Nuove esperienze

cameras

 

Alla scoperta di nuove ed emozionanti esperienze a teatro.

Scrutare i preparativi, assistere alle prove e cogliere tutti i momenti prima che il sipario si apra e gli attori entrino in scena. Un mondo che fino ad ora avevo visto solo da spettatrice, seduta tra il pubblico.

Tutto grazie a VinBis. com e alla sua grande voglia di fare e intraprendenza. (Se siete curiosi e volete scoprire di più, date un’occhiata qui!)

Sono sicura che insieme riusciremo a raggiungere traguardi sempre più alti.

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Torta salata riso, radicchio e porro… si può fare! – Se magna a modo mio

torta

 

Settimana piena, anzi pienissima d’impegni ma alla ricetta settimanale non rinuncio (mi dispiace per voi, speravate avessi desistito, invece no!).

Quindi perché non preparare una ricetta abbastanza veloce, economica, gustosa, anche un po’ vegetariana, leggera così da poter affrontare come me corse folli verso la stazione dopo pranzo, cercando di non perdere l’unico treno disponibile a non farmi arrivare in ritardo all’appuntamento. Addirittura si potrebbe definire una “ricetta svuota frigo” anche perché è nata una sera per caso, mettendo insieme alcuni avanzi del pranzo di quel giorno e attingendo qualcosa dal frigorifero. Io la chiamo “torta di riso, radicchio e porro”, forse ispirata dal bordo dentellato dato dalla teglia che ho usato, tanto da somigliare vagamente a una crostata.

Realizzare questa torta salata è semplicissimo, ma anche pratico perché potendo essere assaporata tiepida o fredda si può prepararla in anticipo e poi servirla, magari accompagnandola con una bella insalata croccante di iceberg, cetrioli e finocchi tagliati sottili e conditi con un filo di olio e gocce di aceto balsamico. E proprio per questo penso possa essere un piatto ideale anche per un picnic, per una gita fuori porta come quella di Pasquetta che sta per arrivare (e per cui naturalmente non abbiamo ancora fatto programmi).

Ingredientitorta4

½ radicchio rosso

½ porro

Spezie ed erbe aromatiche: semi di finocchio tritati, cumino, curry, salvia, pepe

½ bicchiere di vino bianco secco

300 gr di riso bollito

4 uova grandi

4-5 cucchiai colmi di pecorino romano grattugiato

1 cucchiaio di farina

noce moscata

½ bicchiere di latte

fette di scamorza affumicata

olio evo

sale.

Preparazione

Affettate a rondelle il porro e fatelo rosolare con un leggero filo d’olio. Nel frattempo tagliate a listarelle il radicchio e aggiungetelo al porro assieme ad un pizzico di semi di finocchio tritati, cumino, curry, salvia secca in foglie e una macinata di pepe e sale. Fate rosolare il tutto per qualche minuto e poi sfumate con il vino bianco. Fate evaporare il vino e portate a cottura: attenzione a fare asciugare il porro e il radicchio affinché non contengano molta acqua. Versate il composto in un’ampia ciotola e lasciate raffreddare qualche minuto.

Quando si sarà raffreddato, nello stesso recipiente aggiungete al composto il riso precedentemente bollito, poi le uova sbattute, il pecorino romano grattugiato, un pizzico di noce moscata e amalgamate il tutto. Aggiungete poi la farina e se il composto risulta troppo duro e compatto ammorbiditelo con un goccio di latte. Aggiustate di sale. Trasferite il composto dalla consistenza morbida ma non acquosa in una teglia e spezzettateci sopra alcune fette di scamorza affumicata: io ho usato una teglia in silicone del diametro di 24 cm, ma in alternativa potete usare qualsiasi altra teglia avendo l’accortezza di ungerla con un po’ di olio o burro, oppure potete stendervi un foglio di carta forno.

Infornate a forno preriscaldato a 180 gradi per circa 30 minuti, naturalmente la cottura varia a seconda del forno ma sarà giunta al termine quando la torta sarà colorita e compatta. Consiglio inoltre di passarla qualche minuto sotto il grill così da permettere alla scamorza di sciogliersi e formare una deliziosa e invitante crosticina.

Sfornate e servite la torta tiepida o fredda.

Buon appetito.torta2

 

Liebster Award

liebster-award1

 

Con grande piacere sono stata nominata per questo “Liebster Award”, un metodo carino per conoscere nuovi blog e soprattutto scoprire chi si nasconde dietro di loro. A nominarmi è stata Wonderbaba, che per me è Wonder Woman, la ragazza dalle mille e una idee.

Per partecipare bisogna seguire alcune semplici regole:

  • ringraziare il blog che ti ha nominato;
  • rispondere alle 10 domande;
  • nominare 10 blog con meno di 200 follower;
  • comunicare la nomina ai 10 blog scelti.

Bene, iniziamo!

 1. Perché hai aperto un blog?

Così di getto mi verrebbe da dire per darvi fastidio, per tediarvi con i miei deliri di parole, i miei “pensieri cazzeggio”, e ora anche con le mie ricette, poveri voi! In realtà (torno seria per un momento, ma chi voglio prendere in giro…) questo blog nasce dalla migrazione di un vecchio blog da una piattaforma chiusa. Ai tempi del vecchio blog la voglia di comunicare, di condividere, di scrivere come sempre mi ha portata ad aprire un blog che sembrava più un diario dove riversare esperienze, sensazioni, emozioni, pensieri; una valvola di sfogo di cui con il tempo non riesco più a fare a meno.

2. Ci parli un pò delle tue passioni?

Scrivere è la mia passione più grande, quella che ti sovrasta, ti riempie e ti contiene. Una passione così importante da essere il mio lavoro (ebbene vi svelo una cosa: sono una giornalista!). Della scrittura ho sempre parlato, tanto, così come della lettura. L’altra mia grande passione è la cucina, una parte di me imprescindibile: sono ossessionata dalle spezie, adoro le erbe aromatiche e scoprire nuovi sapori è la mia missione. Per me il cibo non è solo nutrimento per il corpo, lo è anche per l’anima, una festa per i sensi ed io vorrei festeggiare sempre. Un’altra piccola fiamma di passione sta nascendo, quella per la fotografia, un mondo a me oscuro, cui sto cercando di approcciarmi (con scarsi risultati direte voi, ed io vi do ragione) grazie alla guida del mio Lui, il mio maestro di fotografia.

3. Quanto pensi che i commenti e le interazioni siano utili per un blogger e in che modo?

I commenti e le interazioni sono il nutrimento per un blog e di conseguenza per un blogger; sono la benzina che muove tutti gli ingranaggi, lo stimolo che incentiva a continuare a scrivere e postare. Diffidate, perciò, da coloro che affermano di avere un blog solo per se stessi ma che invece sono sempre lì a postare e cercare di ricevere il maggior numero di commenti; altrimenti avrebbero fatto prima a tenere un diario segreto. Chi possiede un blog è spinto dalla voglio di comunicare e interagire, di far arrivare le sue idee e le sue parole oltre la propria mente, oltre il proprio computer.

4. Di cosa parli nel blog?

Diciamo che parlo. Parlo a vanvera, di quello che al momento mi ispira, di quello che vivo, di quello che osservo e il mio cervello poi elabora. Non a caso si chiama “Il disordine nel mio cassetto”. E da poco vi parlo anche di cucina. Praticamente i miei cassetti cono perennemente pieni e in disordine, sta a voi vedere cosa c’è dentro.

5. Hai creato un rapporto di amicizia con altre blogger? Vi siete mai conosciute personalmente?

Questa domanda si collega strettamente alla terza. Sì, penso di aver creato legami speciali e di amicizia con molti blogger. Non ho avuto modo di incontrare nessuno di persona, ma conto di farlo presto.

6. Come immagini il tuo blog fra 2 anni? Vorresti vederlo crescere/cambiare e in che modo?

Certo, mi piacerebbe che il blog crescesse, si evolvesse sempre, non solo nella parte grafica e strettamente esteriore, ma altresì in quella contenutistica. È una sfida continua che intendo portare avanti per molto altro tempo. Come immagino il blog tra due anni non so dirlo, ho in mente molti cambiamenti in un continuo divenire e trasformarsi che è difficile immaginare una forma finale e compiuta.

7. La cosa che sai fare meglio?

Scrivere. Basta una parola.

8. Quanto tempo dedichi al tuo blog?

Sempre troppo poco. Sono incostante, lo ammetto, non pubblico con cadenza precisa. Questo perché mi lascio trasportare nella maggior parte dei casi dall’ispirazione del momento, non pianifico la mia scrittura. È lei che decide quando rompere gli argini e uscire fuori.

9. Come nascono i tuoi post?

Per rispondere a questa domanda potrei usare una colta citazione latina, “a cazzum”. In realtà come ho detto prima è tutta una questione di ispirazione, di idee e pensieri che mi frullano per la testa e che repentinamente decidono che è arrivato il momento di essere trasformati in scrittura su un foglio bianco, reale o virtuale.

10. Un saluto a chi legge?

Certo che devi avere una vena un tantino masochista per essere arrivato a leggere il punto 10 di questo post. Comunque ciao e complimenti per il coraggio!

Ecco, ora è arrivato il momento di fare 10 nomination, dunque entro in crisi.

Ce l’ho fatta! Non mi sembra vero! Resta il fatto che chiunque voglia può fare suo questo piccolo premio e rispondere alle domande per farsi conoscere un pò di più.

 

Si mangia a modo mio! Ricette in arrivo, ecco la prima.

spaghetto quadrato 2 copia

È giunto il momento.

Ho deciso di prendere in mano padelle e mestoli e proporvi alcune ricette. Anzi, ho deciso che ogni settimana ci sarà una ricetta sul blog (se ce la faccio eh…). Tranquilli non voglio trasformare questo spazio nel solito “food blog”, di quelli fritti e rifritti; credo che ormai sia palese il mio amore per il cibo, la cucina, le spezie soprattutto, la ricerca di sapori e odori e la scelta di proporre qualche ricetta sul blog era ponderata da tempo. È solo un cassettino in più che si aggiunge al mio disordine, un cassetto che da tempo fa parte di me e che ho deciso di condividere con chi ne ha voglia.

Naturalmente non vi è nessuna pretesa da grande chef, lungi da me ergermi a intenditrice gastronomica (per carità!). Sono semplicemente una “pinca pallina” che sperimenta nuove ricette, mescola ingredienti, segue i suoi gusti e il suo estro, le voglie del momento, la sua gola (praticamente una “fancazzista ai fornelli”, direi che è la definizione più appropriata). Una cosa ci tengo a precisare: tutte le ricette sono realizzate e talvolta reinventate da me (non c’è trucco e non c’è inganno siori e siore!), e se la mia famiglia e i miei amici dopo averle mangiate sono ancora vivi, allora potete stare sicuri!

pasta1 Come prima ricetta voglio proporvi un primo piatto dal nome “Sapore di mare e un pizzico di Oriente”, una ricetta che tempo fa ho presentato ad un contest organizzato dal pastificio “La Molisana” (non solo un’azienda ma “dal 1912 sartoria della pasta”, come recita il loro motto) e incentrato su uno dei loro formati di pasta più famosi, lo spaghetto quadrato. Con mia grande sorpresa la ricetta è stata selezionata tra le vincitrici della categoria “Amarcord” ed è entrata a far parte di un ebook collettivo interamente dedicato a questo fantastico formato che devo ammettere preferisco nettamente ai bucatini. Inutile descrivere la soddisfazione per questo piccolo riconoscimento che per me significa tanto.

Ecco, dunque, lamia interpretazione dello spaghetto quadrato con razza e zenzero: un piatto semplice e anche economico, con un pesce povero, talvolta sottovalutato, una radice che ormai è diventata la mia passione (assieme al curry che rimane l’amore indiscusso della mia vita), per un sapore delicato ma deciso. Spero questa ricetta possa interessarvi e fatemi sapere se la realizzerete!

Ingredienti per 4 personeamarcord

Mezza cipolla;

Uno spicchio di aglio;

Olio extravergine di oliva;

500 gr di polpa di razza (priva di cartilagini);

4 pomodori costoluti;

Farina q.b.;

Un bicchiere di vino bianco secco;

350 gr Spaghetto quadrato “La Molisana”;

Zenzero in polvere;

Origano;

Sale e pepe;

Prezzemolo fresco.

Procedimento

Tagliate molto finemente la cipolla bianca e fatela soffriggere in un’ampia padella (che vi servirà infine per saltare e amalgamare la pasta) con un filo di olio extravergine di oliva e lo spicchio di aglio sbucciato e leggermente schiacciato.

Tagliate la razza in bocconcini, privandola eventualmente di cartilagini o pelle residua; infarinate leggermente la polpa.

Quando la cipolla sarà appassita, rimuovete lo spicchio di aglio e aggiungete la razza rimuovendo la farina in eccesso. Fate cuocere per qualche minuto e sfumate con un bicchiere di vino bianco secco.

Aggiungete i 4 pomodori costoluti (di media grandezza) che avrete precedentemente tagliato a cubetti.

Aggiustate con sale e del pepe macinato fresco; aggiungete un pizzico di origano secco ed un pizzico di zenzero in polvere.

Lasciate cuocere per 10-15 minuti a fuoco moderato evitando che la polpa di razza si sfaldi troppo.

In una pentola cuocete gli spaghetti quadrati in abbondante acqua salata. Durante la cottura mettete da parte dell’acqua di cottura. Scolate la pasta al dente e unitela nella padella con il preparato di razza. Fate saltare la pasta con il condimento, amalgamando con poca acqua di cottura e un veloce filo d’olio.

Servite dunque lo Spaghetto quadrato “La Molisana” con qualche foglia di prezzemolo fresco e a piacere una spruzzata di pepe e zenzero.

È tornato il sole

temielezenzerolimone

Rieccomi.

Il sole sembra essere tornato dopo giorni di pioggia. Solo qualche timido raggio, ma fa calore.

Torna la quiete, torna la serenità interiore dopo un periodo buio, tormentato, che mi ha sfibrata e prosciugato le energie.

Una mancanza sempre presente, lei non c’è più. E poi paure, tensioni, affanni, una lotta contro il tempo e le insicurezze.

Infine decidi di fermarti. Devi fermarti. Lo sai. Decidi di respirare, profondamente. Decidi di riprenderti la vita, di rallentare e ritrovarti.

Così ritorno, riafferro saldamente le redini della mia vita. Saluto un nuovo mese e un nuovo giorno di sole con una tazza di tè verde con zenzero, limone e miele.