Pensiero cazzeggio – Tisane, parole, progetti e stupore… un post minestrone!

tazza

 

Cosa c’è di meglio di una bella tazza di tisana, un po’ di sano silenzio e la voglia di creare, scarabocchiare, scrivere, studiare. Direi poche cose. Dunque mi godo un momento tranquillo, tra piccoli piaceri, perdendomi in parole e pensieri.

Siamo già a metà novembre e anche se le temperature sembrano più settembrine, Natale si avvicina; quindi si lavora per il Natale! (Grazie alla regia per l’esultanza del pubblico finto) Sì, avete capito bene, sto lavorando per Natale e in particolare sto progettando il nuovo calendario dell’Avvento. L’anno scorso è stata una scommessa, un mettermi alla prova da più punti di vista: creativo, compositivo, fotografico; ma soprattutto è stata una scommessa con me stessa, per testare la mia capacità di riuscire a produrre e postare in tempi record e per 20 giorni di fila (20 perché la decisione del calendario è stata talmente repentina da essere presa improvvisamente 4 giorni dopo il regolare countdown). Scommessa vinta e credo anche con buoni risultati. E poi devo ammetterlo, nonostante un po’ di affanno che in alcuni momenti mi ha assalita, mi sono anche divertita e appassionata come non mai. Quindi come potevo non replicare? Questa volta sto cercando di prepararmi un po’ prima, partorendo già qualche idea, anche perché a metà dicembre dovrò sostenere un altro esame e poi ci saranno come sempre tanti imprevisti, altri impegni e i regali da preparare… forse (e quel “forse” sai bene è rivolto a te, sì, proprio a te! – Scusate è solo una comunicazione di servizio). Ho già una bella lista di idee stilata a cui ogni giorno se ne aggiungono altre; inoltre quest’anno ci saranno anche delle ricette natalizie tipiche pugliesi e non, senza tralasciare decorazioni e addobbi.

Probabilmente, e forse inconsciamente, ma non troppo, questo piccolo progetto del calendario dell’Avvento è un personale stimolo e desiderio si migliorare un Natale che seppur da lontano non riesco a vedere così scintillante e sereno come vorrei; uno stimolo che allo steso tempo non riesco a non condividere: quindi dovete sopportarmi anche questo Natale!

Nel frattempo continuo a sorseggiare la mia tisana depurativa con l’aggiunta di una bustina di infuso uva nera e fragola della “Bonomelli” che, senza fare marchette, mi sta creando una certa dipendenza, il problema è che non riesco a trovarle facilmente al supermercato: la cosa che più mi stupisce è che una combinazione così semplice possa essermi così gradita; sembra la scoperta dell’acqua calda, lo so, ma il senso più profondo è la bellezza di riuscire proprio a sorprendersi per le cose più semplici. Capita anche a voi? Questo mi fa tornare in mente una conversazione di qualche sera fa con il mio Lui: eravamo belli spaparanzati sul letto a vedere la tv e a mangiare cioccolata (in sostanza il nostro sport preferito ultimamente), lui beve dell’acqua e con quell’espressione tenera, proprio quella quasi da bimbo, mi fa: “Ma a te capita mai, quando bevi l’acqua, di pensare seriamente a quanto sia buona? A che buon sapore abbia in quel momento?”. Sì, ho risposto, capita anche a me; capita di sorseggiare dell’acqua in un momento qualunque e di pensare e ripetere nella testa quanto sia buona, quanto le labbra e il palato apprezzino quel liquido fresco e anonimo, senza colore, senza forma né odore. È questo quello che intendo per stupirsi delle piccole cose, di quelle che tante volte si danno per scontato, di quelle che passano inosservate alla vista ma la cui presenza o assenza diventa tangibile realtà. Alcuni potranno pensare che non ci siamo con la testa, forse in parte potrebbe essere vero, così com’è vero che nello stupore per le cose semplici è racchiusa ancora un po’ di quella poesia del mondo e della vita che diventa sempre più labile.

Così mi stupisco di stupirmi e le parole vanno da sole.

 

 

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Il Trono di Spade, ci sono cascata anch’io!

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Me lo ero ripromessa un mesetto fa, quando combattevo ansia e paure studiando Storia moderna. L’idea mia gironzolava in mente da un po’ di tempo e tutto intorno a me vi faceva riferimento. Avevo intuito che la cosa poteva interessarmi, poteva diventare avvincente ma anche intrappolarmi in un circolo vizioso da cui diventa difficile uscire. Bastava solo chiedere e mi sarebbe stato dato (anzi prestato). Dunque il momento è giunto: anche io ho iniziato a vedere “Il Trono di Spade”! Dopo averne sentito parlare in tutti i modi, in tutte le salse (e anche in tutti i luoghi e in tutti i laghi, come direbbe Scanu – a proposito che fine ha fatto? No, meglio non saperlo), mi sono avventurata in questo mondo fantastico pieno di intrighi, tutto “tempesctato” di parentele impossibili, buoni e cattivi, tette e culi, duelli, battaglie, banchetti e bordelli, tradimenti, uccisioni, capelli finti, scopate a destra e a sinistra, cavalieri, nani, lupi, uova di drago; ho dimenticato qualcosa? Se sì è perché sono ancora alla prima stagione.

Ammetto che mi sta coinvolgendo e avvincendo molto. È il genere che piace a me e potrei passare tutta la notte a vederlo. L’idea sarebbe quella di recuperare le serie che mi mancano per mettermi alla pari dei miei amici e finalmente vedere tutti insieme la nuova stagione.

Intanto sto finendo la prima stagione grazie a questo meraviglioso cofanetto prestatomi da Andre. Prime impressioni molto positive.

E voi? State seguendo le vicende de “Il Trono di Spade”? Che ne pensate? Avete letto il libro? Suggerimenti? Su, su sono curiosa di conoscere le vostre opinioni!