Compra, lavora e vinci (di lavorare)!

 

Tutta la vicenda in sostanza è riassumibile in tre passaggi: compri una borsa, elabori un piano di comunicazione, vinci uno stage (forse). Non è certo un mistero di chi si parla, naturalmente del marchio di borse Carpisa che ha lanciato questa “fantastica” campagna marketing.

Se l’intenzione era quella di entrare nei trend e attirare l’attenzione di nuovi acquirenti e magari anche di quelli vecchi e affezionati – assuefatti ai soliti modelli morbidi o rigidi riproposti ad anni alterni con colori illusoriamente diversi e materiali che si sbriciolano solo col semplice passare del tempo –, allora “you win!”, ci siete riusciti.

Se al contrario l’intento era quello ci proporre una campagna marketing accattivante e geniale, allora o le esalazioni di vernice per la pelle finta vi hanno dato alla testa o dovreste riconsiderare il vostro concetto di “genialità”.

Certo, a onor del vero, non è la prima volta che un’azienda propone una campagna di comunicazione in cui mette in palio un premio in denaro, o gift card e roba simile, per un concorso in cui chi partecipa presenta un’idea, un progetto grafico o una strategia che faccia comodo all’azienda stessa. Ma imporre l’acquisto di un proprio prodotto per acquisire il “diritto” di partecipare ad un concorso in cui bisogna profondere impegno, competenze e professionalità, forse questo non si era ancora visto.

È quel “vinci uno stage in azienda” che stride terribilmente, che infastidisce come il rumore delle unghie che graffiano sulla lavagna. E la situazione diventa al limite del grottesco se si leggono i requisiti che il piano comunicativo deve avere per essere ammesso al concorso: Definizione dei punti di forza e il messaggio del prodotto; Analisi del posizionamento del brand; Evidenza degli obiettivi del lancio; Definizione del target di riferimento; Definizione del budget; Dettaglio delle tattiche ed elenco delle azioni di comunicazione. Cioè mica robetta da dilettanti.

Va precisato, però, che il mese di stage presso gli uffici dell’azienda ubicati a Nola, “prevederà una retribuzione/rimborso spese del valore di 500,00 €. Il contratto prevederà inoltre: l’alloggio per il vincitore nella Foresteria disponibile per i dipendenti della società promotrice nella prossimità della sede aziendale; pranzo presso la mensa aziendale dal lunedì al venerdì; alloggi Kuvera per la cena (compreso sabato e domenica)”. Ma come si dice, il gioco non vale proprio la candela!

Intanto il concorso scade esattamente domani. Chissà in quanti avranno abboccato/partecipato.

 

Jeeg Robot vai! (Che hai vinto tutto) – E bravo Mainetti

david di donatello

Sono stati finalmente consegnati i David di Donatello, i premi cinematografici italiani – equivalenti agli Oscar americani – assegnati ogni anno dall’Accademia del Cinema Italiano, e arrivati alla 60esima edizione. La cerimonia di premiazione è stata condotta a Roma dal bravissimo Alessandro Cattelan e trasmessa su Sky.

A spartirsi la maggior parte dei premi sono stati in due, Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti e Il racconto dei racconti – Tale of Tales di Matteo Garrone.

L’Accademia ha però premiato come miglior film Perfetti Sconosciuti, la psicanalisi collettiva di individui la cui vita è governata dai telefonini di Paolo Genovese e di cui sembra sia stato confermato un remake in salsa americana con un cast stellare come Jennifer Lawrence, Bradley Cooper e Brad Pitt.

Grandissima rivelazione il film “Lo chiamavano Jeeg Robot” che ha visto trionfare Gabriele Mainetti come miglior regista esordiente, Claudio Santamaria come miglior attore protagonista, Ilenia Pastorelli come miglior attrice protagonista, Luca Marinelli come miglior attore non protagonista.

lo chiamavano jeeg robot

Un trionfo senza dubbio meritato per un film che palesemente può essere annoverato tra i migliori film italiani degli ultimi anni. E a dirlo non è solo l’Accademia del Cinema Italiano, non sono il numero dei premi vinti, a confermarlo è il pubblico. Una conferma che io stessa ho visto con i miei occhi nella sala del cinema della mia città, una multisala di periferia che proietta di tutto. Ho visto il film alla sua uscita, l’ho visto senza conoscerne nulla, senza aver letto recensioni, senza aver visto un trailer; avevo solo visto di passaggio dei manifesti enormi con un tizio dal volto celato che si ergevano ai lati del sottopasso di via Capruzzi a Bari; mi era sembrato di scorgere il nome di Claudio Santamaria, il che aveva portato la classica riflessione da grandissima critica cinematografica in erba quale sono: “ammazza quanto è figo Santamaria”.

Poi più niente, fino a quando una sera il mio fidanzato, che vive di film e cinema, non mi propone di andare a vedere “Lo chiamavano Jeeg Robot”, naturalmente accetto, altresì remore della riflessione da grandissima critica cinematografica in erba quale sono (vedi qualche rigo sopra).

Dopo mezz’ora di trailer, pubblicità, chiacchiericcio e cazzeggio diffuso nella sala, inizia finalmente il film e dopo poco… silenzio. C’era solo l’audio del film, in sala nessuno fiatava, anche il classico ruminante di pop corn aveva smesso di masticare. Tutti erano intenti a vedere quel film, senza commenti o parlottii vari; tutti avevano chiuso la bocca, averto orecchie e occhi e spalancato la mente. Quando infine le luci si sono riaccese è stato come destarsi da un sogno, riemergere dal profondo di un fumetto in cui per caso eravamo caduti, tutti.

È in quel momento che questo film ha vinto, per me e per tutti quelli presenti in sala.

Non ho mai visto un tale entusiasmo dilagare dopo la visione di un film, solo commenti positivi e pur volendo cercare difetti o carenze nelle riprese o nelle interpretazioni degli attori, nella fotografia o nei dialoghi pregni di romanesco verace, era praticamente impossibile.

Il film è bello, e se anche la definizione appare mera e riduttiva, la risposta la si poteva trovare sul volto di chi usciva da quella sala.

La conferma di tutto ciò è poi arrivata quando ho guardato il mio fidanzato e mi ha detto nell’ordine due frasi: “Voglio il blu-ray del film” e “lo rivediamo?”.

È fatta, “Lo chiamavano Jeeg Robot” è tra i miei film preferiti in assoluto.

Naturalmente subito dopo è subentrata un’attenta analisi da grandissima critica cinematografica in erba quale sono: “ammazza quanto è figo Santamaria!”.

Per quelli che se lo fossero perso, il film torna al cinema dal 21 di aprile.

Torniamo ai David di Donatello; ecco tutti i premiati.

Miglior film

Perfetti Sconosciuti, regia di Paolo Genovese

Miglior regista

Matteo Garrone per Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Miglior regista esordiente

Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore sceneggiatura

Filippo Bologna, Paolo Costella, Paolo Genovese, Paola Mammini, Rolando Ravello per Perfetti sconosciuti

Miglior produttore

Gabriele Mainetti per Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore attrice protagonista

Ilenia Pastorelli per Lo chiamavano Jeeg Robot

Miglior attore protagonista

Claudio Santamaria per Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore attrice non protagonista

Antonia Truppo per Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore attore non protagonista

Luca Marinelli per Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore autore della fotografia

Peter Suschitzky per Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore musicista

David Lang per Youth – La giovinezza

Migliore canzone originale

“Simple Song #3” per Youth – La giovinezza

Migliore scenografo

Dimitri Capuani – Alessia Anfusi per Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore costumista

Massimo Cantini Parrini per Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore truccatore

Gino Tamagnini per Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore acconciatore

Francesco Pegoretti per Il racconto dei racconti – Tale of Tales

Migliore montatore

Andrea Maguolo con la collaborazione di Federico Conforti per Lo chiamavano Jeeg Robot

Migliore fonico di presa diretta

Angelo Bonanni per Non essere cattivo

Migliori effetti digitali

Makinarium per Il racconto dei racconti – Tale of Tales

David Giovani

Giuseppe Tornatore per La corrispondenza

Miracolo Di Caprio! – I vincitori degli Oscar 2016

oscar2016

Sono stati svelati e premiati i vincitori degli Oscar 2016, i più famosi e prestigiosi premi del cinema americano e quindi internazionale. Una lunga cerimonia egregiamente condotta dal regista, attore, sceneggiatore e comico statunitense Chris Rock, che ha visto tante celebrità avvicendarsi su un palcoscenico d’eccezione, quest’anno dal design ispirato allo scintillante glamour della Hollywood degli anni settanta.

L’Oscar più importante della serata, quello per il miglior film, è stato vinto da “Il caso Spotlight, che ha ottenuto in totale due riconoscimenti.

Sbanca con  ben sei statuette (Miglior montaggio, miglior scenografia, migliori costumi, miglior trucco e acconciatura, miglior sonoro, miglior montaggio sonoro) il film “Mad Max: Fury Road” con estrema gioia del co-sceneggiatore, co-produttore nonché regista George Miller che ha dovuto rimandare la produzione del quarto film della saga per quattro volte. Pare che la lunga attesa l’abbia premiato, per sei volte!

Finalmente l’Oscar tanto atteso (più dal pubblico che dall’attore stesso, come ha recentemente dichiarato in alcune interviste) è giunto per Leonardo Di Caprio il cui talento viene alfine riconosciuto; una soddisfazione e liberazione per tutto il web che si è lasciato andare a festeggiamenti di ogni tipo, facendo di Di Caprio un vero eroe moderno.

Trionfa l’Italia con Ennio Morricone che ritira il premio per la “miglior colonna sonora originale” con il nuovo film di Quentin Tarantino, “The Hateful Eight, mentre niente da fare per “Simple Song Number 3”, brano di “Youth” di Paolo Sorrentino fra i candidati alla migliore canzone.

Insomma una notte che di certo non ha risparmiato sorprese.

Di seguito tutte le categorie e i vincitori.

Miglior film

Il caso Spotlight – VINCITORE
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La grande scommessa
Il ponte delle spie
Brooklyn
Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Room

Miglior regia

Alejandro González IñárrituRevenant – Redivivo – VINCITORE
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Adam McKay La grande scommessa
George MillerMad Max: Fury Road
Lenny AbrahamsonRoom
Tom McCarthyIl caso Spotlight

Miglior attore protagonista

Leonardo DiCaprioRevenant – Redivivo – VINCITORE
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Bryan CranstonTrumbo
Matt DamonSopravvissuto – The Martian
Michael Fassbender Steve Jobs
Eddie RedmayneThe Danish Girl

Miglior attrice protagonista

Brie LarsonRoom – VINCITRICE
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Cate BlanchettCarol
Jennifer LawrenceJoy
Charlotte Rampling45 anni
Saorsie Ronan Brooklyn

Miglior attore non protagonista

Mark RylanceIl ponte delle spie – VINCITORE
Mark Rylance
Christian BaleLa grande scommessa
Tom HardyRevenant – Redivivo
Mark RuffaloIl caso Spotlight
Sylvester StalloneCreed

Miglior attrice non protagonista 

Alicia VikanderThe Danish Girl – VINCITRICE

Alicia Vikander
Jennifer Jason LeighThe Hateful Eight
Rooney MaraCarol
Rachel McAdams – Il caso Spotlight
Kate Winslet Steve Jobs

Trucco e acconciatura

Mad Max: Fury Road – VINCITORE

madmax
Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Revenant – Redivivo

Miglior sceneggiatura originale

Il caso Spotlight – VINCITORE
ilcasospotlight
Il ponte delle spie
Ex Machina
Inside Out
Straight Outta Compton

Miglior sceneggiatura non originale

La grande scommessa – VINCITORE
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Brooklyn
Carol
Sopravvissuto – The Martian

Room

Miglior film straniero

Il figlio di Saul (Ungheria) – VINCITORE
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El abrazo de la serpiente (Colombia)
Mustang (Francia)
Theeb (Giordania)
A War (Danimarca)

Miglior film d’animazione

Inside Out  – VINCITORE
insideout

Anomalisa
Boy and the World
Shaun – vita da pecora
Quando c’era Marnie

Miglior montaggio

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
La grande scommessa
Revenant – Redivivo
Il caso Spotlight
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior scenografia

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax

Il ponte delle spie
The Danish Girl
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo

Miglior fotografia

Revenant – Redivivo – VINCITORE
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Carol
The Hateful Eight
Mad Max: Fury Road
Sicario

Migliori costumi

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Carol
Cenerentola
The Danish Girl
Revenant – Redivivo

Miglior trucco e acconciature

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax

Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve
Revenant – Redivivo

Migliori effetti speciali

Ex Machina – VINCITORE
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Mad Max: Fury Road
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior sonoro

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Il ponte delle spie
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior montaggio sonoro

Mad Max: Fury Road – VINCITORE
madmax
Sopravvissuto – The Martian
Revenant – Redivivo
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior colonna sonora originale

The Hateful Eight – VINCITORE
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Il ponte delle spie
Carol
Sicario
Star Wars: il risveglio della Forza

Miglior canzone

Writing’s On the Wall Spectre VINCITORE

Earned It50 sfumature di grigio
Manta Ray Racing Extinction
Simple Song #3Youth
Til It Happens To YouThe Hunting Ground

Miglior documentario

Amy – ViNCITORE
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Cartel Land
The Look of Silence
What Happened, Miss Simone?
Winter of Fire: Ukraine’s Fight for Freedom

Miglior corto documentario

A Girl in the River: The Price of Forgiveness – VINCITORE
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Body Team 12
Chan, beyond the Lines
Claude Lanzmann: Spectres of the Shoah
Last Day of Freedom

Miglior cortometraggio

Stutterer – VINCITORE
Stutterer
Ave Maria
Day One
Everything Will Be OK
Shok

Miglior cortometraggio d’animazione

Bear Story – VINCITORE
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Prologue
Sanjay’s Super Team
We Can’t Live without Cosmos
World of Tomorrow

Date una statuetta a quell’uomo! – Aspettando gli Oscar 2016

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L’attesa è veramente alle stelle e manca davvero poco alla cerimonia dell’88ª edizione cerimonia degli Oscar che si terrà come di consueto presso il Dolby Theatre di Los Angeles.

A condurre la serata sarà, per la seconda volta, Chris Rock, già presentatore della 77ª edizione nel 2005.

Uno spettacolo dunque assicurato che in Italia potremo goderci su Sky Cinema Oscar (canale 304 della piattaforma satellitare) e in streaming HD su Sky on Demand, e novità di quest’anno anche free in chiaro su TV8 (ex MTV, sul canale 8 del digitale terrestre).

Praticamente non ci sono scuse per non seguire uno degli eventi più attesi nell’anno non solo da professionisti del settore, ma anche da veri amanti del cinema e perché no, dai fashion addict di tutto il mondo.

Sono 24 le categorie premiate e per ognuna solo uno potrà stringere tra le mani l’ambita statuetta d’oro, spalancando le porte dell’Olimpo dei vincitori, la massima consacrazione per registi, attori e tutte le figure che lavorano nella grande macchina dei sogni cinematografica.

L’attenzione è, però, focalizzata su due categorie in particolare legate curiosamente allo stesso film, quella di miglior attore protagonista e miglior film.

Per la prima è presto detto, il grande favorito è senza dubbio Leonardo Di Caprio: da tempo ormai un vero plebiscito popolare mondiale acclama l’attore come il più meritevole tra i candidati per una questione di simpatia e pregresse mancate vittorie e naturalmente per una interpretazione che ha sorpreso molti in “Revenant”. La battaglia è però ancora aperta visti gli altri contendenti al titolo di tutto rispetto (Bryan Cranston in “Trumbo”, Matt Damon in “Sopravvissuto – The Martian”, Michael Fassbender in “Steve Jobs”, Eddie Redmayne in “The Danish Girl”). Se davvero il buon vecchio Di Caprio non dovesse vincere, sicuramente in molti griderebbero al “GOMBLOTTO!”. E noi siamo davvero sicuri di riuscire a sopportare ancora una volta i suoi occhioni delusi che vedono salire sul palco un altro vincitore? Quindi date una statuetta a quell’uomo!

La massima categoria, quella del miglior film, vede tra i favoriti nella corsa al premio, il regista messicano Alejandro González Iñárritu (proprio con “Revenant”), che l’anno scorso ha trionfato con il film “Birdman”. Se dovesse vincere, sarebbe una prima volta nella storia degli Oscar, poiché non esistono precedenti per cui la statuetta di “miglior film” sia stata conquistata da due film diretti dal medesimo regista in due anni consecutivi.

Anche quest’anno ci sarà un po’ di Italia tra i possibili vincitori: il grande Ennio Morricone è tra i candidati nella categoria “miglior colonna sonora originale” per il nuovo film di Quentin Tarantino, “The Hateful Eight”, mentre “Simple Song Number 3”, brano di “Youth” di Paolo Sorrentino è fra i candidati alla migliore canzone.

Insomma un’edizione degli Oscar che sta davvero tenendo con fiato sospeso e che certamente sarà tra le più seguite.

E voi seguirete la diretta? Avete già scelto i vostri film e attori preferiti?

Liebster Award

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Con grande piacere sono stata nominata per questo “Liebster Award”, un metodo carino per conoscere nuovi blog e soprattutto scoprire chi si nasconde dietro di loro. A nominarmi è stata Wonderbaba, che per me è Wonder Woman, la ragazza dalle mille e una idee.

Per partecipare bisogna seguire alcune semplici regole:

  • ringraziare il blog che ti ha nominato;
  • rispondere alle 10 domande;
  • nominare 10 blog con meno di 200 follower;
  • comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Bene, iniziamo!

 1. Perché hai aperto un blog?

Così di getto mi verrebbe da dire per darvi fastidio, per tediarvi con i miei deliri di parole, i miei “pensieri cazzeggio”, e ora anche con le mie ricette, poveri voi! In realtà (torno seria per un momento, ma chi voglio prendere in giro…) questo blog nasce dalla migrazione di un vecchio blog da una piattaforma chiusa. Ai tempi del vecchio blog la voglia di comunicare, di condividere, di scrivere come sempre mi ha portata ad aprire un blog che sembrava più un diario dove riversare esperienze, sensazioni, emozioni, pensieri; una valvola di sfogo di cui con il tempo non riesco più a fare a meno.

2. Ci parli un pò delle tue passioni?

Scrivere è la mia passione più grande, quella che ti sovrasta, ti riempie e ti contiene. Una passione così importante da essere il mio lavoro (ebbene vi svelo una cosa: sono una giornalista!). Della scrittura ho sempre parlato, tanto, così come della lettura. L’altra mia grande passione è la cucina, una parte di me imprescindibile: sono ossessionata dalle spezie, adoro le erbe aromatiche e scoprire nuovi sapori è la mia missione. Per me il cibo non è solo nutrimento per il corpo, lo è anche per l’anima, una festa per i sensi ed io vorrei festeggiare sempre. Un’altra piccola fiamma di passione sta nascendo, quella per la fotografia, un mondo a me oscuro, cui sto cercando di approcciarmi (con scarsi risultati direte voi, ed io vi do ragione) grazie alla guida del mio Lui, il mio maestro di fotografia.

3. Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

I commenti e le interazioni sono il nutrimento per un blog e di conseguenza per un blogger; sono la benzina che muove tutti gli ingranaggi, lo stimolo che incentiva a continuare a scrivere e postare. Diffidate, perciò, da coloro che affermano di avere un blog solo per se stessi ma che invece sono sempre lì a postare e cercare di ricevere il maggior numero di commenti; altrimenti avrebbero fatto prima a tenere un diario segreto. Chi possiede un blog è spinto dalla voglio di comunicare e interagire, di far arrivare le sue idee e le sue parole oltre la propria mente, oltre il proprio computer.

4. Di cosa parli nel blog?

Diciamo che parlo. Parlo a vanvera, di quello che al momento mi ispira, di quello che vivo, di quello che osservo e il mio cervello poi elabora. Non a caso si chiama “Il disordine nel mio cassetto”. E da poco vi parlo anche di cucina. Praticamente i miei cassetti cono perennemente pieni e in disordine, sta a voi vedere cosa c’è dentro.

5. Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciute personalmente?

Questa domanda si collega strettamente alla terza. Sì, penso di aver creato legami speciali e di amicizia con molti blogger. Non ho avuto modo di incontrare nessuno di persona, ma conto di farlo presto.

6. Come immagini il tuo blog fra 2 anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Certo, mi piacerebbe che il blog crescesse, si evolvesse sempre, non solo nella parte grafica e strettamente esteriore, ma altresì in quella contenutistica. È una sfida continua che intendo portare avanti per molto altro tempo. Come immagino il blog tra due anni non so dirlo, ho in mente molti cambiamenti in un continuo divenire e trasformarsi che è difficile immaginare una forma finale e compiuta.

7. La cosa che sai fare meglio?

Scrivere. Basta una parola.

8. Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Sempre troppo poco. Sono incostante, lo ammetto, non pubblico con cadenza precisa. Questo perché mi lascio trasportare nella maggior parte dei casi dall’ispirazione del momento, non pianifico la mia scrittura. È lei che decide quando rompere gli argini e uscire fuori.

9. Come nascono i tuoi post?

Per rispondere a questa domanda potrei usare una colta citazione latina, “a cazzum”. In realtà come ho detto prima è tutta una questione di ispirazione, di idee e pensieri che mi frullano per la testa e che repentinamente decidono che è arrivato il momento di essere trasformati in scrittura su un foglio bianco, reale o virtuale.

10. Un saluto a chi legge?

Certo che devi avere una vena un tantino masochista per essere arrivato a leggere il punto 10 di questo post. Comunque ciao e complimenti per il coraggio!

Ecco, ora è arrivato il momento di fare 10 nomination, dunque entro in crisi.

Ce l’ho fatta! Non mi sembra vero! Resta il fatto che chiunque voglia può fare suo questo piccolo premio e rispondere alle domande per farsi conoscere un pò di più.

 

Si mangia a modo mio! Ricette in arrivo, ecco la prima.

spaghetto quadrato 2 copia

È giunto il momento.

Ho deciso di prendere in mano padelle e mestoli e proporvi alcune ricette. Anzi, ho deciso che ogni settimana ci sarà una ricetta sul blog (se ce la faccio eh…). Tranquilli non voglio trasformare questo spazio nel solito “food blog”, di quelli fritti e rifritti; credo che ormai sia palese il mio amore per il cibo, la cucina, le spezie soprattutto, la ricerca di sapori e odori e la scelta di proporre qualche ricetta sul blog era ponderata da tempo. È solo un cassettino in più che si aggiunge al mio disordine, un cassetto che da tempo fa parte di me e che ho deciso di condividere con chi ne ha voglia.

Naturalmente non vi è nessuna pretesa da grande chef, lungi da me ergermi a intenditrice gastronomica (per carità!). Sono semplicemente una “pinca pallina” che sperimenta nuove ricette, mescola ingredienti, segue i suoi gusti e il suo estro, le voglie del momento, la sua gola (praticamente una “fancazzista ai fornelli”, direi che è la definizione più appropriata). Una cosa ci tengo a precisare: tutte le ricette sono realizzate e talvolta reinventate da me (non c’è trucco e non c’è inganno siori e siore!), e se la mia famiglia e i miei amici dopo averle mangiate sono ancora vivi, allora potete stare sicuri!

pasta1 Come prima ricetta voglio proporvi un primo piatto dal nome “Sapore di mare e un pizzico di Oriente”, una ricetta che tempo fa ho presentato ad un contest organizzato dal pastificio “La Molisana” (non solo un’azienda ma “dal 1912 sartoria della pasta”, come recita il loro motto) e incentrato su uno dei loro formati di pasta più famosi, lo spaghetto quadrato. Con mia grande sorpresa la ricetta è stata selezionata tra le vincitrici della categoria “Amarcord” ed è entrata a far parte di un ebook collettivo interamente dedicato a questo fantastico formato che devo ammettere preferisco nettamente ai bucatini. Inutile descrivere la soddisfazione per questo piccolo riconoscimento che per me significa tanto.

Ecco, dunque, lamia interpretazione dello spaghetto quadrato con razza e zenzero: un piatto semplice e anche economico, con un pesce povero, talvolta sottovalutato, una radice che ormai è diventata la mia passione (assieme al curry che rimane l’amore indiscusso della mia vita), per un sapore delicato ma deciso. Spero questa ricetta possa interessarvi e fatemi sapere se la realizzerete!

Ingredienti per 4 personeamarcord

Mezza cipolla;

Uno spicchio di aglio;

Olio extravergine di oliva;

500 gr di polpa di razza (priva di cartilagini);

4 pomodori costoluti;

Farina q.b.;

Un bicchiere di vino bianco secco;

350 gr Spaghetto quadrato “La Molisana”;

Zenzero in polvere;

Origano;

Sale e pepe;

Prezzemolo fresco.

Procedimento

Tagliate molto finemente la cipolla bianca e fatela soffriggere in un’ampia padella (che vi servirà infine per saltare e amalgamare la pasta) con un filo di olio extravergine di oliva e lo spicchio di aglio sbucciato e leggermente schiacciato.

Tagliate la razza in bocconcini, privandola eventualmente di cartilagini o pelle residua; infarinate leggermente la polpa.

Quando la cipolla sarà appassita, rimuovete lo spicchio di aglio e aggiungete la razza rimuovendo la farina in eccesso. Fate cuocere per qualche minuto e sfumate con un bicchiere di vino bianco secco.

Aggiungete i 4 pomodori costoluti (di media grandezza) che avrete precedentemente tagliato a cubetti.

Aggiustate con sale e del pepe macinato fresco; aggiungete un pizzico di origano secco ed un pizzico di zenzero in polvere.

Lasciate cuocere per 10-15 minuti a fuoco moderato evitando che la polpa di razza si sfaldi troppo.

In una pentola cuocete gli spaghetti quadrati in abbondante acqua salata. Durante la cottura mettete da parte dell’acqua di cottura. Scolate la pasta al dente e unitela nella padella con il preparato di razza. Fate saltare la pasta con il condimento, amalgamando con poca acqua di cottura e un veloce filo d’olio.

Servite dunque lo Spaghetto quadrato “La Molisana” con qualche foglia di prezzemolo fresco e a piacere una spruzzata di pepe e zenzero.

I love La Molisana!

la molisana

La mia passione per la cucina non è una novità. Ormai credo si sappia quanto mi piaccia cucinare, sperimentare sapori, dare forma e gusti nuovi ai cibi. Dolce o salato non fa molta differenza. L’importante è sporcarsi le mani, sentire col tatto le consistenze, stimolare le mie papille gustative, conquistare la vista con la forza del colore, essere rapita dai profumi che si alzano dalle pietanze. E poi condividere, offrire un piatto buono e bello a chi mi sta accanto, conquistarlo e ogni volta con curiosità osservare la sua reazione al primo boccone: in quel frangente impercettibile capisci se è una vittoria o una sconfitta (e naturalmente imparare sia dalle une, sia dalle altre). Forse cucinare è un po’ come scrivere: esprimo me stessa senza vincoli, assecondo i miei pensieri, ritrovo la tranquillità, in poche parole sto bene.

Un po’ di tempo fa ho partecipato ad un contest di cucina indetto da “La Molisana”, prima che un’azienda un pastificio; anzi, come recita il loro motto “dal 1912 sartoria della pasta” (se per caso non la conoscete – il che sarebbe un male soprattutto per le vostre papille gustative – allora date un’occhiata qui). Il contest aveva come protagonista un dei loro nuovi prodotti, lo spaghetto quadrato. Cioè avete presente un bucatino? Ecco, con il diametro quadrato e senza buco al centro (che poi a me il buco al centro non piace, perché quando arriva il momento fatidico in cui il bucatino lo succhi – e lo so che lo fate tutti, suvvia non facciamo i perbenisti – quel buchetto fa passare solo aria; ma d’altra parte se si chiamano bucatini e hanno il buco al centro un chiaro motivo ci sarà. Ok esco da questo trip mentale). Per partecipare al contest era necessario inventare e realizzare una ricetta, scegliendo una delle quattro categorie proposte a cui facevano riferimento altrettanti grandi chef: Amarcord, Le Grand Crù, Veggie, Pop Art. devo ammettere che ci ho pensato molto, ho cercato l’ispirazione per la ricetta giusta e alla fine ho scelto la categoria Amarcord presentando la ricetta dello spaghetto quadrato con razza e zenzero: un piatto semplice, con un pesce povero, talvolta sottovalutato, una radice che ormai è diventata la mia passione (assieme al curry che rimane l’amore indiscusso della mia vita), per un sapore delicato ma deciso. Allora ho cucinato, ho fotografato, ho inviato e ho atteso il responso. Dunque ho vinto, sono tra i vincitori della categoria le cui ricette, assieme a quelle degli altri vincitori nelle altre categorie, andranno a comporre un e-book di ricette interamente dedicato allo spaghetto quadrato. Una notizia inaspettata e fantastica, giunta tra l’altro in una giornata che non scorderò mai perché ricca di belle sorprese.

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Come se non bastasse lo staff de La Molisana ha voluto inviarmi questo omaggio davvero gradito per cui non smetterò mai di ringraziarli. Uno scrigno pieno di oro giallo, forme stuzzicanti e meravigliose.pasta2

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A prescindere da tutto, dalla vincita, dall’omaggio voglio esprimere la mia piena soddisfazione per i prodotti di questa azienda. Chimi conosce sa bene che non è mia intenzione fare marchette o pubblicità ad un prodotto. Semplicemente esprimo la mia opinione, il mio gusto cercando di essere anche obiettiva. I prodotti de La Molisana sono ottimi, mi hanno davvero conquistata: la pasta ha il profumo e il sapore del grano, mantiene molto bene la cottura e la varietà di formati si presta a qualsiasi ricetta, al tatto la pasta ha quella giusta porosità che permette di avere una grande resa quando la si va ad amalgamare con il condimento; il colore è sublime; inoltre, da un punto di vista del marketing, il packaging è curato, sobrio ed essenziale (per la serie anche l’occhio vuole la sua parte). In poche parole sono innamorata di questa pasta e a casa mia, da mangiatori pantagruelici di pasta, siamo degli intenditori e buone forchette.

Naturalmente non vedo l’ora di sperimentare e proporvi nuove ricette di pasta.

Una grazie a La Molisana consentitemelo.

And the winner is… – Premio curiosità 2014

premio

Allora. Il mio blog (ma possiamo definirlo anche delirio di parole) ha ricevuto un premio! Si dice così, giusto? Cioè proprio il mio? Ebbene sì. The winner is IL DISORDINE NEL MIO CASSETTO! (espressione di finta sorpresa, mi asciugo una lacrima invisibile, salgo sul palco, inciampo, ritiro l’attestato e ringrazio la mia famiglia… ho dimenticato qualcosa? No, credo che il copione sia completo) Ammetto che sono piacevolmente sorpresa per questo piccolo riconoscimento, soprattutto perché è la prima volta che ne ricevo uno. Ho ricevuto il “Premio curiosità 2014” grazie alla gentile nomination di Emily, circa dieci giorni fa. Sì, avete letto bene, tanto troppo tempo fa. Lo so, sono vergognosa, su dite tutti che sono una cattiva persona e ciao finiamola qui. Devo dire che questa volta il ritardo è per la maggior parte giustificato; infatti in questo lasso di tempo ho studiato e dato un esame, ho seguito un corso di formazione che mi impegnava tutta la giornata oltre a impegni vari. Che dite basta? Suvvia perdonatemi (se volete faccio anche la faccia mortificata e supplicante del gatto con gli stivali di Shrek).

Ma bando alle ciance, lascio spazio alle domande del premio.

1. Come ti chiami realmente? (Se vuoi scriverlo)

Sì, realmente mi chiamo, nel senso che ho un nome. Un nome diciamo “insolito”, capace di creare malintesi, dubbi e un sacco di confusione. Che nome è? Vi dico solo che inizia per… I. suvvia non è che vi posso dire tutto.

2. Qual è la tua vera età?

Ho 27 anni. Effettivi, reali, dimostrati, compiuti. I vecchi delle mie parti direbbero che “mi sono già buttata nei 28”, per altri ne devo fare 29: io questa cosa non l’ho mai capita e cercare di farsela spiegare da persone di una certa età, sarebbe un’impresa impossibile.

3. E quella che vorresti avere?

Forse mi piacerebbe avere 20 anni, tornare a quell’età per cambiare giusto qualcosina.

4. Qual è l’ultimo SMS che hai ricevuto?

Un attimo che controllo. Che tristezza, è un messaggio della 3. L’unica consolazione è che il credito non è esaurito.

5. Com’è stato il tuo primo bacio?

Mmmmhhh vediamo. Particolarmente adolescenziale, mentre si giocava al gioco della bottiglia. Vale?

6. Cosa hai sognato stanotte?

Io penso nulla, o forse molto probabilmente non me lo ricordo. Sarà perché mi sono svegliata alle 4 per andare a fare uno pseudo-lavoro? Che dite?

7. Domani parti, dove vai?

Torno a Siviglia con lui, mi mancano quei momenti, più o meno l’anno scorso; solo noi e una città tutta da scoprire. Oppure partiamo e andiamo a Londra (il mio sogno), ma anche Praga, Amsterdam, Parigi, Berlino, Mosca, Tokyo…

8. A cosa stai pensando?

Adoro il nuovo cd dei Coldplay. Stanotte non dormirò. Spero di svegliarmi. Sveglia non mi tradire. Cosa indosso domani. Devo scrivere. Ho tante cose da fare. Voglio un gelato buono. Devo comprare un nuovo paio di sandali…

9. Cosa farai stasera?

Difficile dirlo. Intanto speriamo di arrivarci sani e salvi.

10. Se potessi incontrare dal vivo un blogger chi sceglieresti? Perché?

Non saprei scegliere, ce ne sono tanti che seguo e trovo davvero interessanti. Ognuno è unico.

Bene, come consuetudine questa specie di catena di sant’Antonio deve continuare, dunque nomino 5 blogger che seguo con piacere e che spero possano interessare anche voi.

Cià.