I muffin nel “piatto”

Come ogni anno la scorsa settimana, nella mia città si è consumato il rito di ricevere doni. Da noi a portare i doni ai bimbi buoni è San Nicola, ma ormai è consuetudine fare il bis a Natale con il caro vecchio Babbo Natale che si è imposto con prepotenza, con grande dispiacere dei nostri portafogli e di quei poveracci che al solo pensiero di dover cercare il regalo giusto per i rispettivi destinatari entrano in un tunnel di isterismo misto a depressione. Torniamo alla notte dei doni; la notte precedente i bambini lasciano la loro bella letterina (in cui il pensiero, per alzare il voto della maestra e raddoppiare la quantità di regali, “ai bambini poveri” non può mancare) vicino al luogo più vicino da dove presumibilmente dovrebbe giungere il santo, e qui si potrebbe aprire un capitolo infinito. Tradizionalmente arriverebbe giù dal camino, ma in assenza di questo potrebbe andar bene qualsiasi canna fumaria, anche la cappa dei fornelli – là i bambini si chiedono giustamente “ma San Nicola non si fa male a passare attraverso quelle ventole di acciaio (dicesi cappello aspiratore per camino in metallo, anche tagliente)? Oppure in assenza di pertugi fumari il santo giunge dal buco della serratura della porta di casa, questo in virtù del fatto che dovrebbe avere la consistenza di uno spirito, ma ciò non spiegherebbe come fanno giocattoli e doni vari a passarci! E proprio nei bimbi più acuti che si pongono questo problema, s’insinua il dubbio che dietro tutta questa faccenda di San Nicola/Babbo Natale in realtà ci sia una bella fregatura!

Dalle mie parti la mattina di  questo giorno misterioso ci si sveglia tutti euforici; la letterina non c’è più e al suo posto c’è “il piatto”! È un piatto, un vassoio, una ciotola, a volte direttamente sul tavolo, pieno di dolciumi di tutti i tipi, caramelle, cioccolate, dolci, biscotti (un anno da piccola ho trovato una valanga di kinder pinguì… mah, il mio San Nicola era un po’ strano), accompagnati da giocattoli e regali vari. Ma il bello è che “il piatto” lo si trova anche a casa di nonni, zii e zie, parenti vari anche acquisiti, fidanzati, suocere e chi più ne ha più ne metta per un’abbuffata di zuccheri in allegria!

Quest’anno, oltre a ricevere i piatti, li ho fatti anch’io, a mio modo naturalmente! E allora muffin per tutti! Alle mele, aromatizzati all’arancia, e al cioccolato e cocco. Un successone! Orma mi sto specializzando in muffin.

Adoro cucinare, mi piacciono i gesti tipici, gli odori, assaggiare gli impasti, seguire alla lettera le ricette per poi ritrovarsi a cambiarle, a reinventarle e modellarle secondo le voglie e i gusti del momento. Quando cucino mi alieno completamente e la preparazione diventa quasi un rito catartico. Cucinare è il momento tutto mio, creo, mi libero e mi rigenero.

E poi magno!  🙂

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