Farfalle che si posano su rose di panna viola e altre strane idee. Happy b-day to me!

farfalle

Ok ok manteniamo la calma. Lo dico tutto d’un fiato, così fa meno impressione.

Oggièilmiocompleannoecompio27anni!

Chiaro no?

Dalla mezzanotte ho già ricevuto un numero considerevole di auguri e altrettanti “ste a fa vecchij!”, tradotto dal pugliese “stai invecchiando”. Ringraziando per gli auguri, bacini e baciotti rispondo riproponendo anche quest’anno la frase “non sto invecchiando, sono nel fiore degli anni”, che ormai mi accompagna da qualche compleanno a questa parte (come potete leggere qui). Un chiaro escamotage per illudermi che c’è ancora tempo per tutte quelle convenzioni sociali che inevitabilmente e dolente o nolente ti travolgono sulla soglia dei 30 anni, così come tutte quelle responsabilità che soprattutto i tuoi non vedono l’ora che ti assuma: per la serie “quando ti sistemi?”. Suvvia tutti abbiamo i nostri tempi.

Che poi che significa “sistemarsi”. Inevitabilmente si pensa al pacchetto matrimonio, famiglia e figli, e solo allora tua madre sarà soddisfatta, solo allora per lei sarai davvero una donna adulta; in fondo qui nel profondo sud è quello il quadretto ideale. Ma non per me. Non dico che rifiuto tale idea (anche se quella del matrimonio con fronzoli e spese spropositate assolutamente la allontano da me), ma non credo sia concretizzabile in un futuro realmente prossimo e non per mancanza di “dolce metà”, semplicemente per mancanza di stabilità, in primis economica.

Ma lungi da me tali pensieri seriosi in questa giornata che di festa non sarà, perché come ogni anno ribadisco con Agne “è un giorno come tutti gli altri” (semplicemente ti senti dare in maniera scherzosa e malcelata delle vecchia ogni 10 minuti, ma per fortuna avviene solo una volta l’anno). In verità mi aspetta una riunione e finalmente sarà svelata la prima probabile fregatura di questo inizio anno (i particolari qui).

L’unico pensiero festoso è per la torta di compleanno che ormai progetto da giorni. Voglio regalarmi una torta d’effetto, bella, affascinante, viola e sicuramente buona da condividere con chi vorrà farlo, con amici e parenti. Semplicemente perché quest’anno (dopo compleanni insignificanti) mi va così, perché voglio questo, voglio esprimere me stessa con una torta, donarmi una piccola gioia che passi dal gusto, dalla vista, dall’olfatto e arrivi dritta all’anima. Ebbene sì, ho anche disegnato la torta ideale. Spero solo che la realtà si avvicini anche in piccola parte all’immaginazione.

Vi lascio dunque qualche schizzo e disegni liberi come le farfalle che la scorsa notte volavano tra i miei pensieri per poi posarsi sul mio foglio bianco.

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C’è chi dice no! (come rifiutare proposte all’apparenza allettanti)

c'è chi dice no

Eccomi, sono io, sempre e soltanto io.

Mi sono assentata giusto un po’. Il tempo utile per lavorare, essere stanca, lavorare, essere ancora stanca, arrotondare scrivendo testi, e qualche altro evento.

Ormai gli straordinari al lavoro non mancano e col corso di aggiornamento e la nuova abilitazione da consulente per le vendite la sopportazione sta arrivando ai massimi storici. Certo ho un’entrata mensile sufficiente (fino a quando decideranno di rinnovarmi questo misero contratto part time) ma in quelle quattro ore ti capita di sentire di tutto di più.

Nel frattempo ho detto un grosso “no”. Ho rifiutato di essere il direttore responsabile di una nota testata giornalistica on-line locale. Perché ho rifiutato? E come ho fatto?

Questa volta più che mai è stato decisivo porre sui due piatti della bilancia i pro e i contro. I contro hanno quindi stravinto, ma che dire, un plebiscito tra le motivazioni avverse a qualsiasi decisione che potesse portarmi ad accettare. E poi direttore responsabile senza un centesimo per alcuni (furbi) potrebbe essere normale, per me no (inoltre il “caro” Sallusti docet…). Ora come ora, col piccolo bagaglio di esperienza che mi porto dietro, la moneta sonante non è facilmente sostituibile con una gloria aleatoria e illusoria. Inoltre in una città come la mia, in cui puntare il dito è fin troppo facile e molti hanno “la querela più veloce del sud”, meglio evitare inconsistenti scelte che ai predecessori a quella carica non hanno portato lustro né permesso il tanto cercato salto di qualità. In poche parole una proposta dal fragrante e pungente odore di fregatura.

Inoltre anche le modalità per cui è pervenuta la proposta non è delle più chiare e cristalline. Come si dice “l’occasione fa l’uomo ladro”, senza risparmiare gli amici: troppa preoccupazione per il mio futuro professionale da sembrare sproporzionata e paradossale.

Al fine grazie ai pareri che più contano per me la scelta è stata presa. No a pseudo-giochetti di potere, no a far da scudo per permettere ad altri di fare i propri comodi, no a compromessi che alla fine si rivelano svantaggiosi, no a deviazioni del mio cammino.

Insomma una storiella non nuova, vista e sentita in tutte le salse. Consuetudine, si potrebbe dire. “Inculature” evitate le chiamerebbe qualcuno. Semplicemente basta a noi decidere. Decidere di non essere pedine senza volontà di un gioco che altri hanno scritto. E se il pentimento un giorno dovesse arrivare, anche lui potremo mettere a tacere.

A cosa serve?

 

 

Tratto da  http://www.giornalettismo.com/archives/382896/condividi-se-hai-capito-a-cosa-serve/ 

Sinceramente, guradando questa foto, quale comune mortale avrebbe pensato alle rughe?

Lo ammetto, io ho pensato alla fellatio, un aggeggio per aumentare il volume delle labbra e quindi il piacere.

Si vede che per i giapponesi combattere le rughe ha la priorità.