Ladies and gentlemen the “royal baby”!

“Annunciazione, annunciazione! È nato il bambino”

Non so se vi ricordate le classiche recite natalizie, quelle che solitamente si mettevano in scena alle scuole elementari; quelle fatte non proprio per la “gioia” di parenti e amici che non potevano rifiutare il tenero invito offendendo la creatura, dunque dovevano sorbirsi in piedi o se andava bene  seduti sulle sedioline dei sette nani di Biancaneve (con le ginocchia che lambivano il mento) tre ore di soliti canti natalizi intervallati da dialoghi o monologhi incomprensibili e dal tono lamentoso. Ogni anno puntualmente c’era sempre il bambino che interpretava la parte dell’angelo vestito d’ordinanza – tunica in raso azzurro con stelle di carta attaccate corredata da ali di cartoncino bianco bordate di porporina dorata o argentata (a seconda dei trend della moda di quell’anno) – che annunciava il concepimento o la nascita del Salvatore: era quel ruolo che tutti cercavano di far passare come tra i più importanti della baracca, ma  che non so perché risultava il più scontato e sfigato.

Tale ruolo in questi giorni è stato affidato ad un certo Ed Perkins, responsabile dell’ufficio stampa della Casa Reale inglese, che ha diffuso la notizia della nascita del “royal baby”. Quale felicità, quale commozione, quanto giubilo nel Regno Unito! E di lì tutti i giornali del mondo hanno fatto da eco, facendola rimbalzare in tutti gli angoli del globo, facendola giungere a qualsiasi orecchio plebeo, manco si trattasse realmente di un Salvatore. Che poi, in verità, un po’ ci ha salvati da tutta questa ansia, dall’angosciante attesa di un travaglio durato undici ore e raccontato minuto per minuto da migliaia di collegamenti televisivi e articoli tanto che questo mese gli editori sborseranno fior di quattrini per pagare gli straordinari agli inviati da Londra.

Nasce o non nasce, e la duchessa è in ospedale, no non lo è; ha le contrazioni, no sta semplicemente espletando un regal bisognino con la sua solita impostata grazia; le fanno l’epidurale o no;  e se la duchessa ha le voglie, no mai sia nasca un erede con la “voglia” a forma di fragola o a macchia di caffè.

Insomma nove mesi di gestazione sicuramente più duri a livello di sopportazione per noi che per la cara duchessa che si portava a spasso in grembo tutta sorridente un fardello di 3,8 kg.

Sì, avete capito bene, 3,8 kg di regalità appena venuta al mondo che ci fanno chiedere dove era nascosto. Cara Kate ma che te sei magnata in nove mesi? Smentendo le più antiche fiabe, si direbbe che il pisellino reale non sia stato certo trovato sotto un cavolo perché se l’è divorato. Svelato dunque il mistero del sesso, i bookmaker inglesi si lanciano nelle scommesse sul nome del nascituro che non è ancora stato reso noto. Certo traditi o delusi sono stati quelli che speravano in una femminuccia, magari dai capelli biondi e gli occhi azzurri, magari da chiamare Diana, magari con lieto fine inciso nel futuro.

Inutile, però, illuderci che dopo la pubblicazione del nome diminuisca questo tartassamento mediatico (per noi). Occhi sempre puntati sul “royal baby” e sui neogenitori e già mi immagino i titoli dei giornali: “royal baby e il suo primo rigurgito, cosa avrà mangiato?”; oppure “operazione sblocca pupù, il royal baby sceglie le supposte di glicerina”; o ancora “Kate, torno in forma col pilates”.

Insomma non ci lasceranno in pace, continueremo ad essere sommersi a pieno viso dalle notizie su ‘sto piccino che ha avuto la fortunata sfortuna di nascere nella più osservata, criticata, gossippata, scandalosa famiglia reale che possa esistere.

Caro principino buona fortuna!

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Pensiero cazzeggio – Grazie

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Un grazie dal profondo del cuore, dalle mie papille gustative in festa, dal mio stomaco in delirio alla Perugina per aver creato questa meraviglia. Per me il gelato dell’estate. Panna e cioccolato, o solo cioccolato (e c’è da dire che a me generalmente non piace il gelato al cioccolato, pur adorandolo, lo so strano ma vero): quando è un “vortice” non ci sono calorie o sensi di colpa che tengano, io mi ci butto dentro.

Dopo tutto cerco solo di addolcire un’altra giornata di lavoro che sta per iniziare. E poi il cioccolato dà la carica giusta, sì sì (per la serie come trovare escamotage e giustificazioni ad un peccattuccio di gola!).

Pensiero cazzeggio – Pausa

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Al lavoro alla mia scrivania (da casa). Scrivo comunicati stampa di un certo spessore, tra volumi, indagini, azioni antiracket e macchine incendiate. Insomma roba poco allegra. Dunque ci vuole una pausa. Ghiacciolini! Della serie “perché io sono una persona professionale, eh”. Altro che caffè. Quando il caldo si fa sentire un ghiacciolo è l’ideale, magari evitando quelli che mangiavo da bambina.
E tra poco si va al lavoro, quello noioso. Armiamoci di pazienza.
A pesto.

Pensieri dal mio letto – Hasta luego Sevilla

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Arieccomi! Di ritorno da una vacanza stupenda e direi perfetta con lui a Siviglia! Una settimana in paradiso praticamente lontani da tutto e tutti. Solo noi e una città incantevole. Dato che il ritorno alla realtà non è mai piacevole vi dò questa piccola chicca fotografica. In questi giorni prometto di fare un bel resoconto con tanto di diario fotografico. Nel frattempo crolloooo! Buenas noche!