Pensieri dal mio letto – Auguri arretrati… quando la strada vecchia è uguale alla nuova.

Allora.

Buona fine del mondo, buona Vigilia, buon Natale, buon Santo Stefano, buona Vigilia di Capodanno, buon Capodanno, buon fine anno, buon inizio anno, buon 2013, buona Befana, buona Epifania, buonasera, buonanotte.

Così con gli auguri arretrati siamo a posto.

Sono stata un po’ assente, ma purtroppo sempre qui. Sempre i soliti posti, la solita vita, i soliti malumori. Insomma tutto come prima, nulla è cambiato. Il nuovo anno si mostra come strascichi mai sbiaditi di un anno mai concluso realmente. Il problema in fondo è l’aspettativa. Riponiamo in quel fatidico primo gennaio speranze troppo grandi che puntualmente sono deluse da qualcosa, da condizioni che conosciamo bene. La quotidianità – o se vogliamo la “normalità” – uccide sogni, desideri si rivalsa, illusioni mal riposte in un cambiamento aleatorio. Nulla cambia se non siamo noi a volerlo. E questo cambiamento il primo di ogni anno non c’è, bisogna costruirselo.

Sarà dunque l’anno del cambiamento? Non lo so. Come sempre i buoni propositi ci sono, bisogna attuarli. Per ora si vive un presente uguale e talvolta scontato.

Intanto i giorni passano, e purtroppo in fretta, e purtroppo tra un giorno sarà il mio compleanno. Di già. e più degli altri anni l’entusiasmo latita, l’inquietudine è onnipresente, la voglia di festeggiare non pervenuta. Non che questo possa interessare a qualcuno. Consuetudine, ordinaria amministrazione. Alla fine cosa c’è mai da festeggiare con un lavoro che ormai odio e mi rende insofferente, un umore altalenante (e no, non è sindrome premestruale), l’amore con alti e bassi, poco tempo per me, studio assente, stanchezza latente… un anno in più sulle spalle? Sentirsi dire che sto invecchiando? Immagina che allegria. Insomma si prospetta una giornata anonima, tra auguri anonimi, regali anonimi, gesti anonimi.

Comunque ancora buon anno. E ciao.

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