Natale con i tuoi… e sorprese più che puoi!

Dopo una pausa tutta natalizia eccomi di nuovo qui.

Prima di tutto Buon Natale! Lo so, arrivo un po’ in ritardo come mio solito, però valgono lo stesso. Allora come avete trascorso questo Natale 2011? Lo ammetto, sembra la solita domanda retorica volta a far in modo che l’interlocutore di turno faccia a me quella stessa domanda (strano generalmente non faccio questo semi-giochino psicologico…). Dato che non c’è nessuno che me lo chiede, io lo dico lo stesso!

È stato un Natale insolito, diverso da tutti gli altri per spirito, compagnia, luoghi, sentimenti. È stato il secondo Natale con lui ma con l’aggiunta della sua famiglia. Praticamente una banda di mezzi matti casinisti e divertenti che mi hanno subito accolta e fatta sentire a casa, una di famiglia. Adoro la sua madre, è una persona che stimo profondamente, con cui mi piace dialogare, e a cui ho subito sentito di essere legata da un affetto sincero. Inspiegabilmente mi sono accorta di ricercare quasi involontariamente il suo consenso, di entrare nelle sue “grazie”, non perché sia sua madre (e teoricamente la mia cosiddetta “suocera”), ma semplicemente perché è lei come persona. Ma adoro anche sua zia, suo nonno, suo cugino e… Praticamente tutti. Passare il Natale con loro, oltre che con la mia famiglia, è stato decisamente meglio che stare in compagnia di “amici” da cui ormai credi di doverti guardare le spalle. In seguito aprirò un bel capitolo dedicato a tali amici.

Ma torniamo al Natale che ormai è sinonimo anche di regali, preferibilmente fatti col cuore, e soprattutto il suo regalo. Su questo c’è da fare una piccola premessa. Io sono talmente curiosa e se so che sto per ricevere un regalo faccio di tutto per sapere che regalo è e per scoprire dove è nascosto. Sin da piccola sono una cacciatrice di regali, indago e cerco in ogni dove a costo di rovinarmi la sorpresa. Ma l’attesa, così come la curiosità e quella capacità di vedere quanto il mio intuito possa essere preciso mi danno quasi un’eccitazione particolare. Qualche sera prima di Natale, quando la corsa al regalo era ormai conclusa, ero con lui e abbiamo iniziato a parlare dei nostri rispettivi regali, dandoci qualche indizio. Lui, che conosce bene la mia curiosità e un po’ gode a vedermi patire, si è sbilanciato con gli indizi:

  • È qualcosa che non mi aspetterei mai di ricevere
  • Si accende
  • Emette dei suoni (anche se non ne era sicuro)
  • In qualche modo parla
  • Va a batterie

Lì ho iniziato a fare un elenco lunghissimo di cose, anche improbabili che avevano più o meno queste caratteristiche; ma in realtà la mia speranza era una sola, ricevere una borsa! Ho nominato telefoni, lettori mp3, registratori, radioline, giradischi, palmari, e poi un oggetto: un auricolare bluetooth! Lui ha confermato, ho scoperto il regalo e non potevo crederci… Che delusione! L’ho implorato affinché mi dicesse che era uno scherzo, invece era tutto vero, facendomi pesare il fatto che avessi rovinato la sua sorpresa. Mi ritrovavo senza il regalo sperato e con un auricolare senza fili impersonale… Che poi, fossi sempre al telefono avrebbe avuto più senso! Ormai era fatta per me, mentre lui si sarebbe goduto il suo regalo/sorpresa. Con un misto di rassegnazione e delusione (per il suo gusto in fatto di regali) arrivo alla sera della vigilia. Allo scoccare della mezzanotte andiamo tutti vicino all’albero dove erano sistemati i regali e inizia la distribuzione. Dopo un paio di regali lui si avvicina con il suo, mi porge il pacchetto dicendomi che ormai già sapevo cosa fosse, mentre tutti ci osservavano quasi aspettandosi qualcosa che io non sapevo. Lo apro e compare una scatola nera schiacciata, un po’ strana considerando il fatto che sopra aveva il marchio di una nota marca di jeans. Apro la scatola e dentro c’è un biglietto che dice “Auricolare blutùt della nokia”, con una bella risata sul retro, e un paio di comuni auricolari con filo da pc! Credo di essere diventata rossa come le palle dell’albero di Natale, tutti ridevano e lui si prendeva la sua rivincita per avergli detto di non saper fare sorprese e farsi scoprire subito. Potete comprendere il mio imbarazzo… Poi torna con una grande busta argentata, il vero regalo. La apro e ci trovo una borsa nera… Mi serviva e inizialmente penso che sia anche bella (in seguito ho realizzato che era orribile, tanto da dover tornare al negozio per cambiarla con la commessa che rimproverava lui per aver scelto dal suo negozio una borsa così brutta!). Ma la borsa era troppo pesante, così mi invitano ad aprirla e cosa ci trovo? Una pocket video camera della Kodak HD! Scherzo e sorpresa più che riusciti e io che mi son dovuta rimangiare tutto mentre gli altri, che sapevano tutto, si son divertiti alle mie spalle!

Mai trascorso un Natale così, tra risate sincere, cibo buonissimo e naturalmente abbondante, persone che sono ormai una nuova famiglia, giochi, calore e tanto amore.

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Con le mani in pasta!

Oggi la cucina è il mio regno, come le brave casalinghe! (In realtà come le brave casalinghe a metà dato che a me piace tantissimo cucinare ma molto meno pulire e rimettere tutto in ordine… Ve lo avevo detto che sono una pasticciona!)

Come molte volte accade, il pranzo del sabato è una mia responsabilità; e come accade ormai un po’ raramente, il primo piatto del sabato è il risotto. Il mio risotto! Ho una passione indomabile per il riso cucinato in qualsiasi modo, e il risotto è tra i piatti che preferisco in assoluto. Oggi ho preparato un risotto con zucchine e gamberetti che era talmente buono da piacere anche a mia sorella! E questa è la prova del nove più dura da superare dato che mia sorella al contrario mio odia il riso. Ai miei esigenti commensali ho altresì proposto, seguendo la mia vena creativa del momento, un rotolo di pasta di pizza ripieno di funghi trifolati, salame e formaggio fuso. Inutile dire che è terminato in un attimo: ora c’è, ora non c’è più! Magie della maga Sibyl! E son soddisfazioni!

Questa sera, dato che lui è infortunato (ginocchio azzoppato e legamenti che sono andati a farsi benedire) rimaniamo a casa sua e tanto per cambiare cuciniamo! Il menù prevede:

  • Quiche ai funghi
  • Biscottini di Natale.

La quiche è uno dei miei piatti forti, soprattutto quella agli spinaci; i biscottini sono una cosa carina da fare insieme dato che anche a lui piace cucinare e pasticciare (poiché in realtà lui pasticcia davvero…).

Si prevede una seratina tranquilla, forse romantica, ma soprattutto con le mani in pasta!

Come incazzarsi, magnare e diventare indovini in un solo giorno

Oggi giornata di incazzature epiche! Però devo dire che mi sono sfogata un bel po’, anche se ora mi sento esausta…

Oggi giornata di inaugurazioni, il che signitica buffet gratis! (Buonissimi i cornettini salati farciti, devo assolutamente farli!)

Oggi giornata di presentimenti, brutti purtroppo. “Ragazzi, non so perchè ma stasera ho un brutto presentimento…” ho detto appena ci siamo seduti al tavolo del pub. Aspettavo che lui ci raggiungesse. Dopo un’ora prendo il cellulare e trovo il seguente messaggio:

“Amore… Non ho buonissime notizie. Sto tornando a casa dal pronto soccorso. Niente di grave ma domani mattina devo tornare in ospedale per fare la radiografia e la visita ortopedica. Sono caduto su un fianco e mi sono fatto male al ginocchio. Per favore non rimproverarmi che m’incazzo.”

Secondo voi come ho reagito? Un “Te lo avevo detto di non andare stasera a giocare a calcetto perchè il campo è scivoloso dopo la pioggia” ci stava benissimo, ma ho evitato.

Stupido orgoglio maschile. Se cerchi di esprimere un tuo semplice parere su un argomento che nella loro piccola testa bacata gravita migliaia di anni luce lontano dall’universo femminile, o sembri posseduta dallo spirito della loro tanto amata quanto odiata genitrice, o sei la solita ragazza rompipalle che vorrebbe privarli di quei momenti in cui il campo da gioco è il terreno di un duello per la difesa dell’onore e per misurare la propria virilità (che secondo me potrebbe traspirare solo dal puzzo di sudore e dal tanfo delle loro scarpe).

In fondo sono uomini… E ho detto tutto.

I muffin nel “piatto”

Come ogni anno la scorsa settimana, nella mia città si è consumato il rito di ricevere doni. Da noi a portare i doni ai bimbi buoni è San Nicola, ma ormai è consuetudine fare il bis a Natale con il caro vecchio Babbo Natale che si è imposto con prepotenza, con grande dispiacere dei nostri portafogli e di quei poveracci che al solo pensiero di dover cercare il regalo giusto per i rispettivi destinatari entrano in un tunnel di isterismo misto a depressione. Torniamo alla notte dei doni; la notte precedente i bambini lasciano la loro bella letterina (in cui il pensiero, per alzare il voto della maestra e raddoppiare la quantità di regali, “ai bambini poveri” non può mancare) vicino al luogo più vicino da dove presumibilmente dovrebbe giungere il santo, e qui si potrebbe aprire un capitolo infinito. Tradizionalmente arriverebbe giù dal camino, ma in assenza di questo potrebbe andar bene qualsiasi canna fumaria, anche la cappa dei fornelli – là i bambini si chiedono giustamente “ma San Nicola non si fa male a passare attraverso quelle ventole di acciaio (dicesi cappello aspiratore per camino in metallo, anche tagliente)? Oppure in assenza di pertugi fumari il santo giunge dal buco della serratura della porta di casa, questo in virtù del fatto che dovrebbe avere la consistenza di uno spirito, ma ciò non spiegherebbe come fanno giocattoli e doni vari a passarci! E proprio nei bimbi più acuti che si pongono questo problema, s’insinua il dubbio che dietro tutta questa faccenda di San Nicola/Babbo Natale in realtà ci sia una bella fregatura!

Dalle mie parti la mattina di  questo giorno misterioso ci si sveglia tutti euforici; la letterina non c’è più e al suo posto c’è “il piatto”! È un piatto, un vassoio, una ciotola, a volte direttamente sul tavolo, pieno di dolciumi di tutti i tipi, caramelle, cioccolate, dolci, biscotti (un anno da piccola ho trovato una valanga di kinder pinguì… mah, il mio San Nicola era un po’ strano), accompagnati da giocattoli e regali vari. Ma il bello è che “il piatto” lo si trova anche a casa di nonni, zii e zie, parenti vari anche acquisiti, fidanzati, suocere e chi più ne ha più ne metta per un’abbuffata di zuccheri in allegria!

Quest’anno, oltre a ricevere i piatti, li ho fatti anch’io, a mio modo naturalmente! E allora muffin per tutti! Alle mele, aromatizzati all’arancia, e al cioccolato e cocco. Un successone! Orma mi sto specializzando in muffin.

Adoro cucinare, mi piacciono i gesti tipici, gli odori, assaggiare gli impasti, seguire alla lettera le ricette per poi ritrovarsi a cambiarle, a reinventarle e modellarle secondo le voglie e i gusti del momento. Quando cucino mi alieno completamente e la preparazione diventa quasi un rito catartico. Cucinare è il momento tutto mio, creo, mi libero e mi rigenero.

E poi magno!  🙂

Se una sorpresa fa piacere, tre sono anche meglio

Avrei tanto da scrivere, forse troppo, ma pochissimo tempo per farlo soprattutto in questo periodo in cui molte cose stanno accadendo, progetti vari si stanno realizzando e le mie povere membra sono terribilmente doloranti (soprattutto oggi dopo due ore di palestra e la maratona intensiva a Roma con inclusa sessione speciale di step sulla cupola di S. Pietro, naturalmente di corsa).
Ma in questo post voglio parlare di qualcosa di speciale, qualcosa che la me di un po’ di anni fa avrebbe guardato con disgusto facendosi poi una risata e ribadendo al mondo il suo stato di single incallita e felice. Voglio ricordare qui quella notte tra 9 e 10 dicembre di un anno fa in cui molte cose sono cambiate col silenzio, con un bigliettino di carta, lo shock, un pianto e un bacio. La notte in cui ho deciso di legarmi a lui, a Vin.
È passato un anno da quella notte, da quando ho scoperto che anche io potevo amare ed essere amata, una anno di amore che prima sembrava una cosa impossibile, per me che non volevo legami, per me che credevo che la solitudine fosse la condizione migliore, se non essenziale, per realizzare i miei progetti e i miei sogni. E invece ho scoperto che la vita di coppia non è poi malaccio, che la mia libertà è inviolata, che tutto sommato i sogni si realizzano anche in due e che al mondo nell’equazione uomo=esserementalmenteinferiore ce n’è qualcuno meno inferiore.
Lui mi ha conquistata e lo ha fatto ancora venerdì scorso, 9 dicembre. Mi ha portata a cena fuori, un locale in cui si esibiva una cover band dei Coldplay (mio gruppo preferito): doveva essere una sorpresa, sfortunatamente per lui il giorno prima eravamo passati da quel locale ed io avevo visto la locandina del concerto ma non avevo detto nulla per non rovinargli la sorpresa; però, in virtù del fatto che lui è meno inferiore rispetto agli altri uomini, aveva capito che io avevo capito… L’effetto a sorpresa era praticamente andato a farsi benedire, ma la serata era davvero fantastica, buona musica e io e lui piccioncini innamorati e affamati che si son spazzolati via in men che non si dica un piatto di frittura mista e olive all’ascolana, alèèè! Dopo è stato un crescendo di sorprese! Ben 3!
Prima sorpresa – Durante il concerto iniziano a suonare le prime note di Fix you e un musicista dice “questa canzone è per Vin e Sibyl e tutti gli innamorati”… Credo che in un nanosecondo il mio viso sia passato da un colorito normale a un rosso-bordeaux con un imbarazzo indescrivibile mentre tutti gli occhi del locale erano puntati su di me e lui mi guardava soddisfatto. Qual è stata la prima cosa che ho detto a lui dopo essermi ripresa? “Scemo!”, mia tipica reazione a questi gesti da film che non pensi possano mai capitare a te. Però nonostante tutto mi ha fatto molto piacere ed è riuscito davvero a sorprendermi.

Seconda sorpresa – Dopo essere usciti dal locale e saliti in macchina lui mi dà un foglio piegato a mo’ di bustina, era la soluzione degli indovinelli/indizi che mi aveva dato giorni prima e che messi insieme formavano dei versi scritti da lui. Naturalmente belli e dolcissimi.

Terza sorpresa – Ci avviamo in macchina, stiamo percorrendo il lungomare e improvvisamente lui si ferma, scende dalla macchina e va al bagagliaio. Torna dopo poco con una rosa rossa dallo stelo lunghissimo e confezionata a regola d’arte. Ed io di nuovo senza parole. Anzi forse gli ho detto di nuovo “Scemo!”…
Lui è l’incarnazione del romanticismo più vero e puro; io l’antiromanticismo per eccellenza.
Non amo tantissimo certi gesti sdolcinati e talvolta solo teatralmente costruiti a beneficio di terzi che in teoria dovrebbero stare a guardare e rosicare. E forse li tollero poco anche perché non riuscirei proprio a farli.
Ma i suoi gesti sono solo per me, nessuna ostentazione, i suoi occhi mostrano tutta la veridicità e la sincerità dei suoi sentimenti.

Lui è unico ed è mio!

Le buone notizie arrivano sempre con un raggio di sole

Quando pensavo di aver compreso il mio blog, questo mi ha abbandonata… Andiamo bene, ora non ci si può fidare nemmeno dei blog. Ed ora ricomincio da qui, da un nuovo blog, anche se sto considerando l’idea di portare qui parte o tutti i vecchi post semplicemente perchè non posso perderli, fanno parte di me.

A proposito di fine/inizio: stamattina è finito il mio stage in web marketing alla casa editrice. Stavo già pensando a quale ricordino riuscire a portare via con me (giusto per non sentire la mancanza di quell’ufficio…), quando la responsabile e la capo redattrice mi vogliono parlare. Ho pensato: “Sicuramente mi chiederanno come mi sono trovata, a cosa mi è servita questa esperienza, cosa ho imparato; naturalmente mi diranno che è un periodo difficile, che c’è la crisi, che il loro organico è al completo e bla bla bla”. In orazioni di questo tipo sono una vera esperta, il segreto è fissare lo sguardo, fingere attenzione, staccare il cervello e riattaccarlo solo quando tutto è concluso.

E invece no! Eccezzione! Alla fine di un discorsetto neanche tanto lungo mi hanno offerto uno stage di redazione per diventare collaboratrice esterna! (EEEEHHHH AAAAHHHH la folla è in delirio!) Si inizia lunedì 9 gennaio. (Della serie manco a godermi liberamente il compleanno, che è il 10, che pizza). Però è quello che volevo, ciò che ho sempre desiderato e forse un pezzetto di sogno che si avvera.

In quel momento è comparso in cielo un pallido sole, e ne sono sicura, mi ha fatto l’occhiolino. 😉