La partita è finita, andate in pace!

Il matrimonio tra il caro e vecchio giuoco calcio e gli italiani è e sarà sempre indissolubile. Per la serie “fin che morte non vi separi!”. E questo nonostante gli alti e bassi prevedibili e indispensabili all’interno di un rapporto di coppia; ma in questo caso quei “bassi” col calcio – tra doping, calcioscommesse, combine e altre robette varie sempre illegali –  sarebbe stato meglio evitarli. Nonostante tutto anche oggi gli italiani sono stati attirati da quel flusso magnetico che li ha portati davanti al piccolo schermo (o anche maxi, dipende molte volte dalle tasche…), naturalmente attrezzati con simpaticissimo e ormai inseparabile decoder che ha rovinato le esistenze di taluni (compresa la mia a causa dell’inettitudine e dei novant’anni superati ti mia nonna), per tifare Italia!

Strade deserte, bandiere svolazzanti, prove tecniche di trombette varie. Poi l’inno italiano che con un’eco incessante rimbalza negli atrii, tra le vie, nei locali, nelle case. Fischio dell’arbitro e Italia-Croazia ha inizio.

Lo ammetto ne sono stata vittima anch’io. Per questo ringrazio la nazionale di calcio per essersi prestata a farmi da scusa sottraendomi allo studio di quel simpaticone di Berchet, i suoi allegri amici e la “povera” madame de Staël, rinviando questa incombenza a domani. Davvero grazie di cuore, ma almeno potevate vincere!

Mi sono abbandonata sul divano e lì ho visto gli omini azzurri e quelli bianchi e rossi andare avanti e indietro per il campo. qualche volta mi svegliavo, altre mi assopivo; poi controllavo su facebook e twitter i commenti e consigli degli allenatori. Sì, perchè noi italiani oltre ad essere popolo di marinai, poeti, santi, siamo il popolo degli allenatori della nazionale. come dire “c’è un allenatore in ognuno di noi”. Cassano in fondo, indietro; Balotelli fuori tono, deve passare; metti una punta, poi toglila; daje de tacco e daje de punta; fai entrare di Natale; Motta non è in partita perché è impegnato con i panettoni… e chi più ne ha più ne metta.

Ma devo dire che la cosa più snervante di questa partita sono stati i nomi dei giocatori croati. Manciavic, Ragadic, Rachitic, Machestadivic, Andostamovic… E poi Eduardo! Che dopo quella sequela di “vic” tu ti chiedi perché un croato di chiama Eduardo? Stona totalmente, per favore cambiategli nome!

Ma alla fine per l’Italia tutto è bene quel che finisce in pareggio. Come al solito, verrebbe da dire. Ci teniamo la strizza della qualificazione e alla prossima partita l’ardua sentenza.

(Oddio sto parlando forse come una tifosa?)

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