Toccata e fuga (a Roma)

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Due giorni a Roma. Una toccata e fuga di fuoco. Giorni intensi, sfiancanti, ricchi di emozioni, di condivisioni, di impegno. Ci sarebbero tante parole o forse nessuna per descrivere quello che abbiamo vissuto.
Sto ancora metabolizzando e sondando le conseguenze.
Sono soddisfatta.

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Pensiero cazzeggio – Infinite sfumature di spoiler

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Ieri, lezione di letteratura italiana all’Università di Bari. Prendo appunti anche se la mano già stanca arranca sul foglio bianco con una penna diversa dal solito. Capita anche a voi di pensare che abbiate perso qualsiasi capacità scrittoria ogni volta che adoperate una penna diversa da quella usata solitamente (magari perché vi abbandona per bel mezzo della lezione o semplicemente si è persa nei meandri dell’astuccio che per quanto sia piccolo sembra avere la capienza della borsa di Mary Poppins)? A me capita sempre, sistematicamente. Nuova penna, reset della coordinazione mente-mano e corso accelerato di come impugnare la penna e scrivere.
Ma, come diceva la mia prof delle medie, “bando alle ciance, andiamo alle fesserie”. Durante una pausa dagli appunti, scosto il mio quaderno e noto una scritta sul banco. Sì, quella della foto. “Civil War: Capitan America muore”.
Ditemi ora, se questo non è il più originale tentativo di spoiler che abbiate mai visto. Per me lo è.
Io non so se lo spoiler del film sia corretto o meno (il finale del fumetto è un’altra storia), non so perché sia stato scritto, non so chi sia stato a scriverlo. So solo che chiunque sia stato è il nuovo genio del male, un infimo spifferatore di finali, un distruggi aspettative professionista e chissà se anche seriale.
Ma soprattutto so una cosa: mi ha fatto ridere tanto, facendomi svegliare dal torpore di una lezione soporifera.