Qui si fanno conserve serie!

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Ogni anno di questi tempi, tra fine settembre e tutto il mese di ottobre e fino a esaurimento prodotto, casa mia è invasa dalle olive. Verdi, nere, metà metà, dai nomi strani, purché si possano mangiare. Quando meno te lo aspetti vedi i miei che tornano a casa carichi di buste o cassette di olive. Prima selezionano le migliori e le distinguono più o meno per grandezza, poi le lavano ben bene con gran cura (a volte sembra che stiano facendo il bagnetto alle loro creature). Infine preparano vasetti, boccacci, boccaccini o recipienti enormi sistemandoci dentro le olive e aggiungendo acqua e sale. Da quest’anno addirittura la quantità di sale viene minuziosamente pesata e annotata su una targhetta posta sul vasetto di riferimento, mentre è talvolta assente il mezzo limone per dar un sapore più corposo (c’è da dire che a casa mia i limoni latitano, il frigorifero li accoglie solo in occasioni speciali, e allora festeggiamo!). Praticamente un lavoro certosino dedicato alle olive che successivamente lascia spazio all’impazienza per mangiarle; perché sì, i miei e mia sorella sono grandi divoratori di olive in acqua. Io guardo, ogni tanto assaggio e assisto a questa catena di montaggio.
E ciao!

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