Quando la cantina è il paese delle meraviglie; ritrovamenti eccezionali.

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Per la serie “nostalgia portami via” oggi vi propongo un meno sei particolare, realizzato con un gioco, o forse è più appropriato chiamarlo attrezzo/utensile (vi prego con l’accento sulla “i”, lo so è una fissa che mi ha fatto venire il professore di linguistica generale) da disegno che ho notato ultimamente stanno riproponendo soprattutto nei mercatini, lo “Spirograph”. Per chi non avesse proprio presente cosa sia, si tratta di un kit in scatola composto da alcuni dischi di diversa grandezza e dentellati, con dentro dei forellini a diverse distanze e in cui si inserisce la punta della penna; in questo modo i dischetti vengono fatti ruotare ad esempio nel perimetro interno di un cerchio più grande, una sorta di guida anche questa dentellata, oppure dentro o fuori una orma rettangolare, o una specie di elica. Così gira che ti rigira si realizzano bellissimi disegni, quasi linee concentriche o che si intrecciano in motivi che a mano libera sarebbe impossibile realizzare. Per chi invece non avesse compreso una cippa della mia spiegazione rimando alle due foto oppure a “Santogoogle”.

spirograph

Ieri pomeriggio sono scesa in cantina per cercare una lampada che emettesse luce bianca per via delle foto (mammamiacomesonodiventataprofessionale), e come al solito qualsiasi cantina, ripostiglio, soppalco, stanza piana di cianfrusaglie che si rispetti per me si trasforma nel paese delle meraviglie, così inizio a scavare tra gli scatoloni alla ricerca di non so bene cosa, perché la lampada l’avevo già trovata.

Apro una busta e ci trovo una confezione nuova di pastelli a cera risalente probabilmente alle elementari, e ancora tre astucci pieni zeppi di pennarelli e pastelli (sempre per lo stesso motivo che potete ritrovare qui). Continuo a cercare, questa volta tra le scatole dei giochi da tavola e trovo questa grande scatola azzurra, lo Spirograph che pochi giorni fa avevo visto col mio lui ad un mercatino e mi era venuta voglia di riesumarlo un giorno o l’altro. Ed ora me lo ritrovavo di fronte. Non ci ho pensato due volte e ho portato su a casa scatola, lampada e tutti gli astucci; questo per “grandissima” gioia di mia madre, altre cianfrusaglie che si uniscono al mio disordine. Ho aperto la scatola e il gioco era intatto, non mancava nessun pezzo, anzi vi ho trovato tanti disegni fatti all’epoca, fogli ormai ingialliti ma pur sempre leggibili e intrisi di ricordi. Naturalmente io e mia sorella abbiamo occupato il tavolo con colori di tutti i tipi e ci siamo messe a disegnare, come quando eravamo bambine; tra l’altro nell’entusiasmo generale abbiamo scritto una bella letterina a Babbo Natale che a dire il vero si avvicinava più a una lettera minatoria.

Dunque sulla scia dei ricordi ho pensato di dedicare questo meno sei ancora una volta ai ricordi.

Domanda: ma anche voi avete l’abitudine di conservare e mettere da parte oggetti per ipotetici futuri e anche improbabili utilizzi? Io spero di non fare la fine dei protagonisti di “Sepolti in casa” e compagnia bella di Real Time!

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