I russi hanno ragione

Tra le dispense che sto studiando per il prossimo esame mi soggiunge ora una frase che riassume l’insieme delle circostanze che non solo io sto vivendo. La frase diceva che secondo lo strutturalismo russo l’intreccio di un romanzo si muoverebbe con una situazione di forte cambiamento che va ad alterare un equilibrio iniziale; tale situazione ti incertezza e in movimento si risolverebbe solo nel momento in cui si raggiunge un nuovo equilibrio e una nuova fase di normalità. E i russi, con quella che potrebbe sembrare una ovvietà, aveano ragione.
Quello che sembrava un equilibrio accettabile delle nostre seppur non tranquille vite è stato alterato. Forse tutto si è frantumato quel 3 maggio con quel gesto estremo, ma probabilmente il castello di sabbia ha ceduto molto prima. Prima, quando ancora i suoi genitori cercavano di dare alla loro famiglia una parvenza di unione, senza la grande pretesa di ostentare quell’immagine di nido caldo e sicuro; semplicemente tenendo fisicamente insieme sotto lo stresso tetto persone con legami di sangue. Si sono presi troppo tempo, o meglio sua madre, non per cercare di rimediare e salvare una unuine originaria, ma per scoprire le carte e mettere la parola fine ad in rapporto che si nutriva delle proprie briciole di passato.
Ora che suo padre sembra aver smarrito la sua lucidità per comprendere e accettare tutto questo, ora che la disperazione vastita da voglia di possesso gli ha lasciato due cicatrici sui polsi, si sentono come animali braccati chr tentano di sfuggire ad una infelicità che sembra non avere fine. Diverse sono le strade per uscirne, tutte piene di ostacoli, nessuna sembra essere quella realmente giusta.
Lui vuole riappropriarsi della sua vita, non ricoprire nuovamente il ruolo di mediatore tra due fazioni; vorrebbe liberarsi delle responsabilità che come macigni cadono su di lui.
È giunto il momento degli avvocati. Il peggio sta arrivando. Una nuova scossa a copromettere una situazione burrascosa. Ma va affrontata. Ed io sarò con lui nella ricerca di un nuovo stallo. La trama si intreccerà ancora fino a sciogliersi e raggiungere un nuovo equilibrio.
A volte mi chiedo come avrei reagito io se tutto questo fosse accaduto a me. Non so darmi una risposta perchè forse non riesco a pensare alla mia famiglia disgregata; la mia unione familiare è tutto, ed è in parte fonte della mia forza. E può sembrare strano se affermato da una come me che non ha mai pensato all’ipotesi futura di essere generatrice di una nuova famiglia.
Ma chissà potrei anche pensarci realmente… Un giorno… Forse.

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