Pensiero cazzeggio – Basta così?

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Come potrei definire questa giornata? In realtà non lo so. Disastrosa sarebbe troppo da catastrofista, altalenante sarebbe addirittura troppo da ottimista. Facciamo strana e non se ne parla più.
Una cosa però l’ho capita: mai fidarsi degli autisti dei pullman. Per un autista esiste solo il proprio mezzo, solo la propria tratta, solo i propri orari. Gli altri sono solamente colleghi da salutare ad un incrocio con uno sguardo di sfida a chi ce l’ha più nuovo o più grosso. Maschi naturalmente.
Degli altri non sanno nulla e quando dicono di saperlo allora… mentono! Ok, sì, sono sempre maschi.
Per colpa di uno di loro oggi ho preso il pullman sbagliato che mi ha lasciata sul lungomare di Bari. Bello, se non fosse che per raggiungere la mia meta ho dovuto camminare per 45 minuti a ritmo sostenuto sotto il sole. Praticamente oggi il mio Google Fit ha fatto i salti gioia, ha stappato una bottiglia di champagne e brindato alla mia salute. Tanto a camminare ero io, mica lui…
In più durante questa lunga passeggiata ho incrociato nell’ordine fattorini molesti, una manciata di guardoni, vecchiette ignote che mi hanno salutata, un gatto stecchito, insetti vari e un odore penetrante che sembrava caffè tostato ma non lo era perché non c’erano bar nelle vicinanze.
E ancora. Durante la pausa di lezione, la macchinetta del caffè di è rifiutata di darmi la stecchetta di plastica che funge da cucchiaino, l’accendino ha smesso di funzionare, la mia cervicale ha iniziato a festeggiare e mentre aspettavo il pullman del ritorno ha iniziato a piovere.
Altro da dichiarare? Ah sì, stamattina non ho fatto colazione perché sono finiti i cornettini ai 5 cereali che ingurgito per far finta di mangiare qualcosa.

Ecco, direi che è tutto. Almeno credo. O spero.

E pensare che non mi sono nemmeno incazzata.

Andiamo bene…

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Pensiero cazzeggio – Infinite sfumature di spoiler

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Ieri, lezione di letteratura italiana all’Università di Bari. Prendo appunti anche se la mano già stanca arranca sul foglio bianco con una penna diversa dal solito. Capita anche a voi di pensare che abbiate perso qualsiasi capacità scrittoria ogni volta che adoperate una penna diversa da quella usata solitamente (magari perché vi abbandona per bel mezzo della lezione o semplicemente si è persa nei meandri dell’astuccio che per quanto sia piccolo sembra avere la capienza della borsa di Mary Poppins)? A me capita sempre, sistematicamente. Nuova penna, reset della coordinazione mente-mano e corso accelerato di come impugnare la penna e scrivere.
Ma, come diceva la mia prof delle medie, “bando alle ciance, andiamo alle fesserie”. Durante una pausa dagli appunti, scosto il mio quaderno e noto una scritta sul banco. Sì, quella della foto. “Civil War: Capitan America muore”.
Ditemi ora, se questo non è il più originale tentativo di spoiler che abbiate mai visto. Per me lo è.
Io non so se lo spoiler del film sia corretto o meno (il finale del fumetto è un’altra storia), non so perché sia stato scritto, non so chi sia stato a scriverlo. So solo che chiunque sia stato è il nuovo genio del male, un infimo spifferatore di finali, un distruggi aspettative professionista e chissà se anche seriale.
Ma soprattutto so una cosa: mi ha fatto ridere tanto, facendomi svegliare dal torpore di una lezione soporifera.

Miracolo Di Caprio! – I vincitori degli Oscar 2016

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Sono stati svelati e premiati i vincitori degli Oscar 2016, i più famosi e prestigiosi premi del cinema americano e quindi internazionale. Una lunga cerimonia egregiamente condotta dal regista, attore, sceneggiatore e comico statunitense Chris Rock, che ha visto tante celebrità avvicendarsi su un palcoscenico d’eccezione, quest’anno dal design ispirato allo scintillante glamour della Hollywood degli anni settanta.

L’Oscar più importante della serata, quello per il miglior film, è stato vinto da “Il caso Spotlight, che ha ottenuto in totale due riconoscimenti.

Sbanca con  ben sei statuette (Miglior montaggio, miglior scenografia, migliori costumi, miglior trucco e acconciatura, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro) il film “Mad Max: Fury Road” con estrema gioia del co-sceneggiatore, co-produttore nonché regista George Miller che ha dovuto rimandare la produzione del quarto film della saga per quattro volte. Pare che la lunga attesa l’abbia premiato, per sei volte!

Finalmente l’Oscar tanto atteso (più dal pubblico che dall’attore stesso, come ha recentemente dichiarato in alcune interviste) è giunto per Leonardo Di Caprio il cui talento viene alfine riconosciuto; una soddisfazione e liberazione per tutto il web che si è lasciato andare a festeggiamenti di ogni tipo, facendo di Di Caprio un vero eroe moderno.

Trionfa l’Italia con Ennio Morricone che ritira il premio per la “miglior colonna sonora originale” con il nuovo film di Quentin Tarantino, “The Hateful Eight, mentre niente da fare per “Simple Song Number 3”, brano di “Youth” di Paolo Sorrentino fra i candidati alla migliore canzone.

Insomma una notte che di certo non ha risparmiato sorprese.

Di seguito tutte le categorie e i vincitori.

Miglior film

Il caso Spotlight – VINCITORE
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La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Room

Miglior regia

Alejandro González IñárrituRevenant – Redivivo – VINCITORE
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Adam McKay La grande scommessa
George MillerMad Max: Fury Road
Lenny AbrahamsonRoom
Tom McCarthyIl caso Spotlight

Miglior attore protagonista

Leonardo DiCaprioRevenant – Redivivo – VINCITORE
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Bryan CranstonTrumbo
Matt DamonSopravvissuto – The Martian
Michael Fassbender Steve Jobs
Eddie RedmayneThe Danish Girl

Miglior attrice protagonista

Brie LarsonRoom – VINCITRICE
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Cate BlanchettCarol
Jennifer LawrenceJoy
Charlotte Rampling45 anni
Saorsie Ronan Brooklyn

Miglior attore non protagonista

Mark RylanceIl ponte delle spie – VINCITORE
Mark Rylance
Christian BaleLa grande scommessa
Tom HardyRevenant – Redivivo
Mark RuffaloIl caso Spotlight
Sylvester StalloneCreed

Miglior attrice non protagonista 

Alicia VikanderThe Danish Girl – VINCITRICE

Alicia Vikander
Jennifer Jason LeighThe Hateful Eight
Rooney MaraCarol
Rachel McAdams – Il caso Spotlight
Kate Winslet Steve Jobs

Trucco e acconciatura

Mad Max: Fury Road – VINCITORE

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Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Revenant – Redivivo

Miglior sceneggiatura originale

Il caso Spotlight – VINCITORE
ilcasospotlight
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Straight Outta Compton

Miglior sceneggiatura non originale

La grande scommessa – VINCITORE
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Brooklyn
Carol
Sopravvissuto – The Martian

Room

Miglior film straniero

Il figlio di Saul (Ungheria) – VINCITORE
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El abrazo de la serpiente (Colombia)
Mustang (Francia)
Theeb (Giordania)
A War (Danimarca)

Miglior film d’animazione

Inside Out  – VINCITORE
insideout

Anomalisa
Boy and the World
Shaun – vita da pecora
Quando c’era Marnie

Miglior montaggio

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
La grande scommessa
Revenant – Redivivo
Il caso Spotlight
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior scenografia

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax

Il ponte delle spie
The Danish Girl
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo

Miglior fotografia

Revenant – Redivivo – VINCITORE
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Carol
The Hateful Eight
Mad Max: Fury Road
Sicario

Migliori costumi

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Carol
Cenerentola
The Danish Girl
Revenant – Redivivo

Miglior trucco e acconciature

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Revenant – Redivivo

Migliori effetti speciali

Ex Machina – VINCITORE
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Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior sonoro

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Il ponte delle spie
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior montaggio sonoro

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior colonna sonora originale

The Hateful Eight – VINCITORE
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Il ponte delle spie
Carol
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior canzone

Writing’s On the Wall Spectre VINCITORE

Earned It50 sfumature di grigio
Manta Ray Racing Extinction
Simple Song #3Youth
Til It Happens To YouThe Hunting Ground

Miglior documentario

Amy – ViNCITORE
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Cartel Land
The Look of Silence
What Happened, Miss Simone?
Winter of Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

Miglior corto documentario

A Girl in the River: The Price of Forgiveness – VINCITORE
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Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah
Last Day of Freedom

Miglior cortometraggio

Stutterer – VINCITORE
Stutterer
Ave Maria
Day One
Everything Will Be OK
Shok

Miglior cortometraggio d’animazione

Bear Story – VINCITORE
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Prologue
Sanjay’s Super Team
We Can’t Live without Cosmos
World of Tomorrow

Date una statuetta a quell’uomo! – Aspettando gli Oscar 2016

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L’attesa è veramente alle stelle e manca davvero poco alla cerimonia dell’88ª edizione cerimonia degli Oscar che si terrà come di consueto presso il Dolby Theatre di Los Angeles.

A condurre la serata sarà, per la seconda volta, Chris Rock, già presentatore della 77ª edizione nel 2005.

Uno spettacolo dunque assicurato che in Italia potremo goderci su Sky Cinema Oscar (canale 304 della piattaforma satellitare) e in streaming HD su Sky on Demand, e novità di quest’anno anche free in chiaro su TV8 (ex MTV, sul canale 8 del digitale terrestre).

Praticamente non ci sono scuse per non seguire uno degli eventi più attesi nell’anno non solo da professionisti del settore, ma anche da veri amanti del cinema e perché no, dai fashion addict di tutto il mondo.

Sono 24 le categorie premiate e per ognuna solo uno potrà stringere tra le mani l’ambita statuetta d’oro, spalancando le porte dell’Olimpo dei vincitori, la massima consacrazione per registi, attori e tutte le figure che lavorano nella grande macchina dei sogni cinematografica.

L’attenzione è, però, focalizzata su due categorie in particolare legate curiosamente allo stesso film, quella di miglior attore protagonista e miglior film.

Per la prima è presto detto, il grande favorito è senza dubbio Leonardo Di Caprio: da tempo ormai un vero plebiscito popolare mondiale acclama l’attore come il più meritevole tra i candidati per una questione di simpatia e pregresse mancate vittorie e naturalmente per una interpretazione che ha sorpreso molti in “Revenant”. La battaglia è però ancora aperta visti gli altri contendenti al titolo di tutto rispetto (Bryan Cranston in “Trumbo”, Matt Damon in “Sopravvissuto – The Martian”, Michael Fassbender in “Steve Jobs”, Eddie Redmayne in “The Danish Girl”). Se davvero il buon vecchio Di Caprio non dovesse vincere, sicuramente in molti griderebbero al “GOMBLOTTO!”. E noi siamo davvero sicuri di riuscire a sopportare ancora una volta i suoi occhioni delusi che vedono salire sul palco un altro vincitore? Quindi date una statuetta a quell’uomo!

La massima categoria, quella del miglior film, vede tra i favoriti nella corsa al premio, il regista messicano Alejandro González Iñárritu (proprio con “Revenant”), che l’anno scorso ha trionfato con il film “Birdman”. Se dovesse vincere, sarebbe una prima volta nella storia degli Oscar, poiché non esistono precedenti per cui la statuetta di “miglior film” sia stata conquistata da due film diretti dal medesimo regista in due anni consecutivi.

Anche quest’anno ci sarà un po’ di Italia tra i possibili vincitori: il grande Ennio Morricone è tra i candidati nella categoria “miglior colonna sonora originale” per il nuovo film di Quentin Tarantino, “The Hateful Eight”, mentre “Simple Song Number 3”, brano di “Youth” di Paolo Sorrentino è fra i candidati alla migliore canzone.

Insomma un’edizione degli Oscar che sta davvero tenendo con fiato sospeso e che certamente sarà tra le più seguite.

E voi seguirete la diretta? Avete già scelto i vostri film e attori preferiti?

Pensiero cazzeggio – Alzi la mano chi ha festeggiato San Valentino

rosa rossa

 

Anche se quasi a fine giornata, voglio condividere con tutti il mio articolo scritto in occasione di San Valentino sulla testata MolfettaViva con cui collaboro. Qui trovate il link diretto.

Che non sia solo oggi il pretesto per amarsi e andare oltre le differenze di genere.

 

Ci siamo, nelle vetrine dei negozi c’è la giusta abbondanza di cuori rossi e derivati, nei bar e nelle pasticcerie i dolci hanno assunto solo forma di cuore e gli impasti si tingono di rosso, i fiorai sono pronti a confezionare mazzi di fiori e a maneggiare rose dai lunghi gambi che quest’anno nemmeno a Sanremo si son viste.
Dunque è arrivato il giorno di San Valentino, la festa degli innamorati, o meglio ancora dell’amore, che non riesce a mettere tutti d’accordo, tra chi l’attende, chi ne è indifferente e chi sostanzialmente la odia.
Ci sono, dunque, i soliti, tradizionali e irriducibili che proprio oggi danno libero sfogo a tutto il romanticismo che è in loro, talvolta esasperando al punto da trasformarlo in esibizionismo e pura ostentazione a favore di amici, parenti e vicini. E allora vai con l’assalto al ponte del Vico e all’incrocio della Madonna dei Martiri, con striscioni e lenzuoli dalle scritte fatte con bombolette a spray e che denotano un po’ di tremarella: tra un “ti amo pulcino”, un “sei la mia vita topolina” e un “per sempre tua orsacchiotto” (naturalmente fino a quando non decide di sbranarla, in senso metaforico), la vecchia fattoria è completa e tutta la città di Molfetta è messa al corrente.
Non può non mancare la classica serenata in cui lei attirata da un’insolita melodia si affaccia al balcone e si trova davanti scenari differenti: lui con un mazzo di fiori in mano che si diletta travirtuosismi vocali in una bella canzone neomelodica napoletana – facendo concorrenza alle serenate del “Boss delle cerimonie” –, oppure lui sempre con un mazzo di fiori in mano che canta una canzone di Jovanotti (ormai quella ufficiale per le serenate è diventata “A te”) o a scelta una di Baglioni da vero evergreen, e in entrambi i casi la musica proviene dallo stereo della macchina col volume sparato a palla e portiere e cofano rigorosamente spalancati.
Naturalmente ci sono anche i cultori della sobrietà, quelli che a San Valentino un fiore non manca mai, il Bacio della Perugina è un “must have” con annessa cena romantica a cui, a seconda delle esigenze e occasioni, si può allegare un intero week end in una spa per farsi coccolare insieme.Le occasioni in questione sono però diventate le offerte dei coupon acquistabili su internet, e qui la cosa si fa seria: sì, perché la ricerca dell’offerta giusta e ad un prezzo stracciato parte circa due mesi prima, con l’aggiornamento compulsivo ossessivo dei siti di coupon. Perché ormai, diciamoci la verità, se c’è il coupon è meglio. Forse.
Altro elemento immancabile è la lingerie sexy, per stuzzicare un po’ il partner e magari riaccendere il fuoco assopito sotto la cenere: così mentre una donna s’immagina in tutto il suo splendore, quasi come uno degli angeli di Victoria’s Secret, si ritrova in realtà a scegliere slip e reggiseno tra quelli in offerta alla Lidl. Ma in fondo è il contenuto quello che conta.
E se da una parte ci sono gli innamorati dell’amore, dall’altra ci sono quelli che proprio la festa di San Valentino non riescono a digerirla, un po’ perché la ritengono una festa ormai commerciale, un po’ perché il loro romanticismo sostanzialmente latita. La parte che rimare è costituita da single, quelli che oggi si rinchiuderanno in casa o cercheranno di unirsi in gruppi di sostegno; gli stessi che si riconoscono da lontano perché ogni 14 febbraio di ogni benedetto anno pronunciano o pubblicano su Facebook tale frase <<San Valentino è la sesta di ogni cretino, che crede di essere amato e invece viene fregato>>: a voi dico solo cambiate repertorio.
Insomma viva l’amore.
Una cosa però vorrei consigliare ai cari concittadini molfettesi: se per caso oggi vi capiterà di vedere per strada o in un locale due uomini o due donne tenersi per mano o scambiarsi un bacio, non fate i bigotti. 

Pensiero cazzeggio – Blue Monday, la festa dei depressi

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Dicono che oggi  sia il “BLUE MONDAY”, ovvero il giorno più triste dell’anno.

Addirittura il tutto sarebbe riconducibile ad una equazione matematica, messa a punto una decina d’anni fa da uno psicologo inglese, Cliff Arnall, che individua nel terzo lunedì di gennaio il giorno con un particolare picco di tristezza e depressione. A determinare questo “fenomeno” ci sono una serie di congiunture come condizioni meteorologiche sfavorevoli, le giornate corte, i festeggiamenti natalizi ormai alle spalle, i sensi di colpa per aver speso troppi soldi durante le vacanze o mangiato troppo e infine, il lavoro, che è ricominciato freneticamente.

Praticamente oggi sarebbe la giustificazione perfetta per i depressi cronici.

Siete contenti? Ah no, è vero, siete tristi e depressi.

 

Sappiate, comunque, che sto tornando.

 

 

Keep calm… Natale sta arrivando!

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Novembre sta per volar via e quando su Twitter l’hashtag #Bauli diventa di tendenza allora inevitabilmente sai che Natale è vicino.

Va bene che – come dice il jingle di una nota pubblicità televisiva di un’altrettanto nota marca di panettoni e pandori e merendine varie – “A Natale puoi fare quello che non puoi fare mai e a Natale si può dare di più”, però Valerio Scanu e Melegatti hanno esagerato.

Veramente, ditemi perché mai dovrei comprarmi per i pranzi o cene di Natale o Capodanno un pandoro con la foto di Scanu schiaffata sulla confezione che mi ammicca falso, con quella mano scioltamente tesa come se avesse appena lanciato una manciata di polvere di stelle quando al massimo può lanciare un po’ di zucchero a velo, giusto per rimanere in tema

ScanuChe poi, dovete sapere, io odio lo zucchero a velo sui dolci! Ma lo odio terribilmente, sia chiaro. Tipo che non ha ragione di esistere se messo dopo sui dolci già completi. Se sono completi nel gusto, nella forma e nel colore – come direbbe Piero Pelù – perché mai si deve mettere sopra questa polverina bianca sottile che si volatizza al minimo respiro e appena tenti di tirare un morso ti si attacca alla bocca, sul viso e anche sul naso. Per non parlare di quando inevitabilmente ti cade sulla maglietta rigorosamente nera!

Ma torniamo al panettone di Scanu che, essendo sardo, voi capirete che l’analogia con dolci come panettone o pandoro viene praticamente naturale, giusto no?

Poi, però, viste le “paraculate” sul web, la Melegatti ha specificato che il prodotto in questione è un’edizione limitata (e per fortuna per noi!) non in commercio, realizzata per il raduno dei fan di Scanu, che a quanto ho capito ha fatto il botto vincendo l’edizione speciale del programma “Tale e quale show”, il programma di Carlo Conti in cui mentre lui imita un africano (riuscendoci benissimo), vecchie glorie o meteore dello spettacolo tentano le luci della ribalta cercando di imitare grandi nomi della musica con tre chili di cerone in faccia, che se alzano un po’ di più le luci e la temperatura della studio va su, l’effetto “museo delle cere” stile Dario Argento è assicurato.

Nonostante il pandoro di Scanu, la Melegatti non si è fatta sfuggire una di quelle figuracce da far paura con un post sui social che recitava “Ama il tuo prossimo come te stesso… basta che sia figo e dell’altro sesso”: praticamente alla stregua di quelle dediche idiote che ci si scambiava sul diario alle medie, come “con amore e simpatia lascio qui la firma mia”; la rima era sicuramente il punto vincente delle dediche, se facevi la rima eri qualcuno!

Nel caso di Melegatti, nessuno ha ritenuto la frase simpatica, nemmeno un po’, e vista la chiara vena omofoba l’azienda ha fatto subito marcia indietro scaricando la colpa su un ufficio di gestione del marketing esterno. Insomma un pasticciaccio che dovrebbe essersi risolto, ma la figura di merda è stata fatta.

Insomma come direbbe quella buon’anima di Jon Snow (sempre se è realmente morto – scusate lo spoiler) “l’inverno sta arrivando” e il Natale anche.

Ormai la tipica corsa ai regali è stata soppiantata dalla corsa all’addobbo e allestimento ossessivo compulsivo, tanto che le luci e le prime palle (non ancora rotte…) sono comparse da fine ottobre. Cioè, io posso capire i grandi magazzini e rivenditori di articoli stagionali che giustamente devono allestire il tutto prima per venderlo al dettaglio, ma tu signora che hai messo già le luci colorate al balcone, o forse non le hai mai tolte dall’anno scorso, dimmi, perché lo fai! Tu non puoi immaginare l’ansia che provoca in me l’intermittenza delle tue luci. Per non parlare delle agenzie di viaggi che subito dopo Ferragosto ti propongono i pacchetti per Natale e Capodanno, giusto per farti ricordare che anche quest’anno tu rimarrai nuovamente a casa a fare indigestione di panettone e giochi con le carte.

Dite che sono cinica? Forse. È che quest’anno lo spirito del Natale stenta ad accendersi. Sarà la stanchezza, sarà che devo ancora una volta studiare e forse saranno tante altre cose.

Meglio guardare avanti, stringere i pugni e avere ancora un po’ di pazienza.

 


Happy Halloween!

Anche quest’anno un post halloweenereccio ci sta.

Purtroppo quest’anno, a differenza dell’anno scorso, impegni e casini vari mi hanno impedito di creare un piccolo progetto fatto di decorazioni, ricette, curiosità e cazzeggio a volontà. Insomma ci siamo capiti.

Se vi va, e soprattutto se ve le siete perse, ecco i link dei post dell’anno scorso.

Halloween 2014

Non vi lascio a bocca asciutta, però. Per voi (per sfortuna vostra, lo so), un mio scarabocchio, un disegno fatto di getto, senza pensarci troppo.

Il mio augurio è che questa sia una serata orrendamente divertente, qualsiasi cosa decidiate di fare.

Pensiero cazzeggio – Formazione distruttiva

Ogni anno, secondo il mio ordine professionale, dovrei (anzi, ormai devo) seguire dei corsi di formazione.
Questo è uno di quei momenti, sono nel bel mezzo di una conferenza e… mi annoio. E mi sto innervosendo perché il tizio parla, parla, parla e sembra la fiera delle ovvietà sulla famiglia.

Sta facendo un minestrone di cose e argomenti. Ora parla pure di psicofarmaci. Prima invece di regali e buste di soldi e la scomparsa di bigliettini d’auguri personalizzati che accompagnano i regali.
In più l’amplificazione è pessima. Gli altoparlanti gracchiano, friggono, ronzano. Sembra la fiera del fritto o l’invasione di cavallette carnivore (esistono?) che spero possano divorare tutto e tutti, purché finisca questo supplizio.

Invece no.
Resisto.
Spero.

Convenevoli estivi – Pensiero cazzeggio sotto il sole

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Puff. Rieccomi. Lo so, dovevo stare via solo per un esame, solo per il mio fatidico periodo di “clausura forzata e volontaria”. Invece sono stata via un po’ più del previsto. Cose varie, belle e brutte, di cui non voglio tediarvi. Quindi di che si parla? Ma di tutto e nulla in particolare. Facciamo solo due chiacchiere, di quelle con tanti convenevoli e domande retoriche che si dicono quando due persone non si incontrano da molto tempo. Quindi sto bene, sono un po’ incasinata (ma dai, che novità!), passerò l’estate a studiare, non sono ancora andata al mare, ergo sono bianca come una mozzarella (bona, però). Non che il mio colorito possa cambiare se decidessi di andare al mare, eh. Generalmente due sono le opzioni possibili: la prima prevede giungere ad un’abbronzatura accettabile come conseguenza ad una disastrosa scottatura; l’altra prevede diventare rossa come un’aragosta appena tirata fuori dall’acqua bollente, mantenere tale colorito che rasenta i toni fluorescenti per qualche giorno per poi ripiombare nel pallore. Secondo poi quale delle due è più allettante? Che poi ogni anno, ogni estate, mi faccio sempre la stessa domanda: perché mai dovrei abbronzarmi tanto da cambiare colore ed essere scambiata per la gemella di Beyoncé (uguali eh, proprio identiche). Dunque pallidi di tutto il mondo uniamoci! Mozzarelle alla riscossa! Difendiamo il nostro orgoglio pallido! Ok, va bene la smetto. Non è il caldo, sono proprio così.

Che poi caldo. Qui un giorno piove, l’altro tira vento e l’altro ancora piove. Che peccato, quanto mi dispiace per quelli che sono già abbronzatissimi (uah ah sotto i raggi del sole – sarebbe il ritornello della canzone di Vianello: lo so, mi faccio paura da sola), tutti neri, quelli che praticamente sembrano avere il sole ventiquattro ore su ventiquattro. Fatemi capire, voi con le nuvole, che sole pigliate? Mi chiedo, qual è il vostro segreto, come fate, e non mi venite a dire la solita barzelletta di mangiare pomodori e carote in quantità che già di mio ne mangio manco se fossi un coniglio. Quindi devo semplicemente prendermela con madre natura, ho capito.

La gioia di questa estate-non estate quest’anno la sto trovando nella frutta. Albicocche, pesche, cesti pieni di ciliegie e mai come prima d’ora tanti fioroni (nella mia città detti anche “clumm”, nome alquanto strano e divertente). Che sono i fioroni? Per chi non è del sud, sono una sorta di grossi fichi, ma dal sapore più dolce e allo stesso tempo delicato. Ci sono quelli bianchi e quelli rossi, che preferisco. In entrambi i casi, però, io li preferisco belli maturi, quel grado di maturazione che io personalmente definisco “smarmy”, cioè marmellata pura.

Dopo un po’ di convenevoli, quattro chiacchiere di pura follia, pongo fine a questo breve incontro. Ci salutiamo da buoni amici e ci diamo appuntamento alla prossima (sembrano i saluti della posta del cuore, mah). Possibilmente una prossima volta in un futuro molto prossimo.