Incazzatura flash!

  Arrabbiata io? No, di più! Dopo una settimana di clausura volontaria per cercare di studiare un esame intero di linguistica, nonostante lavoro e impegni vari, ero convinta che questo sarebbe stato l’ultimo, e invece… Esame rimandato dal 24 al 25! Ma che forme trigonometriche a sfera!

Lo so un giorno di differenza potrebbe andare anzi a mio vantaggio, permettendomi di colmare le voragini di programma non studiato, le pagine solo lette, quelle saltate perché mi erano antipatiche… Ma io mi sento lo stesso rodere! Stavo già accusando i primi sintomi di ansia viscerale tipicamente pre-esame, quell’ansia sana che mi dà adrenalina e mi porta a studiare di più, a dare il meglio di me stessa, e che certe volte tocca le corde del mio orgoglio con quella punta di superbia per farmi convincere che anche questa volta con nemmeno il massimo sforzo ce la farò a passare anche questo esame. Invece si è affievolita per lasciar spazio al nervosismo, alla voglia di sfogarmi su qualcuno/qualcosa. Le mie mani hanno iniziato a muoversi da sole. Non so perché ma la prima cosa che ho fatto è stato mettermi lo smalto. Rosso. Sarà mica qualche messaggio subliminare? Bah.
Comunque mi sono calmata, mi sto calmando mentre scrivo. Riprendo il controllo e continuo a studiare, che male non fa (soprattutto alla mia bella media).
Ho tante cose da fare dopo lo studio, soprattutto vedere e abbracciare lui che in questi giorni mi è mancato terribilmente.
Poi devo divertirmi a rispondere e aspettare le risposte senza logica di Noncelapossofare. Ebbene sì, Noncelapossofare ce l’ha con me, è ufficiale. Solo che la costruzione sintattica e strutturale dei problemi intercorsi con me sono presenti come tipizzazioni solo nel suo mondo-lingua… (che cosa può fare troppa linguistica).
Vi lascio con una foto, un piccolo delirio da studio. Il cimitero delle penne! Però ora che ci penso anche il blocco per gli appunto è finito… nooooo. Mi abbandonano tutti. Compreso Noncelapossofare… (capirai…).

 

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Sono nel fiore dei miei anni!

Happy Birthday to me!

Ebbene sì, è giunto anche quest’anno il mio compleanno.

Siamo a quota a 25! Un quarto di secolo… azz…

Oggi a chi mi dice “stai invecchiando, sei diventata vecchia” e robe simili rispondo così:

Sono nel fiore dei miei anni!

E ne sono fermamente convinta.

Assalto ai saldi. Capitolo 1

 

Sono iniziati i saldi. Non so se dire per fortuna o rimanere in un tacito atteggiamento di indifferenza. Ammetto che alla notizia dei saldi anche io inizio un po’ a gasarmi, mi preparo facendo una lista di ciò che mi serve, dei negozi da visitare in cerca dell’affare del secolo e mi immagino tornare a casa come una paladina vittoriosa che mostra i cimeli di battaglia, tante buste piene di capi e oggetti vari (a volte privi di senso e inutili), conquistati sgomitando tra i suoi nemici più agguerriti, orde di donne in preda alla febbre dello shopping.

Tutto avviene nella mia fantasia, nella realtà nulla di ciò. Nella realtà più crudele torno a casa stanca e a mani vuote, o quasi.

5 gennaio, ore 10.00 inizia la mia corsa ai saldi con lui che è stato tanto carino da accompagnarmi, anche perché voleva comprarsi un cappotto nuovo. Abbiamo girato mercati, centri commerciali, outlet, siamo entrati e usciti da negozi piccoli e grandi; abbiamo pranzato anche fuori per non perdere tempo e ritmo, abbiamo fatto lunghe code per cosa? Un paio di coulotte, due collane e un paio di orecchini! Questo il mio misero bottino. Lui alla fine il suo bel cappotto costoso lo ha trovato, fortunatamente, magra consolazione per me.

Il bello è che quando entro in un negozio e rovisto tra la merce in saldo, non trovando nulla mi fiondo generalmente tra gli scaffali delle nuove collezioni e così addio spirito dei saldi e risparmio!

Però è solo l’inizio! Tornerò, scenderò ancora sul campo di battaglia! Voglio il mio prezioso cimelio, voglio il mio affare da saldi. Lo pretendo!

No, non sono i soliti propositi di inizio anno!

E per non smentirmi BUON ANNO NUOVO con quasi una settimana di ritardo! Però è il pensiero che conta…

Non è stato un inizio anno dei migliori: una nonnina in ospedale, una serata di capodanno organizzata all’ultimo momento con “amici” discutibili, e due giorni passati a sfornare circa un centinaio di muffin.

Note positive ci sono state, certo: le serate interminabili passate a casa di lui con la sua famiglia e le risate, i dolcetti troppo buoni, prendere coscienza di alcune cose, e poi gli stivaletti nuovi e alti molto fighi! In più la vaga impressione di non essere poi così tanto ingrassata in questi giorni di abbuffate in cui la gola gode di orgasmi multipli ad ogni boccone… E questa è una conquista per me…

Tutto sommato i primi giorni del 2012 si presentano alquanto tranquilli e mi offrono il tempo di riflettere, prendendo in considerazione un nuovo obiettivo da raggiungere: cercare di organizzare la mia vita e non essere così confusionaria ma soprattutto ritardataria cronica. Per l’organizzazione ci sto lavorando con qualche piccolo risultato d’incoraggiamento. Per il ritardo, non ci siamo proprio! A questo punto chiedo a chi passa di qui anche per caso un piccolo aiuto: come si fa a non essere ritardatari? In questo anno devo guarire da questa sindrome, aiuto!

Ho preso coscienza di alcune cose.

Quest’anno devo necessariamente, e senza deroghe, laurearmi! Nessuna scusa, dovessi anche studiare o lavorare di notte.

Ho visto più chiaramente il vero volto di alcune persone, di alcuni cosiddetti “amici”: simpatia di circostanza? Ci si vede solo quando ci si ricorda della reciproca esistenza o quando non si ha di meglio da fare? Ok ci sto anch’io. E questo non è diventare ipocrita e falsa uniformandomi a loro, ma solo riconoscere che alcuni rapporti considerati superficiali e di mera conoscenza, sono destinati a rimanere tali. Non importa più farmi conoscere se dall’altra parte non c’è la volontà di farlo.

Per quelli invece che mi conoscono meglio e che ultimamente hanno un atteggiamento distaccato e la cui risposta a questioni in sospeso, se non anche torti subiti e situazioni d’incomprensione che sussistono solo nel loro mondo limitato, è ignorare la mia persona (e mi riferisco ad un soggetto in particolare), proprio a loro rivolgo un sincero e spontaneo “chi se ne frega”. Ormai di voi non mi curo più, specie dopo aver ribadito più volte che in situazioni di incertezza e fraintendimenti preferisco le parole, e perché no anche le urla, al silenzio; semplicemente affrontare le questioni dialogando, esponendo dubbi, cercando di vederci chiaro come dovrebbero fare le persone che si ritengono mature e con almeno un briciolo di buon senso. Ma ahimè si preferisce tacere e ignorare: mi dispiace per te, cara la mia Noncelapossofare, questa volta puoi continuare a ribollire nel tuo brodo di stronzate, io continuo per la mia strada che sicuramente qualcosa più di te l’ho imparata e costruita.

Da lunedì inizia il mio nuovo stage alla casa editrice! Sono tranquilla perché conosco bene quell’ambiente, ma quel pizzico di emozione ed eccitamento che rende impaziente c’è sempre, e va benissimo. Poi ci sono i progetti dell’Associazione e i lavoretti freelance. Tante cose belle in programma. Ma stavo dimenticando un’altra cosa! Il mio compleanno tra qualche giorno e la scelta del dolce da preparare!

Intanto che ci penso, mi faccio un bel caffè.