Toccata e fuga (a Roma)

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Due giorni a Roma. Una toccata e fuga di fuoco. Giorni intensi, sfiancanti, ricchi di emozioni, di condivisioni, di impegno. Ci sarebbero tante parole o forse nessuna per descrivere quello che abbiamo vissuto.
Sto ancora metabolizzando e sondando le conseguenze.
Sono soddisfatta.

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To Rome with love

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Sono appena arrivata a Roma. Con Lui.
Per vacanza, per staccare un po’, per necessità. Perché a volte mi manca.
In programma ci sono mostre, tour gastronomici (leggi abbuffate), divertimento e relax.
Naturalmente vi terrò aggiornati. Mica pensate di liberarvi così facilmente di me.
Cià.

L’estate è finita, andate a lavorare! Amen.

“L’estate sta finendo e un anno se ne va…” cantava il ritornello di una canzonetta da spiaggia di un po’ di anni fa. Ok, è vero che il caldo è ancora qui ad attanagliarci in una morsa sempre più serrata, è vero che è in arrivo Lucifero (o è già arrivato?) l’ultima e più temibile ondata di caldo, ma per me l’estate sembra davvero finita. Finite le “ferie”, che sarebbero ancor più giustificate in presenza di un vero seppur instabile lavoro, finite le vacanze e i viaggetti fuori, in esaurimento le giornate destinate al “cazzeggio” sfrenato e votato al nulla più assoluto. Tanto più che quest’anno le uscite sono state davvero lodevoli: mare, Ostuni, una visita anche allo zoo giusto per non farci mancare nulla e quei giorni indimenticabili in Salento con i miei amici, quelli veri e speciali. Una manciata di giorni vissuti senza regole, infischiandosi di programmi e progetti, seguendo solo la strada e il mare che accompagnava il percorso, con le nostre orme stampate sulla sabbia nera o arrampicandoci tra rovi e scogliere a strapiombo, lì dove la Grecia sembrava così vicina. Ed ancora profumi, suoni e ritmi, ma soprattutto sapori. Il mio palato e la mia curiosità culinaria hanno provato l’ebbrezza di orgasmi multipli, sentivo le papille gustative fare la ola ad ogni boccone. Pucce, pezzetti, minchiareddi, pasticciotti, monachine, fruttoni, caffè al latte di mandorla, pittule… e altri prodotti tipici il cui ricordo è soprattutto impresso nella mia bocca e nella mente. Insomma ho mangiato tanto, forse troppo, naturalmente annaffiando per bene il tutto.

Adoro il cibo, soprattutto quello inconsueto e nuovo, ma non sono una di quei maniaci che tendono a fotografare con Instagram qualsiasi boccone che valichi il confine del proprio cavo orale, sia chiaro! (Non è che per caso si intravede l’effetto repellente che provoca su di me Instagram e i suoi assidui fruitori?!)

Se ci penso il cibo ha molte volte scandito i miei viaggi, i luoghi che ho attraversato e scoperto, le tappe che ho raggiunto. Adoro il cibo, adoro assaporarlo (forse da questo deriva la mia lentezza nel mangiare?) e adoro altrettanto cucinarlo; infatti non vedo l’ora di riproporre qualche ricetta assaporata in questa vacanza.

Ma torniamo a “l’estate sta finendo e un anno se ne va…”. Non ho ancora ripreso il corso di formazione, con cui potrei riempire una intera sezione del blog e passare a riempirne agevolmente un altro, ma già l’agenda inizia a riempirsi di nuovi impegni e opportunità da cogliere al volo. Urrà! Vedo probabilmente l’inizio di un bel periodo di stress ed esaurimento! Dunque sono masochista? Eppure essere impegnata fino a non avere quasi tempo per respirare mi serve, talvolta ne sento il bisogno. (Lo so sono strana… me lo dico da sola). La prossima settimana mi aspetta l’organizzazione e la conduzione dei lavori dell’assemblea generale per la nuova ass. antiracket e questo mi elettrizza: è un compito importante e prestigioso e in molti confidano nella mia professionalità. Insomma, vietato sbagliare.

Eppure qualche volta sogno ancora le spiagge salentine, la campagna con quei colori caldi e intensi, quei sapori decisi… Ok Sibyl torna con i piedi per terra!

E allora buona fine estate a tutti.