare in pace ‘sti poveri animali e bere di meno (al massimo provate con altro a trovare l’ispirazione) ed un appello a tutte le aziende: lo so, la crisi è dura, la pressione fiscale è alle stelle, ma vi prego risparmiateci e risparmiatevi tutto questo!